Trovati 356 documenti.
Trovati 356 documenti.
4. ed.
Milano : Baldini & Castoldi, [2002]
Romanzi e racconti ; 155
L' incendio del Tevere / Fabio Della Seta
Udine : Gaspari, 1996
Le conchiglie ; 3
Dal ghetto di Lodz al paese del sole : (via Auschwitz, Mauthausen, Ebensee) / Alexander Weissmann
Como : ACTAC, 1993
Castagnola : Associazione Carlo cattaneo, 2009
I quaderni dell'Associazione Carlo Cattaneo ; 64
Domaso : Comune di Domaso ; Chiasso : SEB, 2009
Milano : A. Mondadori, 2014
Le scie
Abstract: Il 1° settembre 1939, varcando il confine polacco, la Germania di Hitler iniziò a dispiegare in tutta la sua devastante potenza la macchina bellica che aveva allestito con una feroce politica di corsa al riarmo e ad attuare - in nome della pretesa superiorità della razza ariana - l'aberrante progetto di sterminare milioni di esseri umani, innanzitutto gli ebrei. Nel capitolo conclusivo della trilogia dedicata all'ascesa e al declino del Terzo Reich, Richard J. Evans affronta gli anni cruciali che vanno dal 1939 al 1945. Alla luce di un'imponente mole documentaria - carte ufficiali, ma anche e soprattutto private (pagine di diario, lettere di soldati al fronte, memoriali di sopravvissuti ai lager) - l'autore rivisita le fasi salienti del conflitto attraverso le parole di chi, per scelta o per costrizione, di quegli eventi fu testimone oculare: dalle iniziali vittorie lampo dell'esercito tedesco alla guerra aerea contro la Gran Bretagna e all'invasione dell'Unione Sovietica, dalla disfatta della Wehrmacht a Mosca e a Stalingrado alla progressiva ma inesorabile ritirata delle truppe del Führer da tutti i fronti e all'insensata ecatombe della battaglia di Berlino.
L'altra faccia della luna / di Anonimo [i.e. Zoe Zajdlerowa] ; con una prefazione di T. S. Eliot
Milano : Longanesi, 1948
Il mondo nuovo ; 5
34. ed.
Feltrinelli, 2023
Abstract: Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di 15 imputazioni. Aveva commesso, in concorso con altri, crimini contro il popolo ebraico e numerosi crimini di guerra sotto il regime nazista. L'autrice assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il New Yorker, sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro il caso Eichmann. Il Male che Eichmann incarna appare nella Arendt banale, e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori sono grigi burocrati.
La donna che salvò la bellezza : storia di Fernanda Wittgens / Sara Rattaro
Mondadori, 2023
Abstract: Rachele è solo una ragazzina quando nel 1939 vengono promulgate le leggi razziali e la sua vita di colpo cambia. Per lei, ebrea, niente più scuola, niente più amici e una paura strisciante che riempie le sue giornate. Per fortuna incontra un ragazzo che le dà la forza per affrontare i terribili cambiamenti che sconvolgono la sua esistenza. Vittorio ha appena quindici anni, eppure ha un coraggio sconfinato. Lavora, per volere del padre fascista, come uomo di fatica alla Pinacoteca di Brera, fianco a fianco con la direttrice Fernanda Wittgens, che aiuterà nella sua straordinaria missione. Due sono gli obiettivi di Fernanda: salvare dai bombardamenti e dalle razzie naziste le opere d'arte conservate nei musei milanesi e aiutare familiari, amici, ebrei e perseguitati a espatriare e mettersi in salvo. Un'impresa pericolosissima e che potrebbe costarle la vita. Ma a lei non importa.
Glossario di biblioteconomia e scienze
Milano : Bibliografica, 1985
Bibliografia e biblioteconomia ; 24
Bergamo : Moretti & Vitali, copyr. 2002
Abstract: Chi ha avuto in sorte di vivere esperienze estreme e traumatizzanti che hanno frantumato la percezione dell'identità e della vita, o di essere l'erede di questa memoria traumatica, se sopravvive diviene portatore di un drammatico paradosso esistenziale. Da una parte ha la necessità di esprimersi e di trovare ascolto in qualcuno che lo accolga, lo rispecchi e lo aiuti a dare senso e coesione a ciò che rimane della sua identità individuale e storica; dall'altra ha l'intima e irriducibile convinzione che nessuno lo potrà veramente capire. E' l'inferno dei figli dei sopravvissuti della Shoah, sospesi fra una memoria ancestrale e un futuro non rappresentabile, fra il bisogno di conoscere le vicende della propria origine e quello di dimenticare per non lasciarsi inghiottire da una memoria devastante che potrebbe compromettere l'adattamento all'oggi e alla complessità del divenire. Per rimanere vivi in queste condizioni, occorre, ci dice l'autore, un orgoglio smisurato. Nathalie Zajde ? utilizzando i modelli teorici dell'etnopsichiatria ? ha intervistato più di quaranta sopravvissuti e loro figli, con sensibilità di sentimento e penetrazione psicologica. La sua ricerca si focalizza sulla memoria traumatica ereditata dai figli di chi è riuscito a scampare allo sterminio e all'orrore nazista: persone che ereditano il peso di una drammatica diversità iscritta loro malgrado nel fondo oscuro della propria anima, vittime alla scissione, all'incubo, al sentimento di intenso terrore e di abbandono, a una irritabilità strana e incurabile. Persone che, come osserva Zajde, non appartengono al mondo dei semplici esseri umani, ma a un?altra sfera, suciramente sacra.
Nuova ed. rivista e ampliata
Piccola biblioteca Einaudi, 2014
Abstract: Tante (forse troppe) volte commemorando lo sterminio degli ebrei perseguito dal regime nazista concludiamo con un mai più pericolosamente sospeso, impreciso. L'immensa barbarie della Shoah spesso ci ammutolisce, riduce le nostre parole a una balbettante invocazione e trascura di spiegare con chiarezza quanto accaduto. Ma ciò di cui la storia ha assoluto bisogno non è uno sterile dovere della memoria: la memoria di Auschwitz è una memoria viva, non legata al solo martirologio. La commemorazione, come l'insegnamento, non portano da nessuna parte se si limitano a far riflettere sull'orrore. La loro importanza consiste nel riesame politico e non moraleggiante della nostra civiltà, scrive Georges Bensoussan. In occasione del Giorno della Memoria, un libro fondamentale che ci invita a eludere la retorica e ad adottare un approccio critico più lucido e diretto, perfino provocatorio: la Shoah è stata un'aberrazione imprevista e unica nel corso della Storia, o piuttosto una sua inevitabile evoluzione? Postfazione di Mauro Bertani.
Dal ghetto di Lodz al paese del sole : (via Auschwitz, Mauthausen, Ebensee) / Alexander Weissmann
Como : ACTAC, 1993
Per ignota destinazione : gli ebrei sotto il nazismo / Liliana Picciotto Fargion
Milano : A. Mondadori, 1994
Giustizia, non vendetta / Simon Wiesenthal
Milano : A. Mondadori, 1989
Gli assassini sono tra noi / Simon Wiesenthal
2
Milano : Garzanti, 1967
I Garzanti ; 448
L'Europa nazista : il progetto di un nuovo ordine europeo : 1939-1945 / Enzo Collotti
Firenze : Giunti, 2002
Firenze : Giuntina, copyr. 1990
Abstract: Sotto il titolo provocatorio Bei tempi - tratto da un album fotografico appartenuto al comandante di un campo di concentramento - i curatori di questo libro hanno riunito una serie di documenti impressionanti. Si tratta in massima parte di testimonianze dirette (diari, lettere e rapporti ufficiali), ma anche di verbali di interrogatori in cui assassini, complici e persone che hanno assistito passivamente ai crimini descrivono ai giudici istruttori, in retrospettiva e con crudezza, come venne organizzato lo sterminio degli ebrei e come venne condotto alla tragica conclusione. Il testo è accompagnato da numerose foto che parlano da sé.
Perdonare? / Vladimir Jankelevitch ; traduzione di Daniel Vogelmann
Firenze : Giuntina, copyr. 1987
Abstract: Vladimir Jankélévitch nacque a Bourges nel 1903. Dopo aver insegnato in varie università francesi e aver partecipato alla Resistenza, nel 1951 fu nominato professore alla Sorbona. Autore di numerose opere di argomento filosofico e musicale, il filosofo è scomparso nel 1985.
Firenze : Giuntina, 1988
Abstract: Il libro di Giuliana Tedeschi è ricco di una sua realtà interiore che si afferra alla varietà infinita degli eventi narrati e dà loro un significato inconfondibile, poiché la scrittrice vive la sua esperienza profondamente e vi riflette su. Il campo di Auschwitz acquista ai nostri occhi una sua propria consistenza fantastica e più l'acquista la turba delle abitatrici, un'accozzaglia di esseri caduti là da ogni paese e incatenati a un destino comune, le donne, che sono il soggetto corale di ogni proposizione contenuta in queste pagine. (Benvenuto Terracini)