Trovati 21 documenti.
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Solferino, 2020
Abstract: Giulio Andreotti è stato presidente del Consiglio negli anni della solidarietà nazionale, della crisi economica e del terrorismo, culminati nel rapimento e nell'uccisione di Aldo Moro. Nel decennio seguente la sua attività politica assume una decisa connotazione internazionale, con la nomina a presidente della commissione Esteri della Camera e poi, con il primo governo Craxi, a ministro degli Esteri. Questi suoi diari inediti – che cominciano il 6 agosto 1979 e finiscono il 22 luglio 1989, quando l'autore assume la guida del suo sesto governo – diventano così la storia dall'interno non solo del nostro Paese in un periodo cruciale, ma anche degli Stati Uniti da Carter a Reagan, dell'URSS da Breznev a Gorbaciov, della rivoluzione iraniana, dell'eterno conflitto in Medio Oriente, della tormentata costruzione di un'unità europea. Allo stesso tempo, raccontano la vita quotidiana dell'uomo che per oltre mezzo secolo ha dominato la vita politica italiana. «Crediamo» scrivono i curatori Serena e Stefano Andreotti «che la lettura possa aiutare a comprendere meglio la figura di nostro padre, depurandola da alcuni luoghi comuni». Grazie al paziente lavoro dei figli – che hanno attinto anche ad altri documenti autografi – le personalità e gli eventi di un decennio prendono vita attraverso notazioni personali, giudizi pungenti, memorabili battute di spirito. Come nota Andrea Riccardi nella sua introduzione, questi diari rivelano il «segreto» dell'azione politica di Andreotti: «un'immensa tessitura di relazioni nella politica italiana, nella Chiesa e sullo scenario internazionale...
Bompiani, 2022
Abstract: Dopo averci fatto ascoltare in Preghiera per Černobyl’ le voci delle vittime del disastro nucleare, Svetlana Aleksievič fa parlare qui i protagonisti di un’altra grande tragedia della storia sovietica: la guerra in Afghanistan tra il 1979 e il 1989. Un milione di ragazzi e ragazze partiti per sostenere la “grande causa internazionalista e patriottica”; almeno quattordicimila di loro rimpatriati chiusi nelle casse di zinco e sepolti di nascosto, nottetempo; cinquantamila feriti; mezzo milione di vittime afgane; torture, droga, atrocità, malattie, vergogna, disperazione... Gli afgancy, i ragazzi che la guerra ha trasformato in assassini, raccontano ciò che si è voluto nascondere. Accanto a loro, un’altra guerra. Quella delle infermiere e delle impiegate che partirono per avventura e patriottismo. E soprattutto le madri. Dolenti, impietose, stanche, coraggiose.
Perdere la terra : una storia recente / Nathaniel Rich
Mondadori, 2019
Abstract: Perché non abbiamo fatto niente quando avremmo dovuto, quando era ancora possibile evitare il disastro? In “Perdere la terra” Nathaniel Rich ci racconta quei dieci anni in cui avremmo potuto salvare il pianeta e invece siamo stati a guardare inermi, causando il disastro a cui stiamo assistendo e che nel giro di qualche decennio ci condurrà alla distruzione. Da 1979 al 1989 avremmo potuto salvare il pianeta perché in quel decennio si è deciso il futuro di tutti noi visto che proprio allora si arrivò a capire le possibili conseguenze del cambiamento climatico, comprendendone le cause e i pericoli reali. In quegli anni vi fu l’accordo per la riduzione delle emissioni di carbonio e proprio allora bisognava saltare sull’onda giusta del cambiamento, promuovendo politiche sociali e ambientali adeguate. Invece quell’onda è fuggita via e noi ci troviamo nella disastrosa situazione del presente, ma qualcosa forse è ancora possibile fare per evitare il peggiore dei mali, ovvero la distruzione totale del pianeta. Nathaniel Rich ce lo suggerisce in “Perdere la terra”, un saggio illuminante su tutte le possibilità che ancora abbiamo, su quanto possiamo agire quotidianamente con i fatti per evitare di perdere la bellezza del nostro pianeta.
Minimum fax, 2020
Abstract: el 1979, ventenne, William Vollmann si appassiona alle sorti dell'Afghanistan invaso dalle truppe sovietiche e comincia a passare da un lavoro all'altro, cercando di accumulare il denaro sufficiente per partire e affiancare i mujaheddin nella loro lotta di liberazione contro i russi. Nel 1982 parte alla volta del Pakistan, dove trascorrerà buona parte del suo soggiorno in casa di un generale afgano in esilio, parlando con i capi della resistenza, con funzionari pakistani e internazionali che gestiscono gli aiuti per i profughi, e con i profughi stessi, sia quelli più fortunati che si possono pagare la permanenza in città sia i moltissimi costretti a vivere in condizioni pietose nei campi. Un'esperienza in larga parte fallimentare, che «Afghanistan Picture Show» racconta a posteriori attraverso lo sguardo di un Vollmann più adulto e consapevole, capace di guardare con ironia e affetto il proprio io più giovane e ingenuo, che riesce sempre a porre le domande più sbagliate alle persone sbagliate, mentre si contorce tra i dolori della dissenteria. Tra conversazioni piene di equivoci ed estenuanti camminate nell'impervio territorio afgano, trascinato e talvolta trasportato pietosamente dai mujaheddin, Vollmann mette in scena l'idealismo ingenuo e il colonialismo dello sguardo americano sul mondo, in un'opera ibrida che si muove tra romanzo e diario, saggio storico e reportage.
Ragazzi di zinco / Svetlana Aleksievic ; traduzione dal russo e postfazione di Sergio Rapetti
Nuova ed.
E/o, 2018
Abstract: Dopo averci fatto ascoltare in Preghiera per Černobyl’ le voci delle vittime del disastro nucleare, Svetlana Aleksievič fa parlare qui i protagonisti di un’altra grande tragedia della storia sovietica: la guerra in Afghanistan tra il 1979 e il 1989. Un milione di ragazzi e ragazze partiti per sostenere la “grande causa internazionalista e patriottica”; almeno quattordicimila di loro rimpatriati chiusi nelle casse di zinco e sepolti di nascosto, nottetempo; cinquantamila feriti; mezzo milione di vittime afgane; torture, droga, atrocità, malattie, vergogna, disperazione... Gli afgancy, i ragazzi che la guerra ha trasformato in assassini, raccontano ciò che si è voluto nascondere. Accanto a loro, un’altra guerra. Quella delle infermiere e delle impiegate che partirono per avventura e patriottismo. E soprattutto le madri. Dolenti, impietose, stanche, coraggiose.
Ragazzi di zinco / Svetlana Aleksievic ; traduzione dal russo e postfazione di Sergio Rapetti
E/o, 2014
Abstract: Dopo averci fatto ascoltare in Preghiera per Černobyl’ le voci delle vittime del disastro nucleare, Svetlana Aleksievič fa parlare qui i protagonisti di un’altra grande tragedia della storia sovietica: la guerra in Afghanistan tra il 1979 e il 1989. Un milione di ragazzi e ragazze partiti per sostenere la “grande causa internazionalista e patriottica”; almeno quattordicimila di loro rimpatriati chiusi nelle casse di zinco e sepolti di nascosto, nottetempo; cinquantamila feriti; mezzo milione di vittime afgane; torture, droga, atrocità, malattie, vergogna, disperazione... Gli afgancy, i ragazzi che la guerra ha trasformato in assassini, raccontano ciò che si è voluto nascondere. Accanto a loro, un’altra guerra. Quella delle infermiere e delle impiegate che partirono per avventura e patriottismo. E soprattutto le madri. Dolenti, impietose, stanche, coraggiose.
Local heroes : registi e scrittori nel cinema britannico degli anni '80 / a cura di Marco Vecchi
[S.l.] : [s.n.], stampa 1986 (Reggio Emilia : Centro Stampa del Comune)
Firenze : La Casa Usher, [1986]
I quadri Usher
Louder than a bomb : la golden age dell'hip hop / u.net
Agenzia X, 2012
Dieci anni di mafia / Saverio Lodato
Milano : Rizzoli, 1990
Dieci anni di mafia : la guerra che lo stato non ha saputo vincere / Saverio Lodato
Ed. integrata e aggiornata
Milano : Rizzoli, 1992
Afghanistan : la guerra nascosta / Artem Borovik ; traduzione di Bruno Osimo e Igor Sibaldi
Milano : Leonardo, 1991
Banchiere di complemento / Nerio Nesi
Milano : Sperling & Kupfer, 1993
Ragazzi di zinco / Svetlana Aleksievic ; traduzione dal russo e postfazione di Sergio Rapetti
Roma : E/O, copyr. 2003
Abstract: Dopo averci fatto ascoltare in Preghiera per Černobyl’ le voci delle vittime del disastro nucleare, Svetlana Aleksievič fa parlare qui i protagonisti di un’altra grande tragedia della storia sovietica: la guerra in Afghanistan tra il 1979 e il 1989. Un milione di ragazzi e ragazze partiti per sostenere la “grande causa internazionalista e patriottica”; almeno quattordicimila di loro rimpatriati chiusi nelle casse di zinco e sepolti di nascosto, nottetempo; cinquantamila feriti; mezzo milione di vittime afgane; torture, droga, atrocità, malattie, vergogna, disperazione... Gli afgancy, i ragazzi che la guerra ha trasformato in assassini, raccontano ciò che si è voluto nascondere. Accanto a loro, un’altra guerra. Quella delle infermiere e delle impiegate che partirono per avventura e patriottismo. E soprattutto le madri. Dolenti, impietose, stanche, coraggiose.
Milano : Il saggiatore, copyr. 2005
Abstract: Quando, nel 1979, l'Unione Sovietica invase l'Afghanistan, la CIA intervenne nel conflitto fornendo armi alla resistenza afghana dei mujaheddin. Fu sostiene l'autore, reporter newyorkese - la più grande azione segreta della storia, e costò agli Stati Uniti oltre un miliardo di dollari l'anno. L'operazione fu realizzata grazie agli sforzi di Charlie Wilson, membro del Congresso senza scrupoli, alcolista e donnaiolo, che sfruttò la propria posizione per convincere il Comitato per gli stanziamenti alla difesa a finanziare i mujaheddin, malgrado l'opposizione di molti esponenti dei servizi segreti. La Playtone, società di produzione di Tom Hanks, ha acquistato i diritti del libro per trarne un film di cui l'attore sarà il protagonista.
Ce la farà il capitalismo italiano? / di Alan Friedman
Milano : Longanesi, copyr. 1989
L' Italia del libro : struttura, produzione e mercato editoriale / Giuliano Vigini
Milano : Editrice bibliografica, copyr. 1990