Trovati 16 documenti.
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Linee del destino / Mark Charitonov ; traduzione di Margherita Crepax e Emanuela Guercetti
Il Saggiatore, 2022
Abstract: Il giovane studioso Anton Lizavin, nel compilare una tesi sugli scrittori della sua regione, si imbatte nel nome di Simeon Milaševič, una figura marginale e dimenticata, eppure velata di fascino e mistero. Indagando negli archivi, Anton rinviene un piccolo baule pieno di carte apparentemente senza valore, ma sulle quali sono annotati appunti sparsi, riflessioni sospese e aforismi densi di complessità: sono involucri di caramelle che Milaševič ha utilizzato per riversarvi i suoi pensieri, nascondendovi una rivelazione assoluta che Anton è determinato a decifrare. I suoi sforzi si trasformeranno ben presto in un'ossessione, e tra i due scrittori inizierà così un inseguimento surreale e metafisico nel quale, pagina dopo pagina, le loro voci si risponderanno fino a mescolarsi. Sullo sfondo di un'Unione Sovietica provinciale e fantastica, tra sette religiose che riesumano i morti e li cuociono come carne, studenti che catalogano meticolosamente le proprie allergie credendo di potervi scorgere i più profondi segreti e grotteschi fabbricanti di dolciumi che svolgono segretamente il ruolo di mecenati rivoluzionari, la ricerca di Anton proseguirà fino a confondere in modo irreversibile i confini di epoche e uomini, di realtà e immaginazione; in un vorticoso intrecciarsi di linee divergenti al centro delle quali è sepolta, forse, una verità ultima sull'esistenza terrena. Mark Charitonov dà vita a un classico contemporaneo, erede della scrittura di Gogol', Pasternak e Nabokov. Composto all'oscuro della censura sovietica, Linee del destino ci conduce, attraverso un'umanità multiforme e carnevalesca, a contemplare il barlume di un'illuminazione sulla natura degli esseri viventi; perché è solo nella nostra interconnessione che possiamo aspirare all'assoluto.
I patrioti / Sana Krasikov ; traduzione di Velia Februari
Fazi, 2022
Abstract: La ventitreenne americana Florence Fein, figlia di genitori ebrei e nipote di una donna russa, è da sempre affascinata dal mondo sovietico. La Grande Depressione ha colpito gli Stati Uniti e lei, idealista e nauseata dalle contraddizioni del proprio paese, decide di lasciare New York per trasferirsi nella terra d’origine della nonna, inseguendo il sogno socialista e la promessa di un amore oltreoceano. Una volta giunta a destinazione, però, le speranze svaniscono una dopo l’altra, la ragazza si trova faccia a faccia con la brutalità di un regime sempre più opprimente e rimane presto bloccata in un paese da cui non può fuggire. Molti anni dopo, il figlio di Florence, Julian, emigra di nuovo verso gli Stati Uniti, anche se il suo lavoro nell’industria petrolifera lo porta frequentemente a Mosca. Gran parte della vita della madre gli è stata tenuta nascosta e, quando viene a sapere che il fascicolo del KGB su di lei è stato aperto, organizza un viaggio d’affari per scoprire tutta la verità. Ma il cerchio non si è ancora chiuso: per chiuderlo definitivamente Julian dovrà anche convincere suo figlio, l’ostinato Lenny, che nel frattempo sta cercando di fare fortuna nella spietata Russia di Putin, a tornare a casa. Lo stupefacente romanzo d’esordio di Sana Krasikov racconta le vicende di tre generazioni in bilico fra due continenti, intrappolate tra le forze della Storia e le conseguenze delle proprie scelte.
Il Mulino, 2022
Abstract: Il 21 agosto 1939, qualche minuto prima di mezzanotte (ora tedesca), la radio di Berlino interruppe un programma musicale per diffondere il seguente comunicato del Deutsches Nachrichtenbüro: «Il governo del Reich e il governo sovietico hanno stretto un accordo per stringere un patto di non aggressione. Il ministro degli Esteri arriverà mercoledì 23 agosto a Mosca per la conclusione dei negoziati». L'annuncio produsse clamore: «Una bomba è scoppiata ieri sera, verso le 23.00, a Berlino» - scrisse l'ambasciatore francese in Germania Robert Coulondre al ministro Bonnet. Il 23 agosto 1939, la Germania e l'Unione Sovietica stringono un patto di non aggressione conosciuto come Molotov-Ribbentrop, che suscita scalpore internazionale, e firmano un «protocollo aggiuntivo» segreto sulla spartizione dell'Europa orientale. Evocato durante il processo di Norimberga e pubblicato negli Stati Uniti in base a copie non certificate, il protocollo scatenò una controversia che prese nome dall'opuscolo I falsificatori della storia. Da quel momento le interpretazioni in Occidente e in Urss si sono divaricate: per il campo occidentale il protocollo era «vero»; per quello sovietico era «falso». Il ritrovamento, nel 1992, del «plico» che lo conteneva, invece di ricongiungere la storiografia russa a quella occidentale, ha dato inizio ad un processo di restaurazione delle tesi dei Falsificatori della storia che arriva, con Putin, fino ai nostri giorni.
Gente d'agosto / Sergej Lebedev ; traduzione di Rosa Mauro
Keller, 2022
Abstract: Il giovane protagonista del romanzo di Lebedev scopre casualmente le memorie della nonna Tanja nascoste all’interno di un volume di poesie di Konstantin Simonov, sei volte vincitore del Premio Stalin. Tra quei fogli cerca inutilmente tracce sui segreti di famiglia. Poiché i tempi sono quel che sono, per sbarcare il lunario si offre di ritrovare dietro compenso i luoghi di sepoltura di scomparsi, deportati ed esiliati. Una ricerca di fantasmi e verità inquietanti che lo conduce attraverso le sterminate regioni dell’universo sovietico, dove i segni delle antiche ingiustizie sembrano preparare il terreno per le prossime violenze. Nel frattempo l’Unione Sovietica è scossa dal colpo di Stato che depone Michail Gorbačëv. È l’agosto 1991. La gente scesa in strada a protestare rimuove la statua di Dzeržinskij – il fondatore della Čeka – di fronte alla sede della polizia politica. E di lì a poco Boris El´cin giunge al potere. Forse è la fine di un passato di oppressione o forse solo un interludio prima della frantumazione del Paese, della comparsa improvvisa di ricchi oligarchi e dell’impoverimento di molti.
Adelphi, 2022
Abstract: «Non esistono condizioni ideali in cui scrivere, studiare, lavorare o riflettere, ma è solo la volontà, la passione e la testardaggine a spingere un uomo a perseguire il proprio progetto» affermò Konrad Lorenz. Nel caso di Ljudmila Trut, a queste caratteristiche potremmo aggiungerne un’altra: «un amore patologico per gli animali». Fu questa la molla che nel 1958 indusse la giovane studentessa dell’Università statale di Mosca ad accettare con entusiasmo la proposta di Dmitrij Beljaev di partecipare al progetto più ambizioso mai tentato nel campo dell’evoluzione e del comportamento animale: trasformare la volpe in cane. Si trattava di replicare, in qualche decennio, l’evoluzione, durata quindicimila anni, che ha portato dal lupo al cane, e senza alcuna manipolazione genetica, ma facendo riprodurre selettivamente, generazione dopo generazione, gli esemplari meno aggressivi nei confronti dell’uomo. Se avesse avuto successo, l’esperimento avrebbe dato risposta a molte domande irrisolte che riguardano la domesticazione, a cominciare da quella che aveva stimolato Beljaev: com’è possibile che un feroce predatore si sia tramutato in un animale da compagnia? L’anno seguente, nello scenario da fiaba di una sperduta località siberiana – e con l’alibi di migliorare la produzione di pellicce, perché gli studi di genetica erano banditi dall’ortodossia sovietica –, ebbe inizio la grande avventura. Un’avventura scientifica tuttora in corso, i cui risultati conducono a riflessioni appassionanti sulla nostra stessa evoluzione, e insieme un’avventura umana fuori del comune, magnificamente raccontata in questo libro.
Bompiani, 2022
Abstract: Dopo averci fatto ascoltare in Preghiera per Černobyl’ le voci delle vittime del disastro nucleare, Svetlana Aleksievič fa parlare qui i protagonisti di un’altra grande tragedia della storia sovietica: la guerra in Afghanistan tra il 1979 e il 1989. Un milione di ragazzi e ragazze partiti per sostenere la “grande causa internazionalista e patriottica”; almeno quattordicimila di loro rimpatriati chiusi nelle casse di zinco e sepolti di nascosto, nottetempo; cinquantamila feriti; mezzo milione di vittime afgane; torture, droga, atrocità, malattie, vergogna, disperazione... Gli afgancy, i ragazzi che la guerra ha trasformato in assassini, raccontano ciò che si è voluto nascondere. Accanto a loro, un’altra guerra. Quella delle infermiere e delle impiegate che partirono per avventura e patriottismo. E soprattutto le madri. Dolenti, impietose, stanche, coraggiose.
Don Camillo / Fernandel e Gino Cervi in
Mondadori, [2022]
Abstract: Brescello si gemella con una cittadina dell'Unione Sovietica e così il sindaco comunista Peppone e gli amici del partito partono per l'URSS. Don Camillo riesce ad unirsi alla comitiva sotto mentite spoglie.
Il ritorno di Don Camillo / Fernandel e Gino Cervi in
Mondadori, [2022]
Abstract: Brescello si gemella con una cittadina dell'Unione Sovietica e così il sindaco comunista Peppone e gli amici del partito partono per l'URSS. Don Camillo riesce ad unirsi alla comitiva sotto mentite spoglie.
Il compagno Don Camillo / Fernandel e Gino Cervi in
Mondadori, [2022]
Abstract: Brescello si gemella con una cittadina dell'Unione Sovietica e così il sindaco comunista Peppone e gli amici del partito partono per l'URSS. Don Camillo riesce ad unirsi alla comitiva sotto mentite spoglie.
Speranza contro speranza / Nadežda Mandel’štam
Settecolori
Abstract: Nadežda, in russo, vuol dire speranza, e mai come nelle Memorie di Nadežda Mandel’štam, sperare, nonostante tutto e contro tutto e tutti, è stato un imperativo e un insegnamento. Uscite per la prima volta clandestinamente dall’Urss negli anni Sessanta, e subito tradotte negli Stati Uniti, le Memorie della Mandel’štam, raccontano il dramma di una generazione intellettuale all’indomani della Rivoluzione: le illusioni prima, la paura poi, la menzogna come habitus mentale infine. Raccontano altresì gli anni Trenta dello stalinismo, quando un’intera generazione di narratori, critici, poeti, da Josip Mandel’štam a Anna Achmatova, due nomi per il tutto, viene ridotta al silenzio, alla deportazione, alla morte. Infine, gettano uno sguardo sullo sconvolgimento che la morte di Stalin provocherà in un Paese talmente asservito dal terrore dall’essere incapace di capire che cosa quella scomparsa possa significare. Sincerità d’accenti, semplicità tragica, dignità, humour fanno di queste Memorie un capolavoro senza tempo. Nata nel 1899, Nadežda Jakovlevna Kazina conobbe Osip Mandel’štam nel 1919 e lo sposò nel 1922. Dopo la morte del marito, trascorse il resto della sua vita a «salvarne» l’eredità poetica, mentre i capricci dello stalinismo la spostavano lungo i confini della patria. Anni Trenta. In una cerchia esclusiva dell'intellighenzia moscovita circola una poesia su Stalin, definito il montanaro del Cremlino, l'assassino, lo sbaraglia-mugicchi. L'ha scritta Osip Mandel'stam, una delle più importanti figure del Novecento letterario russo ed europeo. Una delazione, e inizia il viaggio del poeta nella vertigine stalinista. Arresto, carcere, confino. Sua moglie Nadezda gli resta vicina fino al secondo arresto, nel 1938. Poi il lager e la morte, in circostanze mai accertate. Questo libro di memorie, uscito nel 1970, è il tributo che la donna che fu per diciannove anni sua moglie e per quarantadue la sua vedova, dedica al destino di un'intera generazione di scrittori, maturata negli anni venti e poi stroncata dalle purghe staliniste del decennio successivo. Una commedia umana in cui si alternano avvenimenti e personaggi terribili e indimenticabili: l'onnipotente e onnipresente Stalin, Bucharin, il coraggioso Pasternak e l'affettuosa Anna Achmatova, Viktor B. Sklovskij ed Ehrenburg. E poi i tanti scrittori compromessi col potere, la folla di anime morte che rendono possibili le degenerazioni più aberranti del sistema. Su tutti Osip e Nadezda, che sarebbe diventata scrittrice a 65 anni per onorare fino in fondo la missione di custode della poesia del marito e della memoria della sua persecuzione. La testimonianza eccezionale di una intera generazione di scrittori e artisti, maturata rigogliosamente negli anni Venti e stroncata dalle epurazioni staliniane negli anni successivi.
Imperium / Ryszard Kapuscinki ; traduzione di Vera Verdiani
18. ed.
Feltrinelli, 2022
Abstract: Imperium è una personale relazione di viaggio in luoghi per lo più sconosciuti. La costruzione del reportage è polifonica: compaiono, nelle sue pagine, personaggi, luoghi e motivi che possono far capolino anche più volte nei diversi anni e contesti. Nel momento in cui il grande Impero si dissolve in mille rivoli e staterelli, la cronaca di Kapuscinski scopre e registra realtà sconosciute in una confusione di lingue e culture simile al mondo dopo il crollo della Torre di Babele.
Pozza, 2022
Abstract: «Io ho la mia musica, ed è parecchia, ed è in base a essa che la gente dovrebbe giudicarmi». La mattina 28 gennaio del 1936 Dmitrij Šostakovič – che in quel momento si trova ad Archangelsk – sfoglia febbrilmente l’edizione della Pravda. A pagina tre c’è un editoriale non firmato dal titolo Caos invece di musica. Per la maggior parte dei lettori quel titolo non vuol dire nulla. Per lui invece è una pietra tombale sulla sua carriera di enfant prodige della musica sovietica. Due giorni prima era andata in scena a Mosca al teatro Bol’šoj una replica dell’opera che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Si tratta di Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk, quattro atti ispirati all’omonima novella di Nikolaj Leskov. Allo spettacolo del Bol’šoj sono presenti Molotov, Mikojan e Ždanov, l’arbitro dell’ortodossia culturale comunista. Ma soprattutto è presente Stalin, incuriosito da quella musica che tutto il mondo onora. Inaspettatamente, al terzo atto Stalin abbandona il palco. Non era mai accaduto prima. È un naufragio, ma Šostakovič lo capirà due giorni più tardi. L’editoriale della Pravda è spietato e nessuno dubita che sia stato vergato dallo stesso Stalin, che la musica la ama e che preferisce Mozart e Beethoven alle astruserie della modernità: «Fin dalle prime battute il pubblico è assalito da un’ondata di sonorità volutamente confuse e discordanti, un formalismo che accarezza il gusto morboso del pubblico borghese con una musica inquieta e nevrastenica».
Don Camillo e l'onorevole Peppone / Fernandel e Gino Cervi in
Mondadori, [2022]
Abstract: Brescello si gemella con una cittadina dell'Unione Sovietica e così il sindaco comunista Peppone e gli amici del partito partono per l'URSS. Don Camillo riesce ad unirsi alla comitiva sotto mentite spoglie.
Donzelli, 2022
Abstract: Cinque ritratti di rivoluzionarie socialiste che hanno cambiato la storia politica, sociale e culturale delle donne in Europa e nel mondo. L'aristocratica Aleksandra Kollontaj, protagonista della Rivoluzione bolscevica; la pedagogista radicale Nadezda Krupskaja, che fu moglie di Lenin; la passionale Inessa Armand, che fu stretta collaboratrice di Lenin e forse sua amante; l'infallibile cecchina antinazista Ljudmila Pavlicenko; la partigiana bulgara Elena Lagadinova, scienziata e leader del movimento globale delle donne: attraverso le vite di queste attiviste vissute a cavallo tra Otto e Novecento, Kristen R. Ghodsee traccia un'affascinante storia alternativa del movimento femminista. Le Valchirie rosse furono promotrici di un femminismo originale, e in parte inesplorato, che si sviluppò nell'Europa dell'Est, distinguendosi, per modalità e fini, da quello occidentale. Convinte, come scrive Noemi Ghetti nella prefazione al volume, che «l'auspicato avvento dell'uomo nuovo non ci sarebbe mai stato senza la formazione di una nuova donna», queste rivoluzionarie ripensarono radicalmente il ruolo della donna nella famiglia e nella società, spesso scontrandosi con le resistenze dei compagni maschi, che consideravano la questione femminile un obiettivo secondario rispetto alla rivoluzione e all'edificazione dello Stato socialista.
Vita e destino / Vasilij Grossman ; traduzione di Claudia Zonghetti
Nuova ed. ampliata, 11 ed.
Adelphi, 2022
Abstract: Il libro segue con ottocentesca, tolstojana generosità molteplici destini individuali spostandosi da Stalingrado (città doppia: simbolo di difesa e libertà contro la violenza nazista e insieme luogo-emblema dell'Urss staliniana; solo nella 'casa di Grekov' si vive secondo onore e senza gerarchie) ai lager sovietici e ai mattatoi nazisti, da Mosca (le stanze del potere, le celle della Lubjanka) alla provincia russa. E raccontando la 'crudele verità' della guerra, le storie intrecciate di eroi e traditori, automi di partito ed esseri pensanti, delatori, burocrati, intriganti, carnefici, martiri, personaggi fittizi e reali, inframmezzando la narrazione con numerosi dialoghi (di ascendenza, questi, dostoevskiana), Grossman continua a interrogarsi sull'essenza di sistemi che uccidono la realtà - di conseguenza anche gli uomini - falsificandola, sostituendola con l'idea. Al posticcio e menzognero 'bene' di Stato lo scrittore può opporre soltanto, per quanto ardua e apparentemente impossibile in tempi disumani, la bontà individuale, rivendicando - sommessamente, ma con tenacia - l'irripetibilità del singolo destino umano. Giacché 'Ciò che è vivo non ha copie... E dove la violenza cerca di cancellare varietà e differenze, la vita si spegne'. (Serena Vitale).
Don Camillo monsignore... ma non troppo / Fernandel e Gino Cervi in
Mondadori, [2022]
Abstract: Brescello si gemella con una cittadina dell'Unione Sovietica e così il sindaco comunista Peppone e gli amici del partito partono per l'URSS. Don Camillo riesce ad unirsi alla comitiva sotto mentite spoglie.