Trovati 5 documenti.
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Il suono perduto della Siberia / Sophy Roberts
Mondadori, 2021
Abstract: Una sera d'estate del 2015, in una "gher" mongola non lontano da Karakorum, la capitale dell'antico impero di Gengis Khan, una giovane pianista dal talento straordinario esegue brani di Chopin e Beethoven. Quel pianoforte moderno, però, non sembra essere all'altezza né della musica né della sua interprete. Forse, suggerisce qualcuno, si dovrebbe provare con uno strumento antico, uno di quelli in cui è ancora possibile cogliere la forza, l'emozione, il respiro delle grandi composizioni del XIX secolo. Uno di quegli innumerevoli pianoforti che le vicissitudini degli uomini e della Storia hanno disperso nell'immenso territorio che si estende per migliaia di chilometri a est degli Urali. Inizia così, da un altopiano ventoso della Mongolia, l'incredibile viaggio della giornalista inglese Sophy Roberts alla ricerca dei pianoforti perduti della Siberia. Un viaggio che ripercorre duecento anni di storia russa, nel quale si intrecciano racconti, miti, vicende tragiche e imprese straordinarie, e dove personaggi dai tratti quasi fiabeschi incrociano le loro vite con quelle di letterati e musicisti, esploratori e rivoluzionari, detenuti e avventurieri. Dall'epoca di Caterina la Grande alla rivoluzione d'Ottobre, dal Terrore staliniano al crollo dell'Unione Sovietica, i pianoforti seguirono le strade che i sogni e le ossessioni degli uomini tracciarono per loro, diffondendosi in tutti i territori a oriente del fiume Ob'. Nascosti a Novosibirsk per sfuggire al furore nazista o suonati nel gelo dei gulag della Kolyma, diventarono legna da ardere durante l'assedio di Leningrado, marcirono abbandonati sull'isola di Sachalin e nell'èra sovietica celebrarono i fasti di una diffusa e orgogliosa educazione musicale, riecheggiando ovunque le voci di quanti, con maestria o noncuranza, avevano fatto scorrere le dita sulle loro tastiere, li avevano comprati, venduti, rubati, ritrovati, protetti come un bene prezioso perché testimoni della necessità dello spirito umano di trovare nella musica la forza e il ristoro necessari per affrontare ogni tipo di calamità e sciagura.
Le fiabe della terra addormentata / Nicolai Lilin
ElectaJunior, 2021
Abstract: Sotto la coltre di neve della Taiga siberiana dormono spiriti buoni e malvagi e ogni elemento della natura ha una sua voce: basta stare in silenzio per udirla. Le volpi bianche, gli orsi, le foche non sono mai quello che sembrano, così come il fuoco, la pioggia, il gelo. Nascondono spiriti, che stregano e guidano gli uomini e le donne nelle loro imprese, tesori di un folklore secolare tutto da riscoprire.
Genesis 2.0 / dal regista candidato all'Oscar Christian Frei ; co-regia di Maxim Arbugaev
Campi Bisenzio : Cecchi Gori, 2021
Abstract: Cacciatori di resti di mammut affrontano un pericoloso viaggio verso isole remote a nord della Siberia alla ricerca di prezioso avorio, che possono vendere per ingenti somme di denaro. Il permafrost si scongela, portando alla luce preziosi reperti.
L'enigma siberiano / Martin Cruz Smith ; traduzione di Stefano Massaron
Milano : Mondadori, 2021
I miti
Abstract: Tatiana Petrova, giornalista d'inchiesta coraggiosa e temeraria ha lasciato Mosca per un misterioso incarico da più di un mese. Tatiana è nota per le sue sparizioni durante le inchieste più impegnative, ma Arkady Renko, leggendario investigatore di Mosca e amante occasionale della donna, è sicuro che ci sia qualcosa che non va. Intraprende quindi un lungo e pericoloso viaggio per trovarla. Dalle rive del lago Baikal alla fatiscente Chita, Renko scopre che Tatiana sta seguendo l'ascesa del dissidente politico Mikhail Kuznetsov, un golden boy della moderna ricchezza petrolifera e il primo a rappresentare una vera minaccia al dominio di Putin in oltre un decennio. In una terra di sciamani e notti glaciali, ricchi oligarchi petroliferi del nord e mostri marini che si dice si aggirino nel lago più profondo del mondo, Renko ha bisogno di tutto il suo ingegno per salvare Tatiana.
Einaudi, 2021
Abstract: La Kolyma è una desolata regione di paludi e di ghiacci all'estremo limite nord-orientale della Siberia. L'estate dura poco più di un mese; il resto è inverno, caligine grigia, gelo che può scendere anche a sessanta gradi sotto zero. Lì, dalla fine degli anni Venti, alcuni milioni di persone sono state deportate e sfruttate a fini produttivi e di colonizzazione della regione. Salamov arrivò alla Kolyma nel 1937, dopo essere già stato rinchiuso in un lager degli Urali fra il 1929 e il 1931 a causa della sua opposizione a Stalin. E alla Kolyma rimase fino al 1953. L'anno successivo, subito dopo il ritorno a Mosca, tassello dopo tassello Salamov cominciò a comporre il suo monumentale mosaico contro l'oblio, il suo poema dantesco sulla vita e sulla morte, sulla forza del male e del tempo. Il lager è una scuola negativa per chiunque, dal primo all'ultimo giorno. L'uomo non deve vederlo. Ma se lo vede, deve dire la verità, per quanto terribile sia. Per parte mia, ho deciso che dedicherò tutto il resto della mia vita proprio a questa verità, così scriveva Salamov a Solzenicyn nel novembre del 1962. In questa discesa negli abissi della memoria i ricordi si snodano come una partitura musicale. L'avvio è graduale, i temi si delineano in parallelo per poi intrecciarsi e sovrapporsi: l'arrivo nei campi, la casistica dei vari tipi di carcerieri, i luoghi e le condizioni del lavoro forzato, la natura ostile e cosi carica di significati simbolici, i compagni di pena.