Trovati 93 documenti.
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L'occhio di Zeus : disavventure della "Democrazia" / Luciano Canfora
Roma : Laterza, copyr. 2006
Abstract: Il rifiuto dell'editore Beck di pubblicareper i propri tipiil volume La democrazia.Storia di un'ideologiadi Luciano Canforasolleva una questione cruciale:l'uso della storiae della sua riscritturain funzione del presente.
Nuova ed. aggiornata
Milano : Mondadori, 1998
Abstract: Una raccolta che riporta ciò che i più importanti giornalisti e intellettuali italiani scrissero negli anni caldi che seguirono il Sessantotto, sull'estremismo di sinistra e sulla nascita del terrorismo. Uscito nel 1991 e ristampato sette volte, viene riproposto in edizione aggiornata e ampliata. sangue, e di Branir, medico e maestro spirituale, Pazair comincia quindi a indagare...
Gisella pipistrella / Jeanne Willis e Tony Ross
Il castoro, copyr. 2007
Abstract: I giovani animali della foresta pensano che Gisella pipistrella sia matta. Perché dice che il tronco dell'albero sta sopra e le foglie stanno sotto? Per fortuna il Saggio Gufo sa che il mondo non è sempre uguale: dipende dal nostro punto di vista
Potevi pensarci prima : e altri giudizi non richiesti sui nostri corpi / Gilda Sportiello
Rizzoli, 2025
Abstract: Giudizi indesiderati, molestie, tentativi manipolatori di dissuasione, stanze dell’ascolto, violenze fisiche e psicologiche, disinformazione: quando una persona decide di interrompere una gravidanza è questo che spesso si trova ad affrontare. Pratiche e modalità che hanno il preciso scopo di alimentare lo stigma, suscitare sensi di colpa, rafforzare l’idea che ci sia un solo destino possibile: quello segnato dal dolore e dalla vergogna. È così che l’aborto viene trattato dalla morale – o dalla cattiva politica che si fa morale –, spacciato per gentile concessione e non riconosciuto come diritto alla salute, ostacolato e intralciato: da servizi inesistenti, consultori svuotati, tassi di obiezione così alti da diventare impedienti, leggi applicate solo in parte o del tutto disattese, pratiche inaccettabili che si trasformano in violenza impunita. Gilda Sportiello ci invita a tenere alta la guardia contro l’attacco che in Italia e in molti altri Paesi le destre stanno sferrando al diritto all’aborto sicuro e legale, presenta dati incontrovertibili (quando esistono), smonta la retorica del dolore e la narrazione della colpa, per ribadire che l’aborto va difeso come il frutto di una scelta libera e consapevole e garantito in spazi sicuri e mai giudicanti.
Un mondo perfetto / a cura di Francesca Pansa
[Milano] : Sperling & Kupfer economica, 2008
Abstract: Quali idee del mondo offrono le bambine che vivono con noi la vita di tutti i giorni? Le future partecipanti alla storia del nostro Paese raccontano, sognano, soffrono e gioiscono quanto e forse più di noi, da un punto di vista incontaminato. Sotto gli occhi delle varie Cecilia, Elisa, Sara, delle piccole immigrate o della struggente Michela di San Giuliano di Puglia o delle indomite bambine di Locri, sicurezza, violenza, pace, ambiente, fame nel mondo, mafia, giustizia acquistano una rilevanza speciale. Le piccole antigoni contemporanee spezzano la catena delle nostre comode impossibilità, del nostro esitare a rapportarci con chi è vittima, con il dolore dentro e fuori le case, con le grandi solitudini, con le ingiustizie sociali. Non sembrano le nostre figlie. (Francesca Pansa).
Roma : Manifestolibri, copyr. 2002
Il "caso" Silone / Giuseppe Tamburrano ; appendice di Gianna Granati
Torino : UTET libreria, copyr. 2006
Abstract: Ignazio Silone, uno dei più grandi scrittori del Novecento, tra i massimi dirigenti del Partito Comunista col quale ruppe nel 1931, antifascista, antitotalitario, socialista senza partito, è stato accusato, dieci anni or sono, di essere stato dal 1919 al 1930 spia al servizio del fascismo. Questa storia di spie ha suscitato un grande clamore in Italia e all'estero ove Silone è più letto e apprezzato che in patria. L'accusa, in sé è incredibile Montanelli ha detto che non ci crederebbe nemmeno se glielo dicesse Silone redivivo - ma più incredibile è che il caso sia ancora vivo. Perché tanti giornali si sono accaniti contro tale grande personalità nel corso di tanti anni? Questo è il vero caso Silone, e non le accuse che si sono dimostrate infondate. Giuseppe Tamburrano, che insieme a Gianna Granati e Alfonso Isinelli, ha pubblicato un libro intitolato Processo a Silone nel quale ha dimostrato l'inattendibilità delle prove, in questo saggio racconta come e perché è nato il caso il quale si presta ottimamente ad una riflessione critica sul come i mass-media confezionano le notizie e formano i giudizi del pubblico.
Milano : Il saggiatore : Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, copyr. 2002
Abstract: I pareri di lettura, cioè i giudizi editoriali stilati da funzionari interni o da collaboratori esterni scelti per loro competenze specifiche, rappresentano una originale chiave di lettura per rileggere il ruolo svolto dalla Mondadori nella promozione della narrativa italiana nel ventennio che va dagli anni '50 all'inizio degli anni '70. Il presente volume ne seleziona 120, relativi a romanzi italiani pubblicati tra il 1950 e il 1971, anno della morte di Arnaldo Mondadori, e ora conservati presso gli archivi della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.
In Italia ai tempi di Mussolini : viaggio in compagnia di osservatori stranieri / Emilio Gentile
Mondadori, 2014
Abstract: La sera del 29 ottobre 1922, alla stazione di Milano, tra una folla di giovani armati in camicia nera, il corrispondente dall'Italia del Chicago Daily News, Edgar Ansel Mowrer, scorse Benito Mussolini. Il giornalista gli si avvicinò e gli chiese: Signor Mussolini, mi dice cosa succede?. Non lo sapete? rispose lui. Vado a Roma per instaurare il fascismo. Congratulazioni soggiunse Mowrer, e salì sul treno che il giorno dopo avrebbe portato il duce del fascismo alla conquista del potere. Inizia così, alla vigilia della marcia su Roma, questo particolarissimo viaggio nell'Italia di Mussolini, ripercorso, nelle sue tappe cruciali, a partire dalle pagine che giornalisti, studiosi, viaggiatori e scrittori stranieri dedicarono alle vicende del nostro paese negli anni più tragici del Novecento. Un viaggio durato oltre un ventennio, dalla Grande guerra alle lotte operaie e contadine del biennio rosso, dalle violenze squadriste ai fasti dell'Italia imperiale sino ai giorni bui della seconda guerra mondiale, quando l'Italia finì sotto le ruote della storia.
Milano : RCS Mediagroup, 2017
Milano : Feltrinelli, 2012
Universale economica Feltrinelli ; 2328Storia
Abstract: È ormai noto che la notizia dello sterminio sistematico degli ebrei a opera dei nazisti circolava in Europa e negli Stati Uniti fin dal 1942. Eppure ci vollero tre lunghi anni prima che si ponesse fine alla barbarie del genocidio. Nel frattempo, nessuna azione militare specificamente finalizzata a sabotare la macchina nazista dell'orrore. Nessuna iniziativa diplomatica esplicitamente rivolta a fermare la mano degli aguzzini. Anzi, l'accoglienza di rifugiati ebrei in fuga dalla Germania fu resa ancor più difficile e le porte delle frontiere si chiusero per loro quasi ermeticamente. Perché? Theodore Hamerow fornisce a questo inquietante interrogativo storico una risposta sgradevole ma molto precisa: l'Olocausto non fu fermato prima perché anche le democrazie occidentali furono percorse al loro interno da una fortissima ondata di antisemitismo, che impedì ai governi di prendere misure concrete in soccorso degli ebrei. Perfino negli Stati Uniti, si tentò di far passare le notizie sullo sterminio per semplice propaganda e la questione ebraica come un problema locale. Frutto di un vastissimo lavoro d'archivio, il libro di Hamerow documenta in modo sistematico perché l'Occidente lasciò mano libera alla follia omicida nazista. Con una conclusione amara: pur sconfitto, Hitler in un certo senso ha vinto perché è riuscito a spazzare via gli ebrei dall'Europa.
In cerca di fortuna : l'emigrazione italiana dell'ottocento a oggi sulla stampa di tutto il mondo
Internazionale, 2020
Fa parte di: Internazionale storia
Abstract: Quando i migranti eravamo noi: l'emigrazione italiana nella stampa di tutto il mondo selezionata dalla redazione di Internazionale. Con fotografie, commenti, cronache e testimonianze dall'Ottocento ai nostri giorni.
Einaudi, 2023
Abstract: Molto è stato scritto sulla Resistenza e sulla guerra di liberazione in Italia. Ma che cosa accadde ai partigiani dopo l'aprile 1945? Come vissero realmente gli anni del dopoguerra e della rinascita del Paese coloro che la Repubblica avrebbe celebrato come i nuovi eroi della patria, martiri del secondo Risorgimento nazionale? Dal 1948 e fino ai primi anni Sessanta, nelle aule di giustizia della nuova Italia democratica va in scena un «Processo alla Resistenza», destinato ad avere un forte impatto mediatico. Assassini, terroristi, «colpevoli sfuggiti all'arresto». Così la magistratura del dopoguerra, largamente compromessa col regime fascista, giudica quei partigiani che hanno combattuto una guerra clandestina per bande, tra il 1943 e il 1945. Giudizio condiviso dalla stampa e da gran parte dell'opinione pubblica italiana, che si accompagna a una generale riabilitazione di ex fascisti e collaborazionisti della Rsi, autori di stragi e crimini contro i civili, costretti a «obbedire a ordini superiori». Attraverso carte processuali e documenti d'archivio inediti, Michela Ponzani ricostruisce il clima di un'epoca, osservando i sogni, le speranze tradite e i fallimenti di una generazione che pagò un prezzo molto alto per la scelta di resistere. Cosa resta della Resistenza nella Repubblica? Rimosso dalla memoria collettiva, il «Processo alla Resistenza», celebrato nelle aule di giustizia dopo il 1945, anima per decenni il dibattito mediatico, plasmando distorsioni, manipolazioni, miti e luoghi comuni «antiresistenziali», in una serie di polemiche a posteriori. La messa sotto accusa dell'antifascismo finisce col ribaltare ragioni e torti, meriti e bassezze, valori e disvalori. Coloro che hanno combattuto contro nazisti e fascisti si trasformano in pericolosi fuorilegge, colpevoli di aver attentato al bene della patria (esposta all'invasione angloamericana e ai tragici effetti delle rappresaglie, scatenate dall'occupante tedesco) e di aver messo a repentaglio la sicurezza nazionale, difesa invece fino alla fine dai combattenti di Salò. Assassini, vigliacchi, terroristi, «colpevoli sfuggiti all'arresto». Sulla base di questi termini (utilizzati dalla stampa degli anni Cinquanta) la magistratura del dopoguerra, quasi sempre compromessa col regime fascista, giudica quei partigiani che hanno combattuto una guerra per bande. Mentre ex fascisti e repubblichini, autori di stragi e crimini contro civili, vengono assolti, riabilitati e persino graziati per aver «obbedito ad ordini militari superiori» o per la loro natura «di buoni padri di famiglia», i partigiani sono giudicati responsabili delle rappresaglie scatenate dai nazifascisti, per non essersi consegnati al nemico.
Bollati Boringhieri, 2014
Abstract: Nel gennaio 1979 un fremito di orrore e vergogna sconvolse venti milioni di tedeschi. A innescare un tale sussulto morale collettivo, di una radicalità mai registrata dalla fine della guerra, fu una miniserie televisiva di produzione americana, Holocaust, con James Woods e Meryl Streep. Una narrazione cinematografica piuttosto convenzionale aveva trovato il varco emotivo per raggiungere una zona opaca della coscienza nazionale, rimasta inerte per decenni, inaccessibile nonostante la schiacciante massa documentale sulla Shoah. Tra le innumerevoli prese di posizione, gli interventi, le riflessioni che dilagarono nel discorso pubblico si segnalano come vere folgorazioni queste note diaristiche di Günther Anders. I suoi lampi di pensiero rischiarano ciò che allora nessuno realizzò con altrettanta acutezza: per entrare nel campo visivo di un intero popolo, la rappresentazione dello sterminio andò rimpicciolita a misura percettiva umana. Solo cosi, attraverso i protagonisti di un modesto film, riacquistarono fattezze di individui le vittime di un crimine oscurato dalla propria smisurata contabilità. E solo così per i tedeschi fu possibile spezzare quel paradigma della non-colpa che li aveva esonerati dal rimorso.
Milano : Mondadori, 2012
Abstract: 'A voce d' 'e creature è sfacciata. I bambini spesso riescono a dire quello di cui gli adulti hanno paura o pudore. Dicono che il re è nudo, e che la camorra fa schifo. 'A voce d' 'e creature è una fondazione che in una villa sequestrata a un boss raccoglie decine di bambini dai quartieri degradati di Napoli e dintorni. A guidare questa sfida coraggiosa, don Luigi Merola, l'ex parroco di Forcella, che per il suo impegno contro la camorra è stato minacciato di morte ed è costretto a girare con la scorta. 'A voce d' 'e creature è un libro che nasce dall'incontro fra i ragazzi di don Merola e Marcello D'Orta, il maestro più famoso di Napoli, indimenticato autore di Io speriamo che me la cavo. Su indicazione di D'Orta, questi meravigliosi guaglioni hanno scritto dei temi in cui raccontano, con la loro scandalosa innocenza, Napoli e i suoi problemi. Parlano di camorra e di pizzo, di violenza e di monnezza. Scrivono lettere al sindaco e al papa, danno il loro impagabile punto di vista sul calcio, le scommesse clandestine, i botti di capodanno. Parlano dei loro desideri, delle loro speranze, del futuro. Scrive don Merola: Con questi temi i bambini raccontano la camorra come un inferno che brucia le speranze dei cittadini onesti, il degrado delle strade, istituzioni quasi sempre assenti, strutture fatiscenti. I nostri bambini, in queste pagine, gridano il loro inno alla vita. Noi crediamo che il riscatto di Napoli parta dai bambini, dal dare voce alle sue creature.
Un buco per la pioggia? / Daniel Fehr, Francesca Sanna
Pulce, 2020
Abstract: Sta per piovere e Coniglio ha deciso di scavare un buco per la pioggia, ma gli altri animali del bosco vogliono dire la loro e dare consigli. Orso pensa che per ripararsi dalla pioggia serva una grotta, mentre Picchio e Scoiattolo hanno idee diverse. Coniglio continua a scavare lo stesso con una grande forza di volontà. Quando comincia davvero a piovere Coniglio si infila nel buco...e gli altri? Un elogio alla perseveranza e all’importanza di difendere la propria buona idea anche quando viene apertamente criticata e messa in discussione.
Cuore di cristallo / Tea Ranno
Il Battello a vapore, 2025
Abstract: «Sei brutta. Ma brutta, brutta. Ma proprio brutta!» ripete una voce dentro di lei ogni volta che Fulvia passa davanti a uno specchio. «Il tuo naso è brutto, la tua faccia è brutta.» Eppure non è sempre stato così. Fino a qualche mese fa, lo specchio non era un aguzzino e Fulvia aveva il cuore leggero: il primo anno del liceo, le amiche, la cotta segreta per Zacchi della 3a C, il più figo della scuola... Tutto è cominciato con l'"Orrendo fatto", alla festa di compleanno di Giada, quando Emilio Zacchi l'ha guardata e all'improvviso ha detto: «Ma l'avete visto il naso della De Rossi? È grande quanto quello di una mosca». Gli altri sono scoppiati a ridere, lei ha sentito una vampa di fuoco salirle dai piedi alla faccia. Da quel giorno a scuola Fulvia è diventata Nasomosca. Da quel giorno la sua vita è andata lentamente in frantumi, la disperazione le ha curvato le spalle, il suo cuore si è fatto fragile come il cristallo. Ma può l'amore cambiarsi in odio? E davvero la fissa per il naso è una malattia, come dice la vecchia vicina di casa, Jo, l'unica con cui Fulvia si confida?
Nuova ed. / a cura di Sandro Gerbi
Milano : Adelphi, copyr. 2000
Abstract: Questo libro magistrale, divenuto nel giro di pochi decenni un classico moderno della storiografia, ci conduce a una sorta di archeologia dell'immagine dell'America nella cultura europea. Davanti a un continente che si presentava come un immenso Altro, fin dall'inizio si accesero le fantasie e le speculazioni. Gerbi prende le mosse dalla metà del Settecento, quando il grande naturalista francese Buffon cercò di dimostrare l'inferiorità biologica dell'ambiente fisico e degli animali americani, condanna che l'abate de Pauw estese agli abitanti, a suo avviso fiacchi e impotenti. Ma nessuno dei due aveva mai messo piede nel Nuovo Mondo. L'autore parte da questa calunnia e arriva ai grandi autori dell'Ottocento.
Roma : Viella, 2022
I libri di Viella ; 421
Abstract: Questo libro ripercorre i testi di viaggiatori provenienti dal Vecchio Mondo che sono entrati in contatto con i popoli nativi del Nord America nel Settecento, e che hanno tentato di comprenderne e scriverne la storia. Al centro dell'attenzione vi sono le conseguenze che questi incontri hanno avuto sull'idea di tempo nella mente europea. La curiosità proto-etnografica di amministratori coloniali, esploratori, commercianti, militari, naturalisti di origine francese e britannica, la loro osservazione della varietà sociale e culturale dei popoli nativi complica l'uso dell'uomo americano come esempio di selvaggio - nobile o ignobile - tipico delle teorizzazioni di progresso e sviluppo settecentesche. Nel sapere storico prodotto da questi testimoni assumono un ruolo centrale problemi legati alla comunicazione, alla traduzione, all'esistenza o meno di fonti scritte, che rivelano affascinanti tensioni tra un eurocentrismo epistemologico di fondo e tentativi di relativizzazione culturale.