Trovati 121 documenti.
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Globalizzazione e diritto penale / Otfried Hoffe
Torino : Edizioni di comunità, copyr. 2001
Abstract: La crescente globalizzazione supera agevolmente i confini non solo economici o finanziari ma anche sociali e culturali. Sempre più spesso leggiamo di crimini compiuti a Singapore il cui autore viene arrestato a Francoforte e poi condannato in Gran Bretagna. Né il terrorismo, né il traffico d'armi e di droga, o la tratta di esseri umani, rispettano le frontiere statali. Ciò rende sempre più urgente la questione relativa all'atteggiamento adottato dagli ordinamenti giuridici nei confronti di coloro che devono essere giudicati da tribunali estranei alla loro tradizione culturale. Esiste un diritto penale interculturale? Hoffe presenta le sue riflessioni di filosofo discutendo i criteri morali in base a cui valutare la possibilità di un diritto siffatto.
Editio minor
Milano : Hoepli, 2022
Codici e leggi d'Italia
Abstract: Con le più recenti pronunce della Corte Costituzionale e i principali nuovi provvedimenti di cui si è tenuto conto: L. 28 mar. 2022, n. 25: Conversione del D.L. 27 gen. 2022, n. 4, recante misure in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19 - L. 9 mar. 2022, n. 22: Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale - L. 25 feb. 2022, n. 15: Conversione del D.L. 30 dic.2021, n.228, recante disposizioni urgenti in materia di termini legislativi - L. 18 feb. 2022, n. 11: Conversione del D.L. 24 dic. 2021, n.221, recante proroga dello stato di emergenza nazionale e ulteriori misure per il contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19 - L. Cost. 11 feb. 2022, n. 1: Modifiche agli articoli 9 e 41 della Costituzione in materia di tutela dell'ambiente.
Milano : Giuffrè Francis Lefebvre, 2022
Percorsi Giuffrè
Molfetta : Neldiritto, stampa 2024
Temi & tecniche
Milano : Ambiente, 2016
Annuari
Abstract: Il numero dell'ecomafia quest'anno è 27.745. Si tratta dei reati ambientali accertati nel 2015, più di 76 al giorno, più di 3 ogni ora. C'è stata una leggera flessione rispetto all'anno prima, più che compensata dall'aumento degli arresti, 188, a testimoniare la qualità delle indagini e la nuova forza degli strumenti a disposizione degli inquirenti, anche grazie all'inserimento degli ecoreati nel Codice penale avvenuto con la legge 68 del 2015. Diminuiscono di poco le infrazioni nel ciclo dei rifiuti e del cemento, ma crescono i reati contro gli animali, le truffe agroalimentari e soprattutto gli incendi, che hanno mandato in fumo più di 37.000 ettari. I ladri di biodiversità si confermano come una delle peggiori minacce, e chi prova a ostacolarli rischia la vita: come è successo al Presidente del Parco dei Nebrodi, che per aver sottratto le terre demaniali alle famiglie mafiose è finito sotto il piombo di un commando mafioso. La corruzione è sempre di più una emergenza nazionale, capace di trasformare la pubblica amministrazione in un bancomat per bande e cricche di ogni tipo, mentre il territorio rimane la vittima sacrificale per eccellenza. A rischio anche i beni culturali, continuamente sotto la minaccia di spietati network internazionali. Anche in questa edizione del Rapporto Ecomafia non mancano le proposte concrete per migliorare l'azione preventiva e repressiva, non solo dal punto di vista normativo.
3. ed. / con la collaborazione di Giovanni Caruso
Bologna : Zanichelli, 2016
Abstract: La terza edizione del primo volume de La legge penale rispetta l'assetto con cui venne pensata ed attuata nelle precedenti edizioni, dedicate a esaminare i temi fondamentali che scaturiscono dalla specificità delle norme penali rispetto a quelle appartenenti agli altri rami dell'ordinamento. Poiché, tuttavia, nell'ultimo decennio la materia della legge penale ha conosciuto innovazioni molteplici e significative, sia a livello legislativo che giurisprudenziale, gli autori si sono impegnati a illustrare le novità che stanno trasformando via via l'impianto tradizionale del Titolo I del Libro I del codice penale (artt. 1-16). La legalità, invero, intesa tradizionalmente come supremazia esclusiva della fonte legislativa statale, è stata messa in crisi dall'affacciarsi degli organismi internazionali e sovranazionali, in particolare dell'Unione europea, che rivendicano una competenza sempre più estesa di carattere penale. L'assetto giuridico, su cui esercitano una forte incidenza gli organi giurisdizionali, tanto europei quanto italiani, è in continuo mutamento, oscillante tra l'ancoraggio stretto alla legalità statale e le tendenze innovative volte ad allargare gli spazi e la portata delle fonti europee. Il Trattato di Lisbona sottoscritto tra gli Stati componenti dell'Unione il 13 dicembre 2007 ed entrato in vigore il 1° dicembre 2009 ha recato importanti novità sul piano delle fonti.
Roma : EPC, 2016
Ambiente
Abstract: Il volume vuole fornire al lettore un panorama, succinto ma completo, di tutta la normativa ambientale (o, comunque, utilizzabile ed utilizzata a difesa dell'ambiente) corredata dalla giurisprudenza più significativa. Si parte dagli anni '30 e si arriva ai nostri giorni, analizzando la normativa non solo italiana, ma anche le principali disposizioni comunitarie e le più rilevanti sentenze della Corte europea di giustizia. Il testo, ricco di schemi e quadri sinottici e con linguaggio volutamente non tecnico, privilegia i problemi più comuni e rilevanti, le tematiche più controverse e quelle che più di frequente si presentano nella pratica. Partendo dalle prime leggi che sono state utilizzate in Italia per difendere l'ambiente, fino ai nuovi delitti contro l'ambiente, il volume descrive le disposizioni essenziali di legge, la giurisprudenza più significativa, il quadro di raccordo normativo complessivo e i commenti dell'autore, non trascurando, ove necessario, i richiami alla normativa ed alla giurisprudenza comunitarie.
Milano : Ambiente, 2017
Annuari
Abstract: Diminuiscono in modo sensibile gli illeciti ambientali e si riduce il fatturato delle attività delle ecomafie: dopo più di vent'anni, nel 2016 si è finalmente cominciato a intravedere la luce in fondo al tunnel. Le risposte dello Stato e della società civile hanno iniziato a dare i primi frutti, grazie soprattutto all'inserimento dei delitti ambientali nel Codice penale, con un apparato normativo finalmente all'altezza della sfida. Questa, in estrema sintesi, la fotografia dell'Italia scattata dall'edizione 2017 di Ecomafia. Eppure, nonostante i successi, molta strada rimane ancora da fare: dal cemento abusivo che devasta i territori e fa scempio della biodiversità, ai rifiuti che vengono spesso gestiti da associazioni criminali, dalle truffe sull'agroalimentare ai crimini a danno degli animali, fino al dilagare della corruzione nei meccanismi della Pubblica amministrazione, gli ecomafiosi sono sempre abilissimi a trovare nuove occasioni per arricchirsi a spese della collettività. Tuttavia, il calo nel numero di illeciti e l'aumento degli arresti e delle denunce raccontano meglio di ogni altro dato il netto cambio di passo del nostro paese nel contrasto ai ladri di futuro
Piacenza : La Tribuna, 2018
Tribuna d'autore
Abstract: Quest'opera affronta, con linguaggio ad un tempo rigoroso e di esemplare chiarezza espositiva, le principali problematiche collegate all'interpretazione e all' applicazione concreta della Legge 22 maggio 2015, n. 68, in materia di ecoreati. Vengono così presi in considerazione i reati di inquinamento e di disastro ambientale; il nuovo istituto costituito dalla morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale; il traffico e l'abbandono di materiale ad alta radioattività; le nuove circostanze aggravanti; il ravvedimento operoso; la confisca; l'obbligo di ripristino dello stato dei luoghi; l'omessa bonifica; le attività organizzate per il traffico illecito dei rifiuti, reato recentemente introdotto nel Codice penale dal Decreto Legislativo 1 marzo 2018, n. 21, sulla riserva di codice; la prescrizione, l'estinzione, la depenalizzazione delle contravvenzioni; la responsabilità degli enti ex Decreto Legislativo n. 231/2001, con l'analisi delle criticità che emergono nella applicazione pratica delle nuove norme ambientali.
Bologna : il Mulino, 2019
Abstract: Il diritto penale «totale» è invocato in ogni situazione come intervento salvifico e, soprattutto, quale preteso rimedio –politicamente e mediaticamente remunerativo – a vari mali sociali. Una simile espansione del sistema penale comporta il sacrificio dei principi fondamentali di garanzia, con l’aiuto del vigente clima di populismo e giustizialismo. Il diritto penale totale è senza legge: all’opera di definizione dell’illecito partecipano fonti non solo normative o giurisprudenziali, ma anche di natura sociale e perfino legata a formule algoritmiche. Emergono nuovi paradigmi punitivi quali discriminazione, minoranza, vittime del passato, vittime del futuro. È senza verità: la verità assoluta su cui si costruisce una norma penale condivisa dai consociati è sostituita da tante verità relative che danno origine a sistemi penali differenziati, accentuando così le divisioni sociali e i connessi conflitti. Prescinde dalla colpa individuale: una sanzione è meritata non tanto per ciò che il soggetto ha fatto colpevolmente, quanto piuttosto per ciò che il soggetto è, per origini e storia, per il suo ruolo nella società, per la sua pericolosità sociale. Da qui, il binomio puro/impuro che oggi ha sostituito il binomio innocente/colpevole. In una simile situazione, lo sviluppo dell’attività di normazione privata (protocolli, linee guida, modelli organizzativi, codici di condotta) può essere una soluzione per cercare di recuperare il valore di civiltà dei principi basilari di responsabilità colpevole individuale e di certezza del diritto
Milano : Ambiente, [2011]
Annuari
Abstract: Anche nel 2010 gli ecomafiosi hanno sversato tonnellate di veleni in terreni un tempo fertili o nei cantieri di quelli che avrebbero potuto essere quartieri modello, e che si sono trasformati in incubi per chi li abita. Quando non è possibile seppellirli, gli si dà fuoco, magari usando come base per la pira pneumatici smaltiti illegalmente: nella "Terra dei fuochi" in Campania non si arretra nemmeno di fronte alle nuvole di diossina. L'edizione 2011 del rapporto Ecomafia conferma come la seconda area di business per le ecomafie sia il cemento. E poco importa se dopo un temporale interi quartieri vengono sommersi da colate di fango: l'importante è costruire e guadagnare in fretta, risparmiando anche sulla qualità del cemento e sulla sicurezza degli operai. L'attività degli ecomafiosi è sempre più proiettata su una dimensione globale, con Cina e Africa in cima alla lista dei paesi in cui vengono smaltiti rifiuti di ogni tipo, con una preferenza per quelli tecnologici. Si è estesa anche al comparto delle energie da fonti rinnovabili, dimostrando che le organizzazioni criminali esercitano un controllo capillare sul territorio, e non si lasciano sfuggire nessuna occasione di guadagno. Sta di fatto che le ecomafie italiane non conoscono crisi, e i loro guadagni crescono di anno in anno, spaziando con disinvoltura, oltre che nei rifiuti, nel ciclo del cemento, nel racket degli animali, nei beni archeologici, negli incendi. Introduzione di Pietro Grasso.
Milano : Ambiente, [2012]
Annuari
Abstract: Fin dalla sua prima edizione, il rapporto Ecomafia è diventato uno strumento di lavoro fondamentale per la magistratura e le forze dell'ordine. In seguito, è stato citato in trasmissioni televisive e dai giornali e ha ispirato movimenti popolari, scrittori e intellettuali. È insomma ormai chiaro che per parlare o scrivere di crimini ambientali non si può prescindere da questo volume, che documenta nel minimo dettaglio l'evolversi delle attività dei clan che imperversano nel nostro paese, in settori che vanno dall'abusivismo edilizio aì traffici di rifiuti, dalle energie pulite all'agromafìa, dagli abusi sugli animali aHarcheomafìa. L'edizione di quest'anno dedica un focus particolare alle infiltrazioni della 'ndrangheta al Nord, dove in tanti hanno già iniziato a banchettare alla grande torta dell'Expo 2015. Il rapporto Ecomafia fa nomi e cognomi, e Ìndica Ì luoghi in cui operano i criminali e i costi che le loro attività impongono a ciascuno dì noi. Costi sanitari, ma anche costi legati al lavoro nero e all'evasione, e sovracosti legati alla cattiva qualità di interventi sul territorio e nell'edilizia.
Milano : Ambiente, 2014
Annuari
Abstract: La scena del crimine, l'Italia. La posta in gioco, i beni comuni. Le vittime, tutti noi. La lotta tra guardie e ladri, sempre più sofisticata. E se cambiano i numeri e la geografia dei reati ambientali, la sostanza è la stessa: nel 2013, tra rifiuti, cemento, traffici di animali, cibo e beni culturali sono entrati nelle casse degli ecocriminali almeno 15 miliardi. Quanto basta per mettere in ginocchio pezzi di economia sana, sfregiare e avvelenare interi territori. La corruzione è la grande protagonista delle pagine del rapporto Ecomafia 2014, micidiale passepartout per piegare gli interessi collettivi a bieche logiche private, mentre l'azione dell'ecomafia si fa ancora più globale e avvolgente. Servono risposte chiare, soprattutto da parte della politica, perché c'è un'Italia onesta che lotta, cambia passo e dà del filo da torcere agli inquinatori di professione. È l'altra faccia di Ecomafia 2014, la speranza di poter presto raccontare una storia completamente diversa.
Milano : Ambiente, [2010]
Annuari
Abstract: Nonostante la crisi economica, nel 2009 il fatturato delle ecomafie ha raggiunto livelli record, superando i 20,5 miliardi di euro. Sono cresciuti anche i reati contro l'ambiente, 28.586, quasi 80 al giorno, più di 3 ogni ora. E definitivamente mutata la geografìa della criminalità ambientale che, oltre a essersi insediata stabilmente nelle regioni del Nord, il cuore produttivo dell'Italia, ha assunto un carattere globale e ha esteso i suoi tentacoli all'Africa e al Sud Est asiatico. Oltre alle ormai consuete attività criminali (rifiuti, cemento, racket degli animali, truffe alimentari, beni culturali, agromafìa), Ecomafia 2010 racconta anche la grande truffa del calcestruzzo depotenziato, con cui sono stati costruiti ospedali, scuole, viadotti, gallerie e case, con enormi rischi per l'incolumità delle persone. L'edizione di quest'anno si concentra anche sulle attività illegali nei settori dei Raee, dell'eolico, dei mercati ortofrutticoli e dei centri commerciali. Un intero capitolo è poi riservato alla mafia dei colletti bianchi, professionisti insospettabili che con la loro opera rendono possibili le attività criminali. Ecomafia 2010 ci mostra l'altra faccia dell'Italia, quella peggiore e che si fa di tutto per tenere nascosta, quella che, senza uno scatto di orgoglio, rischia di rimanere l'unica faccia possibile,
Vol. 25: Il diritto penale dell'impresa / Luigi Conti
2001
Fa parte di: Trattato di diritto commerciale e di diritto pubblico dell'economia / diretto da Francesco Galgano
4. ed
Piacenza : La tribuna, copyr. 2003
Abstract: Questa guida ha l'intento di fornire a chi si accinge a sostenere l'esame di avvocato uno strumento che consenta di esercitarsi e di verificare in anticipo le difficoltà che normalmente si incontrano in sede di prova scritta. L'opera contiene oltre 200 tracce e quesiti per pareri e atti giudiziari di diritto civile e penale; in calce a ciascun quesito, sono state poste alcune osservazioni che segnalano le tematiche giuridiche di maggior rilievo inerenti al quesito medesimo. Il volume comprende inoltre un formulario degli atti giudiziari ed è accompagnato da quattro CD-ROM, utilizzabili in ambiente Windows, contenenti video-lezioni per la redazione di atti giudiziari.
Milano : Ambiente, [2007]
Abstract: I traffici di rifiuti e l'abusivismo edilizio. Le corse clandestine di cavalli e i combattimenti tra cani. Il saccheggio dei beni archeologici e il commercio illegale di specie protette. E poi i nomi dei clan mafiosi coinvolti, i numeri delle attività di repressione da parte delle forze dell'ordine, le storie, spesso davvero sconvolgenti, di aggressione criminale alle risorse ambientali del nostro paese. Infine, uno sguardo oltre confine, a ciò che accade nei mercati globali dell'ecomafia. Quello realizzato da Legambiente è un lavoro di ricerca e di analisi che si fa leggere come un romanzo. Eppure è la realtà, fotografata fino nei dettagli, anche quelli meno conosciuti. Il Rapporto Ecomafla è uno strumento indispensabile per chi vuole conoscere i fenomeni d'illegalità ambientale in Italia e i mercati dell'ecocriminalità. Ed è anche un atto di denuncia contro l'indifferenza e l'inerzia di molti.
Milano : Ambiente, [2008]
Abstract: Il Rapporto Ecomafia è un libro che non si dovrebbe mai scrivere, perché racconta di un'Italia che non dovrebbe esistere. E invece c'è. Anzi, quest'anno l'ecomafìa si mostra in forma smagliante. Traffico illegale di rifiuti, abusivismo edilizio, combattimenti clandestini tra cani, racket di animali, commercio illegale di specie protette e archeomafìa: sono solo alcune delle attività con cui si totalizzano cifre da capogiro. Un "sistema" che ha ormai assunto la portata e la struttura di un'economia parallela e globalizzata che vive del saccheggio del territorio. Come sempre il Rapporto raccoglie e analizza un'imponente quantità d'informazioni, svela gli intrecci e i protagonisti, spesso insospettabili, del malaffare consumato ogni giorno nel nostro paese in danno dell'ambiente. Ma indica anche le risposte e le soluzioni possibili, perché quella contro l'ecomafìa è una sfida che possiamo vincere insieme.