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Trovati 6 documenti.

I ferventi
Libri Moderni

Guolo, Renzo <1956->

I ferventi : gli etnologi francesi tra esperienza interiore e storia (1925-1945) / Renzo Guolo

Mondadori università, 2021

Abstract: Sotto la guida del sociologo Marcel Mauss e dell'antropologo Paul Rivet matura in Francia, tra le due guerre mondiali, una straordinaria leva di etnologi. Fanno parte di una generazione che vive intensamente un tempo caratterizzato, sul piano culturale, dalla sensibilità verso il primitivismo, il jazz, il surrealismo, la psicanalisi, la letteratura come luogo della soggettività. Un tempo scandito dall'avvento del fascismo e del nazismo, la nascita del Fronte popolare, la guerra di Spagna, la seconda guerra mondiale, l'Occupazione e il regime di Vichy, la Resistenza, il tramonto dell'impero coloniale. Il volume ricostruisce i percorsi di alcuni di questi ricercatori (Metraux, Griaule, Leiris, Lifchitz, Paulme, Soustelle, Tillion, Rivière), animati da passione per la loro disciplina, impegnati in missioni sul terreno che li trasformano profondamente, protagonisti in prima persona degli eventi storici che li coinvolgono.

Fascismo, fascismi
Libri Moderni

Collotti, Enzo <1929-2021>

Fascismo, fascismi / Enzo Collotti

Firenze : Sansoni, copyr. 1989

Fascismo, fascismi
Libri Moderni

Collotti, Enzo <1929-2021>

Fascismo, fascismi / Enzo Collotti

Milano : Sansoni, 1994

Il fascismo russo
Libri Moderni

Kulesov, Sergej - Strada, Vittorio <1929-2018>

Il fascismo russo / Sergej Kulesov, Vittorio Strada

Venezia : Marsilio, 1998

Fascismo, fascismi
Libri Moderni

Collotti, Enzo <1929-2021>

Fascismo, fascismi / Enzo Collotti

Nuova ed

[Milano] : Sansoni, 2004

Abstract: Fascismo, fascismi si inserisce nell'acceso dibattito che ha coinvolto gli studi storiografici sulle dittature del Novecento. Prendendo spunto dalla definizione stessa di regime, Collotti si muove in senso opposto alle mistificazioni di chi riduce l'intera stagione dei totalitarismi europei a una crisi repentina o a una infausta parentesi. Da Mussolini agli ustascia di Ante Pavelic, da Vichy al Portogallo di Salazar, l'autore ripercorre le vie nazionali al fascismo soffermandosi anche su alcune vicende politiche spesso trascurate dal dibattito storico e dal discorso comune e mediatico, come il nazionalsocialismo olandese, il collaborazionismo in Norvegia e le varie forme dittatoriali dell'Est europeo.

La linea sottile
Libri Moderni

Scomazzon, Francesco <1976->

La linea sottile : il fascismo, la Svizzera e la frontiera (1925-1945) / Francesco Scomazzon ; presentazione di Massimo Castoldi ; prefazione di Fabrizio Panzera

Donzelli, 2022

Abstract: Se le frontiere riflettono i rapporti di potere tra Stati, quale ruolo può avere un confine che separa dittatura e democrazia? E se la democrazia è quella di uno Stato neutrale come la Svizzera, chiamato a confrontarsi e rapportarsi per oltre vent'anni con il fascismo mussoliniano, quel confine rappresenta una netta linea di demarcazione o piuttosto il tratto distintivo di una regione dove le differenze politiche, sociali ed economiche sfumano dando vita a una realtà del tutto peculiare? Negli anni del fascismo l'apparente e invalicabile «linea sottile» che separa Italia e Svizzera sembra frantumarsi sotto i colpi di una dittatura che finisce per metterne in risalto connessioni e intrecci, elevando quella regione ad area di congiunzioni e smerci, politici ed economici: una calamita per rifugiati, antifascisti e trafficanti che trasforma una periferia del potere in un centro di attrazione e azione. Rocamboleschi traffici, avventurosi andirivieni e clamorose azioni contro il regime fanno da sfondo a un originale palcoscenico dove l'incontro-scontro tra fascismo e democrazia, dittatura e libertà, definisce i rapporti che separano Roma da Berna, l'Italia dalla Svizzera, crocevia di contatti con Francia, Germania e una Spagna martoriata dalla guerra civile. Una «linea sottile» che è precario equilibrio tra aiuto e profitto, assistenza e tradimento, salvezza e condanna. Sullo sfondo l'ondivaga politica elvetica verso antifascisti, emigranti economici e profughi razziali, stretti tra ambigue accoglienze e devastanti respingimenti: una «zona franca», quella del confine, campo da gioco per il disordinato apparato poliziesco fascista ma pure fertile terreno di scambi, contatti e riflessioni politiche, destinato a rivelarsi cruciale nel modellare il destino delle future democrazie, nonché dei rinnovati contatti tra l'Italia e la Svizzera del dopoguerra.