Trovati 184 documenti.
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Discesa nell'incubo / a cura dei reddatori di Time-Life Books
Cinisello Balsamo : Hobby & Work, copyr. 1994
Il treno dell'oro / di Ronald W. Zweig ; traduzione di Giovanni Ferrara degli Uberti
Milano : Longanesi, copyr. 2003
Abstract: All'inizio della primavera del 1945, da Budapest partì un treno diretto in Austria e composto da una cinquantina di vagoni merci su cui era stata caricata un'enorme quantità di valori sequestrati agli ebrei ungheresi prima di avviarli ai campi di concentramento. Il carico era costituito da lingotti d'oro, diamanti, argenteria, tonnellate di gioielli e orologi, denaro contante, dipinti e migliaia di tappeti persiani per un valore stimato in un miliardo e trecento milioni di euro. Il Treno dell'Oro, agli ordini di un gerarca ungherese (poi sparito) che viaggiava con familiari e camerati a bordo di sei automobili che trasportavano altri valori depredati, vagò per molti giorni prima di bloccarsi non lontano da Berchtesgaden, in Baviera.
Torino : Piazza, 1995
I giorni della semina / Nino Chiovini ; prefazione di Oscar Luigi Scalfaro
Abstract: Vi sono libri resi grandi dall'importanza dell'evento di cui trattano; e, viceversa, eventi che assurgono a grandezza grazie alla qualit` di una loro narrazione. Quando le due circostanze coincidono, ne nasce un'opera fondamentale. Tale h I giorni della semina, qui riproposto nel progetto di riedizione di tutta l'opera di Chiovini. Il rastrellamento in Valgrande nel giugno 1944 fu l'evento piy tragico per la lotta di Liberazione nell'Alto Novarese e, come pochi altri, risultr fondatore di un sentimento di appartenenza alla resistenza nella popolazione di una intera regione, erede da allora dei valori forgiati in quel sacrificio. Per il Chiovini storico e scrittore, rivelatosi dopo l'esperienza partigiana (e forse grazie ad essa) questa opera fu madre feconda di una ricerca mai interrotta e sorretta dalle virty della scrittura. Virty civiche, innanzitutto, giacchi per Chiovini la ricerca - sulla resistenza non meno che sulle vicende piy lontane nella storia dell'Alto Verbano - non fu mai mero esercizio accademico, ma contributo alla edificazione di una societ` italiana in cui si riesca a vivere in maniera diversa ed equa, in cui abbia cittadinanza la dignit` umana.
La pelle intera / Giulio Angioni
Il maestrale, 2007
Abstract: Alta Italia, nell'inverno fra il 1944 e il 1945 si muove il protagonista di questa storia: Efis Brau, sardo. Cinque anni prima - ora ne ha solo diciassette - attraversando il mare, è arrivato in Piemonte per studiare dai preti, ma da qualche mese si ritrova costretto nelle file di un esercito mezzo tedesco e mezzo italiano che solo la confusione di quegli anni avrebbe potuto concepire. Uno sbandamento generale: fra repubblichini, lotta partigiana, occupazione tedesca, avanzata anglo-americana. Efis è di sentinella nella scuola requisita di Calamandrana, quando nella notte gelata vede portare come prigioniero, con modi alquanto spicci, un uomo che ha conosciuto durante gli anni di studio. Quello è Ricu Gross, ci ha fatto la vendemmia una volta, su per i colli, e chissà perché l'hanno acciuffato e lo malmenano. Gli interrogativi si moltiplicano quando Efis, una sera, casualmente, non visto, assiste al comportamento da compagnoni fra Ricu Gross e il capitano Capo Franco Wolf. Prima pedate e poi pacche sulle spalle? Qualcosa non quadra. Ma molto altro non quadra in questi tempi da disfatta. lncerto, avventuroso e rocambolesco è il percorso che attende Efis Brau, fra camuffamenti, illusioni e rovesci di una realtà tragicamente magmatica dove non si sa più qual è l'amico e qual è il nemico, dove intanto occorre salvare la pelle intera.
Baracche : appunti di prigionia 1944-1945 / Alessandro Dietrich
Sironi, 2007
Abstract: Dopo l'8 settembre Papà era nel nord d'Italia, si era rifiutato di firmare per la Repubblica Sociale Italiana, era ricercato e fu catturato a Cantù. Fu processato e condannato a morte ma ebbe la pena tramutata e fu deportato in Germania, prima a Dachau poi nel campo di Wietzendorf. Nel campo mio Padre ha iniziato a scrivere, appunti sparsi, una sorta di diario, riflessioni, quadretti paradossali e pensieri profondi, poesie e canti di dolore. Con mezzi di fortuna come è ovvio immaginare, con matite e carta impossibili da trovare. Una volta a casa, ha ripreso gli appunti e li ha trascritti in bella copia con la sua penna stilografica, correggendoli dove era da correggere, modificandoli, aggiungendo ulteriori memorie e immagini rivissute da ricordare. L'intero manoscritto poi l'ha regalato alla sua giovane moglie, sposata nel dicembre del 1949. Te li regalo, sono tuoi, ma tu non raccontare a nessuno cosa c'è scritto. Perché c'è scritto di morte, di fame e di dolore. Mamma ha rispettato questo suo volere, per sempre. Si è tenuta da conto quel manoscritto, come una reliquia, e non ne ha parlato mai con nessuno. Poi, dopo la morte di Papà, avvenuta nel luglio del 1985, ha voluto sciogliere quella promessa, ha ripreso questi fogli, e con pazienza e con passione li ha trascritti uno ad uno... (dall'Introduzione di Nanni Dietrich)
Passaggio in Svizzera : l'anno nascosto di Indro Montanelli / Renata Broggini
Milano : Feltrinelli, 2007
Abstract: 14 agosto 1944, frontiera italo-elvetica, 11 del mattino: tre uomini e due donne arrivano al posto di guardia di Novazzano. Sono fuggiaschi, chiedono asilo in Svizzera. Tra loro Indro Montanelli. È evaso dal carcere di San Vittore. Comincia così, come per altre migliaia di fuorusciti, il suo esilio elvetico. Nel corso della sua lunga esistenza il giornalista ha ricordato spesso i motivi del rifugio in Svizzera e alcuni episodi sgradevoli del soggiorno ticinese. Da quelle esperienze, anzi, ha tratto spunto per sottolineare la sua militanza nella Resistenza, denunciare i fuorusciti che a Lugano gli avrebbero voltate le spalle, giudicare in modo severo il movimento partigiano, appellandosi anche al suo antifascismo comprovato dai mesi di carcere e all'ostracismo subito a suo giudizio senza una vera ragione proprio in Svizzera. Ma lo ha sempre fatto in modo vago, con dettagli via via modificati nel tempo. Questo libro ripercorre quel periodo, ricostruito attraverso carte d'archivio, lettere, testimonianze e un paziente lavoro di ricomposizione dei tasselli sparsi di un mosaico diverso da quello consegnateci dal suo protagonista. Un quadro che rivela elementi nuovi e un'inedita chiave interpretativa dell'intero iter biografico di Montanelli.
Roma : Settimo sigillo, [2004]
Historia
[Como] : Istituto comasco per la storia del movimento di liberazione, stampa 1998 (Como : Graficop)
Società e storia contemporanea ; 27
Storia postale : le emissioni locali dell'area comasca / di Cesare Piovan.
[Como] : Società storica comense, [2000]
Gli ultimi tempi di un regime / [a cura di] I. card. Schuster
Milano : La Via, 1946
La condanna di Mussolini / Gian Franco Venè
Milano : Fabbri, 1973
La condanna di Mussolini / Gian Franco Venè
Milano : Fabbri, 1973
Sottoaccusa. Serie inchieste
[Vol. 4]: Saggi, giornali, favole e altri scritti. [Pt.] 2 / a cura di Claudio Vela ... [et al.]
1992
Fa parte di: Gadda, Carlo Emilio <1893-1973>. [Opere di Carlo Emilio Gadda / edizione diretta da Dante Isella]
Abstract: Dice Gadda che Il Bombetta prese il potere perché era un esibizionista, e l'esibizionismo affascina chiunque coltivi una vocazione latente per l'appunto esibizionistica. Basta sostituire Bombetta con il nome di Mussolini per avere chiaro il contenuto di questo anti-romanzo: riflessione storica sul fascismo, pamphlet feroce ed esilarante, saggio sulla sociologia e la fisiologia che ha permesso vent'anni di dittatura, ma ricco di aneddoti ed episodi narrativi. Pubblicato solo nel 1967, il libello affonda le radici negli anni fiorentini, tra il '44 e il '45: è alla rabbia e alla disperazione di quel periodo che Eros e Priapo deve il tono di esasperata polemica che lo caratterizza e che si esprime in un ribollire di parole e immagini, a stento contenute nei moduli del trattato machiavelliano e di una prosa arcaicheggiante di tipo toscano-cinquecentesco. Una durissima condanna nei confronti della follia che ha portato l'Italia alla rovina, un atto d'accusa contro la stupidità umana elevata a sistema di governo.
Giunti, 2020
Abstract: 1943-1944: due anni di guerra raccontati da un giovane soldato che viene allontanato all'improvviso da casa sua e dal mondo semplice e libero della campagna lombarda. L'assurdità della guerra emerge prepotentemente in contrasto con i dolci ricordi di luoghi, persone e avvenimenti familiari, che pur sembrando tanto lontani, riescono tuttavia a tenere viva la speranza per un futuro migliore.
La grande fuga : Incominciò alla Vistola ; La fine all'Elba / Jürgen Thorwald
Firenze : Sansoni, 1964
La seconda guerra mondiale / Raymond Cartier ; traduzione di Edmondo Aroldi
Milano : A. Mondadori, 1977
Gli oscar
Apocalisse tedesca : la battaglia finale : 1944-1945 / Max Hastings
Milano : Mondadori, 2006
Abstract: Fra lo sbarco alleato in Normandia nel giugno 1944 e la resa della Germania nel maggio 1945 si consumò l'ultimo atto della più grande tragedia dell'Europa del XX secolo. In quegli undici mesi, infatti, si decisero non solo le sorti degli eserciti schierati sui campi di battaglia, ma anche il destino di oltre cento milioni di civili, uomini e donne, vecchi e bambini. Max Hastings, che ha svolto ricerche negli archivi di quattro paesi e intervistato centinaia di testimoni, ricostruisce l'intero scenario di guerra attraverso un'originale rivisitazione di vicende belliche più note, come la presa di Arnhem, le battaglie nelle Ardenne e nella foresta di Hürtgen, e il racconto dettagliato di quelle meno conosciute, come la devastante invasione dell'Armata Rossa in Prussia orientale, che causò la morte di almeno un milione di persone nell'inverno di sangue e ghiaccio, o l'occupazione nazista nei Paesi Bassi, che durante l'Hongerwinter provocò migliaia di vittime. Molti gli episodi toccanti, talvolta al limite dell'incredibile, come quello del pilota russo che riuscì a fuggire da Peenemüde a bordo dell'aereo rubato al comandante del campo di lavoro nazista, o tratti dalla vita quotidiana dei prigionieri di Hitler, degli aviatori britannici, degli schiavi russi e, soprattutto, di semplici cittadini, diversi per nazionalità e ideologia ma resi simili dalla comune esperienza della paura, del freddo e della fame.
Risaia crudele : quei giorni dell'inverno '45 / Alessandro Reali
Frilli, 2014
Abstract: In tempi di guerra la povera gente cerca di sopravvivere alle brutture e alle angherie dei più forti e prepotenti con la forza della disperazione. La fame e la miseria esacerbano il dolore ed esaltano le sofferenze sino all'esasperazione, portando alle estreme conseguenze i sentimenti, le scelte e le azioni. Poi tutto passa e sfuma, si dissolve nella nebbia e sembra sparire... Finché un giorno, una lettera inaspettata riapre antiche ferite e catapulta il pensiero nel vortice torbido del passato. Inizia allora un lungo viaggio nei luoghi (dai vigneti della California alle risaie della Lomellina) e a ritroso, nel tempo, attraverso i labirinti delle gelosie, dei desideri di vendetta e di gesti efferati. In un borgo tenuto ormai in vita solo da un rinomato ristorante e dallo scorrere inesorabile del suo fiume, Lisandro ripercorre con il ricordo quei terribili giorni dell'inverno tra il 1944 e il 1945, quando si consuma la tragedia che segnerà per sempre il suo destino. In un torrido pomeriggio d'agosto, a distanza di più di cinquant'anni da quegli eventi, tra le risaie della sua terra, nel piccolo cimitero di Casoni Borroni, rivivono negli occhi e nei ricordi del vecchio Lisandro le vite di Cristina, don Dalmazio, Leone, Santino, Modesta, dell'allora giovane Lisandro... e di tutte quelle figure che la memoria si è portata via, trasportata dalle acque inarrestabili del fiume Agogna. (Alessandro Reali)