Trovati 1021 documenti.
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La prima e la seconda guerra mondiale / Guido Sgardoli, Frediano Sessi ; illustrato da Mauro Mazzara
EL, 2022
Abstract: Un libro illustrato per bambini dai 7 anni che parla di guerra, odio, storia, giovani, amore, libertà, giustizia. La tragica storia della Prima e della Seconda guerra mondiale narrata attraverso due vicende di giovani intrappolati in quegli orribili conflitti. Un libro per capire l'orrore e l'assurdità della guerra, con appendici per approfondire la conoscenza avviata dalla lettura: notizie, curiosità, aneddoti per saperne di più.
Prigioniero del papa re / David I. Kertzer ; traduzione di Giorgio Moro e Brunello Lotti
[Milano] : Rizzoli, 1996
Abstract: La sera del 23 giugno 1858 a Bologna la polizia bussò alla porta della casa di Momolo Mortara, rispettato mercante ebreo. Lo scopo: farsi consegnare il figlio Edgardo di sei anni. Il motivo: all'Inquisitore di Bologna risultava che il bambino fosse stato segretamente battezzato e la legge dello Stato pontificio non tollerava che un bambino cristiano crescesse all'interno di una famiglia ebrea. Tra le proteste della famiglia, Edgardo iniziò un lungo viaggio verso Roma per diventare un buon cattolico. Ma la vicenda (e il suo seguito) non riguardò solo la famiglia Mortara. Mobilitò l'opinione pubblica liberale, indignò le comunità ebrariche, provocò l'entrata in scena del papa Pio IX stesso e finì per influenzare addirittura la storia d'Italia...
Una questione morale : la Chiesa cattolica e l'Olocausto / Daniel Jonah Goldhagen
Milano : Mondadori, 2003
Abstract: Una nuova indagine intorno al ruolo della Chiesa cattolica durante la deportazione e il massacro degli ebrei da parte dei nazisti nella seconda guerra mondiale. Goldhagen intende gettar luce sul coinvolgimento delle gerarchie ecclesiastiche nel più grande crimine contro l'umanità perpetrato nel XX secolo, mostrando come la loro complicità nella persecuzione degli ebrei sia stata ben più profonda di quanto si sia mai compreso. Pio XII e i più alti prelati romani furono del tutto consapevoli della follia nazista, e non denunciarono né fecero nulla per arginarla. Secondo Golhagen in molte occasioni ne furono addirittura complici, e alcuni sacerdoti presero perfino parte attiva ai massacri di massa.
Nuova ed
Milano : Mondadori, 2004
Abstract: Una nuova indagine intorno al ruolo della Chiesa cattolica durante la deportazione e il massacro degli ebrei da parte dei nazisti nella seconda guerra mondiale. Goldhagen intende gettar luce sul coinvolgimento delle gerarchie ecclesiastiche nel più grande crimine contro l'umanità perpetrato nel XX secolo, mostrando come la loro complicità nella persecuzione degli ebrei sia stata ben più profonda di quanto si sia mai compreso. Pio XII e i più alti prelati romani furono del tutto consapevoli della follia nazista, e non denunciarono né fecero nulla per arginarla. Secondo Golhagen in molte occasioni ne furono addirittura complici, e alcuni sacerdoti presero perfino parte attiva ai massacri di massa.
Il silenzio di Pio XII / Margherita Marchione ; prefazione di Antonio Spinosa
Milano : Sperling & Kupfer, copyr. 2002
Abstract: Americana, religiosa dell'ordine delle Maestre Pie Filippine, Margherita Marchione ha dedicato alla figura di Pio XII altri due saggi, Pio XII: Architetto di pace e Pio XII e gli ebrei. In questo volume l'autrice accoglie la sfida dei detrattori di Papa Pacelli, accusato di non aver preso posizione contro l'Olocausto e il Nazifascismo, e offre un'ampia serie di prove dell'infaticabile lavoro contro la persecuzione e del silenzioso operato del Vaticano per la salvezza di migliaia di ebrei.
Casale Monferrato : Piemme, 2004
Abstract: L'apertura dei fascicoli dell'Archivio Segreto Vaticano - relativi a uno dei periodi più drammatici della storia - ha suscitato in tutto il mondo nuovi accesi dibattiti intorno ai presunti silenzi di colui che fu bollato come il papa di Hitler. Emerge per la prima volta una verità che scagiona completamente il pontefice che tentò con ogni mezzo di contrastare l'antisemitismo e di salvare molti ebrei perseguitati.
Roma : Newton & Compton, 2001
Abstract: Alla Chiesa cattolica sono state rivolte accuse gravissime per il suo comportamento durante l'Olocausto. Le colpe principali sarebbero il suo silenzio ufficiale, il suo antisemitismo, l'assenza di iniziative, almeno in apparenza, per salvare vite umane. Ma davvero Pio XII fu 'il papa di Hitler'? Secondo Phayer il fatto di aver continuamente puntato i riflettori sul papa ha finito per mettere in ombra la vera questione: il cattolicesimo e l'Olocausto. Servendosi di un gran numero di documenti ecclesiastici, Phayer indaga ciò che hanno fatto la Chiesa e i cattolici, come singoli individui, nel periodo cruciale che va dall'ascesa di Hitler alla condanna ufficiale dell'antisemitismo da parte della Chiesa nel 1965.
Prigioniero del papa re / David I. Kertzer
[Milano : Rizzoli], 2005
Abstract: La sera del 23 giugno 1858 a Bologna la polizia bussò alla porta della casa di Momolo Mortara, rispettato mercante ebreo. Lo scopo: farsi consegnare il figlio Edgardo di sei anni. Il motivo: all'Inquisitore di Bologna risultava che il bambino fosse stato segretamente battezzato e la legge dello Stato pontificio non tollerava che un bambino cristiano crescesse all'interno di una famiglia ebrea. Tra le proteste della famiglia, Edgardo iniziò un lungo viaggio verso Roma per diventare un buon cattolico. Ma la vicenda (e il suo seguito) non riguardò solo la famiglia Mortara. Mobilitò l'opinione pubblica liberale, indignò le comunità ebrariche, provocò l'entrata in scena del papa Pio IX stesso e finì per influenzare addirittura la storia d'Italia...
La Santa Sede e la questione ebraica : 1933-1945 / Alessandro Duce
Roma : Studium, copyr. 2006
Abstract: Viene offerta in queste pagine una visione ampia, complessiva dell'opera svolta dalla Santa Sede e dalle sue strutture diplomatiche nel periodo che va dall'ascesa al potere dei nazionalsocialisti al 1945; un decennio molto tormentato delle relazioni europee ed internazionali.La questione razziale e il problema ebraico occupano un posto di rilievo nell'azione vaticana nell'intero arco dì tempo in questione. C'è peraltro da osservare che questa presenza è caratterizzata da una continua evoluzione nei diversi teatri geografici e temporali.Per favorire una conoscenza più completa dei fatti e dei protagonisti, tenendo conto della vastissima letteratura esistente, ma a! di là di interpre-tazioni strumentali spesso contrapposte, l'autore ha inteso compiere uno sforzo per ritornare ai documenti, sia a quelli editi che a quelli contenuti negli archivi e mai pubblicati: troppi sono stati utilizzati parzialmente, spesso in modo non corretto, a volte ignorati del tutto. Il confronto drammatico e impari della Chiesa con il regime hitleriano che avanza in Europa è analizzato su questa base paese per paese, in pagine spesso impressionanti.
Milano : Mondadori, 2007
Abstract: Questo libro è una sorta di sintesi storica e ideologica del rapporto tormentato tra l'ebraismo e il cristianesimo. Vengono messi in evidenza i punti nodali della storia che hanno segnato il destino delle due confessioni e il modo in cui ciascuna li ha vissuti, nelle elaborazioni autonome e nel rapporto con l'altra. Lo sforzo è di dimostrare, accanto al dato che appare spesso in tutta la sua crudezza, la possibilità di una rilettura e di una reinterpretazione: il passato non viene nascosto né sottovalutato, ma si fa in modo che non diventi un macigno insormontabile che blocca ogni possibilità di evoluzione futura positiva. (Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma).
Casale Monferrato : Piemme, 2007
Abstract: Pio XII debole o addirittura compiacente nei confronti di Hitler? La leggenda è assolutamente falsa. Pio XII andrebbe anzi collocato tra i giusti nel sacrario dedicato alla memoria della Shoah. A pensarla così non è un devoto cattolico, ma il rabbino David Dalin che racconta la sua verità su Pio XII, smontando una a una le accuse comunemente rivolte a quello che è stato considerato a lungo il papa di Hitler. Documenti e testimonianze inedite mostrano in questo libro come papa Pacelli sia stato fiero avversario dell'antisemitismo nazista fin dagli esordi, al punto che, prima di esser papa, gli stessi nazisti lo chiamavano il cardinale che ama gli ebrei. E numerose sono le testimonianze di parte ebraica che dimostrano il ruolo decisivo giocato da Pio XII nel sottrarre molti ebrei alla persecuzione nazista. Quella di Pio XII nemico degli ebrei si rivela, a detta dell'autore, una leggenda nera, costruita ad artificio da Hitler in combutta con frange estremiste islamiche per screditare il papa e con lui la Chiesa Cattolica tutta.
Roma : Newton Compton, 2008
Abstract: Alla Chiesa cattolica sono state rivolte accuse gravissime per il suo comportamento durante l’Olocausto. Le colpe principali sarebbero il suo silenzio ufficiale, il suo antisemitismo, l’assenza di iniziative, almeno in apparenza, per salvare vite umane. Ma davvero Pio XII fu “il papa di Hitler”? Secondo l’autore il fatto di aver continuamente puntato i riflettori sul papa ha finito per mettere in ombra la vera questione: il cattolicesimo e l’Olocausto. Servendosi di un gran numero di documenti ecclesiastici, Phayer indaga ciò che hanno fatto la Chiesa e i cattolici, come singoli individui, nel periodo cruciale che va dall’ascesa di Hitler alla condanna ufficiale dell’antisemitismo da parte della Chiesa nel 1965.
Le leggi razziali in Italia e il Vaticano / Giovanni Sale ; saggio introduttivo di Emma Fattorini
Milano : Jaca Book, 2009
Abstract: Il Regio decreto legge del 17 novembre 1938 n. 1728 sui Provvedimenti per la difesa della razza italiana unificava, in un primo corpo legislativo organico, i principi che erano stati fissati il 6 ottobre precedente dal Gran Consiglio del fascismo nella sua celebre Dichiarazione sulla razza. Per la prima volta nella storia dell'Italia unita, un testo legislativo aveva per oggetto una parte dei cittadini dello Stato, identificati sulla base di criteri razziali. Per tutto il periodo fascista tale testo legislativo rappresentò il punto di riferimento per la successiva legislazione razziale, o meglio antisemita, nonché per i numerosi provvedimenti amministrativi - che resero più penetranti e incisivi i provvedimenti discriminatori adottati dal legislatore - successivamente emanati a tale riguardo. In questo lavoro, facendo riferimento alle fonti vaticane di recente desecretate e a quelle inedite della Civiltà Cattolica, si esamina l'atteggiamento di critica e di opposizione assunto dalla Santa Sede nei confronti di tale provvedimento, in particolare della sua prima parte, quella riguardante il matrimonio tra cittadini ariani e persone appartenenti a razze diverse: materia molto delicata per la Chiesa, sulla quale Pio XI in particolare non era minimamente disposto a transigere.Nella seconda parte del lavoro si tratta invece della difficile e farraginosa applicazione delle leggi razziali. Infatti, agli organi governativi responsabili della politica razziale risultò ben presto chiaro che l'applicazione di queste avrebbe creato al regime più problemi di quanto si fosse previsto, soprattutto nella materia dei «matrimoni misti». Di fatto, negli anni successivi, più volte furono presentati al Duce, da parte della «Demorazza», progetti di revisione della legge sulla difesa della razza in modo da renderla più efficace e «applicabile». Dalle fonti ecclesiastiche risulta che la Santa Sede, approfittando del nuovo clima che si era creato tra le due autorità con l'elezione al pontificato di Pio XII, cercò di ottenere dal Governo un «alleggerimento» della suddetta legislazione, che poco alla volta dalla fase della discriminazione delle persone passava a quella dei «campi di internamento», e appoggiò, attraverso l'infaticabile opera del p. Tacchi Venturi, le richieste di «arianizza-zione» o simili presentate agli organi competenti da migliaia di ebrei. Mussolini su tale materia adottò, seppure senza troppa convinzione, la politica della linea dura, e, per ingraziarsi l'alleato tedesco, respinse la maggior parte delle richieste vaticane.
Giudaica perfidia : uno stereotipo antisemitista fra liturgia e storia / Daniele Menozzi
Il Mulino, 2014
Abstract: In questo volume l'autore ricostruisce il tormentato e dibattuto percorso attraverso il quale si crea e si diffonde l'immagine del popolo ebraico grazie ai testi liturgici. Nella cornice degli eventi che vedono nella Shoah il loro apice, la chiesa si trova a confrontarsi con la storia e con la necessità di rivedere la liturgia e il proprio rapporto con gli ebrei. Si giunge in questa analisi fino ai giorni nostri, con i recenti interventi di papa Benedetto XVI. Un viaggio alle origini di uno stereotipo ancora oggi presente e attivo.
Vol. 30: Resistenza cristiana all'antisemitismo : ricordi : 1940-1944
1990
Fa parte di: Lubac, Henri de <1896-1991>. Opera omnia / Henri de Lubac ; a cura di Elio Guerriero
Rizzoli, 2021
Abstract: Rimasta chiusa in un cassetto per oltre cinquant’anni e pubblicata solo ora grazie alla figlia dell’autrice, la scrittrice e giornalista Helen Epstein, La guerra di Franci è una nuova testimonianza, pulsante e necessaria, del dramma di un’intera civiltà. Quando Hitler invade la Cecoslovacchia, nel marzo del 1939, Franci Rabinek ha diciannove anni. È una giovane donna passionale e inquieta, nata in una famiglia di ebrei non praticanti di Praga. Il padre è un ex ufficiale dell’esercito austriaco, la madre è proprietaria di un rinomato atelier di alta moda. Nell’estate del ’42 Franci viene deportata insieme al marito e ai genitori nel ghetto di Terezín, la cittadella fortificata dove sono segregati trentacinquemila ebrei. È la prima tappa di un viaggio di tre anni, che passerà per l’inferno di Auschwitz-Birkenau – qui Franci si salverà grazie al suo incredibile sangue freddo, affermando di essere un’elettricista –, poi per il campo di lavoro di Amburgo e per il campo di concentramento di Bergen-Belsen. Nel 1945, la liberazione e il ritorno a casa. Un viaggio a cui, nonostante la degradazione e le umiliazioni, la pervasività del dolore e della morte, Franci sopravvive, per poi raccontare, con voce prodigiosamente lieve, la sua storia.
Il profumo di mio padre : l'eredità di un figlio della Shoah / Emanuele Fiano
Piemme, 2021
Abstract: «Domani spariranno i testimoni e io racconterò a chi non può credere, che tutto ciò è successo. A noi spetta memoria. Sarà per sempre il nostro Kaddish». «Noi figli dei sopravvissuti alle camere a gas di Birkenau non siamo normali. Lo sa bene la mia amata moglie e lo sanno i miei figli, e forse le mogli di tutti i figli della Shoah e i loro amati figli. Come prima le nostre madri o padri. Noi non abbiamo ascoltato solo parole dolci e tenere dai nostri padri, non solo favole ci è capitato di ascoltare, ma il silenzio impastato di lacrime e urla». È così che Emanuele Fiano, oggi deputato del Partito democratico, in prima linea, da sempre, contro i rigurgiti del neofascismo e dell'antisemitismo, tratteggia in poche parole il senso di questo sentito memoriale. La storia della sua famiglia è segnata dalla tragedia degli scomparsi e dal dolore e dal ricordo dei vivi. Tra Nedo, il padre sopravvissuto ai campi di concentramento, ed Emanuele, il figlio "politico", viene alla luce un rapporto fatto di silenzi, odori e mistero, tenerezze reciproche e scoperte rivelatorie. Il profumo di mio padre è il tentativo di un passaggio di consegne di una memoria preziosa e indimenticabile e una riflessione attualissima sul male e sugli orrori del passato; e, allo stesso tempo, un esempio di come si possa trasformare la catastrofe in un messaggio straordinariamente educativo per le generazioni future, come è accaduto con i libri di Liliana Segre e Primo Levi.
Guanda, 2022
Abstract: Quella del 1939 è un'estate felice per Esther Gutman. I primi amori, la scuola, il pattinaggio... La sua si direbbe un'ordinaria adolescenza a Lód, la seconda città della Polonia, dove vive con i genitori e la sorella. Ma nel settembre dello stesso anno tutto cambia: con l'invasione nazista le condizioni per gli ebrei diventano sempre più dure. Così il padre, resosi conto che rimanere in città è diventato troppo rischioso, decide di raggiungere il fratello nel suo paese d'origine, Chmielnik. Qui, Esther conosce Ezjel Lederman, un giovane studente sionista dal carattere deciso e integerrimo. Tra loro nasce un'amicizia fatta di passeggiate nel ghetto e di lunghe chiacchierate alla ricerca di una normalità perduta, finché nell'ottobre del 1942 la situazione precipita. Il padre di Esther viene deportato in un campo di lavoro e anche Ezjel deve lasciarla: sta partendo insieme al fratello e ai genitori per rifugiarsi a casa degli Zal, una famiglia di cattolici polacchi. Un'informazione che le salverà la vita. Poco dopo, infatti, Esther decide di cercare aiuto proprio da loro, mentre la madre e la sorella vengono catturate dai nazisti. Non le rivedrà più. A oltre sessant'anni di distanza e dopo un matrimonio felice, Esther sente la necessità di rivivere in questo intenso memoir, arricchito dalle riflessioni del marito Ezjel, i ventidue mesi trascorsi nascosta nella fattoria degli Zal, fino alla liberazione da parte dell'Armata Rossa. E racconta poi di come insieme ai Lederman abbia trovato rifugio proprio in Germania per riuscire, infine, ad approdare avventurosamente negli Stati Uniti. Una storia di fuga e salvezza, narrata con lo sguardo limpido e pieno di speranza di una donna forte, capace di vedere la solidarietà e il coraggio anche in un tempo che non smette di atterrire per la sua tragicità.