Trovati 650 documenti.
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Le rose di Ester / Margaret Ajemian Ahnert ; traduzione di Isabella Aguilar
[Milano] : Rizzoli, 2008
Abstract: Ester è solo una ragazzina quando l'impero ottomano decide di cancellare il popolo a cui lei appartiene: gli armeni. Scacciata dal suo villaggio, intraprende una lunga marcia durante la quale vede morire gran parte della sua famiglia. Costretta a sposare un turco che la tratta come una schiava, per scappare da lui non le resta che abbandonare la sua terra e trasferirsi in America. Ora, a 98 anni, non può permettere che la sua esperienza si spenga con lei e all'amata figlia Margaret affida il tesoro della sua storia. Giorno per giorno, il dipanarsi dei ricordi dischiude l'incanto di un mondo lontano e mai dimenticato, il dolore lancinante della perdita e la rabbia di fronte all'odio più brutale e ingiustificato. Ma emerge anche il ritratto di una piccola donna coraggiosa e tenace, sopravvissuta all'orrore senza mai perdere la sua ironia e la profonda umanità.
Addio alle Crode / Mario Salvadori ; a cura di Italo Zandonella Callagher
Torino : CDA & Vivalda, copyr. 2004
Abstract: Dopo un'intensa carriera negli Stati Uniti dove era si era trasferito a causa della sua ostilità al fascismo, nel 1978 lo scienziato Mario Salvadori torna in patria. Rivive sei estati dolomitiche di mezzo secolo prima. Riaffiorano così l'iniziazione all'arrampicata, i progressi compiuti da autodidatta e contro il veto dei genitori, l'amicizia con i mostri sacri Severino Casara, Antonio Berti e il fuoriclasse Emilio Comici, il distintivo del Club Alpino Accademico, fino alla caduta dell'estate 1932 da cui si salva per miracolo. Nell'appendice Gli alpinisti di via Panisperna Gianni Battimelli svela la passione per la montagna che, tra le due guerre, accomunava gli scienziati romani della cerchia di Enrico Fermi, amici e colleghi di Salvadori.
Longanesi, 2018
Abstract: 1941. La quindicenne Carry Ulreich vive a Rotterdam e conduce una vita come quella di tante altre ragazzine, godendo dei piccoli piaceri e delle libertà comuni a tante famiglie dell’epoca. Ma la libertà di Carry è destinata lentamente a svanire a seguito dei divieti imposti dai nazisti durante l’occupazione: la requisizione delle biciclette e delle radio, la riduzione degli orari in cui gli ebrei possono uscire di casa, l’obbligo di indossare la stella di David, il divieto di esercitare molte professioni (tra cui quella del padre di Carry, che è sarto), l’imposizione agli studenti ebrei di frequentare scuole solo ebraiche. E, nel giro di pochi anni, lo spettro dei campi di concentramento… Esauriti gli espedienti per evitare la deportazione, agli Ulreich viene offerta un’inaspettata ancora di salvezza: gli Zijlmans, una famiglia cattolica di Rotterdam, invitano Carry e i suoi a nascondersi nella loro casa, correndo un rischio altissimo. E così inizia la loro vita nell’ombra, costantemente avvolti dalla minaccia che li attende al di fuori delle mura della casa che li ospita. Con uno sguardo acuto e lucidissimo sui disagi e i timori affrontati, Carry ci restituisce lo spaccato di vita di una ragazza ebrea costretta a crescere e a formarsi nel momento più terribile del Novecento europeo.
Swag negro : non ce la fa nessuno / Bello Figo
Rizzoli, 2018
Abstract: Negli ultimi anni non c’è stato in Italia un personaggio più discusso di Bello Figo. Con le sue rime che non possono lasciare indifferenti, ha suscitato odio ed entusiasmo, si è preso elogi e insulti. Ma che cosa vuole dirci davvero con il suo rap? Per rispondere ai fan ma anche ai detrattori, Bello Figo ha raccolto qui le pagine sparse del suo diario, scritto dall’esordio nel 2012 a oggi: Bello Figo, un profugo dal Ghana (anzi non tanto profugo visto che è arrivato in aereo).
In vetta senza scorciatoie / Ed Viesturs ; con David Roberts
Corbaccio, 2007
Abstract: Per diciott'anni Ed Viesturs ha inseguito il sogno di ogni alpinista: raggiungere la cima dei 14 ottomila senza l'aiuto dell'ossigeno. In vetta senza scorciatoie è la storia della realizzazione del suo sogno, ma è anche molto di più: è il racconto di un uomo combattuto fra la vita degli affetti e della quotidianità e il fascino dei luoghi maestosi e mortalmente pericolosi delle sue spedizioni. Un alpinista straordinariamente prudente, che seppe rinunciare alla vetta dell'Everest a meno di 100 metri dalla meta e che mai avrebbe rinunciato alla cima dell'Annapurna, la montagna su cui soccombe la metà di coloro che conquistano la vetta. Un alpinista il cui motto è: Raggiungere la cima è facoltativo, tornare indietro è obbligatorio. Ed è proprio seguendo questa filosofia che Viesturs descrive i fatali errori di giudizio commessi dai colleghi alpinisti, insieme ad alcuni rischi corsi da lui stesso, e ai valorosi salvataggi compiuti. E, per la prima volta, spiega nei dettagli il ruolo fondamentale ed eroico che si trovò a ricoprire durante la tragedia consumatasi sull'Everest nel 1996, resa famosa da Aria sottile, di Jon Krakauer. Ma In vetta senza scorciatoie narra anche di momenti più leggeri e divertenti, che rivelano l'amicizia e lo spirito di solidarietà tra scalatori. Ed è il ritratto di un marito e di un padre di famiglia coraggioso e devoto, e delle convinzioni che hanno sostenuto la sua pericolosissima e magnifica sfida agli ottomila.
L'ultimo dono : diari 1984-1989 / Sandor Marai ; a cura di Marinella D'Alessandro
Milano : Adelphi, copyr. 2009
Abstract: Nel 1984 Márai ha ottantaquattro anni, e vive negli Stati Uniti da più di trenta. Fra il gennaio del 1984 e il febbraio del 1989 scompaiono i due fratelli e la sorella, e anche il figlio adottivo, appena quarantaseienne. Ma soprattutto muore Lola, la donna che è stata la sua compagna per sessantadue anni: Márai, che ha coltivato il sogno impossibile di morire insieme a lei, è costretto a vederla spegnersi lentamente e, dopo averne disperso le ceneri nell'Oceano, a proseguire un'esistenza che ormai non ha più senso. Scrivevo per lei, ogni singola riga. Non ho più per chi scrivere annota; il pensiero della letteratura, dirà più volte, gli provoca ormai solo nausea e disgusto. Eppure - e fin quasi alla vigilia della morte - il vecchio scrittore ungherese continua, in questo monologo ininterrotto che è il suo diario, a registrare annotazioni di ogni genere: aforismi perfetti; lucide riflessioni sulla letteratura, sul mondo contemporaneo, sul tema dell'esilio e sulla condizione di esule - e naturalmente sulla prossimità della morte. Sándor Márai scrive l'ultima frase il 15 gennaio del 1989: Aspetto la chiamata alle armi. Non la sollecito, ma neppure la rinvio. È arrivato il momento. Esattamente un anno prima si era comprato una rivoltella ed era andato più volte in un poligono di tiro per imparare a usarla. Il 21 febbraio, tredici mesi dopo la morte di Lola, si uccide.
Diario dalla galera / Imre Kertesz ; traduzione di Krisztina Sandor ; a cura di Alessandro Melazzini
[Milano] : Bompiani, 2009
Abstract: Dal 1964 Imre Kertész ha tenuto questo diario. Il Premio Nobel per la Letteratura del 2002 vi si abbandona completamente: lascia traccia delle sue indecisioni, delle sue sconfitte, dei suoi dubbi; ma riaffiorano, rapidi e fulminei, anche i ricordi più crudi della sua detenzione nel campo di concentramento di Auschwitz; o, poco più avanti, appare l'invasione russa in una Ungheria appena uscita dal conflitto mondiale e già vessata da un nuovo totalitarismo; quindi il crollo del comunismo e le residue speranze di uno scrittore e di un popolo in una Europa nuova. Le pagine, infine, straordinarie, dedicate a sua madre che lo sta per lasciare. Ovunque, a ogni passo, è un palpitare di riflessioni, esperienze vissute, improvvise accensioni, amori letterari, cadute, passioni. Il diario non è solo il racconto di un secolo sconvolto dalla furia umana, ma anche la chiave d'ingresso, lasciata sulla soglia a qualunque lettore voglia avventurarvisi, al mondo interiore di un grande scrittore.
Signori, si cambia : in viaggio sui treni della vita / Beppe Severgnini
Rizzoli, 2015
Abstract: Il viaggio più affascinante è un viaggio antico, graduale, privato e sociale insieme: il viaggio in treno. I treni sono teatri, caffè, bazar. L’unico talk-show che non conosce crisi è quello che si replica quotidianamente sulle rotaie. La confidenza genera libertà: ci ha messo insieme il caso, ci dividerà una stazione. I treni aiutano a pensare. Tutti i grandi viaggi – dai pellegrinaggi cattolici al Grand Tour, dalla prima partenza con gli amici al viaggio di nozze – sono, in fondo, una scoperta di se stessi: il panorama che c’interessa sta dentro di noi. Il treno esenta da responsabilità, consente di restare passivi senza sentirsi pigri. Possiamo lavorare e riposare. Possiamo parlare, quando siamo stanchi di leggere. E sognare, quando siamo stanchi di parlare. L’autore ha un nome per tutto questo: la terapia dei binari. Dopo il bestseller La vita è un viaggio Beppe Severgnini ci conduce attraverso gli USA dall’Atlantico al Pacifico (due volte, passando da nord e passando da sud); segue le rotaie da Mosca a Lisbona; taglia l’Europa in verticale (da Berlino a Palermo) e l’Australia in orizzontale (da Sydney a Perth). Tra tutti – confessa – il viaggio più emozionante e istruttivo è quello che apre il volume. Gli USA attraversati col figlio ventenne, Antonio. Da Washington DC a Washington State, 8.000 km in treno, in bus, in automobile. “Un figlio, un papà e l’America: e nessun altro che disturba.
La guerra grande : storie di gente comune / Antonio Gibelli
Laterza, 2016
Abstract: Uomini che furono chiamati a far parte della grande macchina della guerra e ne conobbero la dimensione smisurata e ineluttabile. Che vissero in prima persona la ritirata di Caporetto, che patirono la fame nei campi di prigionia, che tornarono a casa talvolta menomati per sempre. Donne che si assunsero il carico del lavoro e della crescita dei bambini, che attesero i mariti, i padri, i fratelli, i figli, che soccorsero i soldati con la loro forza morale o si presero cura dei loro corpi come infermiere volontarie. Questo libro ricostruisce la storia della prima guerra mondiale attraverso le storie di persone comuni che ne furono coinvolte e travolte. Per far riemergere la trama vissuta e sofferta della guerra si affida al fiume carsico delle scritture inedite, fragili e spesso incerte, prodotte dai protagonisti a volte nel fondo di una trincea o nella baracca di un campo di concentramento, nel corso del conflitto ma anche dopo. Le lettere inviate a casa dal fronte e dalla prigionia e viceversa, i taccuini, i diari, le memorie scritte a distanza di tempo, gli album con le dediche dei malati alle infermiere danno un volto, un nome e un cognome, una storia alle speranze e alla disperazione di chi uscì vivo dal conflitto e di chi ne fu inghiottito.
Sperling paperback, 2011
Abstract: Una volta ogni nove vite può succedere qualcosa di straordinario... L'ultima cosa che vuole Gwen Cooper è un altro gatto, visto che ne ha già due. Per non parlare del suo lavoro più che precario e del fidanzato che l'ha lasciata col cuore a pezzi. Ma un giorno il veterinario la chiama per raccontarle la storia di un micino di due settimane cieco e abbandonato. E amore a prima vista. Tutti quanti la mettono in guardia sul fatto che Omero non le può dare le stesse soddisfazioni degli altri gatti, perché sarà senz'altro meno giocherellone e indipendente. Ma il micio, in cui nessuno crede, diventa ben presto una forza della natura, un minuscolo scavezzacollo dal cuore grande e dall'entusiasmo contagioso, capace di conquistare l'amicizia di tutti gli esseri umani che incrociano il suo cammino. Omero scala agilmente librerie alte due metri e spicca salti incredibili per acchiappare al volo le mosche. Sopravvive per giorni intrappolato in un appartamento vicino alle Torri Gemelle dopo l'11 settembre, e salva addirittura la vita alla sua padrona, spaventando un intruso penetrato in casa durante la notte. Ma è soprattutto grazie alla sua incrollabile fedeltà, all'infinita capacità di amare e all'inesauribile gioia di vivere che trasforma giorno dopo giorno l'esistenza di Gwen, insegnandole che cosa significa affrontare gli ostacoli con ottimismo e aprire il proprio cuore agli altri.
Einaudi, 2009
Abstract: Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 oltre 600.000 militari italiani rifiutarono di continuare la guerra al fianco dei tedeschi e scelsero di non aderire alla Repubblica Sociale Italiana. La conseguenza del loro no fu la deportazione e l'internamento nei lager nazisti, non come prigionieri di guerra ma con lo status mai utilizzato prima di IMI, Internati Militari Italiani. La loro fu una scelta di resistenza, a causa della quale andarono volontariamente incontro alla triste condizione che fu più simile a quella dei deportati politici. Molti di loro vennero costretti al lavoro coatto. Circa 50.000 morirono a causa della fame, degli stenti, delle violenze e dei bombardamenti. Altri duecentomila, invece, fecero la scelta opposta e decisero di aderire alla Repubblica Sociale per motivazioni ideologiche, ma anche per paura, ricatto, incertezza e confusione. Questa pagina sconosciuta della partecipazione italiana alla Seconda guerra mondiale, della fine del regime fascista, della guerra di librazione italiana ed europea e della guerra civile tra italiani tra il 1943 e il 1945, torna a rivivere in un libro che la ricostruisce e la racconta con la voce e con gli occhi dei protagonisti che l'anno vissuta, grazie a centinaia di loro lettere e diari inediti, raccolti in tutta Italia, scritti in quei drammatici giorni.
127 ore : intrappolato dalla montagna / Aron Ralston ; traduzione di Massimo Cappon
Milano : Rizzoli, 2011
Abstract: Qualche giorno di ferie, un viaggio organizzato che salta e Aron, un giovane ingegnere americano, ne approfitta per dedicarsi alla sua passione di sempre: le scalate. Arrampicatore esperto che non teme di uscire in solitaria, improvvisa un'escursione nel Blue John Canyon, nello Utah. Lascia detto solo quando ritornerà, ma non dove è diretto: una leggerezza che si trasforma in un pericolo mortale. Mentre scende in un canyon, sceglie un appoggio instabile e si ritrova sul fondo, con il braccio bloccato dal peso di un enorme masso. A nulla vale provare a smuovere la roccia o inciderla con il coltellino multiuso. Presto Aron deve arrendersi all'evidenza: è intrappolato, ha cibo e acqua per un giorno solo e nessuno sa dove si trova. Quanto può sopravvivere un uomo nel deserto?, si chiede contando ansiosamente le ore. Almeno cinque lunghi giorni, durante i quali i tentativi di liberarsi cedono pian piano il passo alla disidratazione, alla stanchezza, alle allucinazioni, ma anche al ricordo di tante avventure e degli affetti che lo aspettano. È proprio la decisione di tornare a ogni costo dai suoi cari a guidarlo verso un gesto estremo: quando Aron capisce che le prossime ore gli saranno fatali, con una lama si amputa il braccio e inizia una corsa contro il tempo per risalire le ripide pareti e trovare aiuto prima di morire dissanguato. 127 ore è il racconto drammatico e coinvolgente di un'esperienza estrema, di un coraggio che supera ogni ostacolo.
Guerra in Val d'Orcia / di Iris Origo ; introduzione di Sergio Romano
Milano : Longanesi, 2010
Abstract: Scrittrice e intellettuale anglo-americana, Iris Cutting sposò il marchese italiano Antonio Origo e con lui dal 1924 visse nella tenuta La Foce, nella campagna toscana. Fra il 1943 e il 1944, gli anni terribili della guerra civile e dell'invasione straniera, Iris tenne un intenso diario, affidando alle pagine le impressioni e le ansie di quei giorni. Straordinaria testimone del suo tempo, sapeva rivolgere il suo interesse ai problemi più immediati della vita quotidiana: si occupava della terra, della propria famiglia, ma soprattutto era sempre pronta ad aiutare gli altri. Iris e Antonio Origo accolsero nella propria tenuta più di venti bambini sfollati dalle città bombardate di Genova e Torino, bambini bisognosi di istruzione e di cure mediche, ma anche di essere semplicemente accuditi. E allo stesso tempo riuscirono ad aiutare i soldati italiani allo sbando, i primi partigiani, i giovani sfuggiti alla chiamata alle armi repubblichina. La cronaca impressa nelle pagine di Guerra in val d'Orcia rappresenta un caso straordinario di impegno civile e di eroismo, la vittoria, come scrive Sergio Romano nell'introduzione, di alcune centinaia di esseri umani che si sono difesi con le armi dell'amicizia, della solidarietà e della dignità
1. ed. italiana
Milano : Jaca book, 2004
L'amore è una cosa semplice / Tiziano Ferro
Milano : Kowalski, 2012
Abstract: Ho passato tanti anni a chiedermi perché non ho mai smesso di scrivere questi quaderni. Adesso lo so: perché amo la mia vita e non voglio rischiare di dimenticarlo mai. Si conclude così il lungo diario che nel 2010 Tiziano Ferro sceglie di aprire ai fan, trovando una difficile misura tra sincerità e pudore, malinconia e spensieratezza, entusiasmo e disincanto. Era il 20 febbraio, la vigilia dei suoi trent'anni e di una nuova stagione della vita da affrontare finalmente a viso aperto. Questo nuovo diario riprende la cronaca dei giorni proprio lì dove si era interrotta per raccontare dal di dentro l'esperienza catartica della scrittura, la nascita di un disco e la sofferta ricerca - su una strada non sempre lineare - dell'equilibrio interiore. Ma soprattutto, la conquista di una nuova, esaltante, decisiva consapevolezza: l'amore è una cosa semplice. Il caro diario di Tiziano Ferro, due anni dopo. Non c'è più l'urgenza di scoprire le carte. C'è la scoperta di una nuova emozione. E c'è la continuità del rapporto fra musica e vita, fra musica e scrittura. Come se i due mondi si rispondessero.
I diari di Berlino, 1940-45 / Marie Vassiltchikov ; traduzione di Annita Biasi Conte
Milano : Rizzoli, 1990
Abstract: A partire da questo giorno, quasi due anni del mio diario sono andati perduti, anche se ho continuato a scrivere quasi quotidianamente. Alcune pagine le ho distrutte io stessa. Altre le ho nascoste nella casa di campagna di un amico: potrebbero essere ancora là o, molto più probabilmente, sono state scoperte e bruciate come cartacce. Ma in fondo, nella confusione degli anni frenetici che sono seguiti, sembra un miracolo che così tanta parte del mio diario sia sopravvissuta. Discendente di una famiglia dell’aristocrazia russa costretta all’esilio dopo la Rivoluzione d’ottobre, Marie Vassiltchikov crebbe tra Francia, Lituania e Germania; a ventidue anni, l’inizio della Seconda guerra mondiale la sorprese a Berlino. Giovane donna affascinante e colta, cosmopolita e poliglotta, trovò presto impiego nella Sezione Informazioni del ministero degli Esteri e in quegli uffici, pur ricoprendo ruoli di secondo piano, ebbe la pericolosissima fortuna di lavorare a stretto contatto con alcuni dei congiurati che presero parte all’Operazione Valchiria, il piano che mirava al rovesciamento del regime ma che naufragò dopo il fallito attentato del 20 luglio 1944 ai danni di Hitler. In questo diario “Missie” – così la chiamavano gli amici – racconta con sguardo limpido la difficoltà di condurre una vita normale in una città avvelenata dagli orrori del conflitto, restituendoci la cronaca quotidiana dei giorni febbrili che precedettero il tentato putsch e della campagna di terrore che ne seguì.
Il saggiatore, 1996
Abstract: La prima raccolta di diari tenuti da bambini e ragazzi di ogni parte d'Europa durante la Seconda guerra mondiale. Dai ghetti della Lituania, della Polonia, della Lettonia e dell'Ungheria ai campi di concentramento di Terezin, Stutthof e Janowska, dalle strade bombardate di Londra e Rotterdam alla prigione nazista di Copenaghen, queste pagine, sconosciute al grande pubblico e conservate in poche copie superstiti, raccontano cosa significhi per un adolescente vivere ogni giorno con la consapevolezza che può essere l'ultimo. Ma è proprio in situazioni tanto drammatiche che la scrittura testimonia un'irriducibile voglia di vivere. Guidate dalla spontaneità dell'età infantile, le penne di questi giovani narrano l'incubo del quotidiano con una schiettezza sorprendente. I toni sono spesso amari, ma non mancano note umoristiche, espressioni di fiducia e, soprattutto, di grande coraggio. Il diario diviene l'unico sostegno, il miglior amico a cui confessare paure e con cui sfogare la rabbia per affrontare il domani. E, allo stesso tempo, una forma di resistenza alla follia dei tempi. Un modo per dare ordine al caos, per contrastare l'oppressione, per sopravvivere nella memoria. Per salvaguardare la propria umanità, e quella degli altri.
Il giro della prigione / Marguerite Yourcenar
Milano : Bompiani, 1991
La morte sospesa / Joe Simpson ; traduzione di Paola Mazzarelli
Torino : CDA & Vivalda, copyr. 2003
Abstract: Nel giugno 1985, due alpinisti britannici, il venticinquenne Joe Simpson e il suo compagno di cordata, Simon Yates, hanno appena raggiunto la vetta del Siula Grande (6344 metri) nelle Ande peruviane, salendo per la prima volta la parete Ovest. Colti, sulla cima, da una violenta bufera, i due scendono lungo una ripida parete innevata, ma Simpson perde un appoggio, precipita e atterra su una roccia rompendosi una gamba. Yates cerca di calarlo per seracchi di ghiaccio con laboriose manovre di corda. Nonostante il gelo e l'oscurità tutto sembra procedere per il meglio fino a quando non accade l'imprevisto: la parete è interrotta da uno strapiombo sotto il quale Joe si trova appeso, inerme. Simon non riesce a issarlo e rischia di venire trascinato anche lui nel vuoto. Compie quindi l'unico gesto possibile, sebbene disperato: allo stremo delle forze, recide la corda che lo unisce al compagno, abbandonandolo. Joe cade nel vuoto ma non muore. I tre giorni successivi sono un calvario per entrambi gli alpinisti: Yates rientra a fatica al campo base consumato dal dolore e dal senso di colpa, certo di aver causato la morte del compagno. Simpson, sopravvissuto per miracolo, si trova intrappolato in un crepaccio, ferito, con un principio di congelamento agli arti, senza nulla da mangiare. Eppure, facendo appello a tutte le risorse fisiche e mentali, riesce a raggiungere miracolosamente il campo base dove ritrova il compagno. Questo libro racconta come i due alpinisti siano riusciti a superare quei giorni strazianti: è un racconto epico, fatto di terrore, sofferenza e immensa forza d'animo, è la testimonianza intensa di una vittoria straordinaria della vita sulla morte, è un inno sincero e commovente all'amicizia.