Trovati 475 documenti.
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La cittadinanza attiva e qualità della democrazia / Giovanni Moro
Carocci, 2013
Abstract: Negli ultimi anni assistiamo al proliferare di associazioni di consumatori, movimenti sociali, gruppi ambientalisti, organizzazioni di volontariato, comitati locali, gruppi di auto-aiuto, cooperative e imprese sociali. La partecipazione civica continua ad aumentare proprio mentre quella elettorale è in progressivo calo. L'attivismo organizzato dei cittadini nell'arena pubblica, tuttavia, risulta ancora scarsamente indagato e il volume si propone di colmare questo vuoto. L'autore analizza il fenomeno ponendolo in relazione con la crisi del paradigma tradizionale della cittadinanza democratica e descrivendone gli effetti in termini di qualità della democrazia.
Roma : Carocci, 2014
Biblioteca di testi e studi ; 946Studi politici
Abstract: Tra i molti argomenti che si susseguono disordinatamente nell'incessante dibattito politico quotidiano, uno sembra mettere tutti d'accordo: la diffusa convinzione che l'accountability sia un elemento necessario per approdare a una democrazia di qualità. Con maggiore efficacia, questo argomento può essere specificato aggiungendo che ciò che più conta è l'accountability del governo. In via di principio, chiunque può trovarsi d'accordo con l'idea che i governi debbano rendere conto del proprio operato di fronte agli elettori. Adottando una prospettiva comparata di lungo periodo e considerando, oltreché fattori di tipo istituzionale, il ruolo centrale dell'elettorato, questo libro propone un esame approfondito delle condizioni entro le quali l'accountability elettorale dell'esecutivo può funzionare. La probabilità di alternanza, le caratteristiche istituzionali del governo, la frammentazione del parlamento, la configurazione delle proposte politiche e le peculiarità dell'elettorato rappresentano i punti nodali dell'analisi e le basi sulle quali s'innesta la valutazione dei sette paesi considerati: Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo, Regno Unito e Spagna.
Democrazia e fascismo / Giacomo Matteotti ; a cura di Stefano Caretti e Jaka Makuc
Pisa : Pisa university press, 2021
Abstract: L'opposizione di Matteotti al regime può essere interamente letta come il tentativo di restituire al popolo italiano la dignità di essere libero: in questo senso, essa segna una vera e propria incompatibilità etica, che si traduce in dovere morale di resistenza all'oppressione. Come dirà nel celebre discorso-denuncia del 30 maggio 1924, il più importante della storia del Parlamento italiano, «noi deploriamo invece che si voglia dimostrare che solo il nostro popolo nel mondo non sa reggersi da sé e deve essere governato con la forza. Ma il nostro popolo stava risollevandosi ed educandosi, anche con l'opera nostra. Voi volete ricacciarci indietro». Amare la patria significa innanzitutto difenderne la libertà inviolabile: davanti a questo compito politico-morale, neppure la morte apparve a Matteotti prezzo troppo caro.
Guantanamo / Youssef Ziedan ; traduzione dall'arabo di Daniele Mascitelli
Pozza, 2018
Abstract: Quando viene bendato, incatenato e trasportato a Guantanamo, il campo di prigionia più famoso al mondo, il protagonista senza nome di questo romanzo sa già cosa lo aspetta. Sa che lo picchieranno e lo tortureranno. Anche se è innocente. La sua unica sfortuna è stata quella di trovarsi al confine fra Pakistan e Afghanistan a ultimare delle riprese per alJazeera e di esser stato «venduto» da alcuni ufficiali corrotti alle forze americane. A Guantanamo, però, lui è considerato un jihadista come tanti altri. I suoi aguzzini lo battezzano «Press», per la sua ostinazione a dirsi innocente. I detenuti, invece, «Abu Bilal», dal nome del primo muezzin del Profeta. Nonostante l'isolamento e i morsi della fame, l'uomo si affida alla preghiera ed è proprio con la preghiera che riesce a non cedere alla tristezza e alla malinconia, quando pensa alla moglie Muhaira rimasta sola a Doha; alla madre e ai fratelli che vivono in Sudan ignari della sua condizione di prigioniero; o a Nora, una ragazza di Alessandria che è stato il suo primo amore. Quando, dopo anni di privazione, gli viene paventata l'ipotesi di un rilascio, la libertà rimane comunque un miraggio: prima di andarsene dovrà affrontare una faticosa «rieducazione» con Sara, una psicologa militare. La realtà che lo aspetta, infatti, è dura da affrontare: suo padre è morto e sua moglie ora vive con un altro uomo. Se seguirà le istruzioni dei vari agenti segreti che lo controllano, un giorno Abu Bidal potrà raggiungere la sua famiglia che si è trasferita in Egitto. E, chissà, magari riallacciare anche i rapporti con quel primo amore mai dimenticato.
La scuola al bivio : mercato o democrazia? / Massimo Baldacci
Angeli, 2019
Abstract: La scuola si trova oggi di fronte a un bivio: da una parte il mercato, con i suoi meccanismi concorrenziali e i suoi imperativi d'efficienza sociale; dall'altra la democrazia, con il suo progetto d'emancipazione umana. E la scuola non può farsi serva di due padroni. Deve scegliere quale principio seguire, quale strada imboccare. In questo volume viene indagata la possibilità, da parte della scuola, di elaborare risposte autonome rispetto all'odierna crisi storico-sociale e educativa. A questo scopo, il volume è articolato in tre parti. La prima parte è dedicata al rapporto tra scuola, politica e pedagogia, dapprima indagato sul piano teorico, poi rispetto alla tensione tra sistema scolastico e sistema politico. La seconda parte si occupa di due significativi modelli del rapporto tra scuola, politica e pedagogia che serbano anche oggi un grande valore euristico: quello fornito dal pensiero di Dewey e quello inerente al pensiero di Gramsci. La terza parte, infine, mette a fuoco alcuni cruciali problemi concreti della formazione scolastica: la realizzazione incompiuta di una Scuola della Costituzione; il rapporto tra scuola e lavoro; la relazione tra la scuola e i nuovi media; la formazione delle competenze; l'educazione allo spirito critico.
Pozza, 2017
Abstract: "La rivolta delle élite" ha prefigurato la nascita dei populismi odierni, di quella "secessio plebis" che si comprende appunto soltanto come una naturale conseguenza della rottura del legame sociale operata tempo fa dalle élite. Il libro ritrae per la prima volta, nei suoi tratti essenziali a noi oggi così familiari, quella "élite liberale" e cosmopolita di tecnocrati, manager e agenti della comunicazione che determinano le sorti delle società contemporanee: uomini che si sentono a casa propria soltanto quando si muovono, quando "sono 'en route' verso una conferenza ad alto livello, l'inaugurazione di una nuova attività esclusiva, un festival cinematografico internazionale". Uomini che, in possesso di "una visione essenzialmente turistica del mondo", lasciano volentieri l'idea di una residenza stabile a una "middle class" ritenuta "tecnologicamente arretrata, politicamente reazionaria, repressiva nella morale sessuale, retriva nei gusti culturali". Uno "smart people" che, a Hong Kong come a Bruxelles o a New York, si sente "creativo", ma la cui creatività è rivolta soltanto a "una serie di attività mentali astratte svolte in un ufficio, preferibilmente con l'aiuto di un computer, e non alla produzione di cibo, case o altri generi di prima necessità". Il solo rapporto che, nel liberalismo moderno, l'élite ha con il lavoro produttivo è, per Christopher Lasch, il consumo. Per il resto essa vive in una "iperrealtà", un mondo simulato di modelli computerizzati, dove non ne è più nulla del mondo comune e dove l'ossessione fondamentale è il controllo, la "costruzione della realtà" (diremmo, con il termine oggi in voga, la "governance"). Lasch non si sottrae alla questione di cosa opporre alla rottura del legame sociale prodotta dalla rivolta delle élite. Nel sindacalismo agrario e operaio americano dell'ottocento, confluito poi nel "People's Party" e nel "Partito Democratico", vi è, secondo lui, la possibile risposta: l'esperienza di comunità fondate su valori come l'eguaglianza delle opportunità, la competenza, la mutua collaborazione, e per questo "capaci di autogoverno".
Cyber intelligence : tra libertà e sicurezza / Mario Caligiuri ; prefazione di Umberto Gori
Donzelli, 2016
Abstract: Nei prossimi anni sul nostro pianeta la popolazione virtuale sarà maggiore di quella reale e la rete sarà sempre più un campo di battaglia. L'aumento esponenziale delle connessioni imporrà ai poteri pubblici di approntare strumenti adeguati per coniugare due valori fondativi della convivenza democratica: la libertà e la sicurezza. In tale quadro la cyber intelligence è destinata a rappresentare uno strumento fondamentale. Definirla non è semplice, poiché in essa convivono due elementi che operano con logiche differenti: l'intelligenza, dote prettamente umana, necessaria per assumere decisioni, e lo spazio digitale, popolato da tecnologie sempre più pervasive. Nel mondo in cui viviamo il cosiddetto "web oscuro" è 500 volte più grande dell'internet visibile; oltre il 70% delle chiamate telefoniche mondiali può essere monitorato; attraverso i like su Facebook è possibile scoprire orientamenti sessuali, convinzioni religiose, livelli di reddito e propensioni al consumo; con un semplice click si può destabilizzare una multinazionale, interrompere le trasmissioni di un satellite spia o manipolare i dati di una consultazione elettorale.
Ma l' Italia è una vera democrazia? / Giuseppe Tamburrano
Roma : Editori riuniti, 1997
Polemica contro il mio tempo / Panfilo Gentile
Roma : G. Volpe, 1965
La fine della democrazia / Jean-Marie Guehenno
[Milano] : Garzanti, 1994
Abstract: Politologo, ma anche futurologo, Guéhenno affronta in questo provocatorio saggio i mali del mondo occidentale secondo un'ottica nuova: il crollo del comunismo non ha solo significato la fine del totalitarismo sovietico, ma anche l'inizio di una radicale crisi della democrazia, alla conclusione dell'età degli stati-nazione nati dalla Rivoluzione francese.
L'età liberale : democrazia e capitalismo nella società aperta / Valerio Zanone
2. ed
[Milano] : Rizzoli, 1998
Milano : B. Mondadori, 2000
Testi e pretesti
Abstract: Dopo la vittoria del nazismo, molti scienziati sociali cacciati dalle università, si stabilirono negli Stati Uniti. La loro riflessione sulla natura della sconfitta e del consenso conseguito dal regime hitleriano si saldò, trovandosi nel cuore dell'Occidente capitalista, all'analisi della classe media e il destino della democrazia. Il volume ricostruisce questo importante dibattito e fornisce una antologia dei testi più significativi.
Le origini della democrazia totalitaria
Bologna : Il Mulino, 1967
Collezione di testi e studio
2. ed. riv. e ampliata
Milano : Ponte alle Grazie, 2005
Abstract: Panfilo Gentile, nato a L'Aquila nel 1899 e morto a Roma nel 1971, professore di filosofia del diritto, avvocato, uomo politico, saggista e giornalista, è stato uno dei più insigni rappresentanti italiani dell'idea liberale. Democrazie mafiose, il suo ultimo saggio prima della morte, si basa su una tesi che oggi suona profetica: le moderne democrazie, lungi dall'essere il governo del popolo, sono in realtà oligarchie dominate dai partiti; questi ultimi si servono della demagogia per prendere il potere, della persuasione occulta per mantenerlo, e di sistemi mafiosi per governare. Il volume è presentato con nuove introduzioni di Sergio Romano e Gianfranco de Turris.
I limiti della democrazia / A. Baldassarre ... [et al.] ; a cura di Antonio Baldassarre
Roma [etc.] : Laterza, 1985
Libri del tempo ; 196
La teoria dell'etilismo democratico / Peter Bachrach
Napoli : Guida, 1974
La società e il potere ; 2
Democrazia e apertura / Alessandro Ferrara
[Milano ; Torino] : Bruno Mondadori, 2011
La democrazia : storia di un'ideologia / Luciano Canfora
3. ed.
Roma ; Bari : Laterza, 2010
Economica Laterza ; 464
Abstract: Democrazia: un'idea straordinariamente duttile che ha plasmato il corso della storia europea, dalla Rivoluzione inglese a quella francese, dalla Prima guerra mondiale fino alla guerra fredda e al crollo del Muro. Ripercorrendo le ideologie che l'hanno nutrita e sostenuta, Canfora formula la sua tesi: il meccanismo elettorale è ben lungi dal rappresentare la democrazia. Oggi, nel mondo ricco, ha vinto la libertà, con tutte le sue immani conseguenze. La democrazia è rinviata ad altre epoche.
Non ti delego : perché abbiamo smesso di credere nella loro politica / Aldo Schiavone
Rizzoli, 2013
Abstract: La democrazia che abbiamo ricevuto dai nostri padri, e che a molti sembrava una forma definitiva e perfetta, è in sofferenza. Nell'intero Occidente, ma soprattutto in Italia, sono in crisi gli elementi essenziali del suo funzionamento: i partiti, le assemblee elettive, l'idea stessa della rappresentanza. La paura dell'ignoto e un malinteso senso del politicamente corretto ci impediscono di riconoscere che tutti i sistemi politici sono storicamente determinati, e che nessuno di essi - nemmeno il più fortunato può essere considerato come la fine della storia. La democrazia rappresentativa, nel modello che abbiamo conosciuto finora, è figlia delle rivoluzioni politiche ed economiche del Settecento e porta scritto sulla fronte le sue origini. Rispetto ad allora, oggi tutto è cambiato: socialità, lavoro, tecnologie, informazione. È difficile immaginare che questa grande trasformazione non si rifletta sulle istituzioni della politica, anche le più essenziali. È venuto perciò il momento di ripensare a fondo il rapporto cruciale fra popolo e sovranità, da cui dipende il nostro futuro. Nessuno ha la ricetta pronta, ma questo libro invita a riflettere con coraggio, a percorrere vie inesplorate, aperte su un modo nuovo di concepire la cittadinanza e su un uso diverso del suffragio universale, reso possibile dalla tecnica: non solo per delegare, ma per decidere.
Sulla creazione politica : critica filosofica e rivoluzione / Emanuele Profumi
Roma : Editori internazionali riuniti, 2013
Navigazioni
Abstract: Sebbene rimosso, da apparentemente solide teorie democratiche o tra le pieghe del conformismo sociale, il movimento rivoluzionario si muove ancora nel nostro presente, segnando il percorso della nostra società e della storia umana. Ma come avviene l'emancipazione collettiva da istituzioni di dominio, e in che modo, anche a livello individuale, l'essere umano si può liberare dal dominio? Quali sono, come si creano, che forma hanno le condizioni che preparano il passaggio dall'eteronomia all'autonomia? Questi sono alcuni degli interrogativi centrali a cui Emanuele Profumi cerca risposta. Principalmente sulla base di una lettura dell'opera di Cornelius Castoriadis, filosofo e psicanalista francese, le cui riflessioni filosofiche e politiche sono da considerarsi fra le più rilevanti del Novecento. E proprio lui, infatti, a parlare della realtà della creazione politica e a lanciarne l'idea. Per Profumi è questa la figura centrale per pensare ancora l'emancipazione umana. Al di là delle correnti politiche e delle filosofie politiche che hanno cercato sino ad oggi di afferrarne il contenuto e superare i problemi legati ad una sua realizzazione effettiva. Ma anche oltre Castoriadis, per il quale non c'è stato bisogno di chiarirne il concetto sulla base di una riflessione filosofica rigorosa. Questo lavoro è un vero e proprio tentativo di comprendere il senso dell'elemento creativo, radicato nell'agire sociale, alla base del movimento sociale e storico segnato dalla creazione politica.