Trovati 1010 documenti.
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Le donne che sconfissero Hitler / Nina Schroder ; traduzione di Paola Quadrelli
[Milano] : Pratiche, copyr. 2001
Abstract: Il 27 febbraio 1943, a Berlino, i camion della Gestapo si fermano davanti a diverse fabbriche in cui gli ebrei sono costretti a lavorare; prelevati e caricati sui veicoli, gli operai sono condotti in vari centri di raccolta sparsi per la città. La retata deve portare alla completa disebreizzazione di Berlino, in occasione del cinquantaquattresimo compleanno del Fuhrer. I detenuti sono quasi tutti ebrei sposati con donne ariane. Sin dal primo giorno si raccolgono in Rosenstrasse centinaia di donne che manifestano per giorni senza gesti di violenza. Dopo una settimana di detenzione, i reclusi vengono liberati. L'indagine di Nina Schroder rivela un evento pressoché sconosciuto in Italia, e che ha raggiunto una certa notorietà in Germania solo nel 1993.
[Milano] : Sperling & Kupfer, 2011
Abstract: Marzo 1938. Le truppe naziste marciano sull'Austria. La famiglia di Eric, ebrea polacca ma residente a Vienna, è costretta a una drammatica fuga, e scappa in Italia. Ma il Paese di Mussolini non è un porto sicuro: con la promulgazione delle leggi razziali e lo scoppio della guerra, Eric, otto anni, e mamma Lotte sono inviati al confino a Ospedaletto d'Alpinolo, in provincia di Avellino, un luogo in cui la vita sembra essersi fermata al secolo precedente. Lontano dagli scenari di guerra, il paesino del Sud vive secondo i ritmi immutabili della natura: per il ragazzino di città è la scoperta di un mondo incredibile e affascinante. Vivere all'aria aperta, senza scuola né obblighi di sorta, al piccolo Eric pare quasi una favola avventurosa. Mentre la madre fa l'impossibile perché il suo bambino possa godere, nonostante tutto, della magia dell'infanzia, i due fuggiaschi conquistano a poco a poco l'affetto della gente del posto e conoscono un nuovo marito e padre, generoso e amorevole. Peccato che un sogno, anche il più bello, non duri per sempre. La violenza del conflitto non risparmia le montagne di Ospedaletto e il ragazzo è così costretto a crescere in fretta, sperimentare l'odio, sentire l'odore della morte. A guerra finita Eric non sarà più lo stesso, ma il Paese del sole, il Paese che lo ha salvato da un destino ancora più tragico, rimarrà per sempre nel suo cuore. Un'emozionante storia vera, raccontata con intensità e ironia dal suo protagonista, oggi ottantunenne.
Un amore assoluto / Johanna Adorjan ; traduzione di Margherita Belardetti
Milano : Cairo, 2012
Abstract: Questa è la storia di un uomo e una donna che si sono amati per tutta la vita, sono invecchiati insieme e insieme hanno deciso di morire. Una domenica d'autunno del 1991, marito e moglie vanno incontro alla fine tenendosi per mano, scrivendo l'epilogo appropriato di un amore assoluto. Istvàn, affermato ortopedico ormai in pensione, mite e trasognato musicofilo, va spegnendosi giorno dopo giorno per una subdola malattia. Vera, moglie provvida e decisa, di innata eleganza e di maniere brusche e dirette, apparecchia la loro fine senza alcun cedimento all'autocommiserazione: tira a lucido la casa, pota le rose per l'inverno, porta il cane dalla vicina, sceglie con cura la camicia da notte di pizzo con cui farsi trovare, e non si astiene dalle usuali, benevole scaramucce coniugali. Agisce con la solennità, il puntiglio e la calma di un gran maestro di cerimonie. Perché Vera e Istvàn, ebrei ungheresi scampati alla Shoah, quindi emigrati rocambolescamente in Danimarca dopo i fatti del '56, sono vincolati da un antico patto. Il patto di morire insieme. Ed ecco che in un atto di amore postumo, la nipote Johanna si tuffa anima e corpo nell'impresa struggente di ricostruire passo passo, con empatia quasi da medium, le ultime ore della loro esistenza. Un'operazione da funambolo, sul sottile crinale che separa affetto, nostalgia, ammirazione e rabbia per un abbandono patito come ingiusto. Come può scegliere di togliersi la vita chi ha superato esperienze simili? Come può non pensare ai figli?
Il ragazzo della Kaiserhofstrasse / Valentin Senger ; traduzione di Riccardo Cravero
Pozza, 2012
Abstract: Coi suoi palazzi di epoca guglielmina dalle facciate imponenti, la Kaiserhofstrasse sembra una delle strade più austere e solenni nella Francoforte della metà degli anni Trenta. In realtà, la piccola via cela, nei suoi severi edifici, una vita mondana agitata se non addirittura licenziosa. Al numero 4 vivono due prostitute che, nella strada appena dietro l'angolo, hanno il loro albergo a ore. Nello stesso edificio viveva anche Didi. Di giorno, unico parrucchiere maschio nel salone di bellezza per signore nella Schillerstrasse, di sera, donna maestosa con indosso una parrucca biondo chiaro, un vestito attillato con stola di pelliccia, calze di seta e scarpe dai tacchi alti. Le SS sono andate a prelevarlo dal suo posto di lavoro e lo hanno mandato in un campo di concentramento. Alcune case più avanti abita una coppia molto originale, lui detective, lei astrologa. Allo stesso numero, in una mansarda, vive il garzone del fornaio, un membro del KPD, il partito comunista, arrestato e condannato a tre anni di reclusione e poi rilasciato. Al numero 16 c'è un segretario di Stato che ha trasformato l'appartamento in un'unica grande voliera. Il caso più strano e bizzarro della Kaiserhofstrasse è rappresentato, tuttavia, dalla famiglia che vi abita al numero 19: i Senger, vale a dire Moissee Rabisanowitsch nato a Mykolaiv, Olga Moissejewna Sudakowitsch nata a Ocakiv, e figli, tutti ebrei dell'Est.
La sposa di Auschwitz / Millie Werber e Eve Keller
Newton Compton, 2013
Abstract: Millie Werber ha quattordici anni quando i nazisti invadono la Polonia. La sua cittadina, Radom, viene trasformata in un ghetto e la fabbrica locale in un campo di concentramento. L'unico modo per avere salva la vita è lavorare come operaia per i tedeschi. Ma persino nell'orrore di un lager si può trovare l'amore: proprio qui, infatti, la ragazza conosce Heniek, ebreo costretto a collaborare con gli invasori. I due si scambiano le fedi e una promessa d'amore eterno. Il loro matrimonio, però, dura ben poco: Heniek viene tradito da un altro ebreo e fucilato dai nazisti. A Millie non resta che farsi forza e lottare a ogni costo per sopravvivere e per affrontare l'orrore di Auschwitz. Anni dopo, reduce dal lager e dalla terribile marcia della morte, per la Werber arriverà il momento di rifarsi una vita in America accanto a un altro uomo, il secondo marito, Jack. Eppure il ricordo di Heniek - il primo, grande amore - l'accompagnerà per sempre, proprio come l'anello che lui le aveva donato nel ghetto di Radom. La straordinaria vicenda di questa coraggiosa sopravvissuta ci svela cosa significava vivere nella Polonia occupata dai nazisti e come si possa trovare l'amore vero persino nell'inferno dell'Olocausto.
I cieli sono vuoti / Avrom Bendavid-Val
Guanda, 2013
Abstract: Trochenbrod è un nome che porta con sé la speranza e l'orrore. Trochenbrod è un luogo che non esiste più, distrutto dalla barbarie dell'uomo. Trochenbrod è il sogno perduto, è la forza degli uomini e delle donne che l'hanno costruita e dei loro discendenti che ci sono morti. Eretta su un lembo di Polonia passato sotto il dominio russo dagli ebrei sfuggiti alle politiche oppressive degli zar, Trochenbrod, all'inizio solo una fila di casupole su un terreno paludoso, prosperò fino a diventare un centro fiorente e importante. Nel 1941, però, la crudeltà nazista rase al suolo tutto e trucidò gli abitanti. Ma non lo spirito di Trochenbrod e il sogno di un piccolo pezzo di paradiso nascosto nella foresta.
Mondadori, 2013
Abstract: Mi sono messo, da storico quale sono, sulle tracce dei nonni che non ho avuto. La loro vita finisce ben prima che cominci la mia: Matès e Idesa Jablonka sono miei parenti e al contempo sono perfetti estranei. Non sono famosi. Sono stati travolti dalle tragedie del XX secolo: lo stalinismo, la Seconda guerra mondiale, la distruzione dell'ebraismo europeo. Ivan Jablonka è uno studioso francese. Nipote di Matès Jablonka e Idesa Feder, non ha mai conosciuto i suoi nonni, assassinati ad Auschwitz. La famiglia ha origini polacche, più precisamente nel borgo di Parczew, non lontano da Lublino. È qui che Matès, rivoluzionario di professione, muove i primi passi come attivista nel Partito comunista e per questo finisce più volte in carcere. Nella lotta conosce Idesa, la più bella ragazza dello shtetl, anche lei iscritta al partito; si innamorano, si sposano e cercano riparo a Parigi come rifugiati politici, sul finire degli anni Trenta. Ma sarà proprio a Parigi che verranno arrestati, questa volta dalla polizia francese, perché ebrei, e in seguito deportati. La mattina dell'arresto, il 25 febbraio 1943, riescono a mettere in salvo i due figli, Marcel, papà di Ivan, e Suzanne, ai quali lasciano poche righe prima della partenza verso il lager: Vi scriviamo questa cartolina come un addio in modo che abbiate un ricordo di noi, perché tra un quarto d'ora partiremo per la Germania. I nostri cuori sono spezzati per essere stati costretti ad abbandonarvi in così tenera età.
Adelphi, 2013
Abstract: Non le darò istruzioni né le farò raccomandazioni... Dovrà soltanto riferire obiettivamente quello che ha visto, raccontare quello che ha vissuto in prima persona e ripetere ciò che in Polonia le è stato ordinato di dire su coloro che vivono là e negli altri paesi occupati d'Europa: con questo viatico il premier Sikorski mandò Jan Karski a informare gli Alleati di ciò che stava accadendo agli ebrei nel suo paese e di come i polacchi non avessero mai smesso di lottare. Unitosi alla Resistenza nel 1939, il giovane ufficiale della riserva era stato incaricato di tenere i collegamenti fra lo Stato segreto polacco, e gli organi ufficiali del governo in esilio a Londra. Oltre a svolgere temerarie, Karski aveva compiuto un'impresa inaudita: era riuscito a infiltrarsi nel ghetto di Varsavia e nel campo di transito di Belzec e, fatto ancora più inaudito, a uscirne indenne, deciso a denunciare al mondo le atrocità commesse dai nazisti. Porterà in effetti la sua testimonianza diretta ai grandi della terra, incluso il presidente Roosevelt, ma per motivi politico-strategici il suo appello non verrà raccolto né avrà seguito: non gli resterà, nel 1944, che affidarlo a questo libro. Dimenticato nel dopoguerra in ragione dei nuovi assetti politici mondiali, Karski sarà riscoperto e intervistato dal regista Claude Lanzmann per il celeberrimo Shoah (1985), che darà l'avvio alla seconda fase della sua missione: ricordare l'indifferenza degli Alleati di fronte al consumarsi del genocidio.
Il mio diario segreto dell'olocausto / Nonna Bannister con Denise George e Carolyn Tomlin
Newton Compton, 2014
Abstract: Per cinquant'anni un terribile segreto è rimasto nascosto, chiuso dentro a un baule in soffitta: foto, documenti, pagine di diario. È il racconto drammatico e insieme commovente - dell'Olocausto visto attraverso gli occhi di una ragazzina che ha sperimentato sulla propria pelle la deportazione, la morte dei suoi cari, la liberazione dalla prigionia. Una ragazzina che però ha chiuso dentro al suo cuore questa tragica esperienza, senza farne parola con nessuno, nemmeno con il marito, per decenni. Finché, ormai anziana e prossima alla morte, ha deciso che il mondo dovesse conoscere la sua storia. Una voce vera e diretta dell'orrore nazista nelle sue semplici parole di bambina. Una storia di dolore, perdono, amore e perdita. Da non dimenticare, per non dimenticare.
Rizzoli, 2014
Abstract: Monaco 1929. La madre di Edgar è pianista, il padre editore, casa sua è abitualmente frequentata da Thomas Mann, Carl Schmitt e Richard Strauss. Di fronte a casa sua abita un uomo il cui volto comincia allora a comparire sulle pagine dei giornali: Edgar lo osserva salire e scendere dalla sua Mercedes nera senza sapere nulla di lui e senza curarsene troppo. Fino al 1933, quando quel suo vicino, Adolf Hitler, viene nominato cancelliere del Reich e la sua vita, così com'era prima, finisce: ciò che fino ad allora gli era sembrata un'avventura si trasforma in un incubo, tra rappresaglie, arresti e fucilazioni. Il suo migliore amico Ralph non gli parla più, e sua madre la sera firma con gli occhi rossi le croci uncinate che disegna sui suoi quaderni di scuola. È la fine della Repubblica mio piccolo Bürschi, guarda molto attentamente. Non devi dimenticare, proverà a spiegargli suo padre davanti alle immagini dei deputati in camicia bruna che si scambiano il saluto. Edgar e la sua famiglia dovranno partire, ma per andare dove? Come vivranno? Chi incontreranno? In questo libro, insieme romanzo di formazione e documento storico, l'autore ripercorre la sua infanzia vissuta nel pieno del fervore culturale e artistico della Germania di Weimar, fino all'incubo improvviso del nazismo e delle persecuzioni razziali: Me la ricordo bene, la mia infanzia. I miei compagni di scuola ariani mi invitavano alle loro feste di compleanno. A quei tempi non esisteva neppure la parola 'ariano'...
La scena interiore : fatti / Marcel Cohen ; traduzione di Michele Zaffarano
Ponte alle Grazie, 2014
Abstract: È il 14 agosto del 1943, Parigi è occupata e i rastrellamenti sconvolgono la città. Mentre il piccolo Marcel sta giocando al parco insieme alla governante Annette, la polizia fa irruzione nell'appartamento di famiglia. Al ritorno dal parco, la portinaia blocca i due, salvandoli: dal marciapiede di fronte, a cinque anni di età, l'autore di questo libro vede la madre, il padre, la sorellina neonata, i nonni paterni, due zii e una prozia salire su un camion, destinati ad Auschwitz: nessuno farà ritorno. Per la prima volta dopo settant'anni, sulla base dei pochissimi ricordi - le sue scarse memorie personali, qualche foto, i rarissimi e miseri oggetti rimasti: un portauovo, un braccialetto, una cuffia, un pupazzo... -, Marcel Cohen tenta di ricostruire, quasi indiziariamente, le vite dei suoi cari annichilite dalla violenza nazista, rendendo a ciascuna un omaggio profondo e una forma di lacunosa ma folgorante sopravvivenza. Cohen, scrittore per nulla incline al sentimentalismo, è capace di ricavare miracolosamente da questo materiale un racconto di immensa capacità evocativa, che vale tanto per quello che dice quanto per i suoi inevitabili e dolorosi silenzi. La virtù di questo libro, infatti, sta nel saper far parlare il silenzio, le scandalose falle della storia, le carenze della nostra memoria, senza mai ricorrere ai trucchi della finzione, dell'astrazione. Quello che non si sa rimane quello che non si sa, quello che non si saprà mai.
Di razza ebraica : la shoah negli occhi di un bambino / Renzo Modiano
Mimesis, 2014
Abstract: Un semplice appunto sulla pagella delle elementari, una condanna orribile, una lunga fuga miracolosa, tra i pericoli della grande storia e la solidarietà della gente. Di razza ebraica racconta la vicenda di un bimbo di sette anni, catapultato dalle leggi razziali in un viaggio alla ricerca della salvezza. Allontanato dai genitori, dalla cruda quanto efficace intuizione del padre che divide la famiglia per salvarla, il piccolo protagonista di queste pagine impara sulla sua pelle la legge dei potenti. Impara a non fare domande, a reprimere ogni sentimento per sopportare il dramma. Ma alla fine il piccolo protagonista, grazie all'umanità di chi lo ha nascosto, si salva e si ricongiunge con la sua famiglia. Il libro è dedicato a tutti i bambini strappati alle loro case in Roma il 16 Ottobre 1943.
Il tipografo di Vichy / Marco Musazzi
Milano : Solferino, 2024
Narratori
Abstract: Vichy, 1942. Dal pulpito della chiesa, padre Charles esorta i fedeli a segnalare alla gendarmeria gli ebrei apolidi, che devono essere allontanati per il bene del Paese. Constantin Millon, tipografo, torna a casa turbato: è davvero questa la cosa giusta? Gli amici al bistrot sono sicuri di sì: senza ebrei staranno tutti meglio, ci saranno più lavoro e più soldi per tutti e la Francia sarà restituita ai francesi. Ma Constantin, che pure non si è mai interessato di politica, comincia a provare un sottile disagio, che infine esplode in aperta discussione con la moglie Rose quando la loro amata figlia, Jeannine, rivela di avere una carissima amica ebrea, Ester. Può continuare a frequentarla? Rose non ha dubbi: certo che no. Ma il marito esita, la piccola crepa che si è aperta nella sua mente si allarga via via che arrivano voci sul trattamento riservato agli ebrei. Finché Jeannine sparisce e il sospetto che sia stata presa insieme a Ester in un rastrellamento, e deportata in Germania, diventa pian piano certezza. È ancora possibile salvarla? Ora Constantin, l’uomo incapace di slanci e che si definisce «un pezzo degli scacchi dal colore incerto, né bianco né nero, un pezzo fuori dal gioco», è stato toccato dalla Storia e non può più restare a guardare. Deve agire. E l’incontro con un vecchio prete dalla fede vacillante sarà determinante per il suo futuro. La storia del tipografo Millon è la storia di una ricerca e di una presa di coscienza che sono il contrario dell’eroismo: improvvisate e riluttanti, piene di umanissimi dubbi. Ma proprio per questo è una storia avvincente e che parla a ogni tempo: perché magistralmente disegna le incertezze e le paure di tutti di fronte al Male, la tentazione della resa, le conseguenze del coraggio.
Il coraggio di Lilly : romanzo / Mattia Bertoldi
Milano : TEA, 2024
Narrativa best seller
Abstract: Zurigo, 1917. Lilly Volkart ha vent'anni e sogna di diventare pediatra. Mentre risparmia per pagarsi gli studi, lavora presso la pensione dei suoi genitori. Nelle sue stanze ospita moltissimi studenti del Politecnico, perlopiù svizzeri provenienti da altri cantoni. Ma tra loro c'è anche un italiano, Umberto, che si distingue per gentilezza e simpatia. Innamorarsi e fare progetti per il futuro sembra essere la cosa più naturale al mondo. Ma in Italia infuria la guerra, e presto Umberto è costretto a lasciare la Svizzera per andare a combattere in Veneto… Ascona, 1943. Il sogno di diventare pediatra non si è realizzato, ma Lilly può mettere a frutto la sua esperienza per qualcosa di ancora più grande. Nel 1924 ha aperto una colonia per ospitare bambini di famiglie benestanti durante l'estate, che presto è diventata anche un luogo di approdo per bambini meno fortunati. Con lo scoppio della guerra il numero di ospiti è aumentato: Ascona si trova al confine con l'Italia e si rivela un posto sicuro per tanti bambini ebrei in fuga. Con l'aiuto di Massimo, il proprietario dell'emporio del paese, Lilly decide di accoglierli e li nasconde, offrendo loro una casa e la possibilità di studiare e imparare un mestiere. Nella speranza che, in una sorta di famiglia allargata, i piccoli possano superare la guerra, per poi riabbracciare i loro genitori… In questo romanzo, Mattia Bertoldi racconta con grande delicatezza la storia sorprendente di Lilly Volkart, una donna che, come Oskar Schindler o Irena Sendler, cambiò il destino di centinaia di bambini durante la Seconda guerra mondiale e di migliaia nel corso della sua vita.
Per ignota destinazione : gli ebrei sotto il nazismo / Liliana Picciotto Fargion
Milano : A. Mondadori, 1994
Anne Frank nel mondo = Anne Frank in the world : 1929-1945
Amsterdam : Fondazione Anne Frank, 1989
Padova : Muzzio, 1996
Abstract: Anche se incentrata in particolare sulla politica razziale del nazionalsocialismo, l'opera esamina in generale il fenomeno del genocidio nel suo variegato manifestarsi nella storia. Mediante il senso storico dell'autore, si dimostra come un disegno orrendo quale quello del genocidio arrivi ad attuarsi dopo una lunga, articolata, implacabile azione ai più vari livelli.
Milano : Mondadori, 1997
Abstract: Cinquant'anni dopo l'Olocausto sono emerse nuove prove che confermano l'attività delle banche svizzere nel riciclaggio dei beni e del denaro confiscati agli ebrei. Ma Ziegler, oltre a denunciare il presunto ruolo di 'cassaforte dei nazisti' svolto dalla Svizzera, vuole anche dimostrare che le banche elvetiche fornirono a Hitler il denaro che gli serviva per l'acquisto di armi.
Gli ebrei d'Europa nell'età moderna : 1550-1750 / Jonathan I. Israel
Bologna : Il mulino, copyr. 1991
Villa Emma : ragazzi ebrei in fuga : 1940-1945 / Klaus Voigt ; traduzione di Loredana Melissari
[Milano] : La nuova Italia, 2002
Abstract: L'avventurosa storia di un gruppo di giovani ebrei, scampati alle persecuzioni naziste e fuggiti, fra il 1940 e il '45, attraverso la Jugoslavia, l'Italia, la Svizzera, fino alla salvezza in Palestina, diventa occasione, nelle pagine di questo libro, per raccontare una straordinaria vicenda di solidarietà, testimonianza di un legame ancora vivo tra i protagonisti di quegli avvenimenti e la popolazione di una piccola cittadina italiana. Giunti in Italia a partire dal luglio 1942, 73 ragazzi furono ospitati per un anno a Nonantola (Modena), presso Villa Emma, per iniziativa della Delasem, l'organizzazione assistenziale degli ebrei italiani.