Trovati 71 documenti.
Trovati 71 documenti.
Bialystok : Bialystok Scientific society, 1966
Acta baltico-slavica ; 4
Quinto premio internazionale di pittura Campione d'Italia, 6 novembre-30 novembre 1966
[S.l. : s.n.], stampa 1966
[Cittadella] : Rotary club Cittadella, 1966
9. mostra internazionale di Bianco e nero, Lugano, 8 aprile-5 giugno 1966 : catalogo
[S.l.] : [s.n.], [1966] (Bellinzona : Leins & Vescovi)
Roma : Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1968
Biblioteca scientifica / Istituto per la storia del Risorgimento italiano ; 11
Como : Azienda autonoma soggiorno e turismo, stampa 1966
Pittori di oggi in Lombardia : 1966 : Villa Olmo, Como 3 settembre - 2 ottobre 1966
Como : Grafica Centonze, 1966
Novara : Istituto geografico De Agostini, c2005
100 anni di Italia in automobile ; 9
Novara : Istituto geografico De Agostini, c2005
100 anni di Italia in automobile ; 40
Pittori di oggi in Lombardia, 1966 : mostra patrocinata dall'Azienda aut. soggiorno e turismo, Como
Como : Azienda autonoma di soggiorno e turismo, 1966
Discesa all'Ade : Auschwitz e Breslavia : 1966 / Gunther Anders ; a cura di Sergio Fabian
Torino : Bollati Boringhieri, 2008
Abstract: Nel luglio 1966 Gunther Anders, in compagnia della terza moglie Charlotte Zelka, raggiunge la Polonia. I luoghi visitati dovrebbero stare sotto segni opposti: l'orrore innominabile di Auschwitz, a cui l'ebreo Anders è scampato perché esule negli Stati Uniti, che cosa ha da spartire con il paesaggio affettivo di Breslavia, la città della Slesia che lo vide nascere e andarsene appena adolescente, quando ancora il suo cognome era Stern? Degermanizzata dopo la guerra, nel nuovo ordine geopolitico la Breslau di un tempo è ormai la polacca Wroclaw, e il tentativo di riconoscervi tracce familiari è destinato allo scacco. Nessun idillio della memoria conforterà il sopravvissuto Anders-Stern nella Heimat, sconvolta per sempre dalla dismisura di ciò che accadde. Ad attenderlo, solo lo spaesamento e il mondo tellurico delle ombre, dove l'appartenenza assume l'aspetto inquietante dell'estraneità. Cio che spaventa non è quello che non c'è più, non il vuoto, ma al contrario le cose che, casualmente, continuano a esserci nel vuoto che in realtà ci aspettiamo. Un pellegrinaggio infero tra unicità del ricordo individuale e grande storia, dove ancora una volta l'acutissimo sguardo di Anders mette a nudo la modernità in disfacimento.