Trovati 31 documenti.
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Einaudi, 2017
Abstract: Pesca alla trota in America è il capolavoro di Brautigan. Scritto nel 1961 e pubblicato per la prima volta nel 1967, diventa subito un libro culto per l'America di quegli anni, vendendo più di due milioni di copie e facendo di Brautigan un'icona della controcultura. Ma cos'è Pesca alla trota in America? È un'entità imperscrutabile e multiforme, che assume via via le sembianze di un vecchio barbone malconcio, uno stato mentale, un alberghetto di cinesi, una trovata da terroristi in erba. È forse la memoria collettiva del sogno americano di fronte al suo tramonto, un lamento sulla perdita dell'innocenza con il sorriso sulle labbra. Enigmatico e funambolico, dissacrante ed elegiaco, Pesca alla trota in America mescola forme e generi letterari per costruire un'altra America, un'America della mente che è un distillato d'immaginazione e creatività. E soprattutto è uno spasso da leggere.
GOG, 2017
Abstract: Dalle teorie sulla popolazione di Thomas Robert Malthus alla lotta per la sopravvivenza dell'evoluzionismo darwiniano. Dall'eugenetica al Brave New World di Aldous Huxley. Dalla Royal e la Fabian Society fino al ruolo delle ong nelle "rivoluzioni colorate". Dal new age fino allo gnosticismo dei guru della Silicon Valley. Al confine con una prosa narrativa, questo saggio va affrontato come si affronta un noir in letteratura e un thriller nel cinema. È una storia di intrighi, di scoperte, di ipotesi, di manipolazioni, ma è anche il racconto della nascita dell'ideologia progressista, a partire dai sogni e le utopie di Francis Bacon e Auguste Comte fino ai più recenti esperimenti di ingegneria sociale: il birth control e la teoria gender. Dietro questa meta-narrazione prometeica che ha fatto di tecnica e libertà un unico concetto, sì manifesta la creazione di un grande dispositivo di dominio e di controllo sociale. L'obiettivo è l'invenzione di un modello antropologico del tutto nuovo.
Homo deus : a brief history of tomorrow / Yuval Noah Harari
Vintage, 2017
Abstract: Nella seconda metà del XX secolo l'umanità è riuscita in un'impresa che per migliaia di anni è parsa impossibile: tenere sotto controllo carestie, pestilenze e guerre. Oggi è più probabile che l'uomo medio muoia per un'abbuffata da McDonald's piuttosto che per la siccità, il virus Ebola o un attacco di al-Qaida. Nel XXI secolo, in un mondo ormai libero dalle epidemie, economicamente prospero e in pace, coltiviamo con strumenti sempre più potenti l'ambizione antica di elevarci al rango di divinità, di trasformare ''Homo sapiens'' in ''Homo Deus''. E allora cosa accadrà quando robotica, intelligenza artificiale e ingegneria genetica saranno messe al servizio della ricerca dell'immortalità e della felicità eterna? Harari racconta sogni e incubi che daranno forma al XXI secolo in una sintesi audace e lucidissima di storia, filosofia, scienza e tecnologia, e ci mette in guardia: il genere umano rischia di rendere se stesso superfluo. Saremo in grado di proteggere questo fragile pianeta e l'umanità stessa dai nostri nuovi poteri divini?
Lanterne in volo / Alec Ash ; traduzione di Margherita Emo e Piernicola D'Ortona
Add, 2017
Abstract: Erano passati dieci anni da quando Dahai aveva sepolto il suo diario. Il taccuino in pelle lo aspettava nella terra secca ai piedi di un pino, in cima al monte dietro la casa della sua infanzia. Dahai lo aveva interrato a dìciott'anni, in una scatoletta scura di teak che serviva per conservare il tè, insieme a un pacchetto di sigarette e a qualche vecchia fotografia. Nato nel 1985, Dahai era un figlio della nuova Cina. La sua era la prima generazione a non avere ricordi di Tiananmen, una generazione di figli unici, in un paese che cresceva veloce quanto loro: nati nel suo presente vorticoso, eredi del suo futuro incerto. Questa è la generazione che cambierà la Cina e il mondo: trecentoventi milioni di giovani, più dell'intera popolazione degli Stati Uniti. Dahai, figlio di un militare che sfoga curiosità e insoddisfazione online, «ripostare è potere»; Xiaoxiao, hipster del gelido nord che sfida la regola che ancora oggi vuole le donne sposate presto, prima di tramutarsi in scarti; Snail, schiacciato da un serio problema di dipendenza dai videogiochi online e motivato dal desiderio di lasciare la campagna; Fred, figlia di un uomo del Partito e studente di Scienze Politiche negli Stati Uniti; Mia, ribelle fashionista che si tatua un AK-47 e frequenta gli stessi locali di Pechino dove suona Lucifer, aspirante celebrità che abbandona il punk per il pop e i reality. Nati tra il 1985 e il 1990, come i ragazzi di ogni latitudine vogliono uscire di casa, trovare un lavoro, innamorarsi. Alee Ash segue i sei personaggi e i loro sogni con empatia: sono suoi coetanei, la loro storia è anche la sua.
Tramonti : un mondo finisce e un altro non inizia / Marcello Veneziani
Giubilei Regnani, 2017
Abstract: Sembra finire un'epoca e si dichiarano dissolti tutti i mondi in cui abbiamo vissuto e creduto: il pensiero e la carta stampata, le religioni e le loro chiese, la storia e il suo racconto, la politica e i grandi movimenti, i territori, i popoli e le famiglie, la cultura e la natura. Tutto sembra sgretolarsi e naufragare, perdere senso e consenso, ma nulla sorge al loro posto, solo un magma mutevole e indefinibile, un mondo senza confini e pieno di pseudo-simulacri che credono di essere al centro dell'universo: un pulviscolo di egoismi cosmici in un mondo spaesato. Non è la fine del mondo, come non c'è mai stata la fine della storia; semmai è la fine di un mondo, come è accaduto altre volte. Stavolta però manca il fervore degli inizi, manca l'accenno al nuovo che non sia solo la decomposizione del vecchio o l'emancipazione dal passato.
Ponte alle Grazie, 2017
Abstract: Dopo "Breve storia del futuro" e "Scegli la tua vita!", Jacques Attali rinnova del tutto il suo sguardo sui prossimi vent'anni, alla luce delle nuove conoscenze - accumulate nei domini della scienza, della demografia, dell'ideologia, della geopolitica, dell'arte - sulle minacce e le possibilità del momento presente. Indagando in mille campi sui «segnali deboli» che preparano il futuro, Attali arriva a conclusioni radicali e sorprendenti su quel che ci attende e soprattutto su quel che potremmo fare. Perché, se è vero che molte nubi si addensano all'orizzonte, non mancano i mezzi per costruire un mondo più sereno, per evitare che la collera e la rabbia si trasformino in violenza planetaria, per sfuggire alle minacce climatiche, al terrorismo, alla degenerazione tecnologica. A condizione di comprendere che il modo migliore di riuscirci, di realizzare le nostre potenzialità è aiutare gli altri a divenire sé stessi, a scegliere la propria vita, a sostituire l'egoismo irrazionale e suicida con un altruismo lucido. Così potremo dire: "Finalmente dopodomani!".
Rizzoli, 2017
Abstract: Giovanni si risveglia dal coma nel luglio del 2017. Aveva vent’anni quando la sua vita si interruppe. L’ultimo ricordo, prima dell’incidente, è in piazza San Giovanni, il 13 giugno 1984. Insieme al padre e alla fidanzata sta partecipando al dolore collettivo per la morte di Enrico Berlinguer. Dopo oltre trent’anni la vita ricomincia. Giovanni rinasce, adulto. Tutto è cambiato. Si trova in un nuovo secolo, in un nuovo millennio. Non c’è più il mondo che ha lasciato: i partiti, gli stati, i personaggi. Il modo di vivere, di sapere, di comunicare è stravolto, per lui un universo ignoto. Giovanni è come un bambino cinquantenne. Deve imparare una vita inedita e conoscere, accettandolo, il destino di chi ha amato quando ne aveva venti. Ad aiutarlo a rinascere ci sono Giulia, la suora tormentata che l’ha accudito per buona parte della degenza, Daniela, la psicologa dalla malinconia sottile, e suo figlio Enrico, ragazzino saggio e disilluso. Quando non celebra solo la memoria collettiva di un’epoca lontana ma radicata nelle coscienze. È il racconto del presente, meraviglioso e terribile, riconosciuto con la nitidezza di occhi che lo incontrano per la prima volta. È il romanzo per ognuno di noi: per chi ha vissuto, senza mai sentirsi solo, la forza di un ideale oppure lo ha mancato per ragioni anagrafiche e ne avverte la potenza o il rimpianto.
Retrotopia / Zygmunt Bauman ; traduzione di Marco Cupellaro
Laterza, 2017
Abstract: Il futuro è finito alla gogna e il passato è stato spostato tra i crediti, rivalutato, a torto o a ragione, come spazio in cui le speranze non sono ancora screditate. Sono gli anni della retrotopia. La direzione del pendolo della mentalità e degli atteggiamenti pubblici è cambiata: le speranze di miglioramento, che erano state riposte in un futuro incerto e palesemente inaffidabile, sono state nuovamente reimpiegate nel vago ricordo di un passato apprezzato per la sua presunta stabilità e affidabilità. Con un simile dietrofront il futuro, da habitat naturale di speranze e aspettative legittime, si trasforma in sede di incubi: dal terrore di perdere il lavoro e lo status sociale a quello di vedersi riprendere le cose di una vita, di rimanere impotenti a guardare mentre i propri figli scivolano giù per il pendio del binomio benessere-prestigio, di ritrovarsi con abilità che, sebbene faticosamente apprese e assimilate, hanno perso qualsiasi valore di mercato. La via del futuro somiglia stranamente a un percorso di corruzione e degenerazione. Il cammino a ritroso, verso il passato, potrebbe trasformarsi in un itinerario di purificazione dai danni che il futuro ha prodotto ogni qual volta si è fatto presente.
Il Saggiatore, 2017
Abstract: Nell'età della conoscenza e del progresso tecnico, la capacità di trasformare noi stessi e di agire sull'ambiente in cui viviamo si è fatta smisurata, ma altrettanto smisurato è il potenziale distruttivo e autodistruttivo dell'umanità. Non solo: nella storia non c'è mai stata, prima d'ora, una consapevolezza così diffusa e convinta dei diritti fondamentali e della dignità di tutti gli esseri umani, una tensione etica che però si scontra in Occidente con il potere incontrastato e nichilistico del capitalismo finanziario, e altrove con regimi tirannici o totalitari sempre più determinati a stringere il controllo sulle vite delle persone e sulle risorse materiali. Come possono rinascere - e tornare efficaci - la parola e l'azione politica? Per rispondere a una domanda tanto assillante, Alain Touraine ha attinto alle idee che lo hanno reso il più autorevole studioso della società industriale e della sua disgregazione, rielaborandole in quest'opera concepita come punto d'approdo di un'intera vita intellettuale e insieme punto di partenza per un nuovo pensiero sociologico. Noi, soggetti umani ridefinisce in profondità i paradigmi interpretativi della globalizzazione. Oggi non è più sufficiente parlare di società postindustriale: siamo entrati in un'epoca postsociale. Non è più intorno ai problemi socioeconomici che si formano l'azione e il pensiero collettivo, ma nel campo etico individuale, nell'immagine che ognuno si forma di sé, in quel che accetta e quel che rifiuta in nome della propria dignità. Ma i nuovi movimenti sociali scontano una cronica mancanza di organizzazione e strategia, e l'indignazione per l'ingiustizia si mostra incapace di contrastare i nuovi «poteri totali». Per Touraine c'è un'unica via d'uscita: dopo il trionfo dell'individualismo, il ritorno al soggetto. È giunto il momento, per noi esseri umani, di agire opponendo al predominio della ricchezza e del potere la difesa della libertà, dell'uguaglianza e della solidarietà. Solo una soggettività umana più profonda, che agli interessi anteponga la dignità e alle convenienze le convinzioni, potrà ricondurre la coscienza dei diritti fondamentali dall'ambito individuale a quello sociale.
Feltrinelli, 2017
Abstract: “Questo libro non è un tentativo di prevedere il futuro. È un tentativo di aprire le porte del futuro.” E per aprire le porte del futuro, scrive Rutger Bregman, bisogna tornare alle utopie. Di fronte al rafforzarsi dei nazionalismi, al divario sempre più ampio tra ricchi e poveri e allo stress che il carico di lavoro porta ogni giorno nelle nostre vite, siamo costretti a riconoscere che le nostre aspettative sullo sviluppo liberale della società occidentale si sono drammaticamente consumate, lasciandoci di fronte alla dura verità: senza utopie, tutto quello che resta è un presente privo di orizzonti, il presente immobile e sterile della tecnocrazia. Ma quali sono le utopie di cui abbiamo bisogno per rilanciare la politica e trovare la strategia per una convivenza sostenibile? Secondo Bregman, è arrivato il tempo di ridurre consumi e ore di lavoro, di aprire i confini degli stati e combattere sul serio la povertà, di concedere a tutti un reddito di base, sottraendolo alle vuote retoriche populiste che si stanno impadronendo del dibattito mediatico in tutto il mondo democratico. Un pensiero utopico, che in Olanda ha dato vita a un movimento per il reddito universale di base, catturando l’attenzione dei media internazionali. D’altra parte, non si tratta di un’idea nuova né stravagante: “Porre i fini sopra i mezzi e preferire il buono all’utile”, scriveva John Maynard Keynes nel 1930. Un saggio coraggioso, il punto di vista di un giovane studioso dal pensiero rivoluzionario, che dimostra quanto le utopie possano essere concrete. Reddito di base. Settimana lavorativa di quindici ore. Confini aperti. Sogni impossibili? Una guida realista per la costruzione di un mondo utopico.
L'italiano / Shukri Al-Mabkhout ; traduzione dall'arabo di Barbara Teresi
E/O, 2017
Fa parte di: Dal mondo. Tunisia
Abstract: In un’epoca di grandi tensioni e cambiamenti politici e sociali, nella Tunisia a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, la storia di un amore e di un sogno rivoluzionario destinati a soccombere nello scontro con la dura realtà di un Paese in cui la repressione, il malcostume e il degrado generale stritolano le ambizioni e i sogni dell’individuo. Al funerale di suo padre, con grande costernazione di tutti i presenti, Abdel Nasser picchia l’imam che sta celebrando il rito funebre. Nell’intento di farci scoprire i motivi della misteriosa aggressione, il narratore, amico d’infanzia del protagonista, cresciuto con lui nello stesso quartiere, ripercorre la storia di Abdel Nasser, spirito libero e ribelle fin dalla prima adolescenza, leader del movimento studentesco, poi giornalista affermato. In Tunisia quelli sono anni cruciali, di grandi tensioni e cambiamenti alle porte: la crescita dell’islamismo da un lato, la forte repressione da parte del governo dall’altro. Su questo sfondo carico di fermenti rivoluzionari, lotte contro gli islamisti e manifestazioni contro il potere statale si staglia la tormentata storia d’amore tra Abdel Nasser e Zeina, brillante e bellissima studentessa di filosofia, che sogna una carriera in ambito accademico. I sogni di Zeina e di Abdel Nasser finiranno purtroppo per naufragare sotto gli ingranaggi spietati di una società corrotta e maschilista, in cui i valori sono solo di facciata, finendo per stritolare l’individualità, le speranze e le aspirazioni dei singoli. La trasformazione di Abdel Nasser da giovane idealista di belle speranze a giornalista di successo ma disilluso e stanco è narrata magistralmente in un flusso di storie, digressioni e flashback in cui la tensione narrativa è sempre alta.
Fine del mondo liquido : superare la modernità e vivere nell'interregno / Carlo Bordoni
Il Saggiatore, 2017
Abstract: Lo stato di crisi delle società occidentali sembra ormai irreversibile: nello spaesamento e nell'insicurezza del caos globale, Zygmunt Bauman è stato un faro insostituibile. Questo libro è il frutto di un decennale, intenso dialogo tra Bauman e Carlo Bordoni: un comune percorso intellettuale da cui è emersa l'esigenza di superare il concetto più noto del grande sociologo polacco, quello di «modernità liquida». La categoria della modernità liquida è ormai troppo vaga ed elusiva. Non basta più a interpretare la nostra epoca, in cui vengono meno le sicurezze economiche del sistema produzione-lavoro-consumo-consumismo, ma anche le tradizionali idee di massa, comunità, uguaglianza, classe e, soprattutto, progresso. Spazio e tempo si contraggono grazie alla rapidità delle comunicazioni, all'immediatezza delle informazioni, all'omologazione dei comportamenti umani, non più racchiusi entro i confini invalicabili degli Stati-nazione. Il disordine è avvertito in ogni parte del mondo, contemporaneamente. Per la prima volta non c'è un posto migliore in cui rifugiarsi: non c'è alternativa a un sistema globale che sta crollando. L'incertezza del futuro è dunque il tratto più caratteristico della nostra condizione, che si esprima sotto forma di resistenza, paura, egoismo o semplice senso di precarietà e impotenza. Da questo prolungato e sfaccettato stato di crisi - la fine della modernità, ma anche della modernità liquida - sorgerà una società radicalmente nuova, ancora sconosciuta. Nel frattempo, siamo sospesi in quello che Bordoni, sulla scorta di Gramsci, definisce «interregno»: il vecchio muore, ma il nuovo non riesce a nascere. A questa incertezza, però, corrisponde anche la possibilità di fare le scelte giuste: dopo l'interregno non ci aspetta una società già predefinita e connotata, ma solo quella, inedita, che avremo saputo costruire qui e ora, con le nostre umane forze.
I quarantuno colpi / Mo Yan ; traduzione di Patrizia Liberati ; a cura di Maria Rita Masci
Einaudi, 2017
Abstract: Per espiare i suoi peccati e pervenire, attraverso l'adesione al buddhismo, alla suprema saggezza, il giovane Luo Xiaotong racconta, costantemente distratto dall'arrivo di una fantasmagoria di persone e dalla rutilante Sagra della carne che si sta organizzando all'esterno del tempio, la propria vita al Grande monaco Lan. È in primo luogo la storia della rovina della sua famiglia, con il padre che, dopo essere scappato con un'altra donna, torna a casa pentito ma finisce per uccidere la moglie quando scopre che è diventata l'amante di Lao Lan, il capo villaggio. Ma è al contempo, e soprattutto, la testimonianza del degrado morale che ha comportato il passaggio, in Cina, dall'economia socialista a quella di mercato. Il mito della prosperità ha trasformato la macellazione, un'attività tutto sommato artigianale e tradizionale alla base dell'economia del posto, in una carneficina industriale che non si ferma nemmeno davanti a metodi illegali e atrocemente crudeli. E Luo Xiaotong, benché ancora bambino, è parte attiva in questo processo, perché l'idea di rendere accessibile a tutti la carne, di cui è patologicamente ingordo, gli stimola uno spirito imprenditoriale che fa di lui l'eroe della zona, osannato come un santo, elevato a divinità. Ma quando la madre muore, il padre finisce in prigione e la fabbrica è messa sotto processo per frode, è costretto a vagare per le campagne chiedendo l'elemosina. Nel momento in cui però trova i proiettili di un vecchio mortaio nasce in lui il desiderio di vendetta nei confronti di Lao Lan, l'artefice dell'arricchimento degli abitanti (oltre che della sua rovina). Partendo da suoi temi fondanti - la fame, il sesso, la mutazione della società contadina e lo stravolgimento dello stato di cultura e natura che ha comportato -Mo Yan inscena, con ironia e senso del grottesco, l'esito della modernizzazione cinese, carnevalesco contrappasso di un pauperismo estremizzato dalle dissennate politiche maoiste.
Capire il potere / Noam Chomsky ; a cura di Peter R. Mitchell e John Schoeffel
Il Saggiatore, 2017
Abstract: Capire il potere raccoglie gli interventi più significativi di Noam Chomsky, uno dei più importanti pensatori contemporanei. Gli argomenti spaziano dalla politica estera statunitense alla crisi del welfare sotto l'amministrazione Clinton. Tracciano una mappa illuminante delle connessioni tra la spinta imperialista verso il resto del mondo e le ripercussioni negative sulla società americana. Toccano i temi dell'attivismo politico e del ruolo dei media. Si tramutano in proposta d'intervento concreto per un rinnovamento della società e per la soluzione di questioni internazionali. Ciò che contraddistingue il pensiero di Chomsky è la padronanza di un'immensa mole di informazioni e l'abilità nello smascherare in ogni contesto i meccanismi e gli inganni del potere.
Imprimatur, 2017
Abstract: La quarta rivoluzione industriale secondo il World Economic Forum porterà alla perdita di 5 milioni di posti di lavoro ma anche lo sviluppo dello Smart Manufacturing. Contestualmente l'EPRS (European Parliamentary Research Service) ci racconta di un futuro prossimo dove i nuovi modelli economici social produrranno valore e nuova occupazione. Stiamo vivendo una fase di trasformazione straordinaria, una autentica rivoluzione. Una profonda innovazione sociale in quelle che vengono definite smart communities, dove saranno importantissimi i comportamenti virtuosi dei singoli per la creazione di nuovo valore e la tutela delle nuove forme di lavoro disintermediato. Occorrerà essere aperti e disponibili a ribaltare i nostri concetti di lavoro e presenza nella società, pronti per superare la paura del nuovo e i pregiudizi e cogliere le opportunità.
La metamorfosi del mondo / Ulrich Beck ; traduzione di Marco Cupellaro
Laterza, 2017
Abstract: «Non capisco più il mondo»: è l’affermazione su cui si troverebbe d’accordo la maggioranza delle persone di ogni parte del globo. E con ragione. Il nostro mondo è attraversato da un vero e proprio processo di metamorfosi: non è cambiamento sociale, non è trasformazione, non è evoluzione, non è rivoluzione, non è crisi. La metamorfosi è una modalità di cambiamento della natura dell’esistenza umana. Chiama in causa il nostro modo di essere nel mondo. È innegabile che viviamo in un mondo sempre più difficile da decodificare. Non sta semplicemente cambiando: è in metamorfosi. Ciò che prima veniva escluso a priori, perché totalmente inconcepibile, accade. Sono eventi globali che passano generalmente inosservati e si affermano, al di là della sfera della politica e della democrazia, come effetti secondari di una radicale modernizzazione tecnica ed economica. Basta pensare alla serie di avvenimenti accaduti negli ultimi decenni: la caduta del Muro di Berlino, gli attentati dell’11 settembre, il catastrofico mutamento climatico in tutto il mondo, il disastro del reattore di Fukushima, fino alle crisi della finanza e dell’euro e alle minacce alla libertà create, come ci ha rivelato Edward Snowden, dalla sorveglianza totalitaria nell’era della comunicazione digitale.
Il ritorno delle tribù : la sfida dei nuovi clan all'ordine mondiale / Maurizio Molinari
Rizzoli, 2017
Abstract: Dal Medioriente all’Europa fino all’America un nuovo fenomeno si impone portando alla ribalta nuovi leader che sono il riflesso di un meccanismo antico. Il tribalismo si esprime nel mondo arabo-musulmano con la decomposizione degli Stati nazionali per effetto di rivolte di matrice etnico-religiosa. In Occidente invece ha una genesi economica, frutto dello scontento dilagante per impoverimento e diseguaglianze che ha prodotto Brexit e consentito a Donald Trump di arrivare alla Casa Bianca. A generare questa fase di disgregazione che minaccia gli Stati nazionali sono problemi a cui le leadership politiche tardano a dare ri- sposte efficaci: in Medioriente e Maghreb la sfida è trovare un nuovo equilibrio fra politica e fede così come in Occidente si tratta di sanare le ferite socio-economiche causate da una globalizzazione a ritmi forzati. L’importante è non farsi cogliere impreparati di fronte a questa fase di accelerazione della Storia, perché investe anche il nostro Paese, come dimostrano le cronache dell’ultimo anno. La frammentazione dei partiti politici tradizionali, l’affermazione di leader portatori di identità locali, i movimenti di protesta scaturiti dalle diseguaglianze economiche e dalla complicata gestione dell’accoglienza: sono tutti segnali di un cambiamento dello scenario sociale tradizionale dagli effetti imprevedibili. Maurizio Molinari, dopo averci aiutato a comprendere la guerra all’Occidente mossa dalla Jihad, delinea in questo libro un nuovo conflitto che ruota attorno a tribù differenti. Da Londra a Erbil, da Washington a Roma, dal Cairo a Gerusalemme, da Dubai a Bratislava, descrive una mutazione verso il tribalismo, “un vento della disgregazione che non solo travolge il mondo arabo ma spazza l’Europa spingendosi oltre la Manica e l’Atlantico, mettendo in crisi anche la stabilità del sistema liberale”.
Dopo le classi dirigenti : la metamorfosi delle oligarchie nell'età globale / Giulio Azzolini
Laterza, 2017
Abstract: Da dieci anni non passa giorno senza che qualcuno invochi l'esigenza di una nuova classe dirigente. Eppure quasi nessuno sembra accorgersi che, se tale espressione suona ormai logora all'orecchio dei più, non è per l'inettitudine o la disonestà dei singoli, ma anche e soprattutto perché l'età globale ha inesorabilmente compromesso le condizioni d'esistenza di una classe dirigente in senso proprio. Le oligarchie si sono sgretolate, dunque, in una società liquida e trasparente? Nient'affatto. Il nostro è il tempo opaco dei gruppi di interesse privato, che premono sui decisori pubblici in vista di un tornaconto particolare. Che cosa resta, quindi, della democrazia? Finché si ignorerà che le élites politiche sono essenziali per una democrazia libera e pluralistica, partecipata e consapevole, i partiti soccomberanno ai movimenti e il potere scivolerà indisturbato nelle mani di pochi giganti transnazionali.
Einaudi, 2017
Abstract: Densa, veloce, surriscaldata; contraddistinta da ineguaglianze e iniquità. È l'età dell'Antropocene, il segno indelebile dell'umanità sul pianeta. È la globalizzazione - ma non come la conosciamo. Thomas Hylland Eriksen dà nuova linfa alla discussione intorno alla modernità globalizzata, adottando l'approccio antropologico nell'analisi di tre crisi interconnesse: ambientale, economica e identitaria. Se è vero che queste crisi sono globali per ampiezza, vengono però percepite e subite a livello locale, e sono moltissime le contraddizioni che sorgono tra le forze di standardizzazione dell'età dell'informazione del capitalismo globale e la natura socialmente stratificata delle vite individuali. Se il globale è di fatto ingovernabile, una possibile forma di opposizione consisterà per l'autore nell'individuare tattiche e interventi legati a congiunture e contesti locali: resistenze e strategie di sopravvivenza che possono invertire il corso di un mondo in crisi e prossimo alla catastrofe.
Dio non abita all'Avana / Yasmina Khadra ; traduzione di Marina Di Leo
Sellerio, 2017
Abstract: Juan detto «Don Fuego», cantante dalla lunga carriera nei cabaret dell’Avana, ha quasi sessant’anni. «Il canto è la mia vita» dice di sé. «Sono una voce – testa, gambe, braccia, cuore e stomaco sono solo accessori di fortuna». Si è esibito davanti a Fidel e al compleanno di Gabriel García Márquez, ha onorato la visita ufficiale di oligarchi sovietici. Adesso lavora al Buena Vista Café, col panama in testa, i capelli raccolti in una coda, gli occhi languidi. Davanti a lui un pubblico di mezza età, signore dallo sguardo acceso, turisti appassionati di sigari e di adolescenti. Ma sono tutti pronti a lanciarsi in pista quando inizia la musica, tra video ripresi dai telefonini e selfie con l’artista e le ballerine. A Cuba il regime di Raul Castro sta volgendo al termine, e i tempi stanno cambiando. Le privatizzazioni si estendono anche alle proprietà del partito e al patrimonio nazionale, molti locali chiudono o cambiano destinazione, e Don Fuego si trova improvvisamente alla ricerca di un nuovo lavoro. Catapultato nel mondo di strada, si aggira per la capitale cercando di sfruttare la sua fama, mentre prova a recuperare un legame ormai inesistente con la famiglia. L’unica a dargli rifugio è una sorella generosa, capace di accogliere tutti quelli che ne hanno bisogno. Poi un incontro casuale, una giovane donna appena arrivata all’Avana da un piccolo paese di provincia, scuote le sue passioni. Il mistero che circonda questa ragazza solitaria ed enigmatica innesca una relazione difficile e gli fa sognare un improbabile idillio. La necessità di proteggerla lo spinge a scrutare i lati oscuri della sua città e il nuovo volto dell’isola. Yasmina Khadra racconta la Cuba contemporanea sulla soglia di una radicale trasformazione. Attraversando quelli che sembrano i suoi maggiori stereotipi, trascrivendo nella sua lingua letteraria e immaginifica la potenza della tradizione musicale, il mito dell’amore latinoamericano, la sensualità della natura, lo scrittore algerino scrive una storia carica di suspense e realismo, una riflessione nostalgica sulla giovinezza lontana, sul ruvido presente, sul sogno caparbio e irrinunciabile di un futuro sereno.