Trovati 475 documenti.
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La democrazia in Italia : 1943-1960 / Angelo Ventrone
Milano : Sansoni, 1998
Storie d'Italia Sansoni
Polemica contro il mio tempo / Panfilo Gentile
Roma : Volpe, 1965
Democrazie antiche : istituzioni e pensiero politico / Arnaldo Marcone
Roma : Carocci, 2002
Abstract: Lo scopo di questo libro è quello di fornire agli studenti universitari e a un più generale pubblico di interessati la possibilità di accostarsi direttamente, e in modo mirato, ai caratteri originali assunti nel mondo antico da quella forma politica che siamo usi chiamare ancora con il nome dei suoi inventori greci democrazia. Un'attenzione particolare è stata rivolta agli aspetti di maggiore attualità del dibattito scientifico, soprattutto a quelli che hanno implicazione di carattere generale.
L' identità del cittadino e la democrazia in Grecia / Christian Meier, Paul Veyne
Bologna : Il mulino, stampa 1999
Intersezioni ; 58
La democrazia degli antichi e dei moderni / Moses I. Finley
2. ed.
Roma [etc.] : Laterza, 1982
Saggi tascabili Laterza ; 5
La democrazia in Grecia ; Guido Fassò.
2. ed.
Bologna : Il Mulino, 1967
Saggi ; 23
Il cittadino alla tribuna : diritto e libertà di parola nell' Atene democratica / Luigi Spina
Napoli : Liguori, 1986
La democrazia in Grecia / a cura di Pietro Boitani ; con la revisione generale di Tristano Gargiulo
[Milano] : Fondazione Lorenzo Valla : Arnoldo Mondadori ; [poi] Fondazione Lorenzo Valla : Mondadori
Il posto della guerra e il costo della libertà / Vittorio Emanuele Parsi
Bompiani, 2022
Abstract: Il punto non è fermare la guerra, il punto è salvare la democrazia. Dopo quasi ottant’anni la guerra è ricomparsa sul Vecchio Continente. L’aggressione scellerata che Vladimir Putin ha scatenato contro l’Ucraina il 24 febbraio 2022 ha rotto decenni di pace e ha fatto sì che l’Europa tornasse a essere ciò che per secoli era sempre stata fino alla conclusione del secondo conflitto mondiale: ‘il posto della guerra’. Come è potuto accadere uno scempio simile proprio nella ‘civile Europa’? Nel luogo che ha rappresentato un pilastro di quell’ordine liberale che ha trasformato il sistema internazionale stringendo attorno a sé una famiglia di democrazie affratellate e tessendo una fitta trama di istituzioni e trattati garanti della cooperazione e della pace? Se la pace, dunque, è stata infranta proprio dove le condizioni per mantenerla erano le migliori possibili, che speranza resta per evitare che la forza ricominci a essere la sola ‘regola del mondo’? La risposta a questa domanda passa per la consapevolezza che la possibilità di escludere la guerra come prospettiva deriva proprio dalla credibilità e dalla sopravvivenza di quell’ordine liberale che la guerra di Putin ha messo sotto attacco: l’invasione russa dell’Ucraina non è infatti solo una dichiarazione di ostilità mortale nei confronti di quel paese, ma è anche un’esplicita aggressione all’Occidente democratico e ai principi e alle regole su cui si fonda. Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, dopo l’Ucraina è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Perché se c’è una cosa che la fiera resistenza del popolo ucraino ci ha insegnato è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena vivere sono le stesse per cui vale la pena morire.
Milano : R. Cortina, 2003
Abstract: Antonio Negri sviluppa in queste pagine i punti fondamentali della ricerca che ha condotto a Impero. Tra filosofia e storia, sociologia e politica (con la definizione del concetto di moltitudine, un'intelligenza politica del tutto nuova che si configura come l'interfaccia della globalizzazione), si snoda una riflessione teorica che è al tempo stesso analisi del presente e utopia rivolta al futuro.
Roma : Fazi, 2004
Abstract: Nel saggio principale della raccolta, Stato dell'Unione 2004, Vidal riassume la propria visione dell'attuale momento storico della democrazia statunitense, giudicandolo in modo disastroso. Quel che l'autore trova preoccupante è il salto di qualità che l'amministrazione Bush ha fatto compiere al Paese e che può subire un'inversione di tendenza solo con la sua sconfitta alle prossime elezioni. Entrando poi nel merito delle prossime elezioni, Vidal ipotizza una manovra per falsare i risultati tramite sistemi di voto elettronico, giudicati insicuri da commissioni ufficiali del Congresso. Le tre aziende che gestiscono la commercializzazione di questi sistemi non nascondono, infatti, le proprie simpatie per Bush.
Roma : Fazi, 2021
Abstract: In America, ma lo stesso dicasi di buona parte dell'Occidente, inclusa l'Italia, milioni di cittadini hanno perso la fiducia nei loro rappresentanti politici ed economici. A fronte di anni di salari stagnanti e mercati del lavoro sempre più precari, e del rifiuto delle classi dirigenti di prendere sul serio minacce esistenziali come la crisi climatica, si è andata radicando nelle persone l'idea che il sistema sia "truccato" per servire solo gli interessi di quei pochi che hanno abbastanza denaro per accaparrarsi una fetta della torta. E hanno ragione. Con la chiarezza e la passione che lo contraddistinguono da sempre, e che l'hanno reso una delle voci più importanti della sinistra mondiale, Robert B. Reich mostra come le élite politiche ed economiche abbiano cospirato per creare un sistema sempre più oligarchico, annientare la classe media e minare la democrazia. Prendendo come esempio Jamie Dimon, il presidente della JPMorgan Chase, una delle più grandi banche al mondo, Reich spiega come coloro che siedono al vertice della piramide sociale diffondano tutta una serie di miti sulla meritocrazia, sulla competitività nazionale, sulla responsabilità sociale delle imprese e sul "libero mercato" per distrarre i cittadini dagli osceni livelli di ricchezza dei nuovi "padroni dell'universo", dal controllo che esercitano sul sistema e dal fatto che le politiche che sostengono servono solo ad accrescere i loro profitti, a scapito della maggioranza. L'obiettivo di Reich non è quello di alimentare il cinismo e l'antipolitica, ma piuttosto quello di demistificare il sistema e mostrare come esso possa essere radicalmente trasformato, per far sì che la democrazia torni a servire gli interessi dei molti e non solo dei pochi.
Trump e il fascismo liberale / Slavoj Žižek ; a cura di Laura Berna
Ponte alle Grazie, 2025
Abstract: Trump ha vinto per la seconda volta. Se la sua prima vittoria poteva ancora essere attribuita a errori tattici, ora che è successo di nuovo dovrebbe essere chiaro che il populismo trumpiano esprime una necessità storica. Siamo nel mezzo di una temperie molto preoccupante e confusa, e Slavoj Žižek, in questa sua impietosa e tempestiva analisi, ci aiuta a districare i fili che la compongono.Secondo il filosofo sloveno la vecchia etichetta di «fascismo» è ormai insufficiente a comprendere il presente, mentre il termine «fascismo liberale» risulta strategicamente più adeguato per afferrare la miscela di liberalismo puro e fascismo (cioè di funzionamento del mercato nella sua forma più distruttiva e di brutale abolizione di ogni etica inclusiva) che caratterizzano il trumpismo (e in prospettiva il melonismo, l’orbanismo eccetera). Perché se da un lato è chiaro che il populismo di Trump, mentre finge di rivolgersi alla gente comune, promuove gli interessi del grande capitale, dall’altro è meno chiaro il motivo per cui vince. Perché i poveri combattono per i ricchi? È solo una reazione al fallimento dello Stato sociale liberal-democratico? O c’è qualcosa di più profondo e perverso? Affrontando la situazione statunitense, europea e globale e le guerre in corso, gli scritti qui raccolti in anteprima mondiale prendono in considerazione diversi aspetti del fascismo liberale e del populismo trumpiano, dall’economia alla politica all’ideologia: il risultato è un libro di straordinaria utilità per pensare diversamente e dunque finalmente affrontare le sfide di quest’epoca incerta e angosciosa.
Democrazia e segreto / Norberto Bobbio ; a cura di Marco Revelli
Torino : Einaudi, 2011
Abstract: Non si capisce nulla del nostro sistema di potere se non si è disposti ad ammettere che al di sotto del governo visibile c'è un governo che agisce nella penombra... e ancor più in fondo un governo che agisce nella più assoluta oscurità... un potere invisibile che agisce accanto a quello dello Stato, insieme dentro e contro, sotto certi aspetti concorrente sotto altri connivente, che si vale del segreto non proprio per abbatterlo ma neppure per servirlo. Se ne vale principalmente per aggirare o addirittura violare impunemente le leggi... Del resto chi promuove forme di potere occulto e chi vi aderisce vuole proprio questo: sottrarre le proprie azioni al controllo democratico, non sottostare ai vincoli che una qualsiasi costituzione democratica impone a chi detiene il potere di prendere decisioni vincolanti per tutti i cittadini, se mai, al contrario controllare lo Stato senza essere a sua volta controllato. (Norberto Bobbio)
Roma : Donzelli, 2011
Abstract: Che cosa significa, oggi, riflettere sul tema del rapporto tra democrazie e religioni? È possibile costruire un dialogo o si tratta, invece, nonostante l'antichissimo legame tra religione e filosofia, di due estremi per molti aspetti forse inconciliabili? Le autorevoli voci che contribuiscono a questo volume spiegano perché è in gioco una questione indifferibile, che coinvolge la stessa possibilità per donne e uomini di convivere in una condizione di ragionevole intesa, seppure nel confronto di ragioni diverse. La riflessione che s'impone riguarda in questa prospettiva la potenza storica delle tradizioni religiose. L'obiettivo è di elaborare una visione critica del passato e dei condizionamenti che esso inevitabilmente ha prodotto, per interrogare il futuro e le strade inesplorate che può aprire. La democrazia è e si mostra fragile rispetto alle strutture politiche che hanno fondato gli Stati moderni, fortemente sostenuti dalla religione cristiana e dall'abuso spregiudicato delle sue promesse a difesa dei poteri stabiliti. La complessità che la stessa democrazia cerca di organizzare in modo partecipativo, attraverso l'impegno a promuovere la responsabilità di ciascuno verso gli altri, la espone infatti a un rischio costante. Proprio per questo la posta in gioco è oggi molto alta, specialmente per le particolari condizioni storico-politiche e sociali che il nostro Paese sta attraversando.
Torino : Einaudi, 2004
Abstract: Una critica radicale all'idea di guerra preventiva a cui Berber oppone il modello di una democrazia del futuro, questa sì preventiva. L'autore ripercorre la storia della politica e della diplomazia americana e condanna la scelta di Bush di ricorrere all'uso delle armi come risposta al terrorismo. Barber evidenzia la tendenza a confondere la propaganda di un modello di società democratica con la reclamizzazione di una miscela seduttiva di libero mercato e marchi americani: il cosiddetto Mac World. A tutto ciò si contrappone l'idea di un'America esportatrice di alti valori democratici e civili, perché come la legalità e l'impegno civile dei cittadini garantiscono la libertà interna alle nazioni, così la possono garantire fra Stati diversi.
Sudditi : manifesto contro la democrazia / Massimo Fini
Marsilio, 2004
Abstract: Per la nostra cultura la democrazia è il migliore dei sistemi possibili, un valore così universale che l'Occidente si ritiene in dovere di esportare, anche con la forza, presso popolazioni che hanno storia, vissuti e istituzioni completamente diversi. Fini demolisce questa radicata convinzione. Il suo attacco però non segue le linee né della critica di sinistra, che addebita alla democrazia liberale di non aver realizzato l'uguaglianza sociale, né di destra che la bolla come governo dei mediocri. La democrazia reale è un regime di minoranze organizzate, di oligarchie politiche economiche e criminali che schiaccia e asservisce l'individuo, già frustrato e reso anonimo dal meccanismo produttivo di cui la democrazia è l'involucro legittimante.
La democrazia : storia di un'ideologia / Luciano Canfora
Roma : Laterza, 2004
Abstract: Democrazia: un'idea straordinariamente duttile che ha plasmato il corso della storia europea, dalla Rivoluzione inglese a quella francese, dalla Prima guerra mondiale fino alla guerra fredda e al crollo del Muro. Ripercorrendo le ideologie che l'hanno nutrita e sostenuta, Canfora formula la sua tesi: il meccanismo elettorale è ben lungi dal rappresentare la democrazia. Oggi, nel mondo ricco, ha vinto la libertà, con tutte le sue immani conseguenze. La democrazia è rinviata ad altre epoche.
Minoranze e maggioranze / Alessandro Pizzorusso
Torino : Einaudi, copyr. 1993
Il golpe silenzioso : segreti, bugie, crimini e democrazia / Noam Chomsky
Casale Monferrato : Piemme, copyr. 2004
Abstract: La sconfitta del socialismo reale non ha eliminato per sempre le minacce alla democrazia. Il libro si propone di analizzare come lo strapotere delle multinazionali e delle coroporazioni industriali abbia portato, nelle società occidentali, alla costruzione di uno stato nello stato, alla creazione di falsi miti e, in ultima istanza, ad un golpe silenzioso. Il più autentico e subdolo nemico delle democrazie occidentali è, secondo Noam Chomsky, l'oligarchia delle multinazionali e delle corporation, una degenerazione che ha creato una sorta di governo occulto. È un sistema costruito sui segreti inconfessabili, come testimonia il lungo elenco di malefatte e di crimini perpetrati nel mondo in nome della democrazia. Sulle illusioni, come quelle dell'indipendenza dei media. Sulle bugie, in politica estera e interna. Sui falsi miti, come quello dei fantastici vantaggi della flessibilità. Il risultato è un baratro che aumenta l'insicurezza e minaccia la società civile, strangolata nella morsa tra i privilegi di pochi e la drastica riduzione dei diritti di molti.