Trovati 3 documenti.
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K2, un passo dalla vetta, un passo dalla vita / Massimiliano Ossini
Rai libri, 2024
Abstract: A settant’anni dalla storica prima ascensione del K2, mi sono messo in cammino per raccontare e documentare in prima persona una spedizione di alpiniste italiane e pakistane che ha scelto di sfidare gli 8611 metri della seconda montagna della Terra. Il viaggio in Pakistan ha rappresentato per me non solo un’avventura ricca di emozioni, ma un confronto diretto con quella che, per la sua difficoltà tecnica e l’alto tributo di vite umane, è chiamata “la montagna selvaggia”. Una piramide perfetta, che da sempre attrae e intimorisce chiunque osi sognarne la vetta: il K2, imponente e misterioso, non è solo una montagna, ma un simbolo della sfida dell’uomo ai propri limiti. Ho calcato le orme dei grandi alpinisti del passato che si sono cimentati con le sue asperità, e rivissuto le loro vicende di profonda umanità e coraggio. Perché ogni passo verso la vetta è una lotta contro il freddo, il vento, la fatica, ma anche contro l’incertezza e la paura che ognuno porta dentro di sé. Il K2 non perdona imprudenze, esige rispetto e umiltà. Come la vita stessa, insegna che non è solo il traguardo a contare, ma il percorso, i compagni di cordata, la capacità di fermarsi e osservare con occhi nuovi il mondo che ci circonda.
K2 la montagna del mito : vittorie, tragedie, grandi imprese / Stefano Ardito
Solferino, 2024
Abstract: Il 31 luglio 1954, mentre i ghiacciai ai suoi piedi sono già avvolti dall’ombra, il K2, la seconda montagna della Terra, diventa un simbolo del nostro Paese. Due alpinisti, il valtellinese Achille Compagnoni e il veneto Lino Lacedelli, partono all’alba da una minuscola tenda ancorata a un ripido pendio di neve. Il giorno prima due loro compagni, Walter Bonatti e il portatore pakistano Amir Mahdi, avevano sfidato un terribile bivacco a 8000 metri, senza sacco a pelo né tenda, per portare alla cordata di punta le bombole di ossigeno. Lino e Achille impiegano un’intera giornata per salire, prima in un pericoloso canalone di neve, poi sulle rocce alla sua sinistra, infine per un crinale più facile. Al crepuscolo si abbracciano sugli 8611 metri della cima. A settant’anni dall’impresa del 1954, K2 La montagna del mito racconta gli episodi più importanti della sua storia alpinistica, densa e complessa, guardando anche più lontano, verso le pietre scure del Passo Karakorum o in direzione del Broad Peak, del Chogolisa, del Gasherbrum IV e delle altre cime che fanno corona al K2. Senza dimenticare la «guerra più alta della storia» che gli eserciti del Pakistan e dell’India combattono tra il ghiacciaio Siachen e la Sella Conway, gli sviluppi della ricerca scientifica, l’ambiente e il Central Karakorum National Park. Un racconto lungo secoli, attraverso i sogni, le avventure e le molte tragedie che esploratori e alpinisti di tutto il mondo hanno vissuto sulla “montagna degli italiani”.
K2 : la montagna più pericolosa / Ed Viesturs con David Roberts ; traduzione di Chiara Brovelli
Corriere della Sera : Solferino, 2024
Abstract: «All'alba del 1° agosto del 2008, una trentina di scalatori appartenenti a dieci spedizioni diverse lasciò i campi alti sulla cresta degli Abruzzi del K2. Dopo settimane di attesa forzata per il brutto tempo, nel primo giorno limpido e senza vento gli alpinisti erano pronti a tentare l'ascesa alla vetta. Nelle trentasei ore successive, undici di quelle persone avrebbero trovato la morte lassù, sulla cresta degli Abruzzi. Quel disastro si sarebbe trasformato nella più grave tragedia provocata da un singolo evento nella storia del K2, la seconda per importanza nel lungo elenco di spedizioni sulle catene di Himalaya e Karakorum. E nessuno l'aveva prevista». Gli italiani conoscono molto bene la storia alpinistica del K2, grazie alle gesta di Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, primi salitori nel 1954, e di Walter Bonatti, che a lungo lottò per il riconoscimento del proprio ruolo in quella spedizione. Trionfi e insuccessi costellano la relazione tra questa montagna durissima e gli uomini che ne sfidano la vetta: è qui che si misurano questioni fondamentali come la valutazione dei rischi, l'ambizione, la lealtà, lo spirito di sacrificio e il prezzo della gloria. Ed Viesturs, l'alpinista americano più noto, nonché l'unico ad aver scalato tutti e quattordici gli Ottomila senza ossigeno, nel 1992 proprio sul K2 fu travolto da una valanga, uscendone incolume e salvando il suo compagno di cordata, Scott Fischer. Ripercorrere con la mente quell'episodio significa per lui riflettere sugli eterni dilemmi della montagna. «K2 docet, avrebbe potuto essere il titolo di questo libro», scrive Viesturs: un resoconto delle sei stagioni più drammatiche nell'alpinismo sul K2 viste attraverso il suo personale sguardo su quello che succede, o che può succedere, ad alta quota, quando il fisico è allo stremo delle forze, la mente perde lucidità e l'imprevisto cambia le carte in tavola. Il suo racconto delinea un mantra incontestabile: in montagna, la vera vittoria è tornare a casa.