Trovati 475 documenti.
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Donzelli, 2019
Abstract: Questo libro è il racconto di una storia dimenticata della democrazia. Una storia poco nota, che rovescia il nostro abituale modo di guardare a questo regime politico e lo trasforma nel peggiore incubo per la libertà. Le radici del concetto «scandaloso» di democrazia totalitaria affondano nel pensiero di alcuni intellettuali del secondo dopoguerra. Il padre di questo concetto, ma non l'inventore, è Jacob Talmon, che nel 1952 dà alle stampe un testo destinato a scatenare non poche polemiche nel dibattito politico dell'epoca: "The origins of totalitarian democracy". La tesi dello studioso è che sia il pensiero illuministico che le fasi più estreme della rivoluzione francese abbiano dato origine a un modello di democrazia alternativo rispetto a quello della democrazia liberale. Talmon ritiene che la divisione tra le due forme di democrazia, la liberale e la totalitaria, sia all'origine della divisione in blocchi della guerra fredda a lui contemporanea. La democrazia totalitaria privilegia una concezione diretta del governo popolare, si basa su una visione monolitica del «popolo» e su un'idealizzazione del concetto di sovranità popolare che, in ultima analisi, incarna una sorta di religione messianica della politica. Di fatto, come scrive Nadia Urbinati nella sua prefazione, «prende la conformazione di una società di eguali, non di liberi». Partendo dall'analisi della tesi di Talmon, ed evidenziando come i presupposti della sua intuizione fossero presenti in autori che si erano già in precedenza occupati dell'argomento, il volume mostra come il tema della democrazia totalitaria abbia sviluppi decisivi nel pensiero di altre figure fondamentali del dibattito anglosassone a cavallo tra gli anni Quaranta e Sessanta del XX secolo: Karl Popper, Friedrich von Hayek e, soprattutto, Isaiah Berlin e Hannah Arendt. Seppure con percorsi molto differenti, questi autori propongono un'interpretazione dualistica della tradizione democratica, sviluppando l'antitesi tra un «governo del popolo», una forma di democrazia «aperta», pluralista e rispettosa dell'individuo, e un «governo per il popolo», una forma di democrazia, solo in parte riconducibile alle origini greche di questo regime, «etica», monistica e dunque totalitaria. Una distinzione, questa, che conserva tutta la sua attualità e che ci può anche aiutare a comprendere meglio il recente dibattito sui populismi e sulle cosiddette democrazie illiberali.
Nelle mani del popolo : le fragili fondamenta della politica moderna / Raffaele Romanelli
Donzelli, 2021
Abstract: La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, con il motto «Liberté égalité fraternité» svetta come un pinnacolo a indicare l’orizzonte della modernità. Per decifrarne i segni, Raffaele Romanelli inizia con lo scomporre i termini della trinità, rivelandone le interne tensioni: la libertà dialoga con il bisogno di ordine ed entra in conflitto con l’uguaglianza, la quale genera tirannia giacobina, ma alimenta anche le forme della democrazia. A sua volta, la fraternità, variamente declinata come solidarietà o cooperazione, plasma i socialismi. Prima ancora, già nella Rivoluzione la fraternità appare anche come coesione nazionale, germe di guerre infinite. Una volta divenuto universale, il suffragio genera cesarismi e populismi che scuotono le fragili fondamenta delle democrazie. Dopo le catastrofi totalitarie della prima metà del Novecento, le Dichiarazioni universali dei diritti recuperano i principî dell’Ottantanove e la democrazia sembra affermarsi come paradigma universale della politica. Ma, ancora una volta, il fiume della storia segue percorsi tortuosi, imprevisti. Quando le Dichiarazioni dei diritti si estendono al mondo, molti ne rifiutano le basi individualistiche a favore di valori comunitari; alcune culture, con l’eguaglianza dei soggetti, negano quella dei generi, proprio quando in Occidente l’eguaglianza faticosamente conquistata dalle donne le porta ad affermare il valore della differenza. Negli spazi di un mondo ormai globale, mentre esplodono scontri di religioni, di generi, di etnie, mentre si evolvono gli originali diritti umani, di prima, di seconda, di terza generazione, mentre multiculturalismo e politiche identitarie sembrano dissolvere il soggetto dell’Ottantanove, la stessa convenzione democratica rivela le sue antinomie originarie generando le odierne «democrazie illiberali».
Capitalismo, socialismo, democrazia / Joseph A. Schumpeter
3. ed.
Milano : Etas libri, 1973
Uomo e società ; 7
Roma ; Bari : Laterza, 2010
Abstract: Questo libro non tratta di quei regimi tirannici che governano con la canna del fucile. Questo libro non parla dello Zimbabwe, della Corea del Nord o della Birmania. E neanche di paesi come Israele, o il Venezuela di Hugo Chàvez, o il Sudafrica del dopo-apartheid. Il mio viaggio comincia da Singapore, paradiso dei consumatori. Poi vado in Cina, dove negli ultimi trent'anni i progressi sono stati notevoli e sono avvenuti all'interno di un sistema che interpreta ia teoria della democrazia in base alle proprie esigenze. Da li in Russia e poi verso il mondo arabo, in particolare gli Emirati Arabi Uniti e la sfrontata e vistosa città di Dubai. Infine analizzo quei paesi che sostengono di aderire ai valori democratici. Fra tutti i paesi del mondo, l'Italia. Perché l'Italia conta, non per una qualche rilevanza geostrategica, ma perché funge da esempio di una democrazia posticcia. John Kampfner, uno dei più autorevoli e brillanti commentatori politici inglesi, studia questi paesi per affrontare il dilemma che oggi attanaglia l'Occidente: perché cosi tanta gente sembra disposta a rinunciare alla libertà in cambio di sicurezza o prosperità? I governi di tutto il mondo hanno stretto un nuovo patto con i loro cittadini: la repressione è selettiva, limitata a chi contesta pubblicamente e causa problemi. Il numero delle persone che ricade in questa categoria è molto basso. Il resto della popolazione può vivere più o meno come desidera, guadagnare e spendere i propri soldi.
Capitalismo, socialismo, democrazia / Joseph A. Schumpeter ; [traduzione di Emilio Zuffi]
2. ed.
Milano : Edizioni di Comunità, 1964
Biblioteca di studi politici ; 5
Abstract: Grande affresco dei nostri sistemi sociali ed economici, opera originale e innovativa nelle sue analisi, Capitalismo, socialismo e democrazia mantiene inalterata nel tempo la propria attualità. Infatti, come scrive Francesco Forte, ...la sua lettura è quasi obbligatoria per chiunque voglia affrontare i problemi contemporanei del capitalismo e delle grandi imprese high tech, della democrazia e della giustiza sociale. Si può dire che questo libro è più attuale ora che non vent'anni fa, perchè al cuore della teoria dello sviluppo capitalistico di Schumpeter, assieme alla figura dell'imprenditore innovatore, vi è il progresso tecnologico, che genera e alimenta la crescita delle grandi imprese.
Roma : InSchibboleth, 2021
Abstract: Dal punto di vista di Costanzo Preve, oggi, in Italia, non esiste un pericolo fascista (come d'altronde non esiste alcuna prospettiva comunista), per il semplice fatto che non ce n'è bisogno. Le classi subalterne non costituiscono una minaccia, la democrazia moderna è in corso di smantellamento, la morale è ultraindividualista e - a livello geopolitico - siamo in piena fase di ricolonizzazione. Il nemico principale è un altro. L'attuale crisi della democrazia non è la conseguenza di un complotto o di un attacco, ma di una nuova configurazione nei rapporti di forza tra le classi che ha portato al trionfo del liberismo reale. Il quale, senza più avversari, si è ripreso con gli interessi ciò che aveva dovuto cedere in passato. Il concetto di democrazia è così stato quasi completamente svuotato dal suo significato originario, che non risiede nell'affermazione del principio di maggioranza, nella tutela istituzionale delle minoranze o nel mantenimento di uno spazio pubblico. La democrazia non è fatta solo di procedure formali, ma è una questione di contenuti, di accesso del demos al potere, di controllo collettivo del popolo sulla sua riproduzione economica. È una questione di comunità reale.
Garzanti, 2021
Abstract: Sofia e Leone sono grandi amici. Lei è avventurosa e intrepida, lui timido e pauroso, ma quando si tratta di calcio, le loro differenze si appianano. Soprattutto in vista di un torneo importante che rischiano di perdere perché il parco pubblico in cui si allenano sta per chiudere. Senza che i cittadini abbiano potuto dire la loro. Una vera ingiustizia visto che, come ha spiegato la maestra Violetta, in una democrazia qual è l'Italia, tutti devono poter esprimere la propria opinione. Ma Sofia e Leone non intendono restare con le mani in mano. Scavalcando i cancelli del parco, nella casetta del book-crossing scovano un libro fuori dal comune. Un libro magico che li fa viaggiare nel tempo e nello spazio. E li porta dritti al giorno in cui la nostra Costituzione è stata firmata. Un po' spaventati e un po'meravigliati, corrono tra le stanze sfavillanti del Quirinale e di Palazzo Giustiniani alla ricerca di qualcuno che li possa aiutare a restituire il parco alla città. Ed ecco che, dietro una porta, incontrano nientemeno che Nilde Iotti! Con sguardo gentile, l'illustre politica li accompagna alla scoperta dell'articolo 21 e dell'articolo 48 che sono fondamentali per far valere i nostri diritti. Perché senza quegli articoli e senza la Costituzione il mondo finirebbe nelle mani di un terribile dittatore. E di dittatori Sofia e Leone non vogliono sentir parlare. Per questo, sono pronti a seguire i consigli di Nilde e a far sì che la democrazia non sia mai più calpestata.
La libertà difficile : il lato debole della società aperta / Joachim Fest
[Milano] : Garzanti, 1996
Abstract: Il nuovo scenario mondiale, determinato dalla fine della contrapposizione tra i due blocchi, ha aperto una nuova prospettiva storica. In polemica con chi ha decretato frettolosamente la fine della storia, ma anche con chi cerca di contrabbandare sotto nuove vesti le antiche illusioni utopistico-totalitariste, Fest individua gli elementi fondamentali dell'attuale situazione geopolitica.
Milano : Garzanti, 2004
Abstract: Per decenni, gli orrori del socialismo reale hanno nascosto gli errori della democrazia. Ora, le contraddizioni, le inadempienze, le menzogne, le ingiustizie dei regimi democratici emergono con cruda evidenza. Le tradizionali forme della rappresentanza si stanno svuotando, lo strapotere dei mass media distorce la battaglia politica, quella dei politici appare una casta che tende ad autoperpetuarsi, la fondamentale divisione dei poteri viene messa in discussione. Il cittadino viene espropriato del diritto alla verità manipolata dai mass media; e si trova inerme di fronte al dilagare dei potentati economici e finanziari. Diventa ancora più necessario fare in modo che la democrazia non si riduca a forma vuota, ma ritrovi forza e legittimità.
Milano : Baldini & Castoldi, copyr. 1997
Le lobby in Italia : Gruppi di pressione e potere / Mauro Fotia
Bari : Dedalo, copyr. 1997
Abstract: In un momento in cui il Parlamento comincia a occuparsi del fenomeno con serio impegno, il libro presenta un'interpretazione sistematica del lobbismo italiano, contrapposto a quello anglosassone e scandinavo.
La democrazia in Italia : 1943-1960 / Angelo Ventrone
Milano : Sansoni, 1998
Storie d'Italia Sansoni
Polemica contro il mio tempo / Panfilo Gentile
Roma : Volpe, 1965
Democrazie antiche : istituzioni e pensiero politico / Arnaldo Marcone
Roma : Carocci, 2002
Abstract: Lo scopo di questo libro è quello di fornire agli studenti universitari e a un più generale pubblico di interessati la possibilità di accostarsi direttamente, e in modo mirato, ai caratteri originali assunti nel mondo antico da quella forma politica che siamo usi chiamare ancora con il nome dei suoi inventori greci democrazia. Un'attenzione particolare è stata rivolta agli aspetti di maggiore attualità del dibattito scientifico, soprattutto a quelli che hanno implicazione di carattere generale.
L' identità del cittadino e la democrazia in Grecia / Christian Meier, Paul Veyne
Bologna : Il mulino, stampa 1999
Intersezioni ; 58
La democrazia degli antichi e dei moderni / Moses I. Finley
2. ed.
Roma [etc.] : Laterza, 1982
Saggi tascabili Laterza ; 5
La democrazia in Grecia ; Guido Fassò.
2. ed.
Bologna : Il Mulino, 1967
Saggi ; 23
Il cittadino alla tribuna : diritto e libertà di parola nell' Atene democratica / Luigi Spina
Napoli : Liguori, 1986
La democrazia in Grecia / a cura di Pietro Boitani ; con la revisione generale di Tristano Gargiulo
[Milano] : Fondazione Lorenzo Valla : Arnoldo Mondadori ; [poi] Fondazione Lorenzo Valla : Mondadori
Il posto della guerra e il costo della libertà / Vittorio Emanuele Parsi
Bompiani, 2022
Abstract: Il punto non è fermare la guerra, il punto è salvare la democrazia. Dopo quasi ottant’anni la guerra è ricomparsa sul Vecchio Continente. L’aggressione scellerata che Vladimir Putin ha scatenato contro l’Ucraina il 24 febbraio 2022 ha rotto decenni di pace e ha fatto sì che l’Europa tornasse a essere ciò che per secoli era sempre stata fino alla conclusione del secondo conflitto mondiale: ‘il posto della guerra’. Come è potuto accadere uno scempio simile proprio nella ‘civile Europa’? Nel luogo che ha rappresentato un pilastro di quell’ordine liberale che ha trasformato il sistema internazionale stringendo attorno a sé una famiglia di democrazie affratellate e tessendo una fitta trama di istituzioni e trattati garanti della cooperazione e della pace? Se la pace, dunque, è stata infranta proprio dove le condizioni per mantenerla erano le migliori possibili, che speranza resta per evitare che la forza ricominci a essere la sola ‘regola del mondo’? La risposta a questa domanda passa per la consapevolezza che la possibilità di escludere la guerra come prospettiva deriva proprio dalla credibilità e dalla sopravvivenza di quell’ordine liberale che la guerra di Putin ha messo sotto attacco: l’invasione russa dell’Ucraina non è infatti solo una dichiarazione di ostilità mortale nei confronti di quel paese, ma è anche un’esplicita aggressione all’Occidente democratico e ai principi e alle regole su cui si fonda. Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, dopo l’Ucraina è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Perché se c’è una cosa che la fiera resistenza del popolo ucraino ci ha insegnato è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena vivere sono le stesse per cui vale la pena morire.