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Trovati 6 documenti.

Welfare, capacità e conoscenza
Libri Moderni

Mozzana, Carlotta <insegnante di sociologia>

Welfare, capacità e conoscenza : le basi informative dell'azione pubblica / Carlotta Mozzana

Carocci, 2019

Abstract: Negli ultimi anni c'è stato un incremento delle pratiche e delle norme basate su standard e numeri. Tra i vari ambiti, quello delle politiche di welfare ha visto una vera e propria esplosione di strumenti basati su questi tipi di conoscenza, ormai considerati essenziali per produrre interventi "ragionevoli" a livello locale, nazionale e sovranazionale. Ma dati e informazioni non sono neutri: agiscono direttamente (e non) su quello che misurano o rilevano e sono parte attiva nel processo di formazione e costruzione di questa stessa realtà, poiché influenzano le modalità con cui agiamo su di essa e al suo interno. Il volume dà conto di questa trasformazione e delle sue conseguenze, sistematizzando per la prima volta un approccio con cui indagare le basi informative dell'azione pubblica e ponendo una specifica attenzione ai processi con cui queste vengono definite, alle forme che assumono e agli strumenti che le incorporano. In questo modo è possibile portare alla luce come in realtà esse siano fondate su scelte, conflitti, negoziazioni, compromessi, e mettere a tema il legame che si instaura tra dimensione cognitiva e dimensione normativa nelle politiche pubbliche.

La società del Quinto Stato
Libri Moderni

Ferrera, Maurizio <1955->

La società del Quinto Stato / Maurizio Ferrera

Laterza, 2019

Abstract: Diritti approssimativi, salari bassi, scarsa protezione sociale: è il mondo del precariato e del lavoro sottopagato. È la società del Quinto Stato. Ai primi del Novecento il Quarto Stato viene descritto come classe a sé, autoconsapevole e compatta, portatrice di interessi universali di emancipazione: operai, contadini e braccianti chiedevano che venisse loro riconosciuto un potere politico (tramite diritti) che fosse in linea con la loro rilevanza economica e sociale. Gli oppressi oggi esistono ancora, anche se sono meno visibili di un secolo fa e sicuramente molto meno organizzati. È il ‘Quinto Stato’, composto di lavoratori sottopagati e/o precari. Il Quinto Stato è un insieme fluido e variegato, e rispetto alla sua controparte novecentesca presenta alcune decisive differenze: il proletariato condivideva il lavoro di fabbrica, viveva negli stessi quartieri, frequentava le sezioni locali dei sindacati e dei partiti, ed era dunque più facile da organizzare e mobilitare; il precariato di oggi è eterogeneo, disperso, molto connesso, ma solo attraverso i canali ‘freddi’ di internet e dei social media. Quali strategie potranno essere adottate per proteggere dai rischi e dai bisogni questa estesissima classe? Alcune interessanti idee a riguardo circolano già da qualche anno. Da un lato, vi è la riflessione su come fornire sicurezze e protezioni calibrate sulle nuove modalità di lavoro. È la strategia dell’investimento sociale, magari sorretto da un reddito di base universale e incondizionato. Dall’altro lato, si riflette su come approfittare della globalizzazione, della flessibilizzazione e delle nuove tecnologie per progettare un nuovo modello di società. La sfida sociale del Novecento è stata quella di assicurare lavoro e reddito. Quella del nostro secolo potrebbe essere la redistribuzione equa del surplus generato dall’integrazione economica e dalle nuove tecnologie, se questi processi saranno ben gestiti.

Lavoro alla spina, welfare à la carte
Libri Moderni

Lavoro alla spina, welfare à la carte : lavoro e stato sociale ai tempi della gig economy / a cura di Alessandro Somma

Milano : Meltemi, 2019

Linee ; 52

Abstract: Il Novecento aveva collocato il lavoro al centro del patto di cittadinanza: al dovere di contribuire al benessere materiale e spirituale della società corrispondeva il diritto di ricavarne le risorse necessarie per una vita dignitosa, così come il diritto di accedere al welfare. Gli anni Ottanta hanno avviato la reazione neoliberale contro un sistema che aveva assicurato un accettabile equilibrio tra democrazia e capitalismo. Il risultato è un ritorno all'Ottocento, l'epoca in cui la relazione di lavoro era considerata una relazione di mercato qualsiasi, e l'accesso alla sicurezza sociale la contropartita per la rinuncia alla lotta politica, la cui concessione era non di rado affidata all'impresa. Il volume ricostruisce le tappe e i risvolti di questo percorso, ben rappresentati dallo schema del capitalismo delle piattaforme e dai processi di privatizzazione del welfare, soffermandosi sulle vicende di più bruciante attualità come il caso Uber e la vertenza Foodora.

Gli scenari del welfare : dal cash cautelativo alla protezione : finalizzare il risparmio per ridurre le disuguaglianze  / Forum ANIA-Consumatori, Censis
Libri Moderni

Censis

Gli scenari del welfare : dal cash cautelativo alla protezione : finalizzare il risparmio per ridurre le disuguaglianze / Forum ANIA-Consumatori, Censis

Milano : Angeli, 2019

Abstract: Di fronte ai nuovi bisogni di protezione sociale e alla crisi del welfare pubblico come stanno reagendo le famiglie italiane? Ci sono nuove forme di tutela sociale in grado di integrare la decrescente copertura del welfare? E perché le famiglie non investono in esse i propri risparmi come ci si attenderebbe? Certo è che occorre andare oltre la sola logica del fai da te che amplifica iniquità e disuguaglianze, mettendo in campo strategie, soluzioni e idee per orientare e finalizzare il risparmio delle famiglie verso nuovi ed efficaci strumenti di protezione. Ecco alcuni dei temi affrontati dall'indagine condotta dal Censis per il Forum ANIA-Consumatori, che consentono di comprendere le attuali complesse dinamiche del sistema di welfare in Italia e di riflettere su come restituire sicurezza sociale ai cittadini.

Per un diverso Stato sociale
Libri Moderni

Poggi, Annamaria

Per un diverso Stato sociale : la parabola del diritto all'istruzione nel nostro paese / Anna Maria Poggi

Bologna : Il mulino, 2019

Collana della Fondazione per la scuola della Compagnia di San Paolo

Abstract: La parabola del diritto all'istruzione nel nostro Paese è una chiave di lettura assai significativa delle vicende che hanno caratterizzato lo Stato sociale. Poste a cardine della nascita dello Stato unitario, le politiche dell'istruzione riacquisirono centralità dopo le due guerre mondiali, per poi subire, dagli anni Settanta, una netta perdita di importanza, i cui esiti si evidenziano oggi in tutta la loro gravità. Come ha sottolineato Ritter, il tema dello Stato sociale è stato per molto tempo trattato unicamente sotto il profilo della previdenza sociale e della lotta alla povertà e non, invece, come tema chiave della legittimazione dello Stato moderno. In tal modo esso ha assunto le vesti di un potente redistributore e integratore dei redditi più bassi, all'interno del quale le leve prestazionali sono state utilizzate prevalentemente in chiave assistenziale. Il che ha in parte indotto la sua crisi: la mera protezione non collegata a politiche di sviluppo delle potenzialità delle persone, converte, drammaticamente, l'intervento statale in assistenza per l'intero corso della vita. Oggi lo Stato sociale deve ridefinirsi per poter svolgere adeguatamente il proprio ruolo: deve coniugare il volto dello Stato assistenziale con quello dello Stato promozionale, che collega le prestazioni allo sviluppo delle personalità. Perciò, è urgente riportare al centro delle politiche sociali l'istruzione, ridefinendo in termini prescrittivi diritti e doveri dello Stato e diritti e doveri dei cittadini

Istituzioni e conflitti
Libri Moderni

Istituzioni e conflitti : annuario 2019 / a cura di Simona Sambati e Benedetto Saraceno

Milano : Il Saggiatore, 2019

La cultura ; 1309

Abstract: Il nostro corpo sociale e morale è ammalato. Nutrite da una precarietà totalizzante, nevrosi da insicurezza corrodono il tessuto del vivere collettivo, alimentando diffidenze, odio e individualismi. Le istituzioni che dovrebbero sostenere il benessere comune si sclerotizzano e ripiegano su se stesse, incapaci di far fronte al dilagare del disagio e della sofferenza. A pagare il prezzo di questa disgregazione sono anzitutto i soggetti più deboli - migranti, malati psichiatrici, poveri -, ma a disperdersi è anche la possibilità di costruire alternative efficaci e condivise, in grado di incarnare l'utopia necessaria di una giustizia che non dimentichi nessuno. Per guarire da questo miscuglio di livore e impotenza le voci raccolte in questo nuovo annuario del Centro studi sofferenza urbana, Istituzioni e conflitti, ci invitano a ripensare le forme della politica, a immaginare il nuovo. E a farlo partendo da una «mitezza militante» che rifiuti l'indifferenza e si riappropri del conflitto come strumento generativo, coniugando la bontà con l'indignazione, il disegno dell'amore con quello della lotta. Le scintille di progettualità dal basso raccontate in questi saggi sono esempi di resistenza, disobbedienza e creatività che trascendono lo sguardo cieco delle istituzioni e insieme le reinventano, rispondendo nel concreto alla chiamata del bene, del vero, della solidarietà. Semi gettati sui terreni disastrati della salute pubblica, dell'economia, del lavoro, della terra e delle periferie, che germogliano e crescono fino a diventare i frutti del mutamento, restituendoci a un orizzonte di azione e di speranza.