Trovati 5 documenti.
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Impressionismo : i pittori e le opere / Bernard Denvir ; [traduzione di Daniele Casalino]
Milano : Mondolibri, stampa 2002
Impressionismo : i pittori e le opere / Bernard Denvir
Firenze : Giunti, 1991
Milano : Medusa, [2004]
Le porte regali ; 24
Abstract: Come scrisse un critico francese, cercando di rendere con tocchi leggeri la teoria impressionistica dell'+aria aperta; Stiphane Mallarmi dipinse se stesso; come Monet & Co. diedero un corpo all'aria, cosl Mallarmi rese trasparente la sintassi dellasua prosa. E su questo strano parallelismo che corrono i saggi qui presentati, scritti da Mallarmi per l'amico Edouard Manet (che lo ritrasse sulla tela in modo memorabile), per Whistler che ricevette dal grande poeta un incoraggiamento a sviluppare la sua arte pittorica, e per Berthe Morisot, la vestale, con Mary Cassati, del gruppo impressionista, cui Mallarmi dedica un saggio spumeggiante nel catalogo di una sua importante mostra personale. Saggi brevi, intensi, ma di singolare potenza evocativa nel rendere la metamorfosi della realt` nella pittura +evanescente; del gruppo che riuscl a rendere il colore dell'aria come mai la pittura prima era riuscita a fare. E la prosa di Mallarmi sa esserne, come poche, all'altezza.
L'impressionismo di Zandomeneghi / a cura di Francesca Dini, Fernando Mazzocca
Venezia : Marsilio, 2016
Abstract: Dopo le due grandi mostre dedicate nel 2005 a Boldini e nel 2013 a De Nittis, era giunto il momento per Palazzo Zabarella, proprio in coincidenza con il centenario della morte avvenuta nel 1917, di realizzare una rassegna sul terzo degli italiani a Parigi, il veneziano Federico Zandomeneghi che, più degli altri due, ha saputo inserirsi nel clima sperimentale della capitale francese, quando grazie soprattutto al movimento degli Impressionisti era diventata la straordinaria officina della modernità. Come gli è stato riconosciuto dall'amico Diego Martelli, che è stato l'unico italiano a capire e a far conoscere quei pittori rivoluzionari cui dedicò la celebre conferenza tenuta nel 1879 a Livorno, Zandò, come veniva familiarmente chiamato dai suoi amici francesi, fu l'unico italiano a fare parte del gruppo, partecipando alle loro mostre alternative a quelle dei Salon ufficiali. Così egli scelse di legarsi anche al loro mercante, il grande Durand-Ruel, senza farsi attrarre come tanti altri che transitarono a Parigi, dalla sirena di Goupil e dai facili guadagni, convertendosi a una pittura piacevole ma senza anima. (Federico Bano, Presidente della Fondazione Bano)