Trovati 418 documenti.
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Il Mulino, 2021
Abstract: Il capitalismo è di sinistra e non è un sistema immutabile ma una creazione umana. Sono queste le tesi a tratti provocatorie del libro di Block che, rimettendo in gioco sia la versione di sinistra sia quella di destra del determinismo economico, ci mostra che le possibilità di costruire un'economia che risponda meglio ai bisogni umani sono in realtà molto meno limitate di quanto normalmente immaginiamo. Con un intervento lucido e vivace, da sinistra, Block risponde a coloro che si limitano a preconizzare l'imminente fine del capitalismo, inteso come proprietà privata, libertà d'impresa e lavoro salariato, e cerca soluzioni che salvino gli aspetti positivi di questo modo di produzione e tuttavia tengano sotto controllo i molti aspetti negativi degli accordi economici che governano il mondo.
Melteni, 2021
Abstract: Che fine ha fatto l'imperialismo? Ormai scomparso dall'attuale panorama del dibattitto pubblico, Prabhat e Utsa Patnaik insistono sull'urgenza del tema, indagando le relazioni commerciali che governano il rapporto tra le economie del Nord del mondo e i paesi tropicali e subtropicali del Sud globale. Seguendo le rotte delle merci - prodotti agricoli e petrolio, in primis -, i due economisti indiani mostrano come l'imperialismo oggi sia più aggressivo che mai: il Sud del mondo si trova costretto in scomode catene di valore/approvvigionamento che rinforzano il dominio militare, tecnologico-finanziario e persino "energetico" del Nord globale. Malgrado i suoi effetti catastrofici, questa forma d'imperialismo potrebbe essere l'occasione per un nuovo inizio basato sulla resistenza rivoluzionaria dei popoli attraverso il rovesciamento dell'imperialismo stesso, inteso come manifestazione globale del capitalismo.
Feltrinelli : Il Saggiatore, 2021
Abstract: Ha-Joon Chang ha una missione: distruggere i falsi miti economici del mondo in cui viviamo. Ci avevano raccontato che il libero mercato, la globalizzazione e la tecnologia ci avrebbero portato prosperità e progresso, e allora com'è che siamo sprofondati in una crisi che non dà segni di tregua? Chang ha 23 risposte a questa domanda. Prende ogni dogma della teoria economica neoliberista e lo rivolta come un guanto. Svela le verità e gli interessi che si nascondono dietro a ogni tesi economica e ci mostra come funziona veramente il sistema. Qualche esempio? il libero mercato non esiste, la globalizzazione non sta arricchendo il mondo, non viviamo in un mondo digitale, la lavatrice ha cambiato la vita più di internet, i paesi poveri sono più intraprendenti di quelli ricchi, i manager più pagati non producono i migliori risultati. Questo libro galvanizzante, ricco di fatti su denaro e uguaglianza, libertà e avidità, dimostra che il libero mercato non è solo un male per le persone, ma è anche un modo inefficiente di guidare le economie. In 23 cose che non ti hanno mai detto sul capitalismo Chang profila le alternative e fa intravedere una via d'uscita dalla crisi. E ha ogni credenziale per farlo, perché, come dice Martin Wolf dalle pagine del Financial Times, ogni ortodossia ha bisogno di critici efficaci. Ha-Joon Chang è probabilmente il critico più efficace del neoliberismo oggi al mondo.
Vite rubate : dal sogno capitalista al futilitarismo / Neil Vallelly ; traduzione di Thomas Fazi
Atlantide, 2022
Abstract: È raro che un libro di economia ci parli in maniera così diretta, quasi intima, della nostra condizione esistenziale. Con sgomento il lettore scopre che la persona intrappolata in attività inutili, valutate solo in base al denaro che generano, è lui stesso. Sono nostre le sensazioni di precarietà e di isolamento che rendono coloro che ci circondano concorrenti o compratori dell'immagine posticcia che bisogna costruire per essere appetibili nel mercato del lavoro. Siamo noi l'Homo Futilitus, impegnato nel ruolo di direttore marketing del prodotto, anzi del brand, che ciascuno di noi è diventato e si ritrova costretto a vendere. Neil Vallelly ci conduce, con ricchezza di esempi che abbracciano epoche e paesi diversi, lungo il cammino che ci ha condotto al punto in cui siamo, dove ci sembra normale ciò che non lo è, dove tutte le colpe e le responsabilità sono addossate a noi invece che al sistema neoliberista, la cui atmosfera orwelliana ci rende difficile persino respirare. Un libro straordinario, specchio della nostra realtà, che dopo averci offerto un nuovo punto di vista sul concetto stesso di capitalismo, svelando così l'abisso in cui siamo stati gettati, ci mostra che una via d'uscita dal non futuro che ci è stato preparato esiste, che non siamo monadi, ma esseri che agendo insieme possono creare una comunità in cui conta non solo il proprio bene, ma il bene di tutti.
Cambiamo il sistema, non il clima! / Emma ; traduzione di Valentina Maini
Laterza, 2022
Abstract: Pensi che la borraccia che porti sempre con te possa salvare il pianeta? Che riciclare diligentemente possa fare la differenza? O forse credi che le nuove tecnologie ci salveranno? Sono tutte false soluzioni che ci raccontano un’enorme bugia, e cioè che possiamo tranquillamente continuare a consumare, produrre, inquinare come abbiamo fatto finora. E come noi, le grandi aziende di combustibili fossili. In altre parole, che possiamo seguitare ad alimentare il modello capitalista. Ma non è affatto così. Emma torna con un fumetto semplice e potente che in tre storie ci arma contro la disinformazione e le false soluzioni sul cambiamento climatico, mostrandoci che possiamo salvare il pianeta oppure il capitalismo.
Castelvecchi, 2021
Abstract: La digitalizzazione è in corso: smart banking, smart home e smartphone si sono fatti strada nella vita di tutti i giorni per molte persone e nessuno di loro sarebbe concepibile senza l'automazione e la moderna tecnologia dell'informazione. Anche il modo in cui lavoriamo, produciamo e gestiamo le nostre vite viene stravolto. Ci vengono promessi enormi guadagni di produttività, un'economia più verde e persino un mondo più pacifico. In realtà, si tratta principalmente di false promesse che portano all'opposto di quanto pretendono di ottenere. Birgit Mahnkopf analizza gli effetti indesiderati del capitalismo digitale: disoccupazione, abbandono dei diritti civili e persino aumento dei conflitti bellici. A quale futuro possiamo aspirare oltre l'"industria 4.0"?
Capitalismo e libertà / Milton Friedman
Pordenone : Studio Tesi, 1987
Abstract: Pubblicato per la prima volta nel 1962, "Capitalismo e libertà" è divenuto in poco tempo un classico del pensiero liberale del Novecento. Milton Friedman, Premio Nobel per l'Economia nel 1976, in queste pagine produce un'argomentata difesa del libero mercato, come condizione indispensabile per lo sviluppo di una società libera e come strumento migliore per realizzare fini socialmente condivisi. Passando in rassegna diversi ambiti in cui lo Stato interviene per regolare la vita degli individui, poco alla volta delinea un nuovo modo di concepire il ruolo del settore pubblico. Dalle politiche commerciali al sistema finanziario internazionale, dalle politiche fiscali alla lotta contro la povertà e le discriminazioni, dall'educazione al mercato del lavoro e allo Stato sociale, Friedman suggerisce strategie innovative per ridisegnare i confini fra autonomia individuale e intervento pubblico.
Milano : Lotta comunista, copyr. 2002
Abstract: "L'imperialismo, fase suprema del capitalismo" è una delle opere politiche di Lenin, un saggio del 1916 (pubblicato nel 1917) nel quale egli descrive i meccanismi del capitalismo finanziario come fonte di profitto per il colonialismo imperialista. Il saggio è una sintesi dell'interpretazione di Lenin delle teorie formulate da Karl Marx ne Il capitale.
Il debito del vivente : ascesi e capitalismo / Elettra Stimili
[2. ed.]
Quodlibet, 2020
Abstract: Questo libro si propone di indagare le radici di un fenomeno che investe l’esistenza di ciascuno tanto dal punto di vista individuale che da quello collettivo: l’essere in difetto, in colpa, in debito senza che dipenda da noi, quasi si trattasse di uno stato preliminare che nessun tipo di scelta consapevole è in grado di emendare. Si ha l’impressione che ogni forma di vita si configuri come una risposta a tale condizione, sia quella che si dedica incondizionatamente al godimento e al consumo, sia quella che sceglie i percorsi del rigore ascetico. Che l’economia (mercati, investitori, forze produttive ecc.) sottragga ai singoli e alle comunità il controllo del proprio destino, deriva probabilmente da una malattia radicale dell’umano le cui origini di ordine materiale non possono che essere al tempo stesso declinate sul piano culturale, ovvero filosofico e religioso. Riconoscere queste origini sotto le varie maschere che hanno indossato nel corso della storia occidentale è la sfida che qui si tenta di affrontare, con la speranza di individuare almeno qualche spunto di guarigione.
Una civiltà in crisi : contraddizioni del capitalismo / Luciano Gallino ; a cura di Paola Borgna
Einaudi, 2023
Abstract: C come crisi, economica ed ecologica: due facce della crisi del capitalismo. Un'analisi ampia, articolata e documentata delle varie forme di insostenibilità di una intera civiltà. La Grande crisi globale iniziata nel 2007 non ha nulla di naturale; piuttosto, è dipesa dalla risposta sbagliata al rallentamento dell’economia. Luciano Gallino ha condotto un documentato lavoro di spiegazione strutturale delle sue cause che la ricostruisce nei termini di una crisi del capitalismo. Crisi economica e crisi ecologica sono considerate da Gallino le manifestazioni piú appariscenti della crisi del modo di strutturare l’economia, la politica, la cultura e la comunità delle società del pianeta intero, cui egli si riferisce nei termini di una (sola) civiltà-mondo sviluppatasi negli ultimi decenni. Il volume conduce nell’esame di numerose dinamiche concausali, e non solo concomitanti, delle crisi della civiltà-mondo. Sono qui raccolti temi e analisi sviluppati da Luciano Gallino in Finanzcapitalismo (2011), Il colpo di Stato di banche e governi (2013) e Il denaro, il debito e la doppia crisi (2015). La selezione e il coordinamento dei testi sono stati curati da Paola Borgna.
Laterza, 2023
Abstract: 'Capitalismo cannibale' è l'espressione che usa Nancy Fraser per definire il sistema sociale che ci ha portato a questo punto. La metafora del cannibale è calzante per l'analisi della società capitalista caratterizzata da una frenesia alimentare istituzionalizzata in cui il piatto principale siamo noi. Ma Fraser precisa e amplia anche la parola 'capitalismo' che, a suo giudizio, designa un ordine sociale che consente a un'economia orientata al profitto di predare i supporti extra-economici di cui ha bisogno per funzionare: la ricchezza espropriata dalla natura e dai popoli assoggettati; le molteplici forme di lavoro di cura, cronicamente sottovalutate quando non del tutto disconosciute; i beni e i poteri pubblici che il capitale richiede e allo stesso tempo cerca di limitare; l'energia e la creatività delle persone che lavorano. Per questa ragione la parola capitalismo non si riferisce a un tipo di economia, ma a un tipo di società: quella che autorizza un'economia ufficialmente designata ad accumulare valore monetizzato per gli investitori e i proprietari, mentre divora la ricchezza non economizzata di tutti gli altri. Come l'uroboro che si mangia la coda, la società capitalista è pronta a divorare la sua stessa sostanza.
Capitalismo / Alberto Mingardi
Il Mulino, 2023
Abstract: Parola detestata dai più, che sottintende spesso un giudizio negativo. Perché? Da sempre l’umanità scambia beni e servizi, ma è dalla Rivoluzione industriale che la dimensione economica del mercato ha modificato radicalmente la nostra vita: per la prima volta nella storia abbiamo sperimentato cosa vuol dire «crescita», e con essa un aumento del reddito medio e della speranza di vita. Allo stesso tempo, le disuguaglianze proliferano: i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi. Il capitalismo è dunque solo uno strumento di sfruttamento dell’uomo sull’uomo? Rivedute e corrette, le accuse di oggi sono le stesse dell’epoca di Marx ed Engels. Questo libro intende fare un po’ di ordine e soprattutto raccontare un’altra storia. È dalla Rivoluzione industriale che aspettiamo la fine del capitalismo. Ma per sostituirlo con cosa?
LUISS University Press, 2022
Abstract: "La mia vita adulta si può dividere in due parti distinte: prima che avessi una lavatrice e dopo", scrive Eula Biss riflettendo su quanto avere più soldi significa avere più tempo e sui cambiamenti e benefici che questo ha comportato nella sua vita. Partendo dal racconto dell'acquisto della sua prima casa, "un contenitore per la lavatrice", Biss riflette sulla nostra esperienza di vita nel capitalismo, su come il suo avvento abbia trasformato la quotidianità delle persone e come il suo sistema valoriale permei e influenzi completamente tutte le relazioni che intratteniamo con altri esseri umani e con gli oggetti che possediamo e che desideriamo possedere. Ripercorrendo il pensiero di Karl Marx, John Kenneth Galbraith, Thorstein Veblen e David Graeber, tra gli altri, confrontandosi con icone pop come Beyoncé o i Pokemon, muovendosi in circoli familiari, lavorativi e di vicinato, Biss chiede, a sé stessa e alla classe media, la sua, su quali valori stiamo fondando le nostre vite? Cosa significano oggi lavoro, classe, privilegio e precariato? Quali linee tracciano le persone per dividere la società? In che modo siamo legati gli uni agli altri? "Le cose che abbiamo" è uno studio sugli esseri umani come creature economiche, un saggio letterario e politico in cui torna centrale il tema, caro a Biss, dell'essere comunità.
L'ecosocialismo di Karl Marx / Kōhei Saitō ; traduzione di Emma Lenzi e Mariangela Pietrucci
Castelvecchi, 2024
Ponte alle Grazie, 2019
Abstract: È vero, negli ultimi anni il nostro mondo è cambiato in modo rapidissimo, e lo sviluppo tecno-scientifico ci ha fatto approdare in un’epoca che Slavoj Žižek, in questo suo nuovo libro, non esita a definire di postumanità. Ma la forza che soggiace a questo cambiamento è sempre la stessa, solo meno visibile e al contempo più pervasiva che mai: il capitalismo, il quale, ancora una volta, come preconizzato da Marx dimostra appieno la sua capacità di dissolvere nell’aria tutto ciò che è solido. Zizek prende in analisi tutti i nodi e le sfide del presente: l’automazione del lavoro, l’impasse costituita dal populismo da un lato e dalla sinistra moderata dall’altro, il nesso tra «progresso» tecnologico e controllo digitale, quello tra (auto)vittimizzazione e presa di parola, la minaccia ecologica nell’epoca dell’Antropocene, la virtualizzazione del denaro, la falsa libertà della Rete, le ipocrisie del politically correct, il crescente consumo di oppiacei (e il conseguente aumento su scala globale delle dipendenze): tratteggiando così un lucidissimo affresco dell’epoca postumana, colto, ironico e informatissimo. Ma può ancora avvenire un cambiamento radicale? In che direzione e con quali mezzi lavorare per favorirne l’avvento? Se aprissimo gli occhi, ci accorgeremmo che il capitalismo, lungi dall’essere in una fase trionfante, si sta in realtà trasformando in qualcos’altro. Non sappiamo ancora in cosa: ma sta a noi individuare le avvisaglie dei tempi nuovi, amplificarle, farle durare.
LUISS University Press, 2019
Abstract: L’era che stiamo vivendo, caratterizzata da uno sviluppo senza precedenti della tecnologia, porta con sé una grave minaccia per la natura umana: un’architettura globale di sorveglianza, ubiqua e sempre all’erta, osserva e indirizza il nostro stesso comportamento per fare gli interessi di pochissimi – coloro i quali dalla compravendita dei nostri dati personali e delle predizioni sui comportamenti futuri traggono enormi ricchezze e un potere sconfinato. È il “capitalismo della sorveglianza”, lo scenario alla base del nuovo ordine economico che sfrutta l’esperienza umana sotto forma di dati come materia prima per pratiche commerciali segrete e il movimento di potere che impone il proprio dominio sulla società sfidando la democrazia e mettendo a rischio la nostra stessa libertà. Il libro di Shoshana Zuboff, frutto di anni di ricerca, mostra la pervasività e pericolosità di questo sistema, svelando come, spesso senza rendercene conto, stiamo di fatto pagando per farci dominare. Un’opera già classica e un libro imprescindibile per comprendere la nostra epoca, è l’incubo in cui è necessario immergersi per poter trovare la strada che ci conduca a un futuro più giusto – una strada difficile, complessa, in parte ancora sconosciuta, ma che non può che avere origine dal nostro dire “basta!”.
Guerini, 2018
Abstract: Una nuova civiltà delle macchine appare all'orizzonte, una civiltà in cui lo 0,1 % della popolazione possiederà le macchine, lo 0,9 % le gestirà e il 99% sarà addetto al poco lavoro non automatizzato della grande impresa o giacerà nell'abisso della disoccupazione. Tracciando un affresco memorabile del nostro tempo, l'autore ci conduce oltre il pensiero unico dominante. In particolare, oltre il luogo comune per eccellenza, ovvero che esiste e sempre esisterà una sola forma economico-sociale di tipo capitalistico.A fronte di un capitalismo finanziarizzato e tecnologico che genera forte disuguaglianza, di una prassi che ha posto al centro dell'organizzazione sociale il denaro anzichè il lavoro, di un futuro caratterizzato dalla disoccupazione (o sotto-occupazione) di massa, quale la via di uscita? Per Sapelli la strada è quella di un socialismo comunitario che riscatti e risollevi il «popolo degli abissi», quel 99% per cui si prospetta oggi un futuro quanto mai incerto.
Il futuro del capitalismo : fronteggiare le nuove ansie / Paul Collier ; traduzione di David Scaffei
Laterza, 2020
Abstract: Uno dei più autorevoli economisti del panorama scientifico mondiale riflette sui fallimenti del capitalismo con una proposta pragmatica in grado di correggerne i difetti. A partire da un assunto fondamentale: oltre che produrre profitti e lavoro, per funzionare il capitalismo deve essere necessariamente etico. Nuove e profonde contrapposizioni lacerano il tessuto sociale delle società occidentali: grandi città contro province povere, élite altamente specializzate contro masse di lavoratori poco qualificati, paesi ricchi contro paesi poveri. Queste lacerazioni generano nuove ansie, nuova rabbia e nuove passioni politiche, come testimonia l’ondata di consensi ricevuti dai populisti di tutto il mondo, da Trump al partito della Brexit, sino all’estrema destra italiana. In questo libro appassionato e polemico, Paul Collier, uno dei maggiori esperti mondiali su povertà e migrazioni, prova a delineare i percorsi attraverso i quali superare queste nuove fratture economiche, sociali e culturali. Avendo vissuto tutta la propria vita a cavallo di queste faglie, prima nella famiglia operaia a Sheffield, poi ad Oxford, fino agli studi sul campo in Africa, conosce molto bene le ragioni dei fallimenti di molti economisti e delle loro proposte, spesso astratte e difficilmente traducibili in strategie concrete. Il nuovo approccio che propone ha un fondamento etico perché il capitalismo può essere salvato soltanto se saremo in grado di renderlo equo e compassionevole e non solo efficiente ed economicamente fiorente. Un capitalismo da gestire e non da distruggere, in cui la dignità e la reciprocità prevalgano sull’aggressività, la paura e l’umiliazione, caratteri tipici della nostra ‘Rotweiler society’. E per questo ci dobbiamo liberare di gran parte del bagaglio intellettuale del XX secolo e dei suoi clichés e cominciare a pensare a strade completamente diverse, adatte ai nuovi orizzonti ai quali stiamo andando incontro.
Laterza, 2018
Abstract: Al cuore della crisi economica e finanziaria degli ultimi anni c'è un problema evidente: nel moderno capitalismo l'estrazione del valore, ovvero la raccolta dei profitti - dai dividendi degli azionisti ai bonus dei banchieri - è ricompensata assai meglio della creazione effettiva di valore. Oggi scambiamo chi raccoglie i profitti con chi effettivamente crea valore, chi guadagna con chi produce. Quel concetto di valore così centrale nella storia del pensiero economico - basti pensare alle riflessioni di Ricardo, Marx, Schumpeter e Keynes - oggi è misconosciuto o distorto tanto nella teoria quanto nella prassi. Se vogliamo riformare il capitalismo dobbiamo porci una serie di domande radicali: da dove viene la ricchezza? Chi crea il valore? Chi lo estrae? Chi lo sottrae? Solo rispondendo a queste domande possiamo sostituire l'attuale sistema capitalistico di tipo parassitario con un capitalismo più sostenibile, più interdipendente: un sistema che funzioni per tutti.