Trovati 22 documenti.
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L'odore di fuliggine e rose / Julya Rabinowich ; traduzione di Beate Baumann
Nardò : Besa muci, 2024
Abstract: Quando due anni prima è fuggita in Austria con tutta la sua famiglia, Madina non immaginava e non sperava di tornare a casa così presto. Ma la guerra è finita, adesso ha 17 anni e c'è un papà da ritrovare, lo stesso che l'ha abbandonata da più di un anno per rientrare a combattere. Madina si trova davanti a uno scenario di devastazione e orrore, quello della guerra che ha cancellato le case, gli affetti, i ricordi. La ricerca di suo padre diventa una corsa contro il tempo ma si trasforma anche in un viaggio alla ricerca di sé e in un percorso che via via la conduce sempre più a una consapevolezza: non potrà essere sempre responsabile per gli altri, soprattutto per la sua famiglia, è tempo di prendere in mano i propri sogni e realizzarli.
La meridiana, copyr. 2024
Abstract: Le pagine di questo libro prendono in esame da un punto di vista psicoanalitico le radici affettive della guerra e le sue motivazioni profonde, ma anche l’importante cammino che il processo di civilizzazione è riuscito a fare nel corso degli ultimi secoli per eliminare questa folle pratica dalla mente dell’uomo. Le motivazioni e la cultura della guerra sono ancora forti e ben radicati nella mente dell’uomo. Da più di un secolo però stanno crescendo e si stanno rafforzando, soprattutto nell’area dei valori etici e nelle nuove generazioni, le competenze psicologiche della pace. Il cervello dell’uomo è di fatto interessato da un processo di trasformazione che lo adatta a una nuova “economia affettiva” che non prevede più la guerra come sistema di difesa e di piacere. Si tratta di un cambiamento storico e genetico inevitabile, i cui segnali esterni sono visibili nelle profonde mutazioni della nostra cultura. La violenza e la guerra, tuttavia, hanno radici profonde. Anche in questo secolo, dunque, dobbiamo rassegnarci alle sue terribili immagini di distruzione e sofferenza. Le reazioni indignate della maggioranza della popolazione mondiale allo scoppio delle guerre tra Russia e Ucraina e tra Israele e Hamas, tuttavia, mostrano come, rispetto al passato, la violenza folle dei conflitti armati abbia sempre meno spazio tra gli ideali condivisi dagli esseri umani. Com’è evidenziato nelle pagine di questo libro, il processo psicologico che si è messo in movimento inconsapevolmente soprattutto in Occidente va nella direzione di una maggiore integrazione a livello inconscio tra le diverse parti del Sé. Per realizzare pienamente il modello interno pacifista che lo psicoanalista Franco Fornari negli anni Ottanta aveva definito come “Democrazia affettiva”, tuttavia, è necessario avere una rotta precisa verso cui indirizzare la nostra cultura. L’obiettivo di questo libro, dunque, è quello di definire più chiaramente questa bussola interiore non ideologica che può guidare chi ama la pace.
Eros e Thymos : interessi e passioni al tempo della guerra russa all'Ucraina / Paolo Martelli
Milano : Meltemi, 2023
Linee ; 210
Nardò : Besamuci, 2023
Riflessi ; 94
Abstract: Saggio inedito, redatto in francese presumibilmente tra gli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta del Novecento, dal figlio del celebre scrittore e pensatore russo Lev Nikolaevic Tolstoj. L’autore approfondisce le cause della guerra, individuando nell’azione morale l’unica premessa in grado di instaurare una pace duratura. Il saggio venne inviato a Mussolini nel maggio del 1942, accompagnato da una lettera in cui l’autore manifestava il desiderio di trovare un editore disposto a pubblicarlo in Italia, ma la richiesta dell’allora settantatreenne Tolstoj non fu soddisfatta. Un’opera di estremo interesse, non solo per la tragica attualità dei temi trattati, ma anche perché rappresenta un dialogo costante con le idee di Tolstoj padre e, in particolare, con la sua filosofia della non-violenza.
Le immagini delle guerre contemporanee / a cura di Maurizio Guerri
Milano : Meltemi, 2017
Biblioteca/Estetica e culture visuali ; 7
Abstract: Qual è il nostro sguardo sulla guerra? In che modo i nuovi media hanno trasformato i conflitti e hanno mutato il nostro modo di guardare gli eventi bellici rispetto al XIX secolo? Che rapporto esiste tra la percezione (o la crescente anestesia) in relazione alla violenza bellica e i media che la mostrano (o la rimuovono)? Le guerre da sempre sono portatrici di violenza, sangue, morte; sono situazioni nelle quali prendono corpo di volta in volta modi concreti di intendere lo spazio politico, in cui si realizza uno specifico modo di vivere dell'uomo. A un secolo dallo scoppio della Prima guerra mondiale - la prima guerra fotografata in massa, in modo diffuso e dissonante -, a settant'anni dalla Liberazione e dalla chiusura dei campi di sterminio, questa raccolta di studi intende tornare a riflettere su alcuni momenti fondamentali di trasformazione della guerra all'interno della storia contemporanea, a partire dalle immagini cui tali eventi bellici sono connessi. Se le guerre sono i luoghi di esplosione della violenza pura, le immagini ci aiutano a capire se e come i paesaggi che hanno preso forma intorno al fuoco della guerra sono cambiati nel corso del tempo. Le immagini danno un volto alla guerra, indicano il senso (e l'assenza di senso) di un conflitto, in modo consapevole o meno sono prese di posizione politica nella storia.
Che cosa sono e come operano le navi da guerra : libro di cultura premarinara / Luigi Castagna
Ufficio storico regia marina, stampa 1938
Religioni in guerra / Enzo Pace
Roma : Castelvecchi, 2024
Arca
Abstract: È ormai evidente che le religioni giocano un ruolo attivo nelle guerre, armando le menti e scaldando i cuori dei fedeli. Ma perché avviene questo, quando ci si aspetta invece che mostrino una spiccata vocazione alla pace? L’elemento religioso costituisce oggi un fattore cruciale per comprendere i conflitti internazionali. Non si tratta né di “guerre di religione”, né di “scontri di civiltà”: la fede entra in gioco perché le politiche d’identità nazionali hanno bisogno di una legittimazione simbolica che altrimenti non potrebbero vantare. Attraverso numerosi casi di studio – dai movimenti hindu ai monaci buddisti in Sri Lanka, passando per l’islam politico e Israele – il sociologo Enzo Pace mostra come un conflitto emerga ogni volta che la religione cede alla logica della politica.
L'obbligo / Stefan Zweig ; tavole di Frans Masereel ; postfazione di Luca Sanfilippo
Milano : Intransito, 2022
Collana Masereel ; 3
Abstract: Scritto in piena prima guerra mondiale, L’obbligo analizza il sentimento di sottomissione alla patria e alla macchina dello Stato. Un pittore tedesco si trova nella Svizzera neutrale quando viene raggiunto da una cartolina militare che gli ingiunge di tornare al suo paese e prepararsi a partire per il fronte. Zweig ci presenta gli stati d’animo del protagonista e il confronto aspro con la sua compagna, una pacifista radicale. Le riflessioni di Zweig sulla guerra e sull’artificialità di patrie e confini dialogano con gli argomenti “disfattisti” del circolo ginevrino del premio Nobel Romain Rolland, con il pensiero tolstojano e con le prime istanze del movimento delle donne. Le belle illustrazioni commissionate da Zweig all’amico incisore Frans Masereel ci trasportano sul luogo dell’azione e nel contesto artistico e culturale dell’epoca. Nato a Vienna nel 1881 Stefan Zweig è stato autore di biografie e novelle molto lette e vendute. In fuga prima a Londra e poi in Sud America a causa della trionfante affermazione del nazismo, l’ebreo Zweig avrebbe voluto restare un cittadino europeo e uno scrittore di lingua tedesca in dialogo e risonanza col proprio pubblico.
[Roma] : Sensibili alle foglie, 2023
Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo / Associazione 46° Parallelo
13. ed.
Firenze : Terra Nuova, 2024
Abstract: Siamo giunti alla XIII edizione dell'Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, un numero monografico dedicato alle guerre in corso e intitolato Il pianeta gioca a risiko. Nel volume approfondimenti e riflessioni sulle origini dei maggiori conflitti in corso, sugli attori in gioco e sulla corsa al riarmo, che non riguarda solo i paesi in guerra ma coinvolge la maggioranza degli Stati.
Lord Jim a casa / Dinah Brooke ; traduzione di Tommaso Pincio
Palermo : Sellerio, 2026
La memoria ; 1365
Abstract: Giles Trenchard è nato in un ambiente privilegiato ma ostile, in un’atmosfera dominata da violenza emotiva e isolamento. Non amato, Giles lotta invano per essere sempre all’altezza delle aspettative della sua famiglia alto-borghese, viene spedito da un collegio all’altro finché, come gesto disperato, allo scoppio della guerra si arruola nella Regia Marina. Il cameratismo della vita militare gli offre una parvenza di scopo esistenziale, di appagamento. E tuttavia, di ritorno dalla guerra, si ritrova alla deriva e, come l’eroe del Lord Jim di Joseph Conrad, commette un atto così sconvolgente da mettere in discussione il suo passato, il suo carattere e il suo intero mondo di privilegi e di apparenze. E se nel romanzo di Conrad il protagonista tentava di scappare dalla vergogna per le sue azioni, qui la fuga non è un’alternativa. Pubblicato in Inghilterra nel 1973 e a lungo dimenticato, Lord Jim a casa racconta la caduta dall’Eden di un ragazzo cresciuto nell’ipocrisia della borghesia inglese. È un romanzo crudo, doloroso e appassionante, ricco di scene grottesche, una parodia dell’alta società britannica che diventa parodia di tutte le società occidentali. Con Lord Jim a casa scopriamo una voce nuova, spietata, più che contemporanea – nonostante sia un romanzo scritto (e dimenticato) più di cinquant’anni fa.
Vicenza : BEAT, 2019
Biblioteca editori associati di tascabili
Abstract: Tutti i grandi testi di strategia, dall ’Arte della guerra ai Trenta sei stratagemmi al Libro dei cinque anelli di Miyamoto Musashi, sono da tempo usati più come strumenti per la formazione dei manager che come punti di riferimento dell’educazione degli ufficiali. Questo ovviamente, e purtroppo, non avviene per una benefica estensione dell’idea di pace ma per una trasformazione profonda dell’idea di guerra... Eppure, il messaggio deW’Arte della guerra non è quello machiavelliano del fine che giustifica i mezzi. Si tratta, piuttosto, dell’invito a guardarsi dentro, a conoscersi e a vedere, prima di tutto, l’avversario che sta dentro di noi.
Wars and Capital / Éric Alliez, Maurizio Lazzarato ; translated by Ames Hodges
South Pasadena, CA : Semiotext(e), 2016
Semiotext(e) native agents series
Gorizia : LEG, 2018
Abstract: "Quella che un tempo era la classica battaglia in campo aperto ormai è scomparsa: ecco l'inferno di cemento dei centri urbani, scenario dei soldati delle guerre contemporanee". Uno studio completo delle tecniche di combattimento moderne nei centri urbani a partire dalla difesa sovietica della città di Stalingrado nel corso della Seconda guerra mondiale, per arrivare fino alle operazioni degli scorsi anni nel territorio iracheno. 24 anni di esperienza personale dell'autore nell'esercito americano sono condensati in questo libro, che condurrà dalla Stalingrado del 1942 a Aquisgrana (1944), Inchon e Seul (1950), Algeri (1956-57), Hue (1968), in Irlanda del Nord (1969-2008), Groznyj (1994-95), Jenin (2002) e Ramadi (2006-07). Le diverse azioni delle forze convenzionali o controinsurrezionali sono messe in evidenza con particolare enfasi su considerazioni di natura tattica, strategica, operativa e politica. Per comprendere quello che sempre più sembra connotarsi come il modo di combattere le guerre future
Scende la notte, Dio guarda : la crociera dell'Emden / Jean-Jacques Langendorf
Milano : Settecolori, 2024
Di là dal fiume e tra gli alberi ; 5
Abstract: Estate 1914. L'Emden, un incrociatore tedesco, solca il mare di Cina e l'Oceano indiano in cerca di navi nemiche da affondare. Fra gli ufficiali spicca la figura del barone Hohber, specialista del mondo arabo, nonché a lungo agente di collegamento dal Medio Oriente per il governo austro-ungarico di cui è fedele suddito. Durante la navigazione e nel susseguirsi di abbordaggi, affondamenti, sbarchi, marce forzate via terra che punteggeranno l'intera epopea bellica dell'Emden e del suo equipaggio, Hohber si sofferma sul suo passato: la sua infanzia al Cairo, dove ha contratto il «virus arabo», i suoi vicoli, quelli di Aleppo e di Sana; il suo castello di famiglia nella Bassa Austria; le sue cavalcate in Moravia e in Boemia; i suoi amori… Ma è anche la storia a scorrere davanti ai suoi occhi: i campi di battaglia del 1866; i porti di Tsing Tao, Penang, Madras, Trieste; i combattimenti dei Giovani Turchi a Costantinopoli… Attraverso la vita stessa di Hohber, sempre più stanco della guerra come della politica, in controluce si può vedere la vecchia monarchia absburgica raggiungere, nella sua agonia, l'impero ottomano. Basandosi su un fatto storico, in "Scende la notte, Dio guarda" Jean-Jacques Langendorf rende visibile il sentimento estetico della guerra ancora illusoriamente presente nelle società europee di fine Ottocento e destinato a scomparire nel carnaio della Grande guerra. In contrapposizione con il furore bellico, delinea e rafforza l'immagine di chi, come il suo protagonista, vede nell'Oriente, la sua filosofia, la sua religione, il suo stile di vita, una possibile alternativa. Edizione numerata da 1 a 1000.
Quando le montagne cantano : romanzo / Nguyen Phan Que Mai ; traduzione di Francesca Toticchi
Milano : TEA, 2025
TEA hit
Abstract: Un paese in guerra. Una famiglia divisa. Una storia indimenticabile di coraggio e speranza. Dal loro rifugio sulle montagne, la piccola Huong e sua nonna Dieu Lan sentono il rombo dei bombardieri americani e scorgono il bagliore degli incendi che stanno devastando Hanoi. Fino a quel momento, per Huong la guerra è stata l'ombra che ha risucchiato i suoi genitori, e adesso quell'ombra sta avvolgendo anche lei e la nonna. Tornate in città, scoprono che la loro casa è completamente distrutta, eppure non si scoraggiano e decidono di ricostruirla, mattone dopo mattone. E, per infondere fiducia nella nipote, Dieu Lan inizia a raccontarle la storia della sua vita: degli anni nella tenuta di famiglia sotto l'occupazione francese e durante le invasioni giapponesi; di come tutto fosse cambiato con l'avvento dei comunisti; della sua fuga disperata verso Hanoi senza cibo né denaro e della scelta di abbandonare i suoi cinque figli lungo il cammino, nella speranza che, prima o poi, si sarebbero ritrovati. E così era accaduto, perché lei non si era mai persa d'animo. Quando la nuova casa è pronta, la guerra è ormai conclusa. I reduci tornano dal fronte e anche Huong finalmente può riabbracciare la madre, Ngoc. Ma è una donna molto diversa da quella che lei ricordava. La guerra le ha rubato le parole e toccherà a Huong darle una voce, per aiutarla a liberarsi del fardello di troppi segreti… La saga di una famiglia che si dipana lungo tutto il Novecento, in un Paese diviso e segnato da carestie, guerre e rivoluzioni. Tre generazioni di donne forti, che affrontano la vita con coraggio e determinazione. Una storia potente e lirica insieme, che ci ricorda il valore dei legami familiari e gli ostacoli che siamo disposti a superare per rimanere accanto alle persone che amiamo.
Milano : Mondadori, 2025
Oscar storia
Abstract: La guerra può risolvere dispute, rovesciare tiranni e piegare la traiettoria della civiltà, a volte fino al punto di rottura. Da Troia in poi, ci sono stati molti momenti in cui l'azione bellica si è conclusa con l'annientamento totale, la distruzione di intere civiltà e l'imbarbarimento del tessuto sociale ed economico dei paesi e delle persone, segnando la fine di sistemi politici, culture ed epoche. E poiché, nonostante i cambiamenti avvenuti nei millenni, la natura umana rimane la stessa, ancora oggi le società non sono immuni dall'orrore di una guerra di estinzione. In questo libro il noto storico militare Victor Davis Hanson narra una serie di assedi e saccheggi dall'antichità fino alla conquista del Nuovo Mondo. Nelle storie di Tebe, Cartagine, Costantinopoli e Tenochtitlán, descrive il dramma, la violenza e la follia dei conflitti, mettendo in evidenza da un lato l'ingenuità dei vinti, dall'altro la rabbia con cui i vincitori hanno giustificato i massacri. Una lettura d'obbligo in questo inizio di XXI secolo, segnato più che mai da guerre e odio, un serio invito a tenere a mente la lezione del passato, per non incappare nuovamente nella catastrofe.
Torino : GEDI, 2024
Limes ; 9/2024
Abstract: Il numero 9/24 di Limes dedicato alla guerra tra Israele e asse della resistenza.
Palermo : Sellerio, 2026
La memoria ; 1367
Abstract: Il polacco Twardoch scrive con questo libro il romanzo della guerra in Ucraina, dopo essersi recato più volte sulla linea del fronte, visitando i luoghi, esplorando psicologie di soldati, gente comune e strateghi. Un romanzo abissale come una seduta di psicoterapia, preciso come un documentario. Pantegana e Cavallo (sono i loro pseudonimi da combattimento) sono intrappolati dalla «parte sbagliata del fiume Dnipro». Pantegana è un uomo rozzo e pusillanime, che punta solo a diventare «un trecentesimo» (così si chiamano i feriti ricoverati, distinti dai «duecentesimi», i morti). Cavallo è invece un volontario della Legione Internazionale, un colto cittadino polacco. Cavallo inizia a raccontare, o meglio: lo spinge a raccontare il Narratore rivolgendosi a lui con il «tu». I ricordi «dell’altro mondo» (cioè prima della guerra) sono una premessa significativa alla «melma della storia in cui un essere umano non conta nulla»: il nonno fu soldato nell’upa, l’Esercito insurrezionale ucraino, armata collaborazionista dei nazisti, colpevole di massacri, che poi combatté tedeschi e sovietici; la nonna era una profuga tedesca e il podere in Slesia dove entrambi avevano vissuto era appartenuto prima a un tedesco; la madre figlia di polacchi massacrati da ucraini; il padre diceva invece con piccata insistenza di essere un polacco europeo. E Cavallo? Cavallo era un pilota di droni che uccideva nemici senza vederli e adesso è voluto venire nella «fanteria di carne», in prima linea, nella linea zero, spinto nel profondo dal desiderio di scavare in se stesso per mezzo delle esperienze degli altri, delle loro storie e pensieri. E sono questi incontri che scorrono mentre la tecnologia delle armi trasforma il combattimento fisico in attesa eterna e le vittime in sagome e punti luminosi: e i rari incontri faccia a faccia col nemico servono solo a mostrare il pervertimento dei sentimenti. Mirtillo, Sciacallo, Sciabola, Scimmia, la sua donna Zuja, Variago, Göring, Ariano, Veles, Leopardo, i vivi e i morti: «nell’esercito ucraino erano rappresentati tutti, e questo spaccato sociale faceva sì che le forze armate pullulassero dei tipi più svariati, comuni e fuori del comune». E perché Cavallo sia finito lì è qualcosa che riguarda più di ogni altra la condizione umana e la sua oscurità. La linea zero è un romanzo crudamente epico ed esistenziale, sull’impatto della guerra nell’animo; il romanzo della complessità umana alla luce della condizione di guerra che le imprime il suo tenebroso rilievo.