Trovati 101 documenti.
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Vicenza : Pozza, copyr. 2005
Abstract: La fama di Kojève resta affidata alle sue lezioni parigine degli anni Trenta sulla Fenomenologia dello spirito di Hegel. Da allora, abbandonò ogni attività filosofica pubblica per diventare un alto funzionario dello Stato francese. Ma continuò a lavorare a una sorta di aggiornamento di quel sistema che riteneva ancora valido per la comprensione della realtà: il sistema hegeliano. Ha dato vita a un'opera monumentale, rimasta incompiuta e a lungo inedita intesa come un'esposizione completa ed enciclopedica della saggezza hegeliana. Questo volume presenta l'introduzione al sistema, nella quale è sviluppata una riflessione sulla filosofia stessa, definita come quel discorso che può parlare di tutto, a condizione di parlare anche del fatto che ne sta parlando.
Roma : Salerno, copyr. 2002
Abstract: Retorica della guerra è una riflessione sulla guerra come fenomeno di comunicazione degradata, ridotta al suo livello più basso: il confronto violento. Dietro all'incapacità di dialogo nella comunicazione bellica si affaccia la differenza di modello culturale che impedisce la comprensione. I contendenti combattono due guerre diverse, perché diverse sono le autorappresentazioni che se ne fanno.
La guerra nella cultura contemporanea / Daniel Pick
Roma ; Bari : Laterza, 1994
Moltitudine : guerra e democrazia nel nuovo ordine imperiale / Michael Hardt, Antonio Negri
[Milano] : Rizzoli, 2004
Abstract: Se Impero analizzava la nascita del potere sovranazionale che ha sottratto l'egemonia agli stati-nazione, questo saggio mostra come gli individui che vivono nel mercato globale e ne subiscono le ineguaglianze possono trarre vantaggio dalle trasformazioni apportate dall'Impero per sovvertire l'Impero stesso. Tra Impero e Moltitudine c'è stato l'11 settembre e le guerre in Afghanistan e in Iraq. Per questo Hardt e Negri dedicano la prima sezione del libro alla guerra e alle sue nuove forme, mentre l'ultima, che sconfina intenzionalmente nell'utopia e nell'immaginazione di un futuro possibile, si occupa della crisi della democrazia e della sua radicale trasformazione nello strumento di una vera liberazione dell'umanità.
Un terribile amore per la guerra / James Hillman ; traduzione di Adriana Bottini
Milano : Adelphi, copyr. 2005
Abstract: La guerra, sostiene Hillman in questo libro, è una pulsione primaria e ambivalente della nostra specie. Una pulsione dotata di una carica libidica non inferiore a quella di altre pulsioni che la contrastano e insieme la rafforzano, quali l'amore e la solidarietà. Il presupposto è che, se di quella pulsione non si avrà una visione lucida, ogni opposizione alla guerra sarà vana.
Sulla guerra / Michael Walzer ; traduzione di Nane Cantatore
Roma : Laterza, 2004
Abstract: La guerra del Golfo, il Kossovo, l'Intifada, il conflitto arabo-israeliano, l'Afghanistan, l'Iraq. Ci sono ragioni per combattere con giustizia? Ci sono atti di aggressione e di crudeltà a cui abbiamo il dovere di opporci? L'uso della forza militare per fermare i massacri in Rwanda sarebbe stato, ad esempio, un caso di guerra giusta? Secondo l'autore, la guerra può essere in alcuni casi giustificabile, ma la sua condotta deve essere assoggettata alla critica morale. Walzer discute un tema moralmente ambiguo e complesso per affermare che della teoria della giusta guerra abbiamo bisogno, poiché essa consente di affrontare azioni eticamente problematiche, restringendone le occasioni e regolandone la condotta.
La guerra globale / Carlo Galli
Roma : Laterza, 2002
Abstract: Il presupposto di queste riflessioni è che l'11 settembre 2001 non sia stato consumato un normale attentato terroristico, che le azioni militari che ne sono seguite non siano state una normale rappresaglia, né una normale guerra, e che il fitto intreccio - la confusione - di categorie, di ambiti, di spazi che in questi fenomeni tuttora si manifesta tragga senso dall'orizzonte della globalizzazione, in cui essi si danno. E che quindi la catastrofe americana possa minacciare di cronicizzarsi, e segni se non l'inizio almeno la prima manifestazione in grande stile di una guerra di tipo nuovo, la guerra globale, che deve essere riconosciuta come una modalità della globalizzazione. (dalla Premessa dell'autore)
L'archivio antiebraico : il linguaggio dell'antisemitismo moderno / Simon Levis Sullam
Roma : Laterza, 2008
Abstract: La Shoa è l'apice di una lunga storia di discriminazione e persecuzione che, alla fine del XIX secolo, raggiunge un cruciale punto di svolta: per l'Europa lacerata da crisi e tensioni l'antisemitismo svolge la funzione di perfetta soluzione politica di comodo o, se si preferisce, di individuazione di un naturale capro espiatorio. Questo volume analizza la genesi e il funzionamento della retorica antisemita nell'Europa moderna e contemporanea. Levis Sullam descrive il formarsi nel tempo di un archivio antiebraico di luoghi discorsivi e concettuali, di miti e di simboli periodicarnente riattivati e interpretati a seconda dei contesti storici, sino al definitivo passaggio con l'avvento di nazismo e fascismo - dal piano ideologico a quello politico di persecuzione e sterminio. L'analisi si concentra particolarmente sugli sviluppi che vanno dall'antigiudaismo religioso alle ideologie antiebraiche nella modernità: da Voltaire a Marx, dall'antisemitismo francese dell'affare Dreyfus al caso internazionale del noto falso dei Protocol dei Savi Anziani di Sion, fino ai tragici esiti della soluzione finale. La questione ebraica d'altra parte ancora oggi non può dirsi conclusa e continua a costituire per l'Occidente una efficace metafora di autorappresentazione.
Scritti sul Rinascimento / Federico Chabod
Torino : Einaudi, copyr. 1967
Fa parte di: Chabod, Federico <1901-1960>. Opere di Federico Chabod
[Vol.] 2: Scritti sul Rinascimento
1981
Fa parte di: Chabod, Federico <1901-1960>. Opere / di Federico Chabod
Intercultura : è possibile evitare le guerre culturali? / Giuseppe Mantovani
Bologna : Il mulino, copyr. 2004
Abstract: Concepire la cultura come realtà omogenea, compatta, pura non ci sarà d'aiuto a vivere in un mondo al tempo stesso sempre più locale e sempre più globale. Più utile sarebbe riconoscere che identità e culture differenti costituiscono aree di scambio, narrazioni di volta in volta condivise o contestate dalle stesse persone che ne fanno parte. Non un mosaico multiculturale con le sue barriere erette in nome dell'appartenenza, ma spazi in cui dei noi particolari vivono in mezzo a dei loro altrettanto particolari, ciascuno con una faccia e una storia. Il cammino da intraprendere è dunque quello dell'intercultura, del decentramento del soggetto.
Storia dell'idea d'Europa / Federico Chabod ; a cura di Ernesto Sestan e Armando Saitta
Roma ; Bari : Laterza, 1964
La nascita dell'individuo nell'Europa medievale / Aron Ja. Gurevic
Roma : Laterza, 1996
Abstract: Il libro intende essere un viaggio all'interno del Medioevo, mettendo in luce, in particolare, l'emergere dell'uomo come individuo nella letteratura, nella filosofia e nell'arte.
Alle origini del federalismo italiano : Giuseppe Ferrari / Mario Schiattone
Bari : Dedalo, copyr. 1996
Abstract: Il federalismo come proposta politica per l'Italia che andava formandosi nel Risorgimento. Non l'unificazione sotto l'egida del Piemonte, ma la federazione degli stati italiani già esistenti: come un'unità diversa, che si genera dai singoli stati e popoli e ne salvaguarda l'identità, la peculiarità, l'iniziativa. E' questa la proposta di Giuseppe Ferrari, l'idea per cui lotta, dalla Francia, dove ha passato gran parte della sua vita, in una intensa attività di ricerca e di militanza culturale, legato ad alcuni tra gli spiriti più vivi dell'800, come Leroux e Proudhon.
Gli esploratori del tempo : le concezioni della storia da Vico a Popper / Rosa Giannetta Alberoni
Milano : Rizzoli, 1993
2. ed
Roma : Editori riuniti, 1992
Geo-filosofia dell' Europa / Massimo Cacciari
Milano : Adelphi, copyr. 1994
L' arcipelago / Massimo Cacciari
Milano : Adelphi, 1997
Geofilosofia dell'Europa / Massimo Cacciari
Nuova ed. riv. e ampliata, 4. ed
Abstract: È accaduto, e sta accadendo nei nostri anni, che l'Europa, proprio nel momento in cui giungeva alle soglie dell'unità politica ed economica, si scoprisse in preda a spinte opposte, centrifughe, a resistenze di ogni tipo - teoriche e pratiche - come se il segno dell'unità fosse innanzitutto in questo acuto sentimento di crisi. Come si spiega tutto ciò? Nietzsche scrisse una volta che l'Europa è un malato, anzi un malato incurabile. E da qui prende le mosse l'itinerario di Cacciari.