Trovati 1295 documenti.
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Buonanotte, signor Lenin / Tiziano Terzani ; con quarantasette fotografie dell'autore
Milano : TEA, 2004
Abstract: Nell'agosto 1991 Terzani si trova lungo il corso del fiume Amur, in Siberia, quando apprende la notizia del golpe anti-Gorbacev, che ha appena avuto luogo a Mosca. Decide di intraprendere subito il lungo viaggio che lo condurrà in due mesi, attraverso la Siberia, l'Asia centrale e il Caucaso, fino alla capitale. Un'esperienza eccezionale, fissata negli appunti, nelle riflessioni e nelle fotografie che compongono questo libro: una testimonianza in presa diretta di un evento epocale, una galleria di individui e popoli diversi, un panorama di città leggendarie, di luoghi sconosciuti, di vestigia del passato e di prepotenti segnali del nuovo che avanza. Un viaggio, e un libro, che ci ha consegnato l'istantanea del tramonto definitivo dell'impero sovietico.
Adelphi, 2021
Abstract: C’era qualcosa che Simenon cercava quasi ossessivamente, nei suoi viaggi. Storie, atmosfere, personaggi lontani da lui, certo. Ma non solo. E forse a metà del suo giro del mondo, nel 1935, quel qualcosa – il segreto per passare dalla magnifica narrativa in bianco e nero dei primi anni a quella che sarebbe venuta dopo, in cui il colore avrebbe finito per prevalere – lo trovò dove nemmeno lui avrebbe creduto: negli orizzonti perduti di quelli che ancora si chiamavano mari del Sud. Di cui questi testi, e queste fotografie, raccontano tutto l’incanto, e la malattia.
Un indovino mi disse / Tiziano Terzani
TEA, 2014
Abstract: Nel 1976 un indovino cinese avverte Tiziano Terzani, corrispondente dello Spiegel dall'Asia: Attento. Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell'anno non volare mai. Nel 1992 Terzani si sente stanco, dubbioso sul senso del suo lavoro. Gli torna in mente quella profezia e la vede come un'occasione per guardare il mondo con occhi nuovi. Decide di non prendere aerei per un anno, senza rinunciare al suo mestiere. Il risultato di quell'esperienza è un libro che è insieme romanzo d'avventura, autobiografia, racconto di viaggio e reportage.
1. ed. italiana
EDT : Lonely Planet, 2024
Abstract: 50 imprese leggendarie in bicicletta percorse e raccontate dagli autori Lonely Planet, più altri 150 suggerimenti pensati per ispirare straordinarie avventure su due ruote attraverso l'Europa. Da facili gite di un giorno adatte anche alle famiglie alle imprese di bikepacking, dai pellegrinaggi sulle strade delle gare più famose alle sfide in mountain bike, tutte le esperienze hanno in comune una caratteristica: sono davvero epiche.
Eolie : isole slow / [fotografie Marco Varoli ; testi Carlo Bogliotti ... et al.]
Slow Food, 2021
Abstract: Un viaggio immersivo alle isole Eolie, raccontate dai suoi paesaggi mozzafiato, dalla natura rigogliosa e selvaggia che abbraccia la terra quanto l'uomo, da chi la abita e dai ricchi sapori dei prodotti e dei piatti che più esprimono la peculiare unione di mare, sole e uomini dell'arcipelago siciliano. Una guida che parte dal territorio per permettere al viaggiatore di esplorarlo dal suo interno grazie alle storie delle isole stesse, dei produttori e dalla cultura locale, non imbrigliate in percorsi forzati e itinerari canonici, ma impresse in parole e immagini suggestive che catturano la curiosità del lettore e lasciano costruire il viaggio in totale libertà - poco importa che avvenga comodamente seduti sulla poltrona di casa o dal vivo, in scarpe da trekking e costume da bagno. Non mancano le ricette della tradizione culinaria eoliana e dei suoi interpreti, che invitano a esplorare queste isole con gusto. Il tutto, guidato da un approccio slow, per promuovere un'idea di turismo sostenibile in perfetta simbiosi con i luoghi da sogno che lo accolgono.
Viaggio in Persia : nel paese degli Scià / Silvia Tenderini
Alpine studio, 2016
Abstract: Un viaggio reale nell'Iran contemporaneo si intreccia con un viaggio immaginario nella Persia millenaria, da sempre attraversata da eserciti conquistatori, da mercanti e viaggiatori. Un vasto territorio di deserti e di montagne popolato da nomadi, e di città raffinate costruite da generazioni di khan e di scià, abbellite da splendidi giardini e frequentate da scienziati, artisti e poeti. Un'occasione per passeggiare nei giardini degli innamorati delle Mille e una notte, per attraversare deserti aridi e scalare il Damavand. E soprattutto per dialogare con la gente dell'Iran di oggi e capire molte cose di questo paese e del suo travagliato presente.
Sola in Alaska : viaggio nelle terre del lungo inverno / Ulrike Raiser
Alpine studio, 2018
Abstract: Curiosità, entusiasmo, una macchina fotografica e 12 kg di zaino, questi sono gli unici compagni di viaggio di Ulrike Raiser quando, contro ogni aspettativa, decide di partire da sola alla volta dell'Alaska. Quella del viaggio in solitaria può sembrare una scelta difficile, ma porta l'uomo a un tipo di solitudine che lo apre a se stesso e agli altri. In "Sola in Alaska" prendono forma riflessioni sul senso del viaggiare, sulle differenze tra i paesi e su quanto sia difficile oggigiorno il contatto con la natura. L'autrice scopre un'Alaska che non è solo ghiaccio e freddo, come tutti credono, ma anche foreste incontaminate, aquile che volteggiano silenziose, case sperdute nel nulla e souvenir decisamente atipici. Tra panorami mozzafiato, orsi, balene, salmoni e divertenti imprevisti, il messaggio dell'autrice arriva forte e chiaro: si può scegliere di viaggiare da soli, si possono scegliere mete poco turistiche, si può avere un budget limitato e, perché no, si può anche andare controcorrente e scegliere di prendere freddo. E così, a ogni nuova tappa vengono raccontate le piccole gioie e disavventure di ogni giorno, in un libro che riesce a trasmettere le profonde emozioni che legano tra loro tutti i viaggiatori, diversi ma sempre simili, con la leggerezza e l'ironia di chi il viaggio lo vive alla giornata, facendoli sentire parte di un'unica emozione.
In bici sulle Alpi / Mattia Barlocco
Alpine studio, 2020
Abstract: L'1 agosto del 2019 sul treno da Torino in direzione Trieste, Mattia Barlocco, a fianco della sua bicicletta caricata con l'essenziale, sente l'adrenalina per quel progetto che ha cullato per anni: la traversata in solitaria delle Alpi è una sfida che per l'autore ha la forma del suo personalissimo sogno nel cassetto. Non si tratta di un'impresa sportiva, quanto di un viaggio in solitaria attraverso due grandi passioni comuni a molti: il ciclismo e la montagna. L'autore, nel raccontare la sua esperienza, trova il giusto equilibrio per coinvolgere sia gli appassionati, dedicandogli dritte specifiche su come affrontare un viaggio su due ruote, sia chi sulla bicicletta non sale da anni. Parte da Trieste e arriva a Bormida, Liguria, attraversando 35 passi alpini e percorrendo più di 2000 km. Ma non sono i numeri quelli che emergeranno in questo libro, quanto la dimostrazione che tutti hanno la possibilità e il diritto di prendersi del tempo tutto per sé, per provare a focalizzarsi su cosa realmente fa vibrare la propria essenza.
El viaje : tra Brasile, Cile, Bolivia e Argentina / Andrea Caristo
Alpine studio, 2021
Abstract: "Sai solo dove dormirai la prima notte, poi improvviserai. Lo zaino sarà la tua casa." Poche parole che ben riassumono il viaggio di Andrea Caristo che parte zaino in spalla e macchina fotografica alla mano, alla volta del Sudamerica, senza sapere se e quando tornerà. Brasile, Cile, Bolivia, Argentina; 187 giorni e più di 20.000 chilometri, in un viaggio sempre in movimento, senza limiti di tempo e spazio, senza itinerari prestabiliti, alla scoperta di luoghi, comunità e paesaggi. Tra mezzi di fortuna, un costante male ai piedi e ostelli improvvisati, il vero viaggio si delinea attraverso gli incontri che Andrea fa e le persone che lo accolgono nelle loro case e nelle loro vite. Alle sue parole si alternano le loro, in una raccolta di testimonianze di scambio e amicizia. Ma un viaggio non è solo scoperta e meraviglia, è anche dubbi e scelte difficili: si tratta di mettere se stessi e i propri desideri al primo posto, avendo la sensazione di lasciare in stand-by la propria vita: quotidiana, lavorativa, e anche affettiva. Dopo sei mesi trascorsi diviso tra le emozioni quotidiane e il rapporto "sospeso" con la donna che ama rimasta in Italia, Andrea trova l'equilibrio e fa la sua scelta, con una consapevolezza e una determinazione impensabili prima di questa esperienza
Nuova Zelanda da Nord a Sud : una lumaca nel paese dei kiwi / Lorenzo Sebastio
AlpineStudio, 2022
Abstract: Un uccello stampato su una maglietta: un kiwi neozelandese. Un dettaglio insignificante, come tanti, eppure un colpo di fulmine che nel 2013 porta Lorenzo Sebastio a decidere di attraversare a piedi l’intera lunghezza della Nuova Zelanda. Dal punto più settentrionale, Cape Reinga, al punto più meridionale, Bluff, tra boschi inesplorati, spiagge deserte, vette innevate, piogge costanti, grandi risate, pianti altrettanto grandi (e tante, tante vesciche ai piedi) per un totale di 3000 chilometri e quasi 11 mesi di cammino. Un viaggio che rivela la Nuova Zelanda delle cartoline, la natura lussureggiante, le foreste, i corsi d’acqua, gli animali e il folklore, ma anche la realtà più dura dei residenti delle aree marginali, la storia e le tradizioni del popolo maori, le baracche fatiscenti dei contadini, l’incontro con personalità bizzarre e qualche scampato pericolo. Il fascino dell’avventura si scontra con la cruda realtà della sopravvivenza, dalla mancanza di acqua alla necessità di adattarsi alla solitudine, costante compagna di viaggio. Eppure, ogni giorno viene arricchito dalla genuina ospitalità delle persone, che offrono aiuto e riparo lungo il cammino. Una catena di contatti umani che collega i due estremi del Paese e che attraverso gesti inattesi permette all’autore di portare a termine il lungo viaggio.
Viaggiare è il mio peccato / Agatha Christie Mallowan ; traduzione di Alessandro Ceni
Milano : A. Mondadori, 1990
Abstract: Nel 1930 Aghata Christie, già celebre scrittrice, sposava in seconde nozze il giovane archeologo Max Mallowan, decisa a seguire il marito nelle sue spedizioni in paesi come la Siria o l'Iraq. Nacque così questo libro di memorie, un resoconto di viaggi ironico e autoironico, candido e malizioso, discreto e sincero in cui l'autrice rievoca avventure e disavventure di una tranquilla signora della buona borghesia inglese.
Il leopardo delle nevi / Peter Matthiessen ; con una postfazione dell'autore
BEAT, 2020
Abstract: Nella primavera del 1972, Peter Matthiessen si imbatte a New York nel celebre naturalista e zoologo George Schaller, che gli avanza subito una proposta: unirsi a lui, nell’autunno dell’anno successivo, per una spedizione fino al Nepal nordoccidentale, vicino alla frontiera tibetana, dove non è raro avvistare il più bello e più affascinante dei grandi felini: il leopardo delle nevi, il mitico animale di cui tutti parlano e che nell’ultimo quarto di secolo solo due occidentali, tra cui Schaller stesso, hanno visto davvero. L’idea di visitare il Nepal, di approssimarsi passo passo alla più imponente catena montuosa del mondo, di arrivare alla Montagna di Cristallo e andare alla ricerca di una leggendaria creatura, è così allettante per Matthiessen che, il giorno di settembre del 1973 fissato per l’appuntamento con Schaller, si presenta puntualissimo, e perfettamente equipaggiato per la spedizione, all’albergo di Katmandu prescelto. Pubblicato per la prima volta nel 1978, Il leopardo delle nevi è considerato da allora non soltanto uno dei grandi libri di viaggio di sempre. Il grande racconto di un viaggio avventuroso tra le gole profonde e le montagne del Tibet, alla ricerca di un mitico animale e dell'essenza stessa della vita. «Un vero e proprio capolavoro della letteratura d’ogni tempo». John Hillaby «Un grande libro che compie un viaggio parallelo, accompagnando i passi fisici di un pellegrinaggio con i passi metafisici di una ricerca». Pico Iyer
Sabbie arabe / Wilfred Thesiger
BEAT, 2022
Abstract: Thesiger è l'ultimo tra i grandi viaggiatori britannici ad aver esplorato l'Empty Quarter, il deserto dei deserti, il solo luogo in cui si può trovare la pace della solitudine. Sabbie arabe è il resoconto dei suoi viaggi in un arco di tempo che va dal 1946 al 1950. E' un classico ricco di centinaia di aneddoti che restituiscono al lettore il sapore della vita originale dei beduini. In un tempo fuori dal tempo, tra carovane e soste, silenzi e colloqui, si può condividere la vita di un popolo fiero e generoso, religioso e violento, fatalista e solidale, un vita aspra e affascinante di cui Thesiger dice: Nessun uomo può restare lo stesso dopo averla conosciuta.
Stabilimento Tipografico L. Cappelli, 1933
Tunisi e Tripoli / Gualtiero Castellini
Fratelli Bocca editori, 1911
L'Africa non è così : cronache da un continente frainteso / Chiara Piaggio
Einaudi, 2025
Abstract: L’Africa è un’idea oltre che un luogo. Una sagoma abitata da immagini, spesso distorte. Dall’alto sembra racchiusa in un disegno coerente, ma per vedere meglio occorre avvicinarsi, scoprirne la pluralità e guardare la contemporaneità: l’espansione caotica di una città, la spinta di una protesta, i dubbi degli scrittori, le ambiguità degli aiuti. I numeri colpiscono – 75% della popolazione sotto i 35 anni, crescita urbana del 3,5% – ma non raccontano tutto. È nei dettagli che qualcosa si incrina e ci si trova a fare i conti con il proprio sguardo. Perché parlare di Africa vuol dire addentrarsi in un universo di fraintendimenti, ereditato da secoli di discorsi che le hanno cucito addosso un copione: povertà, violenza, poi riscatto. Rappresentazioni che non sono solo cliché, ma nascondono, ancora, una logica gerarchica.
Iperborea, 2018
Abstract: C’è l’Islanda dei vichinghi e delle saghe, della natura incontaminata, delle canzoni di Björk. L’Islanda degli elfi, delle piscine geotermiche e delle foto dei ghiacciai sulle bacheche degli amici in vacanza. Ormai sappiamo tutto e abbiamo visto tutto. Ma è davvero così o non siamo poi tanto lontani dal turista soddisfatto per la real Italian experience di una pasta bolognaise a Campo de’ Fiori? Imbattersi in un articolo di costume o in un post virale è sufficiente per dire di conoscere un paese? The Passenger – Islanda nasce da una curiosità che è difficile saziare altrove, dalla voglia di sapere: cosa sogna, in cosa crede, cosa teme un islandese? Come vive? Ha davvero bisogno di un’app per non finire a letto con un parente? Queste domande le abbiamo rivolte a scrittori, giornalisti e intellettuali islandesi, abbiamo consultato esperti e setacciato la stampa internazionale e il risultato sono una raccolta di scritti, corredati da rubriche di approfondimento e fotografie originali, dove figurano tra gli altri un Hallgrímur Helgason sbalordito da questi strani alieni vestiti da trekking che hanno invaso la sua città; il premio Nobel Halldór Laxness allarmato, già nel 1970, dalla devastazione delle più remote valli del paese per lo sfruttamento delle risorse naturali; Jón Kalman Stefánsson con i suoi consigli su cosa leggere, guardare e ascoltare; Silvia Cosimini sul pericolo di estinzione di una lingua millenaria; il critico e musicista Atli Bollason su come i suoi colleghi abbiano cavalcato la moda del «borealismo».Vi racconteremo poi dell’ex sindaco punk-anarchico di Reykjavík, che ha trasformato per sempre la politica dell’isola, saliremo a bordo di una barca di pescatori di merluzzo, inseguiremo il sogno di diventare grandi calciatori tra i fiordi innevati. Insomma, spegneremo per un attimo la luce troppo sfolgorante dell’aurora boreale per provare a sentire le mille voci del paese o, ancora meglio, ad ascoltarne il battito.
Einaudi, 2025
Abstract: Quello tra Antonietta Pastore e il Giappone è un rapporto di lunghissima data, dal primo viaggio, nel 1974, fino a oggi. In queste pagine lievi eppure ricche di aneddoti istruttivi, con voce partecipe, ironica e generosa, Antonietta Pastore ripercorre la sua appassionante scoperta di un paese ignoto e lontano, conducendoci dentro le case dei giapponesi, oltre il gradino del “genkan” che segna la soglia dell’intimità domestica. È un Giappone inatteso, meno formale e ordinato di come lo immaginiamo di solito, in cui tradizione e modernità convivono in un equilibrio mobile e umanissimo. Conoscere veramente un posto, soprattutto quando si tratta di un paese per noi esotico e lontano come il Giappone, è il frutto di un processo lento, articolato, non sempre lineare. Questo ci dice Antonietta Pastore fin dai titoli delle tre parti in cui è diviso il libro – scoprire, comprendere, ritrovare –, che corrispondono a tre diversi momenti della sua vita: il primo viaggio in Giappone, per la luna di miele; i sedici anni trascorsi lì; e poi l’ultimo dei tanti viaggi compiuti per rivedere gli amici, nella primavera del 2024. In tutto, un arco temporale di mezzo secolo. Non sono molte le persone che possono vantare una conoscenza tanto approfondita del Giappone, eppure nel tracciare questo squisito affresco della vita quotidiana dei giapponesi, nel descrivere case, oggetti, usanze e spiegarne l’origine, Antonietta Pastore sceglie di raccontare la propria conoscenza nel suo farsi, mostrando scherzosa dubbi e inciampi, entusiasmi, gaffe e adattamenti. Siamo al suo fianco quando spia il comportamento del marito per capire se può scartare subito un regalo di nozze; arrossiamo con lei nello scoprire che non avrebbe dovuto svuotare la vasca dopo essersi fatta il bagno per prima; comprendiamo la sua scelta di portare il kimono solo in casa, come vestaglia, e di chiuderlo come le pare, in barba alle regole tradizionali. Il grande vantaggio di una frequentazione tanto lunga è la possibilità di vedere come cambia un paese e di capirlo, anziché coglierne solo un fotogramma, e quindi anche di individuare quello che, nonostante il passare del tempo, rimane uguale. Scopriamo per esempio che, sebbene ormai nella maggior parte delle case giapponesi di stanze con il pavimento in tatami ce ne sia solo una, perché la lavorazione della paglia è diventata troppo costosa, le persone continuano comunemente a misurare le stanze in tatami.
Iperborea, 2024
Abstract: Per capire meglio la Thailandia occorre provare a familiarizzare con il concetto di thainess, o thailandesità, l’ideologia etnocentrica che ha accompagnato lo sviluppo della nazione thailandese moderna per tutto il XX secolo e la cui eco è tutt’altro che svanita. Anzi, a ben vedere, le cause di molte delle fratture che agitano la società contemporanea, alcune più evidenti altre sottotraccia, possono essere ricondotte alla volontà di creare una cultura egemone in un paese multietnico, imposizione che spesso ha preso la forma di una thaificazione forzata e violenta. Da nord – dove persiste il pregiudizio verso il popolo isan – a sud – dove le spinte separatiste delle province a maggioranza malese e musulmana vengono represse da draconiane leggi speciali – lo scontro tra centro (Bangkok) e periferia è una ferita mai sanata. Non solo in termini geografici, ma anche gerarchici, di centralizzazione del potere, come per esempio nella sfera religiosa, dove lo stato cerca, spesso invano, di addomesticare le correnti non ufficiali del buddhismo. Anche dietro le recenti manifestazioni di piazza e i tanti colpi di scena (e di stato) si celano dinamiche simili: la contrapposizione tra chi è ai margini della società, o appartiene a una classe emergente ma ancora senza voce, e l’élite nobiliare e imprenditoriale conservatrice vicina ai centri del potere. Se vuole emanciparsi dal ruolo limitante di ambita meta turistica, far valere il proprio peso economico, proiettare il suo soft power nel mondo, la Thailandia deve prendere esempio dal coraggio e dallo spirito critico di questa nuova generazione che ha a cuore la libertà e i diritti civili. Forse, in fondo, è proprio la prepotenza a essere una caratteristica poco thailandese, in una società che ha anche un volto solare all’insegna dell’armonia, della gentilezza, dell’accoglienza di minoranze e rifugiati, della (relativa) tolleranza verso la comunità LGBTQ+. Per quanto ci si sforzi di imporre un’unica cultura, etnia e religione, la vera forza thai sembra essere invece il sincretismo, la metabolizzazione
Iperborea, 2025
Abstract: Anche i più prevenuti e scettici, quelli che non ci metterebbero mai piede, sono incuriositi dall’enigma di Dubai: la città dei superlativi, l’emblema di una cattedrale nel deserto. Com’è possibile che proprio questo suolo proibitivo, quello che poco più di mezzo secolo fa era un modesto villaggio di pescatori sotto protezione britannica, sia oggi sinonimo di lusso e tecnologia, vetrina di una nazione orgogliosa? Non è semplice fare ordine tra le diverse narrazioni in circolazione – quelle propagate dal governo emiratino attraverso sofisticate e milionarie operazioni per ripulire la propria immagine, quelle degli intellettuali locali abituati a esprimersi con cautela in un contesto di libertà di parola limitata, quelle degli osservatori stranieri, a volte troppo unilaterali nelle loro condanne. Come valutare i recenti progressi di un paese che, se da un lato non rispetta gli standard occidentali in termini di diritti umani, dall’altro su temi come l’emancipazione femminile o la libertà religiosa appare come il più tollerante non solo tra le monarchie del Golfo, ma forse nell’intero mondo arabo? Può una leadership autoritaria che non ammette critiche né elezioni, essere allo stesso tempo lungimirante, pragmatica e innovativa? Sono domande scomode, che si interrogano su un modello di progresso e un processo di riforme innegabili ma sempre calate dall’alto, per concessione dei sovrani in uno stato in cui più di tre quarti dei residenti ha solo il permesso temporaneo e non il diritto a vivervi, e spesso è ancora vittima di sfruttamento. Eppure, soprattutto per una fetta di umanità che va dai paesi arabi al Subcontinente indiano, e che sogna un riscatto personale, gli Emirati sono ormai un luogo della mente, un eldorado a cui aspirare. Questo paese sempre più aperto al mondo – campione della diversificazione economica, centro finanziario, commerciale, logistico, immobiliare e turistico internazionale – è ormai una potenza regionale con la quale fare i conti. Che ci piaccia o no.