Trovati 13 documenti.
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I linguaggi dell'arte / Nelson Goodman ; edizione italiana a cura di Franco Brioschi
Il Saggiatore, 2017
Abstract: Un quadro può rappresentare perfettamente un oggetto o è solo una delle sue tante immagini? Esiste veramente una differenza tra un'opera d'arte e la sua copia? Che cos'hanno in comune gli spartiti musicali, gli abbozzi di un pittore e lo schema di un impianto elettrico? In questa raccolta di saggi Nelson Goodman affronta i temi principali della filosofia dell'arte, come il rapporto tra rappresentazione e realtà, il potere espressivo di immagini e simboli, i requisiti essenziali dell'esperienza estetica.
Il Saggiatore, 2017
Abstract: L'opera raccoglie i testi che Salvador Dali scrisse negli anni trenta, i più decisivi per la definizione della sua poetica surrealista e per la sua maturazione artistica. Ne nasce l'autoritratto della più grande «mente immaginativa del secolo scorso», che illumina di luce nuova le sue opere - ma anche il suo pensiero sul rapporto fra arte e politica, sul sesso e sulla religione, sulla scienza e sulla psicoanalisi -, l'amicizia con Luis Bunuel e Federico Garcia Lorca, il tormentato sodalizio artistico con i surrealisti e la passione per il cinema e la fotografia. L'ossessione, il sogno, l'estasi, il delirio: l'irrazionalismo è il più fertile dei fattori espressivi e creativi grazie al metodo paranoico-critico, vera e propria chiave di volta del percorso di Dali. Nel suo universo artistico ogni rigida distinzione intellettuale, ogni comoda categoria pratica, persino il più ovvio rapporto di causa-effetto sembra implodere e dichiararsi «altro» da sé. L'inorganico trapassa improvvisamente nell'organico, istinto sessuale e istinto alimentare si fondono, mentre Freud e Einstein vengono eletti degni successori di maghi e alchimisti per aver dimostrato - ciascuno a modo suo - che la materia è instabile. Ci vuole un «genio» - un genio che, inutile dirlo, Dali identifica con se stesso - per portare a termine l'aspirazione alchemica prima: mostrare, proprio attraverso una radicale, mistica trasmutazione della materia, come sia possibile perseguire un analogo cambiamento di coscienza: un'«estasi», cioè uno stato nel quale «ogni giudizio cambia in modo sensazionale», e da cui solo può sgorgare l'arte.
Raffaello Cortina, 2017
Abstract: Nella teoria e nella filosofia dell'arte si tende a sottolineare la differenza fra l'arte e le altre pratiche umane. In questo modo, si può perdere il senso profondo della pluralità delle arti e sottovalutare la portata dell'arte nell'ambito della forma di vita umana. Nella prospettiva teorica elaborata da Bertram, al contrario, l'arte si colloca in continuità con le altre pratiche umane, perché solo in riferimento a esse può acquisire la propria specifica potenzialità. Seguendo Bertram, saremo in grado di riconoscere in queste pagine una nuova impostazione nella definizione dell'arte: si tratta di comprendere la particolarità dell'arte nel contesto della prassi umana, ovvero di cogliere la natura essenziale del contributo che essa reca a questa prassi. L'arte, argomenta Bertram, non è semplicemente una pratica specifica, ma una forma specifica di prassi riflessiva, in quanto tale assai produttiva nell'ambito del rapporto dell'essere umano con il mondo. In ultima analisi, l'arte è una prassi di libertà.
Einaudi, 2017
Abstract: Si può senz'altro affermare, riprendendo autorevoli giudizi, che ancora oggi l'Estetica di Hegel costituisce la riflessione piú profonda e completa che l'Occidente abbia prodotto sul fenomeno dell'arte. Si tratta, però, di un capolavoro incompiuto. Il filosofo svevo, infatti, non riuscí a portare a termine il disegno di un'opera di filosofia dell'arte, a cui pure lavorava, come attestano i suoi corsi universitari, fin dal 1818. Sarà uno dei suoi allievi, Heinrich Gustav Hotho, a pubblicare postuma l'Estetica hegeliana. Il testo che qui si offre al pubblico italiano, decisamente piú agile rispetto all'opera maggiore, è la traduzione di un quaderno di appunti di un corso completo di estetica tenuto da Hegel a Berlino nel 1822-23, e ritrovato tra le carte del filosofo e storico della filosofia francese Victor Cousin. Il suo carattere compendiato, ma, allo stesso tempo, puntuale e rigoroso nel restituirci la riflessione del grande filosofo nel vivo del suo prodursi, fa di questa nuova, «piccola» Estetica un'importante fonte per gli studiosi di filosofia e teoria dell'arte, e per quanti desiderano avvicinarsi per la prima volta alle idee estetiche di Hegel
Raffaello Cortina, 2017
Abstract: Con un linguaggio brillante e profondo, Sloterdijk affronta in questi saggi un’ampia gamma di questioni estetiche classiche – dall’architettura alla musica, dal design alla pittura, dalla forma della città alla letteratura –, inquadrandole nella sua originale e innovativa antropologia filosofica. La filosofia di Peter Sloterdijk è nota ai lettori italiani, ma fino a oggi non se ne conosceva ancora il pensiero estetico, raccolto per la prima volta in questi saggi che documentano un trentennio di riflessioni sulle arti e, più in generale, sul ruolo guida svolto dai sensi e dall’esperienza sensibile nelle scelte consapevoli e nelle condotte inconsapevoli dell’essere umano. Ci si accorge in tal modo che un’estetica è sottesa a tutta la filosofia di Sloterdijk, e che molte nozioni teoriche del pensiero dell’autore hanno un radicamento essenziale nella sensibilità umana. In definitiva, per Sloterdijk l’estetica possiede un acuto potere euristico: ci aiuta a capire che tipo di mondo ci siamo costruiti, come ci viviamo e in che modo potremmo cambiarlo, cominciando da noi stessi.
Castelvecchi, 2017
Abstract: Il 1910 non è un anno come gli altri per il mondo occidentale. Manca meno di un quinquennio allo scoppio della prima guerra mondiale e l'apparizione nei cieli d'Europa della cometa di Halley sembra preannunciare la tragedia che decreterà la crisi di un'intera cultura. In quegli anni arte, filosofia, musica e letteratura rivelano con nuova crudezza le ossessioni e le paure dell'uomo contemporaneo, di cui Thomas Harrison mostra la traumatica gestazione attraverso le vicende esemplari di intellettuali e artisti come Kandinsky, Schiele, Kokoschka, Lukàcs, Rilke e Schönberg. Spostandosi tra Germania, Italia e impero asburgico, l'autore si sofferma sulla complessa figura di Carlo Michelstaedter, poeta, pittore e filosofo di Gorizia che si toglie la vita proprio nel 1910, a soli ventitré anni. La tesi di laurea "La persuasione e la rettorica", lascito filosofico cui il saggio rivolge particolare attenzione, fu terminata il giorno stesso del suicidio e costituisce un'emblematica dichiarazione di morte della vecchia Europa. La percezione di una metafisica conflittuale e l'ossessione universale per la malattia e la morte, la ricerca di un'espressione autentica dell'anima e il perseguimento di un'etica del sacrificio sono temi che accomunano tutti i pensatori e gli artisti del 1910: una ricerca intellettuale brutalmente messa a tacere dalla guerra ma con cui, cento anni dopo, ci troviamo ancora a dover fare i conti.
Clichy, 2017
Abstract: Seabearstein, pittore appassionato di donne, mette fine al suo forzato ritiro per partecipare a un’esperienza artistica fuori dalla norma. Ormai in molti sono convinti che l’arte sia l’unica via possibile per contrastare l’oscurantismo dilagante nella società, e proprio lui viene incaricato di risvegliare il solo profeta non religioso che possa mettere fine a questa spirale di brutalità: Salvador Dalí, segretamente ibernato a Parigi. Per ridestare il suo spirito, dovrà ricomporre quattro quadri di Dalì con modelle in carne e ossa che rappresenteranno dei tableaux vivants. Privo di qualsiasi comunicazione con il mondo esterno intraprenderà un viaggio mistico e filosofico assolutamente fuori dal comune.
Antropologia dell'estetico / Lorenzo Bartalesi
Milano ; Udine : Mimesis, 2017
Abstract: Importanti ritrovamenti archeologici e indagini etnografiche mettono in evidenza come le condotte estetiche costituiscano un elemento essenziale dei processi attraverso i quali la nostra specie ha costruito e incessantemente costruisce il proprio mondo e la propria identità. Considerazioni come questa ci spingono ad abbandonare la tradizionale concezione dell'estetico come elemento marginale nello studio delle culture umane, riportandolo nel cuore dell'esistenza concreta degli individui e delle società. Questo libro inaugura una riflessione antropologica fondamentale sulla complessità e diversità dei fenomeni estetici da un punto di vista cognitivo e comportamentale, sociale e individuale, storico ed evolutivo. Nella sua ambizione interdisciplinare, l'autore ha l'obiettivo di parlare non solo agli specialisti dell'estetica filosofica ma anche agli studiosi di scienze umane che nelle loro ricerche entrano quotidianamente in contatto con i fenomeni e le categorie dell'estetico.
Che cos'è l'estetica quotidiana / Elisabetta Di Stefano
Roma : Carocci, 2017
Bussole ; 559Filosofia
Abstract: Come è possibile accostare l'estetica, ovvero lo studio dell'arte e del bello, alla vita di tutti giorni? Eppure nell'attuale dibattito filosofico angloamericano questa locuzione ossimorica sta prendendo sempre più consistenza teorica nell'ambito di una nuova disciplina, L'EverydayAesthetics. Il libro presenta, per la prima volta in lingua italiana, questo recente campo di indagine, intrecciando le ricerche angloamericane sull'Everyday Aesthetics e quelle europee sull'estetizzazione del reale. Dall'analisi appare evidente che l'estetica è ormai diventata un paradigma transdisciplinare, aperto alle pratiche della vita di ogni giorno (cura del corpo, cibo, moda, design). Tuttavia tale ampliamento di orizzonti verso la quotidianità non deve volgersi a una bellezza superficiale e consumistica, ma all'acquisizione di una consapevolezza corporea (aisthesis) capace di guidarci verso scelte più responsabili e di indurci ad avere maggiore cura di noi stessi, degli altri e dell'ambiente in cui viviamo.
Bazzano : Artebambini, 2017
Dada
Milano : Abscondita, 2017
Aesthetica ; 38
Carocci, 2017
Abstract: In questa breve introduzione, dopo una rassegna della letteratura storico-artistica prodotta in seno al marxismo, l'autore mostra le relazioni tra la storia dell'arte marxista e la storia sociale dell'arte, la sociologia dell'arte, la storia dell'arte di stampo borghese e la teoria dell'arte di stampo anarchico. Descrive poi le varie declinazioni con cui l'approccio marxista può essere applicato all'analisi artistica, esemplificandole con quattro saggi che prendono in esame la produzione artistica di diversi periodi storici. La semplicità e la chiarezza con cui è strutturata l'esposizione degli argomenti e un dizionario in cui vengono spiegati i principali concetti del marxismo classico fanno del volume anche un utile strumento di consultazione rapida. Arricchisce il volume la traduzione integrale del rapporto di Frederick Antal "Sui musei dell'Unione Sovietica", del 1932.
Dopo Warhol : il pop, il postmoderno, l'estetica diffusa / Andrea Mecacci
Donzelli, 2017
Abstract: La contemporaneità - ovvero l'epoca che viene «dopo Warhol» - ha conosciuto tre grandi processi di estetizzazione: il pop (dalla metà degli anni cinquanta agli inizi degli anni settanta), il postmoderno (dagli anni settanta alla fine degli anni ottanta) e l'estetica diffusa (dagli anni novanta fino a oggi). Questo studio individua alcuni momenti decisivi di questi passaggi in cui la realtà è stata concepita e vissuta essenzialmente come una costruzione estetica. La cultura pop, che trova in Warhol la sua figura paradigmatica, ha rappresentato la massima espressione estetica della tarda civiltà industriale dando una forma definitiva a ciò che oggi chiamiamo «secondo Novecento»: l'estetico inteso come consumo simbolico. Questo approdo estremo della modernità confluisce nella fase successiva del postmoderno, nel quale le pratiche più diverse rientrano in un'immensa strategia della simulazione e dell'ibridazione: kitsch, estetica del fake, citazionismo, culto dell'apparenza, finzione. Elaborando una continua erosione di ogni gerarchia culturale, il postmoderno ha aperto le porte a una fase post-storica dell'estetico, sempre meno rintracciabile nell'arte e sempre più presente nelle esperienze della quotidianità. Si giunge così al terzo momento, l'estetica diffusa o estetizzazione diffusa, che rappresenta la dimensione estetica della globalizzazione, dove estetizzazione significa fondamentalmente che anche il non estetico è pensato ed esperito come estetico. Quella che emerge è una radiografia di un passato prossimo che è la chiave per comprendere dinamiche ormai tanto autoevidenti da non essere più interrogate.