Trovati 97 documenti.
Trovati 97 documenti.
Quel che resta del giorno / Anthony Hopkins, Emma Thompson
Special ed.
Columbia Tristar Home Video, [2001]
Abstract: Esemplare perfetto di maggiordomo inglese, Stevens si renderà conto troppo tardi di aver trascurato ciò che veramente conta nella vita, e di aver pagato un prezzo altissimo per la sua dedizione al dovere sacrificando il suo amore per la dolce Miss Keaton
Roma : Donzelli, copyr. 2006
Abstract: Ottobre 1956: le speranze, le emozioni, gli eventi di cinquant'anni fa rivivono nelle pagine di un grande scrittore, Gyòrgy Dalos. La rivolta del popolo ungherese (23 ottobre-4 novembre 1956) non fu in alcun modo pianificata: scoppiò come protesta spontanea e pacifica contro le menzogne, la miseria e la violenza di un regime incapace di rinnovarsi; proseguì quindi fino al suo tragico epilogo per mano dell'Armata Rossa, tra l'indifferenza e il silenzio dei mezzi di informazione occidentali. A un'accurata e rigorosa ricerca storica, resa possibile dall'apertura degli archivi, Dalos accompagna una viva ricostruzione del clima di quei giorni, facendo riemergere le voci di coloro che, persone comuni, divennero improvvisamente protagonisti della storia. Documenti, dispacci di agenzie, comunicati radio si intrecciano con la rivolta reale, vissuta sulle strade, nei quartieri di Budapest, e la continua sovrapposizione che Dalos riesce a creare fra le due prospettive - quella degli studenti, degli operai, della gente e quella ufficiale del governo ungherese e delle autorità sovietiche - produce un effetto stridente e quasi paradossale. A illustrare il volume, sedici scatti del fotografo della Magnum, Erich Lessing, che per questo reportage ha ricevuto l'American Art Directors Award.
Donzelli, 2016
Abstract: Marcinelle è comunemente riconosciuta come la catastrofe per antonomasia degli italiani all'estero. Non fu la prima né l'ultima, ma rappresenta uno dei tasselli più dolorosi del variegato mosaico della migrazione italiana nel mondo. L'incendio nella miniera di Marcinelle, avvenuto l'8 agosto 1956 - nel quale morirono 262 lavoratori di dodici nazionalità, tra cui 136 italiani -, non costituì solo l'ennesimo tributo di migranti allo sviluppo economico europeo, ma anche il momento più drammatico di un'intera epopea migratoria. Alla faticosa ricerca di un nuovo assetto istituzionale e in una condizione di incertezza totale sul proprio futuro, l'Italia, fin dal 1946, aveva gettato le basi organizzative di uno dei più imponenti sistemi di esportazione di manodopera che la recente storia occidentale ricordi. Le piazze e i bar dei paesini, da Nord a Sud, furono tappezzati di manifesti rosa che incitavano a partire per le miniere del Belgio. Parallelamente ai centri di emigrazione, si sviluppò anche la rete dei trafficanti di migranti. Regolari o irregolari, l'importante era che fossero tanti, un esercito chiamato a combattere la "battaglia del carbone", scavando nelle viscere della terra quella risorsa necessaria al rilancio economico dell'Europa. Molti, dopo i primi mesi, rimpatriarono o furono arrestati per il rifiuto di sottostare alle condizioni disumane su cui Bruxelles e Roma si erano accordate.
Le passioni di un decennio : 1946-1956 / Paolo Spriano
Milano : Garzanti, 1986
Mostra pittori lombardi contemporanei : 3 giugno-1 luglio 1956
Como : Ente Villa Olmo, 1956
Roma : Istituto Luce, c2006
Abstract: La rivolta anti-sovietica del '56 in Ungheria si trasformo' in scontri sanguinosi sedati solamente grazie all'intervento dei carri armati sovietici che fecero un vero massacro; tra gli insorti si contarono circa 30.000 morti. Questi drammatici eventi animarono il dibattito politico e culturale italiano, segnando profondamente il rapporto tra i partiti della sinistra
Milano : Il saggiatore, copyr. 2005
Abstract: Nel 1956 Dominique e Aliette Lapierre approfittano di un momento in cui le relazioni diplomatiche tra Francia e Urss sono particolarmente buone e ottengono il permesso di viaggiare in terra sovietica in qualità di reporter per Paris Match. Affiancati da una coppia di giornalisti di un quotidiano della gioventù comunista, hanno l'opportunità di muoversi in assoluta libertà tra Mosca, Kiev, Yalta, fino ad arrivare in Georgia lungo la strada del Sud. Intervistano i contadini dei kolchoz e le commesse dei grandi magazzini moscoviti, visitano luoghi storici o di culto, entrano nelle case di una popolazione straordinariamente ospitale e incontrano zingari e misteriose tribù che neppure la rivoluzione ha osato toccare.
Budapest 1956 : la prima rivolta contro l'impero sovietico / Victor Sebestyen
[Milano] : Rizzoli, 2006
Abstract: Il 23 ottobre 1956, gli ungheresi si sollevarono in massa per liberarsi dal giogo imposto dall'Unione Sovietica alla fine della Seconda guerra mondiale. Fu una ribellione popolare che costrinse alle dimissioni il segretario del Partito comunista e portò al potere Imre Nagy, pronto a far sua la richiesta di libere elezioni, neutralità e denuncia del patto di Varsavia. Durante le trattative, i russi e i loro alleati ripresero il controllo del Paese. Budapest fu devastata e migliaia di persone uccise. Ma la rivolta di Budapest, l'evento che meglio di ogni altro definì il clima della Guerra fredda, avrebbe ispirato la Primavera di Praga, l'ascesa di Solidarnosc in Polonia e, infine, la caduta del Muro di Berlino.
1956 : Budapest : i giorni della rivoluzione / Enzo Bettiza
Mondadori, 2006
Abstract: A Budapest il 23 ottobre del 1956 studenti e operai scendono in piazza reclamando riforme che garantiscano la completa destalinizzazione del paese. Le autorità sovietiche designano un nuovo primo ministro, Imre Nagy, e un nuovo ministro degli esteri, Janos Kadar, nel tentativo di calmare gli animi di quelli che definiscono hooligans. Viene poi liberato il cardinale Mindszenty, la più autorevole voce antisovietica, ma il 31 la situazione precipita. Nagy annuncia il ritiro dell'Ungheria dal Patto di Varsavia, Kadar prende le parti dei sovietici che il 4 novembre intervengono con estrema brutalità per reprimere le manifestazioni. Centinaia di carri armati invadono le vie di Budapest, i morti sono più di 10.000, i feriti, i deportati e i dispersi sono forse altrettanti e più di 200.000 riparano in Occidente. Bettiza rievoca quegli eventi e ne ricostruisce i drammatici effetti sui partiti di sinistra occidentali, mentre si sofferma a descrivere i due maggiori protagonisti della tragedia: Nagy che non cedette ai ricatti dei sovietici, e Kadar che tradì il proprio popolo consegnandolo agli aggressori di Mosca.
Roma : E/O, [2006]
Dal mondo
Abstract: Nel cinquantesimo anniversario della Rivolta di Budapest si ripubblica, dopo più di venticinque anni dalla prima edizione, un libro che narra i fatti del 1956 con la tensione e la suspense di un thriller. Il giovane operaio Sándor Kopácsi si distingue tra le fila della Resistenza contro i tedeschi, finché l'intervento delle truppe sovietiche segna per lui l'inizio di una folgorante carriera nel nuovo Stato socialista. Appena trentaduenne e già questore di Budapest, nel 1956 deve affrontare la rivolta popolare, questa volta dall'altra parte della barricata. Tra bombe molotov, invasioni di carri armati, raffiche di mitra, il protagonista agisce come in un giallo, alla ricerca della verità, sempre incerto sulle intenzioni dei suoi interlocutori; insorti, soldati dell'esercito, consiglieri russi e politici ungheresi tramano per la conquista del potere. Gradualmente il questore di Budapest passerà dalla parte dei ribelli e resterà al loro fianco. Un documento sui fatti realmente accaduti nei dieci giorni dell'insurrezione di Budapest, scritto da un uomo che fu al centro della mischia e che solo vent'anni dopo ha potuto prendere la parola, dopo essere sfuggito alla condanna a morte.
TEA, 2023
Abstract: Sestri Ponente, novembre 1956. La palazzina di via D'Andrade ospita un campionario di umanità molto varia: la coppia di vecchi sposi, l'oste collerico, la sarta laboriosa, la vedova testarda, il giovane di belle speranze, la giovane timorata... Tutti sanno tutto, o quasi, di tutti; alcuni sono amici, altri si sopportano, tutti si danno una mano per affrontare le ristrettezze. E c'è una cosa che unisce indissolubilmente gli abitanti di via D'Andrade: l'odio per la loro padrona di casa, "la" Maria Scartoccio. Ogni cinque del mese fa il giro degli appartamenti per riscuotere gli affitti e alla fine della giornata non c'è uno che si addormenti col sorriso... Così, quando Maria Scartoccio viene trovata morta in casa, vittima di quello che sembra un grottesco incidente, tutta la palazzina tira un enorme respiro di sollievo. Forse, però, non è stato un incidente: per il maresciallo capo Galanti troppi particolari non quadrano.
Operazione massacro / Rodolfo Walsh ; a cura di Angelo Morino ; traduzione di Elena Rolla
Palermo : Sellerio, copyr. 2002
Abstract: Rodolfo Walsh: «l'uomo arrivato prima della CIA» lo chiamava, per aver sventato, da cronista, un complotto dei servizi segreti, Gabriel Garcia Marquez, che così lo ricordò in occasione della morte violenta, sotto la giunta golpista argentina di Videla: «Quando il mondo era giovane e meno urgente, Rodolfo Walsh è stato l'autore di certi testi polizieschi stupefacenti che io leggevo la domenica riprendendomi da qualche sbornia in una pensione per studenti a Cartagena. In seguito è stato autore di certi reportage impressionanti e implacabili in cui denunciava i massacri notturni e la scandalosa corruzione delle forze armate argentine. In tutte le sue opere, anche in quelle che sembravano di semplice finzione, si è distinto per il suo impegno nei confronti della realtà, per il suo talento analitico quasi inverosimile, per la sua audacia e per la sua serietà». Operazione massacro è il primo di questi clamorosi reportage. Pubblicato nel 1957, racconta un episodio di qualche anno prima, che sarebbe passato sotto silenzio se Walsh non vi si fosse imbattuto casualmente: un massacro di civili innocenti da parte della prima giunta militare golpista antiperonista. Walsh indaga da segugio giornalista, ricostruisce i fatti, scopre la cospirazione e i suoi moventi e fini, e scrive un libro di denuncia rientrante tra i 'capolavori del giornalismo universale' di cui parla Màrquez. E un reportage di pulsante attualità, ma che sembra possedere un cuore antico: la poesia dell'impegno del rivoluzionario.
TEA, 2017
Abstract: Sestri Ponente, novembre 1956. La palazzina di via D'Andrade ospita un campionario di umanità molto varia: la coppia di vecchi sposi, l'oste collerico, la sarta laboriosa, la vedova testarda, il giovane di belle speranze, la giovane timorata... Tutti sanno tutto, o quasi, di tutti; alcuni sono amici, altri si sopportano, tutti si danno una mano per affrontare le ristrettezze. E c'è una cosa che unisce indissolubilmente gli abitanti di via D'Andrade: l'odio per la loro padrona di casa, "la" Maria Scartoccio. Ogni cinque del mese fa il giro degli appartamenti per riscuotere gli affitti e alla fine della giornata non c'è uno che si addormenti col sorriso... Così, quando Maria Scartoccio viene trovata morta in casa, vittima di quello che sembra un grottesco incidente, tutta la palazzina tira un enorme respiro di sollievo. Forse, però, non è stato un incidente: per il maresciallo capo Galanti troppi particolari non quadrano.
Pavia : Industria grafica Mario Ponzio, [1957]
Roma : La nuova frontiera, [2017]
Cronache di frontiera
Abstract: Otto anni prima di A sangue freddo di Truman Capote, con Operazione Massacro, Rodolfo Walsh inventa una nuova forma di giornalismo, a metà strada tra il romanzo e la cronaca, che solo un decennio dopo verrà conosciuta universalmente come New Journalism. Pubblicato nel 1957, il libro racconta l'uccisione di un gruppo di civili innocenti perpetrata dalla prima giunta militare golpista, un efferato episodio di violenza che sarebbe passato sotto silenzio se Walsh non vi si fosse imbattuto casualmente. Rodolfo Walsh segue la pista come un segugio, indaga, ricostruisce dettagliatamente i fatti, scopre la cospirazione e scrive un libro di denuncia che, pur restando un'insuperata lezione di giornalismo d'inchiesta, si legge come un romanzo
Periodico della Società Storica Comense : volume XXXIX
Como : Società Storica Comense, 1956