Trovati 4 documenti.
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Pietre d'oltremare : scavare, conservare, immaginare l'impero (1899-1940) / Simona Troilo
Laterza, 2021
Abstract: Tra Ottocento e Novecento molti paesi europei si lanciarono in grandi campagne archeologiche nei paesi del Mediterraneo, alimentando le collezioni di prestigiosissimi musei a Londra, Parigi e Berlino. Tali operazioni politiche e culturali servivano a giustificare il proprio espansionismo coloniale attraverso l’appropriazione e l’uso simbolico dei materiali della storia. Anche in Italia l’archeologia ha svolto un ruolo di primo piano, e mai prima esplorato, nella costruzione di un’alterità barbara, inferiore e subalterna, incapace di aver cura del passato. Un ruolo tanto più rilevante in quanto, nello stato liberale prima che nella propaganda fascista, l’archeologia proiettò l’immagine dell’Impero moderno sulle fondamenta di quello romano. Partendo dall’istituzione della Missione archeologica italiana a Creta (1899), passando per il ‘discorso dell’antico’ nella guerra italo-turca (1911-1912) e la nascita degli organismi di tutela nelle colonie di Libia e del Dodecaneso, il libro ricostruisce questa stagione attraverso il vissuto dei suoi protagonisti (degli archeologi come degli ‘scavatori’ reclutati localmente) e, al tempo stesso, getta luce sulle reazioni locali all’ʽespropriazione’. Ampio spazio viene poi dedicato al fascismo, mostrando la centralità dei nuovi siti libici (Cirene, Sabratha e Leptis Magna) nelle politiche del consenso del regime.
Carocci, 2021
Abstract: Nonostante le nostre città siano "invase" da monumenti, da edifici e da una toponomastica di origine africana, molti non conoscono le relazioni secolari dell'Italia con questo continente. Ne è scaturita una memoria a senso unico che ha inesorabilmente prodotto stereotipi, preconcetti e luoghi comuni e ha dato adito a fenomeni di intolleranza nei confronti delle altre culture. L'autrice racconta la storia di questi legami riportandone alla luce alcuni momenti peculiari: dalla volontà di espansione italiana a quella fase, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, animata da un'idealità verso il continente africano. Grazie a un'approfondita ricerca bibliografica e alla consultazione di documenti dell'Archivio storico del Ministero degli Affari esteri e dell'Archivio storico della Presidenza della Repubblica, il volume intende riannodare i fili di una storia complessa e a tratti paradossale.
Donzelli, 2021
Abstract: Il volume ricostruisce una pagina poco nota e spesso rimossa della storia del nostro paese e della Libia: la repressione messa in atto dal governo coloniale in Cirenaica tra il 1928 e il 1932. Conosciuta anche come «pacificazione militare della Cirenaica», fu l'insieme delle operazioni volte a sconfiggere la resistenza anticoloniale contro l'occupazione italiana nell'attuale regione orientale della Libia. Campagna militare in piena regola, questa «pacificazione» si concretizzò in una spietata repressione che portò alla deportazione in campi di concentramento, all'esilio e, in molti casi, alla morte di migliaia di cirenaici, un insieme di azioni che trasformarono la riconquista della regione in una vera e propria guerra totale contro quelle popolazioni. La ricerca prende spunto dalla raccolta fotografica di Giuseppe Bedendo, magistrato militare membro di quel tribunale «volante» che aveva lo scopo di spostarsi in aereo nelle varie località della Cirenaica per i processi in flagranza di reato, svolti dinanzi alla popolazione e conclusi, spesso, con l'esecuzione immediata dei condannati a morte.
Bollati Boringhieri, 2021
Abstract: Tra i molti temi che infiammano l'arena pubblica del nostro Paese ne manca uno, pesante come un macigno e gravido di conseguenze evidenti sulla nostra vita qui e ora. Quando in Italia si parla dell'eredità coloniale dell'Europa si punta spesso il dito sull'imperialismo della Gran Bretagna o su quello della Francia, ma si dimentica volentieri di citare il nostro, benché il colonialismo italiano sia stato probabilmente il fenomeno più di lunga durata della nostra storia nazionale. Ma è una storia che non amiamo ricordare. Iniziata nel 1882, con l'acquisto della baia di Assab, la presenza italiana d'oltremare è infatti formalmente terminata solo il primo luglio del 1960 con l'ultimo ammaina-bandiera a Mogadiscio. Si è trattato dunque di un fenomeno che ha interessato il nostro Paese per ottant'anni, coinvolgendo il regno d'Italia di epoca liberale, il ventennio fascista e un buon tratto della Repubblica nel dopoguerra, con chiare ricadute successive, fino a oggi. Eppure l'elaborazione collettiva del nostro passato coloniale stenta a decollare; quando il tema fa timidamente