Trovati 3 documenti.
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Il vento idiota / Peter Kaldheim ; traduzione dall'inglese di Silvia Montis
E/o, 2020
Abstract: "Avevo trentasette anni, ero disoccupato e senza il becco di un quattrino. Come se non bastasse, non avevo una casa – se si esclude l’armadietto a pagamento alla Penn Station nel quale tenevo vestiti e articoli da bagno. In breve, la mia vita era diventata qualcosa di cui era impossibile vantarsi, alla quale si poteva soltanto sopravvivere, e la colpa era soltanto mia e dei miei complici: alcol, cocaina e una vena radicata di quella che il mio vecchio professore di filosofia greca avrebbe definito akrasia – una debolezza della volontà che porta ad agire andando contro ogni buonsenso. Se il greco non fa per voi, datele il nome che le ha dato Bob Dylan: Idiot Wind, vento idiota".Trent’anni dopo Jack Kerouac, l’autore di questo divertentissimo (ma assai tosto) memoir ne segue le tracce, spostandosi in autostop e dormendo in alloggi di fortuna, rifugi per senzatetto e sotto i cavalcavia. Lungo la strada incontra un’umanità derelitta fatta di tossici e barboni, hippie e reduci del Vietnam e anime perse capaci di inaspettato altruismo. Ci lascia così un quadro di un’America che non finisce mai di stupirci.
Bill / Helen Humphreys ; traduzione di Chiara Brovelli
Playground, 2020
Abstract: Canwood, Saskatchewan, 1947. Leonard Flint, un bambino solitario ed emarginato, si lega in un'amicizia strettissima e anomala con il barbone del villaggio, un giovane uomo conosciuto come Bill Zampa di Coniglio. Bill è silenzioso, sgarbato, selvaggio, eppure si fida del piccolo Leonard, e gli consente di accompagnarlo quando deve piazzare le trappole per i conigli, a cui strappa le zampe, per poi rivenderle come portafortuna - è così che si mantiene. E consente, soprattutto, al bambino di andare a trovarlo nel rifugio che si è scavato alla base di una collina, e di riposarsi, a volte, sul suo letto fatto di balle di fieno. Il piccolo Leonard non desidera altro che trascorrere del tempo con Bill, che ama con un'ammirazione e una dolcezza straordinarie, a tratti inquietanti. La pacatezza di Bill, i suoi silenzi, la sua generosità spiccia, incarnano, agli occhi del bambino, un mondo ideale, di affetto sincero, naturale, istintivo, e rappresentano anche la possibilità di fuga da un contesto violento che lo opprime: a scuola, infatti, Leonard è perseguitato dai bulli e, a casa, il padre alcolizzato è molto severo e pochissimo incline a tenerezze. Sarà quindi per Leonard un autentico shock vedere, con i propri occhi, Bill commettere un omicidio efferato, e soprattutto con una noncuranza sconvolgente e inspiegabile, chiosata dalla frase che sentirà ripetere al processo dallo stesso Bill: "Se l'è cercata". Quindici anni dopo, fresco laureato in psichiatria, Leonard giunge all'Istituto di Igiene Mentale di Weyburn, emozionato, ma anche intimidito, da una delle istituzioni più importanti del paese, e che all'epoca conduce importanti ricerche sperimentali sulla capacità dell'LSD di contribuire alla cura o alla diagnosi alcune patologie mentali. E con sua grande sorpresa, a Weyburn Leonard ritrova Bill, paziente più maturo, incaricato di occuparsi delle scuderie dell'istituto (dorme nelle stalle, perché continua a preferire la compagnia degli animali). Nonostante siano passati diversi anni, e sia diventato ormai un adulto, Leonard si accorge di provare gli antichi sentimenti di devozione e di amore per quello strano uomo che è Bill. Ne è ossessionato, tanto da dimenticare i suoi doveri di psichiatra. E questo porterà a un evento drammatico, che però avrà il merito di gettare finalmente una luce su quel passato tragico, sfumando anche l'antica separazione tra buoni e cattivi. Leonard ne trarrà, infatti, una definitiva consapevolezza sulla fragilità umana, e sulle dolorose battaglie che ciascuno di noi combatte nella vita, e che trovano a volte sollievo nelle amicizie più imprevedibili, fatte di generosità e slancio.
Siete tutti perdonati / Enrico Dal Buono
La Nave di Teseo, 2020
Abstract: Nella Milano di oggi anche l'elemosina può diventare cool. Walter, un arrampicatore sociale di provincia, ha lanciato la nuova moda fondando la prima agenzia per barboni del pianeta, la Beautiful Loser, che ha trasformato l'accattonaggio in un'azienda redditizia. Grazie a slogan provocatori, influencer, cani addestrati a impietosire i passanti e clochard ipertecnologici che accettano pagamenti con carta di credito, la Beautiful Loser è diventata il simbolo del riscatto sociale che lava le coscienze. Il meccanismo perfetto si inceppa quando tra i clochard compare Eva. Bella e misteriosa, convertita all'Islam al ritmo del rap, dice di soffrire di autocombustioni ed è decisa a usare il suo carisma per una causa più alta. Il rapporto incandescente tra Walter ed Eva rischia di mandare all'aria l'agenzia e mettere a ferro e fuoco l'intera città. Eppure entrambi nascondono qualcosa, che li lega molto più intimamente di quanto le apparenze lascino credere. Un segreto che, forse, è ciò che accomuna tutti noi.