Trovati 249 documenti.
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Les traducteurs d'Edgar Poe en France de 1845 a 1875: Charles Baudelaire / Leon Lemonnier
Paris : Presses universitaires de France, 1928
Il gran rifiuto : storie di autori e di libri rifiutati dagli editori / Mario Baudino
Bagno a Ripoli [Firenze] : Passigli, c2009
Abstract: Questo volume rappresenta una sorta di 'summa' dei più grandi errori editoriali, ripercorsi attraverso le vicende di libri e scrittori da una parte, editori e loro consulenti dall'altra. Non si pensi però a una semplice carrellata di rifiuti che dovevano poi diventare famosi non meno dei libri che ne erano stati l'oggetto, dalla Recherche di Proust, al Gattopardo di Tornasi di Lampedusa, e perfino a bestseller come Harry Potter o i romanzi di Tolkien. Queste storie possono infatti essere lette anche come strumento per capire le ragioni, o almeno il contesto, di rifiuti così clamorosi e per-sino imbarazzanti. Il mestiere dell'editore, del resto, è fatto innanzitutto di scelte, e le scelte sono fatte di esclusioni, non sempre cosi palesemente ingiuste come possono apparire agli occhi dei lettori. In ogni caso, sarà l'arrivo del successo di un'opera a fare tabula rasa di tutte le possibili ragioni di un rifiuto, insieme ai mea culpa dell'editore che se lo è visto sfuggire. Al di là dei suoi aspetti più curiosi e divertenti, questo libro, frutto di una ricerca tenace, appassionata e documentata, rappresenta così un'attenta analisi dei vizi e dei costumi dell'editoria, offrendo nel contempo un quadro inusuale, ma non per questo meno interessante, della nostra società culturale.
Roma : Viella, 2023
I libri di Viella ; 445
Abstract: “Concordare le storie” come fece Petrarca significava porre in primo piano la continuità dell’humanitas e rivivere sincronicamente l’antico. Fu un’operazione epocale da cui scaturì non solo un nuovo modo di intendere l’antichità ma anche una pletora di generi letterari nuovi che rimasero vitali per vari secoli. Nacque una nuova scuola che stabilì il canone degli autori classici da imitare, fissando così dei paradigmi sul modo di conoscere il passato. Lentamente, però, questi paradigmi mutarono e la loro evoluzione segnò il passaggio dalla civiltà umanistica a quella razionalista del Settecento. La trasformazione fu promossa da alcune tendenze, note e meno note, che temperavano l’esaltazione degli antichi e proclamavano la superiorità dei moderni. L’entusiasmo per le concordanze delle storie, dopo avere a lungo trionfato, attraversò uno stadio di vischiosità in cui antico e moderno convivevano ma mostravano la tendenza a separarsi, e infine scomparve quando si impose la nozione che il mondo antico era veramente altro da quello moderno.
Roma : Viella, 2017
Biblioteca di studj romanzi / Società filologica romana ; 2
Abstract: Ogni frammento della società bassomedievale ridefinisce nei rapporti politici e sociali anche uno specifico rapporto tra la cultura scritta e la sua fruizione: dal monastero al convento, dalla scuola cattedrale all’università, la corte e le città; figure cariche di rinnovate designazioni antropologiche e – sul piano materiale – denotative di quei nuovi attori che orientano e governano la trasmissione dei testi. Alla fine del secolo XII e lungo tutto il Duecento, il lento spegnersi dell’egemonia monastica e il sopraggiungere di altre culture – conventuale, universitaria, laica e professionale –, insieme alla piena affermazione delle letterature volgari, si riverberano in una nuova “biblioteca”: nuove reti testuali e una complessiva mutazione della “memoria discorsiva” prodotta dalla trasmissione dei testi. “Gli anni della tradizione” segnano, dunque, quella fase storica lungo la quale il testo materialmente inteso (il libro classico, storiografico, giuridico, filosofico, teologico e letterario), fra le mani dei lettori e nelle singole biblioteche, rispecchia e riproduce la tensione fra i saperi, o i generi letterari, e il loro ordinamento in corpora culturali.
[Vicenza] : Banca cattolica del Veneto ; [Milano] : Nuovo banco ambrosiano, c1989
Le gioconde : segreti, misteri e meccanismi dei volti che sono diventati icone / Claudio Pescio
Giunti, 2025
Abstract: Questo libro non è una raccolta di capolavori universalmente riconosciuti. Quella delle “Gioconde” è una categoria a parte, che va al di là del rilievo storico artistico. Ne fanno parte dipinti (in gran parte) di volti che per particolari doti di magnetismo, per il loro carisma, potremmo dire, o per le vicende che ne hanno segnato il percorso, hanno finito per assurgere a uno speciale grado di popolarità; al punto, a volte, di trasformarsi in qualcosa di diverso e imprevisto, incarnazione di ideali politici, condizioni sociali o tendenze culturali, ma anche in icone da selfie, in prodotti pop e commerciali che hanno finito per stravolgerne il significato iniziale e gli intenti del loro creatore. A cominciare dalla capostipite della categoria, la Monna Lisa di Leonardo, alla quale troveremo qui affiancate la Ragazza con orecchino di perla di Vermeer, la Venere di Botticelli e la Fornarina di Raffaello, certo, ma anche la Ragazza afgana di McCurry e il manifesto di Che Guevara; la Medusa, prototipo del fascino letale di uno sguardo, e il misterioso profilo di Nefertiti. Opere tutte dotate di elementi di singolarità, o qualità speciali e uniche, storie avvincenti: trappole visive a cui è difficile sottrarsi.
Celan in Italia : storia e critica di una ricezione / Dario Borso
Novate Milanese : Prospero, 2020
Le orbite ; 2
Abstract: Nel 1964 Paul Celan (20.IV.1920 - 23.XI.1970), di cui quest'anno cadono il centenario della nascita e il cinquantenario della morte, dopo molte insistenze di Vittorio Sereni, allora direttore editoriale della Mondadori, stilò un elenco di sue poesie in vista di un'antologia italiana. Per una serie di vicissitudini, a volte comiche a volte tragiche ma sempre avvincenti, questa antologia non uscì mai. Sullo sfondo della ricezione complessiva di Celan in Italia, il libro ricostruisce la storia di questo non-libro del massimo poeta tedesco del secondo Novecento, che a coprotagonisti ebbe i migliori poeti italiani (oltre a Sereni, Andrea Zanzotto, Franco Fortini, Maria Luisa Spaziani, Nanni Balestrini) e i migliori germanisti (tra cui Giuseppe Bevilacqua e Ferruccio Masini). Le prove di traduzione vengono riportate tutte, e analizzate in un'Appendice comprendente l'originale tedesco.
Napoli ; Salerno : Orthotes, 2016
Germanica ; 11
Saggio sulla fortuna di Dostoevskij in Italia / / Anna M. V. Guarnieri Ortolani
Firenze : Olschki, stampa 1947
Pubblicazioni della Facoltà di lettere e filosofia, Università di Padova ; 24
Milano ; Udine : Mimesis, 2018
Classici contro ; 9
Abstract: Gli storici europei hanno per molto tempo considerato Tucidide come il padre fondatore della propria disciplina, modello inarrivabile di ricerca severa e inflessibile della verità, capace come nessun altro di interpretare i fatti al di là delle apparenze. Quasi un culto, che ebbe il suo culmine in Germania tra Ottocento e primo Novecento nell'epoca dello storicismo, riassumibile nei nomi di Leopold von Ranke ed Eduard Meyer, e che conobbe una fervida stagione nell'Italia tra le due guerre mondiali, quando antichisti come Gaetano De Sanctis, Aldo Ferrabino e Arnaldo Momigliano pensarono la storia antica in un rapporto dialettico con lo storicismo di Benedetto Croce e in reazione alle sollecitazioni dell'ideologia fascista. La ricezione di Tucidide si rivela così una sorta di prisma che permette di ripensare alla storia della storiografi a moderna sul mondo antico come la coscienza antropologica della scrittura storica. Così la storia degli studi classici diventa storia della cultura. Postfazione di Ugo Fontana.
Il Dante fascista : saggi, letture, note dantesche / Luigi Scorrano
Ravenna : Longo, [2001]
L' interprete ; 68
La fortuna di Alessandro Magno dall'antichità al Medioevo. [A cura di] Chiara Frugoni
Firenze : La nuova Italia, 1978
Strumenti ; 94
The she-wolf and the sphinx : Rome and Egypt from history to myth / edited by Eugenio Lo Sardo
Milan : Electa, [2008]
Abstract: Il volume è il catalogo della mostra di Roma (Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo, 11 luglio - 9 novembre 2008). La rassegna intende documentare, con circa ottanta opere esposte, quell'ampio arco cronologico che va dal II secolo a.C. sino alla matura Età dei Lumi, durante il quale l'Egitto da storia diventa mito e l'Egittomania si trasforma in Egittofilia. Provenienti dalle collezioni più prestigiose (Musei Capitolini, Musei Vaticani, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Louvre, Pergamon Museum...), le opere, selezionate da un comitato scientifico di grande rilievo, illustrano in modo chiaro e fitto di riferimenti culturali il rapporto intenso e secolare tra Egitto e Roma, e guidano alla scoperta dei misteri egizi di Roma (obelischi, templi, serapeo ecc.).
Roma : Fandango libri, [2008]
Abstract: Che rapporto può esistere tra l'Albania e Dante, il poeta italiano per eccellenza, uno dei più grandi della storia? Quali segrete affinità legano un'opera come "La Divina Commedia" e le traversie del popolo albanese, segnato da secoli di guerre e occupazioni? Più di quante possiamo immaginare, rivela Ismail Kadaré in questo pamphlet. Spaziando dall'Impero Ottomano all'invasione fascista, dagli anni del comunismo a quelli dei barconi della morte, il grande autore albanese ripercorre le tappe fondamentali della storia del suo paese. E mostra come Dante sia stato "inevitabilmente" presente in ogni momento, offrendo con la sua arte una fonte di inesauribile bellezza e un rifugio agli orrori della storia.
Il Corpus Dionysianum nel Medioevo : rassegna di studi: 1900-1972 / Barbara Faes De Mottoni
Bologna : Il mulino, [1977]
Pubblicazioni del Centro di studio per la storia della storiografia filosofica ; 3
EDT, 2013
Abstract: I Francesi non possono sapere cosa può produrre a teatro 'Artaserse' più di quanto gli Italiani siano in grado di sentire l'effetto di 'Armide': così scrive nel 1740 Charles de Brosses, riassumendo la radicale alterità rappresentata dall'opera italiana rispetto a quella francese, tanto dal punto di vista estetico quanto da quello della produzione e della ricezione. Da una parte, in Francia, un sistema di valori che comprende l'equilibrio tra parola e musica, il rispetto delle regole classiciste e un forte controllo organizzativo; dall'altra, in Italia, il gusto per la melodia e il virtuosismo, la rottura drammatica tra recitativo e aria, la vivacità del sistema impresariale. Per queste ragioni è stato possibile che solo un paio d'intermezzi siano stati rappresentati a Parigi nella loro lingua originale fra l'Ercole amante di Cavalli (1662) e La serva padrona di Pergolesi (1752), e che nessuna opera seria sia stata cantata addirittura fino al 1804, quando tutto il resto d'Europa aveva ormai consacrato all'opera italiana un ruolo centrale. Un dato così schiacciante non deve tuttavia far velo a una vibrazione sotterranea che agisce proprio nel cuore della creatività musicale francese del Settecento: l'indagine di Noiray e Fabiano ne ritraccia lo sviluppo, dimostrando che oltre le fratture della storia, oltre ogni querelle o pamphlet, esiste una continuità segreta sottesa all'intero secolo.
L'invenzione del passato nel Settecento / a cura di Marina Formica, Anna Maria Rao, Silvia Tatti
Roma : Edizioni di storia e letteratura, 2022
Biblioteca del 18. secolo ; 40
Abstract: Nel corso del Settecento il passato è riscoperto e al tempo stesso reinventato attraverso una grande varietà di pratiche e metodi, che spaziano dalla ricerca antiquaria alla costituzione di musei, da proposte storiografiche, filologiche e giuridiche all'appropriazione ideologica e filosofica di particolari ambiti della tradizione. In questo volume di saggi vengono proposte ricerche mirate sulla dilatazione degli usi della storia ai fini di proposte sociali, politiche, culturali, giuridiche, economiche, filosofiche, per il presente e per il futuro.
L'allegria della mente : dialogando con Agostino / Roberta De Monticelli
[Milano] : B. Mondadori, copyr. 2004
Abstract: Questo libro nasce da una riflessione sulla presenza di Agostino nel Novecento o più in generale nel pensiero che possiamo ancora dire contemporaneo, perché ancora orienta e nutre la ricerca viva, quotidiana di alcuni e forse molti di noi. Agostino, che fondò in definitiva l'ordo studiorum destinato a vivere per più di un millennio con la civiltà medievale, è anche fenomenologo dell'embarras de richesse, dell'avidità del conoscere e del disordine mentale, dell'ansia di onniscienza e dell'angoscia da smarrimento, del bisogno di unità e della sensibilità a tutti i richiami del molteplice. I saggi raccolti si propongono di servire alla ricerca personale di ognuno.