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Trovati 2 documenti.

Amarsi in una casa infestata
Libri Moderni

Cardillo, Matteo <1994->

Amarsi in una casa infestata / Matteo Cardillo

Mercurio, 2025

Abstract: In una casa infestata, affinché i fenomeni sinistri comincino a divenire eclatanti, è necessario darsi tempo. Accordare ciò che si sente coi movimenti del cuore, ciò che si intravede coi propri desideri. È l’inizio dell’estate quando il protagonista di questo romanzo, insieme a Gloria, Samira e Johann, si trasferisce nel condominio di viale XII Giugno, a Bologna. Con l’arrivo dei ragazzi qualcosa nella casa si sveglia e si scuote per mostrarsi: figure bianche che balenano improvvise nel buio, bicchieri che scivolano dalle credenze, capelli tirati nel sonno e, ovunque, un odore di fiori marci che dai mandarini del viale segue gli inquilini fin nelle loro stanze. Anche quando le mura dell’appartamento cominciano a sussurrare fatti di sangue e storie di anime murate nel buio, i ragazzi continuano a vivere, ballare, fare sesso, innamorarsi e tradirsi. Ma la casa esagera, è famelica, risponde agli impulsi vitali di chi la abita con un pericoloso gioco di ombre impossibile da ignorare. È il protagonista senza nome il catalizzatore di tutto: la casa lo ha riconosciuto, lo desidera, vuole che ne scopra i segreti, fino a scendere dove nessuno si è mai spinto, al cuore dei traumi di entrambi. Amarsi in una casa infestata è un romanzo sul tempo che sta per finire, su ciò che di noi non possiamo più salvare, sulle amicizie che restano a vegliare quando l’amore non basta più. Ma per amarsi in una casa infestata bisogna forse credere che l’intera città sia sprofondata davvero in un abisso fantasmatico, che ci sia, nel sottosuolo, un bosco dove crescono le nostre paure in confessabili. E più di tutto, bisogna credere che i morti ci parlino e che, come noi, vogliano solo essere visti.

La tigre e l'usignolo
Libri Moderni

Garofalo, Mauro <1974->

La tigre e l'usignolo / Mauro Garofalo

Nottetempo, 2025

Abstract: Cosa resta di noi quando non ci siamo più? Una corda tesa, un sorriso, la malinconia per non aver detto tutto quello che volevamo, per quell’amore che avremmo potuto seguire, e invece. Ma, soprattutto, quel che resta è degli altri: ed è attraverso i loro sguardi, ricordi, narrazioni e appropriazioni che la storia di Alberto, il protagonista del romanzo, viene raccontata, e lui stesso rivive. Perché è la vita, comunque, a essere più forte di tutto: nella Tigre e l’usignolo, titolo ispirato a Cristina Campo, la fine di una persona, la tigre che sbrana, è “un inno ai giorni che abbiamo a disposizione”, l’usignolo che canta, frulla le ali e prende il volo. Alberto si impicca in un parco in mezzo alla primavera. E viene raccontato da diversi personaggi che lo incontrano in qualche tappa del suo ultimo cammino. La runner che una mattina lo trova appeso a un albero; il poliziotto fuori servizio che quel giorno non si aspettava di incrociare quella “brutta storia”; il ferramenta ignaro dell’uso della corda che gli ha venduto; gli amici di sempre con le loro partite a pallone. E poi la sorella, i genitori, il pugile con cui Alberto si allenava, combattendo le ombre che pesano sul cuore. Perdendo, infine. Ma questo romanzo non è un’indagine sulla perdita: è invece una storia di metamorfosi, recupero e riscatto, che Mauro Garofalo dedica alla memoria di un amico. Perché fino a quando il nostro nome verrà raccontato, di noi resterà traccia nella trama del mondo.