Trovati 102 documenti.
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Assassinio sui monti Tatra : romanzo / Ellis Peters ; traduzione di Alessandro Zabini
Milano : TEA, 2003
Abstract: Un'escursione sui Tatra, in Slovacchia, Herbert Terrell, responsabile della sicurezza di un istituto di ricerca, rimane vittima di un terribile incidente. Morte accidentale, sembrerebbe. Ma la figliastra di Terrell, Tessa, non è certo il tipo di ragazza che si accontenta delle apparenze e decide di recarsi sul posto per scoprire cosa sia realmente successo. In partenza per un viaggio in Europa, in compagnia di alcuni amici, tra cui Dominic Felse, con astuzia Tessa riesce a modificare l'itinerario originario, spostando la meta proprio sui monti dove è morto il patrigno. E qui il viaggio di Tessa e Dominio si trasformerà in un'avventura colma d'insidie e di ostacoli, passo dopo passo sempre più pericolosa.
Časopis Moravského muzea. Ser. A, Vědy společenské = Acta Musei moraviae. Scientiae sociales
Brno : Moravske' muzeum, [1951]-
Abstract: [Preistoria, Europa, Cecoslovacchia]
Il fuoco di Praga. Per un socialismo diverso
Milano : Feltrinelli, 1978
Attualita`
La valigia di Hana : una storia vera / Karen Levine ; traduzione di Roberta Garbarini
[Milano] : Fabbri, 2003
Abstract: Nel marzo del 2000 una vecchia valigia arriva nel piccolo museo dell'Olocausto di Tokyo, in Giappone. Sopra qualcuno ha scritto con della vernice bianca: Hana Brady, 16 maggio 1931, orfana. Chi era Hana? E che cosa le è successo? Fumiko Ishioka, la curatrice del museo, parte per l'Europa, destinazione Praga, sulle tracce di una bambina di tanti anni fa, che possedeva una valigia che è finita ad Auschwitz.
6. ed
[Milano] : Rizzoli, 2008
Abstract: Nel marzo del 2000 una vecchia valigia arriva nel piccolo museo dell'Olocausto di Tokyo, in Giappone. Sopra qualcuno ha scritto con della vernice bianca: Hana Brady, 16 maggio 1931, orfana. Chi era Hana? E che cosa le è successo? Fumiko Ishioka, la curatrice del museo, parte per l'Europa, destinazione Praga, sulle tracce di una bambina di tanti anni fa, che possedeva una valigia che è finita ad Auschwitz.
BUR, 2015
Abstract: Nel marzo del 2000 una vecchia valigia arriva nel piccolo museo dell'Olocausto di Tokyo, in Giappone. Sopra qualcuno ha scritto con della vernice bianca: Hana Brady, 16 maggio 1931, orfana. Chi era Hana? E che cosa le è successo? Fumiko Ishioka, la curatrice del museo, parte per l'Europa, destinazione Praga, sulle tracce di una bambina di tanti anni fa, che possedeva una valigia che è finita ad Auschwitz. Età di lettura: da 10 anni.
Il tutto della storia boema / Petr Cornej
Praha : Práh
I giorni di Praga : dramma ed eroismo di un popolo tradito
Milano : Rizzoli, 1968
Documenti d'oggi
La confessione nell'ingranaggio del processo di Praga / Artur London
5
Milano : Garzanti, 1971
Vita vissuta
Il muro : crescere dietro la cortina di ferro / Peter Sis
[Milano] : Rizzoli, 2008
Abstract: Peter Sís ci guida alla scoperta del mondo che lo ha visto crescere: la Cecoslovacchia durante la Guerra Fredda. La seconda guerra mondiale è finita, i tedeschi se ne sono andati, ma la Cecoslovacchia è ancora un Paese occupato, questa volta dai Russi. Mentre sale la tensione tra l'Europa dell'Est e il mondo libero, i confini a Ovest vengono rafforzati con muri e reti divisorie: è calata la Cortina di Ferro. Dall'altra parte sono in tanti a desiderare di essere liberi. Il bambino Peter diventa grande e scopre di essere uno di loro. In questo libro racconta la sua storia attraverso disegni e ricordi: l'infanzia felice, poi l'adolescenza, quando le notizie dall'Occidente filtrano lentamente nel Paese. Peter e i suoi amici sentono parlare di blue jeans, Coca-Cola, poesia beat, rock'n'roll. E dei Beatles. I frutti proibiti del mondo libero esercitano un'attrattiva irresistibile sui giovani, l'eccitazione sale, le barriere cominciano a crollare. È il 1968, la Primavera di Praga, e la vita è bella. Poi l'Unione Sovietica impone di nuovo il suo controllo totalitario, e il semplice, complicato desiderio di Peter - essere libero - diventa insopprimibile. Età di lettura: da 13 anni.
La casa di vetro / Simon Mawer ; traduzione di Massimo Ortelio
Vicenza : Pozza, copyr. 2009
Abstract: Viktor e Liesel Landauer sono una giovane coppia di sposi in viaggio di nozze. La famiglia ebrea di Viktor possiede un impero industriale che produce automobili e motociclette, Liesel appartiene all'alta borghesia tedesca. Dopo aver attraversato la Carinzia, i Landauer si dirigono a Venezia. In occasione di una festa in un antico palazzo sul Canal Grande, incontrano Rainer von Abt, celebre architetto dai modi eleganti. Von Abt si impegna con Viktor in un'appassionate conversazione sull'architettura moderna. Quando illustra la sua idea di costruzione con materiali non convenzionali come il vetro e l'acciaio, Viktor si entusiasma a tal punto da proporgli di disegnare una casa per loro a Mesto, in Cecoslovacchia. Von Abt accetta e nel 1929 iniziano i lavori della casa di vetro, un magnifico edificio modernista fondato su una radicale concezione dello spazio aperto, trasparente. Una volta finita, la casa diviene il centro dell'esistenza dei Landauer. E nella casa di vetro che compare sulla scena Hana, donna giovane, spregiudicata, con molti amanti oltre a un marito, che stabilisce subito un morboso, intimo rapporto con Liesel. È dalla casa di vetro e dalla sua rarefatta eleganza che Viktor a volte fugge tra le braccia della seducente Kata. Così, tra amori proibiti e segreti inconfessabili, prosegue la vita dorata dei Landauer finché l'avvento del nazionalsocialismo non si abbatte come una scure sulla loro esistenza e sulla loro magnifica dimora.
Cardinali e comunisti / Enzo Biagi
Milano : Rizzoli, 1963
Diapason
Milano : Feltrinelli, 1978
Attualità
Oltrecortina : comunisti in fuga (1946-1978) / Enrico Miletto
Scholé, 2025
Abstract: La transizione italiana dalla guerra civile alla democrazia fu assai complessa. Militanti ed ex partigiani comunisti divennero il bersaglio di processi politici istituiti da una magistratura che, come conseguenza diretta della mancata epurazione, aveva visto restare al proprio posto figure compromesse con il passato regime. Accusati di crimini commessi durante la guerra o nel periodo immediatamente successivo al conflitto, alcuni riuscirono a espatriare oltrecortina, grazie all'aiuto del Partito comunista italiano. Paese socialista, la Cecoslovacchia rappresentava un porto sicuro nel quale trovare riparo. Un nucleo ristretto di fuoriusciti fu inserito nella redazione di Radio Oggi in Italia, che trasmetteva clandestinamente da Praga e rappresentò una voce atipica, ma pienamente inserita nel contesto della Guerra fredda, che vide i due blocchi combattere, senza esclusione di colpi, una vera e propria battaglia nel campo dell'informazione.
Quanta stella c'è nel cielo / Edith Bruck
Milano : Garzanti, 2009
Abstract: Quanta stella c'è nel cielo non è un errore, è il primo verso di una ballata amara del giovane Petöfi, il grande poeta ungherese. Quei versi sono tra le poche cose che Anita porta con sé, insieme a molti ricordi laceranti. Anita non ha ancora sedici anni. È una sopravvissuta ai campi. È bella, è sensibile, le prove della vita le hanno tatuato l'anima. Sta fuggendo da un orfanotrofio ungherese per andare a vivere a casa di una zia, Monika. Eli, il giovane cognato di Monika, è venuto a prenderla al confine per accompagnarla nel viaggio in Cecoslovacchia, dove si ritrova clandestina in un mondo ancora in subbuglio. Ma tutto questo a Eli non interessa: lo attira solo il corpo di quella ragazza e già sul treno, affollato di una moltitudine randagia, inizia a insidiarla in un gioco cinico e crudele. Un romanzo dai risvolti inattesi. Racconta come si possa tornare dalla morte alla vita. E come, a volte, il cammino per ritrovare la speranza possa seguire trame imprevedibili. Protagonista, intorno ad Anita, è un'umanità dolente, alla ricerca di una nuova esistenza: c'è chi vuole dimenticare e chi vuole ricordare, chi mette radici e chi si imbarca per la terra promessa. Edith Bruck offre in queste pagine la storia palpitante di un'epoca cruciale del dopoguerra, quando tutto era in fermento. Una meditazione sulla speranza, sulla straordinaria forza e fragilità di chi va verso una rinascita. E la grande capacità della Bruck è il risvegliare violente emozioni nel lettore.
Quanta stella c'è nel cielo / Edith Bruck
Garzanti, 2014
Abstract: Quanta stella c'è nel cielo non è un errore, è il primo verso di una ballata amara del giovane Petöfi, il grande poeta ungherese. Quei versi sono tra le poche cose che Anita porta con sé, insieme a molti ricordi laceranti. Anita non ha ancora sedici anni. È una sopravvissuta ai campi. È bella, è sensibile, le prove della vita le hanno tatuato l'anima. Sta fuggendo da un orfanotrofio ungherese per andare a vivere a casa di una zia, Monika. Eli, il giovane cognato di Monika, è venuto a prenderla al confine per accompagnarla nel viaggio in Cecoslovacchia, dove si ritrova clandestina in un mondo ancora in subbuglio. Ma tutto questo a Eli non interessa: lo attira solo il corpo di quella ragazza e già sul treno, affollato di una moltitudine randagia, inizia a insidiarla in un gioco cinico e crudele. Un romanzo dai risvolti inattesi. Racconta come si possa tornare dalla morte alla vita. E come, a volte, il cammino per ritrovare la speranza possa seguire trame imprevedibili. Protagonista, intorno ad Anita, è un'umanità dolente, alla ricerca di una nuova esistenza: c'è chi vuole dimenticare e chi vuole ricordare, chi mette radici e chi si imbarca per la terra promessa. Edith Bruck offre in queste pagine la storia palpitante di un'epoca cruciale del dopoguerra, quando tutto era in fermento. Una meditazione sulla speranza, sulla straordinaria forza e fragilità di chi va verso una rinascita. Da questo romanzo il film Anita B. di Roberto Faenza.
Io, numero 1211 : nell'inferno delle carceri comuniste cecoslovacche / Dagmar Simková
Paoline, 2014
Abstract: Il libro autobiografico racconta la sconvolgente vicenda di Dagmar, giovane infermiera cattolica che, in un pomeriggio autunnale, è prelevata dalla sua abitazione da sei uomini, portata a Praga e poi incarcerata. Una storia intrisa di episodi di cruda violenza, da cui emerge la sofferenza della protagonista e di quanti sono stati come lei imprigionati, in quanto ritenuti dal regime comunista dell'Europa dell'Est, dissidenti politici o rivoluzionari.
Il potere dei senza potere / Vaclav Havel ; postfazione di Luciano Antonetti
Milano : Garzanti, 1991
Quanta stella c'è nel cielo / Edith Bruck
La nave di Teseo, 2026
Abstract: Quanta stella c'è nel cielo non è un errore, è il primo verso di una ballata amara del giovane Petöfi, il grande poeta ungherese. Quei versi sono tra le poche cose che Anita porta con sé, insieme a molti ricordi laceranti. Anita non ha ancora sedici anni. È una sopravvissuta ai campi. È bella, è sensibile, le prove della vita le hanno tatuato l'anima. Sta fuggendo da un orfanotrofio ungherese per andare a vivere a casa di una zia, Monika. Eli, il giovane cognato di Monika, è venuto a prenderla al confine per accompagnarla nel viaggio in Cecoslovacchia, dove si ritrova clandestina in un mondo ancora in subbuglio. Ma tutto questo a Eli non interessa: lo attira solo il corpo di quella ragazza e già sul treno, affollato di una moltitudine randagia, inizia a insidiarla in un gioco cinico e crudele. Un romanzo dai risvolti inattesi. Racconta come si possa tornare dalla morte alla vita. E come, a volte, il cammino per ritrovare la speranza possa seguire trame imprevedibili. Protagonista, intorno ad Anita, è un'umanità dolente, alla ricerca di una nuova esistenza: c'è chi vuole dimenticare e chi vuole ricordare, chi mette radici e chi si imbarca per la terra promessa. Edith Bruck offre in queste pagine la storia palpitante di un'epoca cruciale del dopoguerra, quando tutto era in fermento. Una meditazione sulla speranza, sulla straordinaria forza e fragilità di chi va verso una rinascita. Da questo romanzo il film Anita B. di Roberto Faenza.
Donzelli, 2018
Abstract: A distanza di cinquant’anni dal simultaneo manifestarsi dei movimenti di contestazione del ’68 in tante parti del Vecchio continente, iniziamo forse a comprendere che per la sua storia successiva sono rilevanti soprattutto i rivolgimenti, i traumi e i processi che segnarono la Cecoslovacchia, la Polonia e altre aree dell’Europa «sequestrata » dall’impero sovietico, per dirla con Milan Kundera. Per molti versi quei rivolgimenti rappresentarono uno spartiacque: la conferma definitiva che il «socialismo reale» non era riformabile. I processi che attraversarono allora quest’area furono solo apparentemente stroncati a Praga dai carri armati del Patto di Varsavia e in Polonia da una brutale offensiva di regime che assunse violenti toni antisemiti, provocando l’esodo di una ricca comunità intellettuale e di una parte significativa degli ebrei rimasti nel paese dopo la Shoah. In realtà, pur nel modificarsi di prospettive e di visioni del mondo, si dipanano da allora alcuni esili e al tempo stesso straordinari fili che portano al 1989, passando per Charta 77 in Cecoslovacchia o per il Kor e Solidarność in Polonia. Eppure, in quel fatidico ’68, i giovani, gli intellettuali e i rinnovatori di quei paesi, i sostenitori di un «socialismo dal volto umano », non trovarono nei movimenti studenteschi dell’Occidente quel solidale sostegno che sarebbe stato necessario. Né lo ebbero dai partiti comunisti europei. Perché? E perché in molte ricostruzioni storiche complessive ha prevalso spesso una sostanziale rimozione di questi aspetti? A queste domande e a questi nodi rispondono i contributi del libro: il saggio di apertura di Guido Crainz; quelli di Pavel Kolář, Wlodek Goldkorn, Nicole Janigro, Anna Bravo; e i documenti di studenti e intellettuali di allora, con le successive testimonianze di personalità come Jiří Pelikán, Adam Michnik, Zygmunt Bauman.