Trovati 9 documenti.
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La rivoluzione della cura: l'esperienza della Piazza del Mondo / Massimo Orlandi
Romena, 2024
Abstract: Nella piazza della Libertà di Trieste, ribattezzata "Piazza del Mondo" una donna, Lorena Fornasir e insieme a lei il marito Gian Andrea Franchi e gli attivisti della Associazione Linea d'Ombra, curano i piedi martoriati dei migranti della rotta balcanica, in arrivo dopo estenuanti cammini da Paesi come Afghanistan, Pakistan, Siria, Bangladesh.
Dove i rondoni vanno a dormire / Franco Sacchetti
2. ed.
Round Robin, 2024
Abstract: Il salvataggio in strada di un piccolo rondone caduto dal nido cambia l’estate di Zoe, in vacanza a Trieste con la sua famiglia. È l’inizio di un viaggio alla scoperta della storia naturale di questi straordinari uccelli, capaci di volare oltre due anni senza mai fermarsi e del loro sempre più “difficile” rapporto con l’uomo. “Dove i rondoni vanno a dormire” è il racconto a fumetti di questi nostri straordinari concittadini con le ali, messaggeri di primavera, e di tutti quelli che si impegnano attivamente perché le nostre case e i nostri monumenti possano accoglierne ancora i nidi. Il progetto di questo graphic novel, divenuto negli anni una bandiera per il movimento di tutela della biodiversità urbana, nasce con l’interessamento e il sostegno del Festival dei Rondoni, dell’Associazione Monumenti Vivi, e dell’ASOER (Associazione Ornitologi dell’Emilia Romagna).
Gli innamorati di piazza Oberdan / Christian Klinger ; traduzione di Federico Scarpin
Bottega errante, 2024
Abstract: Il 6 aprile 1945 Pino Robusti, studente di Architettura, viene fucilato a Trieste alla Risiera di San Sabba, unico lager di sterminio d’Italia. Fuori dalla Risiera durante quei drammatici giorni ad attenderlo e a chiederne la grazia ci sono il padre Vittorio, e la fidanzata Laura. Un romanzo che ricostruisce la storia vera di Pino, dall’infanzia al suo grande amore. E ancora prima le vicende della famiglia Robusti, dalla Grande Guerra al passaggio di Trieste all’Italia, fino all’avvento del fascismo. Una storia ricostruita a partire dalle lettere originali che Pino Robusti scrisse in cella alla fidanzata e ai genitori, e dalle testimonianze di chi conobbe i due innamorati che avevano in piazza Oberdan il loro punto d’incontro.
Cercando Zeno a Trieste / Alessandro Del Prete ; prefazione di Nicolò Giraldi
Infinito, 2024
Abstract: Zeno e Sofia sono due bambini pieni di curiosità e amore per i libri. Uniti da un legame inscindibile, passano i loro pomeriggi a esplorare gli incanti di Trieste guidati da Antonio, il padre di Sofia, che illustra loro le misteriose leggende e le memorie dimenticate della città. Il gioco non si ferma neppure quando il destino li separa: è, anzi, proprio a partire da quel momento che Sofia dà vita a una caccia al tesoro in giro per la città, tornando nei luoghi in cui hanno gioito insieme e dando vita a un gioco a distanza che supera lo spazio e il tempo. Un viaggio alla riscoperta del bambino che ci portiamo dentro, alla ricerca di noi stessi, che ci ricorda il valore della vera amicizia attraverso Trieste, le sue curiosità storiche, la sua bellezza ammaliante. “Cercando Zeno a Trieste è il manifesto della lotta per la sopravvivenza emotiva, una battaglia quotidiana per non lasciarsi sopraffare”. (Nicolò Giraldi)
Senilità / di Italo Svevo ; raccontato da Paola Capriolo
Einaudi ragazzi, 2024
Abstract: Emilio ha una vita monotona: impiegato con velleità di scrittore, divide il tempo tra il lavoro e le cure alla sorella. A riscuoterlo dall’apatia è l’incontro con Angiolina, bella e vivace, che sembra interessarsi a lui… Secondo romanzo di Svevo, “Senilità” fu scritto tra il 1896 e il 1897 e comparve a puntate sul quotidiano irredentista triestino «L’Indipendente», tra il giugno e il settembre del 1898. Accolto con scarso entusiasmo da lettori e critica, non riscosse maggior successo quando lo scrittore, lo stesso anno, dopo averlo parzialmente emendato dai refusi, lo diede alle stampe a proprie spese presso la Libreria Ettore Vram. Tuttavia, nel febbraio del 1926, assieme a tre capitoli de “La coscienza di Zeno”, un brano di Senilità venne tradotto e pubblicato sulla prestigiosa rivista letteraria francese «Le Navire d’Argent». Ciò rappresentò un’importante svolta per la fortuna letteraria europea di Svevo e di quest’opera in particolare, tanto che l’anno successivo ne uscì una nuova edizione profondamente riveduta. Nella prefazione l’autore descrisse in modo dettagliato le vicissitudini del romanzo, sottolineando che in origine «non ottenne una sola parola di lode o di biasimo dalla nostra critica» e ringraziò l’amico e collega James Joyce, il cui interessamento rese possibile quella seconda edizione, rinnovando così «il miracolo di Lazzaro». Un romanzo sulle illusioni e i sogni infranti di un’esistenza piccolo borghese sul finire dell’Ottocento.
Feltrinelli, 2023
Abstract: Tre giorni dura il ritorno a Trieste di Alma, che dalla città è fuggita per rifarsi una vita lontano, e ora è tornata per raccogliere l'imprevista eredità di suo padre. Un uomo senza radici che odiava il culto del passato e i suoi lasciti, un padre pieno di fascino ma sfuggente, che andava e veniva al di là del confine, senza che si potesse sapere che lavoro facesse là nell'isola, all'ombra del maresciallo Tito "occhi di vipera". A Trieste Alma ritrova una mappa dimenticata della sua vita. Ritrova la bella casa nel viale dei platani, dove ha trascorso l'infanzia grazie ai nonni materni, custodi della tradizione mitteleuropea, dei caffè colti e mondani, distante anni luce dal disordine chiassoso di casa sua, "dove le persone entravano e se ne andavano, e pareva che i vestiti non fossero mai stati tolti dalle valigie". Ritrova la casa sul Carso, dove si sono trasferiti all'improvviso e dove è arrivato Vili, figlio di due intellettuali di Belgrado amici di suo padre. Vili che da un giorno all'altro è entrato nella sua vita cancellando definitivamente l'Austriaungheria. Adesso è proprio dalle mani di Vili, che è stato "un fratello, un amico, un antagonista", che Alma deve ricevere l'eredità del padre. Ma Vili è l'ultima persona che vorrebbe rivedere. I tre giorni culminanti con la Pasqua ortodossa diventano così lo spartiacque tra ciò che è stato e non potrà più tornare - l'infanzia, la libertà, la Jugoslavia del padre, l'aria seducente respirata all'ombra del confine - e quello che sarà
GEDI, 2024
Limes ; 10/2024
Abstract: Il numero è dedicato alla dimensione marittima della Guerra Grande, incentrata sul triangolo Usa-Russia-Cina. Mentre alle porte dell’Europa proseguono l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca e la crisi in Medio Oriente, nell’Indo-Pacifico quattro dinamiche si intrecciano pericolosamente: il rischio di uno scontro aperto per Taiwan tra Washington e Pechino; le rinnovate tensioni tra le due Coree; il consolidamento della collaborazione militare tra Giappone, Australia e India in chiave anticinese; la penetrazione della Repubblica Popolare in Oceania, verso la costa occidentale dell’America.
Il mostro di Trieste / Gianluca Rampini
Newton Compoton, 2024
Abstract: Zeno Pentecoste è un poliziotto molto inquieto. La malattia della moglie e la ribellione della figlia Rebecca si sommano al suo passato tormentato: è stato adottato e della sua famiglia d'origine non sa nulla. Lo accompagna però il ricordo, vividissimo in lui, della paura del buio. In questo momento di crisi personale, Trieste è scossa da una violenza brutale. Un killer seriale uccide le sue vittime sottoponendole a un incomprensibile, macabro rituale: i loro corpi, semisbranati, vengono attaccati a degli alberi e resi tutt'uno con essi. Dai corpi, dalle mani, spuntano rami. Un sasso rosso si trova in genere sulla scena. Più le indagini vanno avanti, più gli indizi portano Zeno sulle tracce di una macabra vicenda del passato, collegata a qualcosa o qualcuno che lo riguarda molto da vicino.
Einaudi, 2024
Abstract: Siamo a Trieste, la guerra è appena finita. Un uomo beve un caffè al bancone del bar. Qualcuno lo chiama, lui si gira ma sente già la canna di una pistola puntata contro la schiena. Tutti lo conoscono come «Bambino»: è stato la camicia nera più spietata della città. «Ho ucciso e fatto uccidere. Ho sempre cercato di stare dalla parte del più forte e mi sono sempre ritrovato dalla parte sbagliata». Una storia veloce quanto un proiettile che attraversa guerre, confini, tradimenti. Come in “Resto qui”, Marco Balzano torna al grande romanzo storico e civile. E lo fa con il suo personaggio più duro, impossibile da dimenticare. Mattia nasce a Trieste nel 1900. La sua infanzia irrequieta, forse, è già un presagio: un fratello che parte per l’America, un amico che presto lo abbandona. Quando scopre che la donna che lo ha cresciuto non è la sua vera madre, dentro di lui qualcosa si spezza e nel petto divampa un fuoco freddo che non saprà mai domare. L’ingresso tra le file degli squadristi è una conseguenza quasi naturale. Nonostante il soprannome che gli hanno affibbiato per il suo viso da fanciullo, «Bambino», Mattia ostenta una ferocia da boia. Ma prima ancora dell’ideologia, prima della violenza e della brutalità antislava, il motivo per cui indossa la camicia nera e batte palmo a palmo le terre contese è la speranza di ritrovare quella madre senza nome né volto. La ricerca di una donna che non ha mai conosciuto diventa il senso di tutto. Suo padre, un vecchio orologiaio sicuro che le persone si possano riparare come gli ingranaggi, è l’unico a conoscere la verità ma la tiene sigillata in un silenzio blindato quanto una cassaforte. Nella frontiera d’Italia più dilaniata, la vita di Bambino scivola su un piano inclinato: ogni giorno una nuova spedizione, un nuovo assalto, una nuova rapina. E poi, tutto d’un fiato, lo scoppio della guerra, i nazisti in città, l’occupazione jugoslava di Trieste, le foibe. Un’esistenza vissuta da cane sciolto, scandita da un implacabile conto alla rovescia