Trovati 832 documenti.
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Terra madre : sopravvivere allo sviluppo / Vandana Shiva
Ed. riv
Torino : UTET libreria, 2002
Abstract: Vandana Shiva è una delle più brillanti promesse della fisica indiana quando abbandona una sicura carriera nel programma di energia nucleare nel suo Paese, denunciandone le possibili ripercussioni sull'uomo e l'ambiente. In breve tempo diventa una tra le più note attiviste del movimento ecologico internazionale e leader del World Social Forum. In questo libro la risposta alla globalizzazione esasperata imposta dall'Occidente è indicata principalmente in una diversa concezione della natura, nel segno della tradizione indiana e dei principi gandhiani.
Il culto della donna nella tradizione indiana / Arturo Schwarz ; fotografie di Paolo Rosselli
Roma ; Bari : Laterza, 1983
Il cuore delle ragazze arde più forte / Shobha Rao ; traduzione dall'inglese di Federica Oddera
Neri Pozza, 2018
Abstract: Una volta al mese, la giovane Poornima sale al tempio sull’Indravalli Konda a pregare per la madre, spentasi dopo una lunga malattia. Sedici anni, la pelle scura come il cielo della notte e cinque fratelli più piccoli di cui prendersi cura, Poornima trascorre le giornate a filare seduta al charkha e a immaginare per sé un destino migliore di quello che ha approntato per lei suo padre. Uomo brusco e autoritario che appartiene alla casta dei tessitori, il padre la vorrebbe infatti maritata il prima possibile, poiché dopo la morte della moglie ha bisogno di nuove braccia che lo aiutino nella tessitura di sari. Un giorno, entrando in casa, Poornima scorge una ragazza seduta al telaio di sua madre: indossa un modestissimo sari di cotone e sull’avambraccio destro ha una grossa voglia rotonda. Eppure, quella giovane sconosciuta brilla di una luce speciale. Savitha, questo il nome della ragazza, ha tre sorelle minori che passano la giornata a perlustrare i mucchi d’immondizia per raggranellare qualche rupia, la madre fa le pulizie nelle case altrui e il padre, dopo anni di alcolismo, ha smesso di bere quando la sua artrite reumatoide si è aggravata al punto da impedirgli di reggere in mano un bicchiere. Eppure, nonostante questo, Savitha non perde mai il sorriso. Tra le due ragazze si instaura una profonda amicizia, un legame fortissimo che accende in entrambe la scintilla della ribellione al mondo che le vorrebbe miti e sottomesse. Fino a quando, una notte, Poormina viene svegliata da un gemito sommesso che arriva dal capanno della tessitura… Da questo momento, l’esistenza che le due ragazze hanno sempre condotto verrà spazzata via, e soltanto l’amicizia che le lega l’una all’altra saprà condurle, in un pericoloso viaggio attraverso un’India sconosciuta e spietata, verso le difficili prove che la vita porrà loro davanti.
Redenzione / Neel Mukherjee ; a cura di Norman Gobetti e Anna Nadotti ; traduzione di Norman Gobetti
Pozza, 2018
Abstract: Costruito intrecciando magistralmente vite segnate dalla crudeltà e dalla violenza, Redenzione è uno straordinario romanzo corale che pone al suo centro la volontà di riscatto di cinque personaggi accomunati, in India, da un unico desiderio: vivere una vita migliore. Un desiderio che si misura con una potenza tuttora imperante nell’India moderna: la povertà, vissuta come una vera e propria punizione divina («I morsi della fame sono un grande castigo. Dio ci ha dato lo stomaco per punirci» dice la madre di una delle protagoniste del libro) e, ad un tempo, come la forza che sradica, che muove a un’esistenza diversa, che può essere caratterizzata tanto dall’umiliazione e dalla vergogna quanto dal riscatto e dalla redenzione. Ecco allora la donna, che dalla campagna ha raggiunto la grande metropoli per lavorare fino allo stremo e garantire gli studi al giovane nipote in Germania; ecco il contadino diventato in città un mazdoor, un muratore esposto alla miseria e ai pericoli del suo nuovo stato; l’uomo che crede i arricchirsi insegnando a danzare al suo orso, e diventando nei fatti un qalandar, un maldestro sfruttatore di animali; la ragazza che abbandona il villaggio per rifugiarsi nella giungla e trasformarsi in una naxalita, una ribelle maoista; il padre che ritorna in India per smarrirsi definitivamente nell’improvvisa, incomprensibile oscurità del suo aese natìo.
Nord-Sud, 2019
Abstract: Come ogni mattina, Smita scioglie i capelli di sua figlia Lalita. Non glieli ha mai tagliati, perché in India le donne si lasciano crescere i capelli per molto tempo, a volte anche per tutta la vita. Li divide in tre ciocche e ne fa una treccia. Ma oggi non è un giorno come gli altri. Oggi per Lalita è il primo giorno di scuola.
Neri Pozza, 2019
Abstract: India, 1922: è la stagione delle piogge nelle lussureggianti e remote montagne Sahyadri, dove si trova il principesco stato del Satapur. Una maledizione sembra tuttavia essere caduta sulla famiglia reale: il maharaja è deceduto a seguito di un'improvvisa malattia poco prima che suo figlio venisse ferito mortalmente in un tragico incidente di caccia. Lo stato è ora governato da un agente del Raj britannico per conto delle due maharani di Satapur, la regina vedova e sua nuora. Le signore reali si trovano però in disaccordo sull'educazione del giovane principe ereditario e ritengono necessari i consigli di un avvocato. Le maharani vivono in Purdah, ovvero in rigoroso isolamento, e non possono avere contatti con gli uomini. Solo una persona può aiutarle: Perveen Mistry, l'unica donna avvocato di Bombay. Perveen è determinata a portare la pace nella casa reale, ma non passerà troppo tempo prima che la giovane si renda conto di essere finita in una trappola: il palazzo di Satapur è un luogo insidioso, in cui vanno in scena sanguinosi giochi di potere e dove si consumano atroci vendette causate da antichi risentimenti. Chi c'è realmente dietro la misteriosa maledizione che grava sul palazzo? E come potrà, Perveen, proteggere il principe ereditario?
L'arte dell'henné a Jaipur / Alka Joshi ; traduzione di Federica Oddera
Neri Pozza, 2021
Abstract: Jaipur, 1955. La giovane Lakshmi Shastri si è lasciata alle spalle una vita di povertà e un marito violento per diventare una delle artiste dell’henné più richieste in città. Prima che arrivasse a Jaipur, per farsi decorare mani e piedi le sue clienti si rivolgevano a donne Shudra, che si limitavano a tracciare semplici puntolini, trattini e triangoli, quel poco che bastava per procurarsi i loro magri guadagni. Lakshmi offre invece una gamma di motivi assai più complessi, capaci di rispecchiare le storie delle donne alle quali sono destinati. I suoi vividi ghirigori color cannella non hanno mai deluso le sue clienti che, con il tempo, sono arrivate a convincersi che il suo henné abbia il potere di riportare nel loro letto un marito scapestrato, o di indurre il loro ventre a concepire un figlio. Ecco perché Lakshmi può pretendere una tariffa dieci volte più alta del prezzo richiesto dalle donne Shudra, e ottenerla. Con il tempo è arrivata perciò assai vicina a conquistare ciò che desidera: una casa tutta sua, con pavimenti di marmo, acqua corrente a volontà e una porta d’ingresso di cui essere la sola ad avere le chiavi. Un posto nel quale poter accogliere i genitori e chiederne il perdono per essere fuggita dal marito, rovinando così la loro reputazione. Un giorno, però, il passato bussa alla sua porta: suo marito è riuscito a rintracciarla, e ad accompagnarlo c’è una ragazzina sconosciuta, una tredicenne con gli occhi enormi, di un azzurro che vira al verde, iridescenti come le piume di un pavone. È Radha, sua sorella. Una sorella di cui la giovane donna ha sempre ignorato l’esistenza. Una sorella, soprattutto, destinata a portare uno scompiglio tale nella vita di Lakshmi da metterne a repentaglio carriera e reputazione. Romanzo che ha ottenuto uno strabiliante successo al suo apparire negli Stati Uniti, L’arte di ell’henné a Jaipur è il vivace e avvincente ritratto una donna che, nell’India degli anni Cinquanta, lotta contro antichi pregiudizi e convenzioni per conciliare la propria realizzazione personale con il rispetto e l’amore per la famiglia.
Sete / Shree Ghatage ; traduzione di Federica Oddera
Pozza, 2013
Abstract: È soltanto durante la cerimonia di nozze che Babà vede per la prima volta la sua sposa Vasanti. Precisamente quando il sacerdote abbassa lo scialle di seta che separa la ragazza da lui. Lunghi capelli neri raccolti in uno chignon, pallida e così timida da non riuscire a guardarlo in faccia, Vasanti appare molto più giovane, nell'aspetto, dei suoi diciotto anni. E Babà si scopre a interrogarsi sulle ragioni che l'hanno indotto a piegarsi alla volontà della sua famiglia, accettando di prendere in sposa quell'ingenua ragazza rimasta orfana di entrambi i genitori. Nei mesi successivi, tuttavia, la grazia e la bellezza di Vasanti aprono una profonda breccia nel cuore di Babà. E quando il giovane affonda per la prima volta il viso nei capelli della sua sposa, l'attrazione si trasforma in un amore così struggente che Babà sente vacillare il suo proponimento di lasciare l'India e raggiungere l'Inghilterra. Il ventiquattrenne ultimogenito del bramino Nanashib, tuttavia, parte. Troppo forte è il desiderio di diventare un avvocato, frequentando una di quelle prestigiose associazioni professionali inglesi che abilitano alla professione. Londra, però, non è la città che ha immaginato. Lontano migliaia di chilometri da casa, in una terra devastata dalla guerra e dalla miseria, Babà sente di aver commesso un terribile errore e tornerebbe da Vasanti, se non sapesse che la prima nave per Bombay non salperà prima di un mese.
L'amante di Calcutta / Sujata Massey ; traduzione dall'inglese di Laura Prandino
Neri Pozza, 2014
Abstract: La giovane protagonista di questo romanzo ha più di un nome. All'età di sette anni, prima che un monsone devastasse il Bengala meridionale separandola dalla sua famiglia, la madre e le gemelline la chiamavano Didi, ma per tutti, al villaggio, era soltanto Pom, un colpo su un tamburo, la pioggia che batte su un tetto di lamiera. Compiuti i dieci, dopo essere stata raccolta malconcia dal ciglio di una strada e rimessa in sesto dal dottor Andrews per entrare a servizio nella scuola inglese di Miss Jamison, Pom è costretta a cambiare il suo nome in uno da donna, uno tratto dal libro sacro dei cristiani, e diviene Sarah: la piccola orfana che serve il bed tea alle insegnanti ancora assonnate, passa lo straccio nella sala da pranzo, manovra i ventilatori nelle aule per tenere fresche le allieve. Nell'istante, tuttavia, in cui sente leggere L'isola del tesoro, Il libro della giungla, e ancora Virginia Woolf e Steinbeck, Sarah scopre che cosa vuole fare da grande: lavorare con i libri. E, magari, diventare una brava insegnante. Spinta da una forza di volontà fuori dal comune, ogni notte, dopo il lavoro, studia l'Oxford English Dictionary cercando di apprendere il più possibile. Quando, però, sembra aver fatto passi da gigante, nella scuola scoppia uno scandalo e la ragazza è costretta a fuggire a Kharagpur, una città insidiosa, violenta, in cui alle donne sole è permesso lavorare soltanto nei postriboli. Dopo nuove fughe il caso la conduce a Calcutta dove incontra un affascinante funzionario del governo...
Diluvio di fuoco / Amitav Ghosh ; traduzione e cura di Anna Nadotti e Norman Gobetti
Neri Pozza, 2015
Abstract: È il 1840 a Canton e l’opera del commissario Lin, inviato dall’Imperatore a porre fine al contrabbando dell’oppio per salvare le terre del Celeste Impero, ha già mutato il volto della città. Le confische imperiali cinesi, tuttavia, non passano affatto sotto silenzio a Londra. Troppo importante l’oppio per le casse della regina, e troppo grandi e innumerevoli le opportunità di profitto in quella zona del mondo, per non scatenare una guerra sotto l’insegna della libertà di commercio. Gli uomini della Ibis si ritrovano nel cuore del conflitto sotto bandiere diverse, a rappresentare le opposte culture, tradizioni, costumi in gioco in quel confronto globale.
Il vento del diavolo / Gianni Bonadonna
Milano : Rizzoli, 1994
Abstract: In questo libro, frutto di ricerche lunghe, approfondite e appassionate, Gianni Bonadonna ricostruisce l'epopea di una ribellione che fece tremare il leone britannico: le stragi di inaudita ferocia di Merat; la perdita e la riconquista di Delhi; i due drammatici assedi di Lakhnau; l'intrepida Rani, l'eroina di Jhansi, che muore combattendo alla testa dei suoi soldati contro le giacche rosse; le lunghe marce forzate delle colonne britanniche di soccorso sotto un sole implacabile quando il minimo ritardo può provocare la morte di centinaia di civili; gli Highlanders di Sua Maestà britannica che attaccano i sepoy ribelli al suono delle cornamuse... E poi i raja e i nawab, le loro regge, i tagh, gli uomini della Compagnia delle Indie...
Il palazzo degli specchi / Amitav Ghosh ; traduzione di Anna Nadotti
Pozza, 2007
Abstract: Il romanzo dipinge un grande affresco che attraversa tutto il Novecento seguendo i percorsi intrecciati di tre famiglie tra Birmania, India e Malesia. La storia è scandita dal succedersi di amori, matrimoni, nascite e separazioni, cui fanno da sfondo le violenze della Storia, dall'ingresso dell'esercito inglese a Mandalay nel 1885, con la caduta del regno di Birmania, alla Seconda guerra mondiale, la lotta dell'India per l'indipendenza e la fine dell'impero coloniale britannico. Dietro lo scorrere impetuoso della saga storica, sono evidenti gli enormi cambiamenti provocati dall'impero nella cultura materiale dei paesi conquistati.
Gli indiani : ritratto di un popolo / Sudhir & Katharina Kakar ; traduzione di Maria Teresa Gabriele
Vicenza : Pozza, copyr. 2007
Abstract: Un numero quasi incalcolabile di esseri umani, divisi tra induisti, musulmani, sikh, cristiani, giainisti, e da 14 idiomi principali, sterminate identità regionali e linguistiche e un rigido sistema di caste: cosi erano e sono tuttora gli indiani.Come sì può ipotizzare l'esistenza di tratti comuni in una popolazione così fatta, caratterizzata da una varietà etnica che sì addice più a un impero del passato che non a un moderno Stato nazionale?Eppure, sin dall'antichità viaggiatori europei, cinesi e arabi hanno individuato tratti comuni tra ì popoli dell'India, provando così l'esistenza di un'identità sotto l'apparente diversità. Nel 300 a.C, Megastene, ambasciatore greco alla corte Maurya di Chandragupta, commentava quello che oggi verrebbe descritto come l'onnipresente interesse degli indiani per la spiritualità: «La morte ricorre spesso nei loro discorsi. Considerano questa vita... come il periodo in cui il bambino raggiunge la maturità nel grembo materno, e la morte come la nascita a una vita vera e felice per coloro che praticano la filosofìa».In tempi più recenti, il Primo ministro indiano Jawaharial Nehru ha scrìtto nella Scoperta dell'India che esiste «uno spirito peculiare dell'India, che rimane impresso in tutti i suoi figli, per quanto grandi siano le diversità esistenti tra loro».Per Sudhir e Katharina Kakar, gli autori delle pagine che seguono, questo «spinto dell'India» non è qualcosa di etereo, aleggiante nei rarefatti cieli della religione, dell'estetica e della filosofìa, ma una salda identità, un'indianità generata da una sovrastante civiltà indiana, in prevalenza indù, che ha fatto la parte del leone nella formazione di quelli che si potrebbero definire i geni culturali dei popoli indiani. E che presenta degli elementi chiave: una concezione dei rapporti in generale, e dei rapporti familiari in particolare, derivante dall'istituzione della famiglia allargata; una visione profondamente gerarchica delle relazioni sociali influenzata dall'istituzione delle caste; un'immagine del corpo umano e dei processi fisiologici basata sul sistema medico àtWAyurveda; un immaginario culturale condiviso brulicante di miti e leggende che sottolineano una visione romantica della vita umana e un modo di pensare relativistico e contestuale. Affascinante viaggio nell'anima di un popolo che vive nel settimo paese più grande, con la seconda popolazione più numerosa del mondo, Gli Indiani costituisce anche un'originale esplorazione dell'odierna vitalità dell'India e del protagonismo delle sue genti.
Mare di papaveri / Amitav Ghosh ; traduzione e cura di Anna Nadotti e Norman Gobetti
Pozza, 2008
Abstract: Cuore di questa saga epica, l'Ibis, un veliero che, negli anni Quaranta del XIX secolo, solca le acque tumultuose dell'Oceano Indiano per combattere la guerra dell'oppio, il conflitto che, con il trattato di Nanchino, sancì la definitiva espansione dell'impero britannico nei mercati d'oltremare e che fu scatenato dalla Compagnia delle Indie orientali per rovesciare lo squilibrio della bilancia dei pagamenti tra Gran Bretagna e Cina, favorevole decisamente in quegli anni a quest'ultima. Nel suo avventuroso viaggio, l'Ibis reca a bordo un'umanità davvero straordinaria: marinai, clandestini, braccianti, galeotti, un raja in rovina, una vedova sfuggita alle dure costrizioni del suo clan, uno schiavo americano liberato, un orfano europeo dallo spirito libero. A mano a mano che i legami con le origini si affievoliscono, e i contorni delle vite precedenti sbiadiscono, i passeggeri e i membri dell'equipaggio cominciano a considerare se stessi fratelli di navigazione.
Animal / Indra Sinha ; traduzione di Vincenzo Mingiardi
Vicenza : Pozza, copyr. 2009
Abstract: La storia di Animal comincia la notte in cui lo trovarono steso davanti a una porta, bimbo di pochi giorni, avvolto in uno scialle. La notte famosa in cui la Kampani, la fabbrica chimica americana, sparse nel cielo del piccolo villaggio indiano di Khaufpur dei veleni così buoni che dopo tanti anni non si riescono ancora a togliere. Animal tossiva quella notte, aveva la bava alla bocca, gli occhi storti dalla nebbia bruciante. Nessuno si aspettava che sopravvivesse, quando lo portarono all'ospedale. E invece sopravvisse. E allora lo affidarono all'orfanotrofio locale visto che non c'era anima viva a reclamarlo. A sei anni, però, ecco un improvviso bruciore nel collo e dietro le spalle, e la schiena che comincia a piegarsi. Quando la spina dorsale ha smesso di fondersi, le ossa erano piegate come una forcina e la parte più alta di lui era il culo. I primi a chiamarlo Animal sono stati i bambini dell'orfanotrofio quando l'hanno visto camminare a quattro zampe. E da allora il nome gli è rimasto appiccicato come fango. Ora, però, ha trovato un lavoretto. È entrato a far parte della banda di Zafar, un tipo che ha lasciato l'università ed è venuto a Khaufpur per organizzare la lotta contro la Kampani. Da un grave tragico evento reale (il più grave incidente chimico-industriale della storia avvenuto a Bhopal nel 1984) un libro che celebra la vita descrivendo lucidamente la crudeltà del male.
Milano : Silvana editoriale d'arte, c1954
Collezione Unesco dell'arte mondiale ; 1
Fiume di fuoco / Qurratulain Hyder ; traduzione, postfazione e cura di Vincenzo Mingiardi
Vicenza : Pozza, copyr. 2009
Abstract: Vita! Storia. Civiltà. India. Lotta dell'uomo. Tutto! Così, con questa spiccia definizione, Qurratulain Hyder, riassunse esemplarmente il contenuto della sua opera. La narrazione muove dal quarto secolo a.C., durante la stagione del monsone, quando le nubi sono gonfie di pioggia... Gautam Nilambar, studente dell'antica università della foresta di Shravasti, trova rifugio in una caverna e si imbatte in Hari Shankar, principe che desidera farsi monaco buddhista. Il principe è fratello di Champak, fanciulla affascinante e dall'intelletto acuto, di cui Gautam si innamora perdutamente. È l'inizio di una saga che spazia attraverso buona parte della storia dell'India, dagli antichi regni hindu ai sultanati musulmani del Medioevo, dalla sfarzosa epoca dei nababbi dell'Oudh al Raj britannico, fino al periodo dell'Indipendenza e ai primi anni della diaspora degli indiani in Occidente. Il fiume infuocato del tempo, con le sue correnti insondabili, unisce e separa i protagonisti: i personaggi ritornano in diverse epoche, e le loro vicende permettono di dipingere un quadro sorprendente della storia indiana e della ricchezza delle tante culture che coesistono nel Subcontinente. Fiume di fuoco è considerato uno dei romanzi più importanti della letteratura indiana del Novecento e, oltre ad aver avuto un immediato, vasto e duraturo successo di pubblico e critica, ancor prima di essere tradotto in inglese ha esercitato una grande influenza su molti scrittori indiani anglofoni.
Il dono della dea / Radhika Jha ; traduzione di Vincenzo Mingiardi
Vicenza : Pozza, copyr. 2009
Abstract: Laxmi ha occhi grandi e scuri, naso corto e sottile, labbra piene come le vele di una barca al vento. Quando si china il suo corpo si incurva dolcemente e si arrotonda nei punti giusti, mentre i capelli deliziosamente neri e folti si muovono come una nidiata di serpenti. Laxmi è anche una ragazza ostinata, molto ostinata. Suo padre aveva un sogno: far fruttare i miseri quattro ettari di terra ereditati come se fossero dieci utilizzando le nuove tecniche agricole. Per realizzarlo è precipitato nella rovina più nera per mano dell'usuraio di Khargaon, il villaggio nel cuore dell'India rurale dove la famiglia di Laxmi vive da generazioni. Una rovina dall'esito tragicamente scontato: il suicidio. Dalla sua morte, Laxmi ha coltivato un solo scopo nella sua vita: dimostrare che il sogno di suo padre non era una chimera. Per questo ha frequentato le scuole secondarie, poi il college a Mandleshwar, quindi un politecnico dove ha studiato agraria. Per questo, a venticinque anni, è diventata una creatura aliena a Khargaon, una giovane donna istruita da guardare con sgomento e orrore. Alla mamma di Laxmi non è restato altro che spedire un sensale nel villaggio di Nandgaon, nel cuore della foresta. Veloce come una freccia avvelenata, il matrimonio combinato ha condotto Laxmi nella casa di Ramu. Un misero edificio con un tetto di paglia, con un uscio di legno scheggiato e consunto, senza finestre, una tenda rattoppata all'entrata.
La ragazza del mio cuore / Buddhadeva Bose ; traduzione di Federica Oddera
Vicenza : Pozza, 2010
Abstract: È una notte di dicembre e di un freddo pungente alla stazione di Tundla in India, dove quattro passeggeri siedono in silenzio nella sala d attesa di prima classe. Tuttavia, persino nella luce fioca della sala d'attesa si capisce che sono quattro individui del tutto diversi, provenienti da vite e mondi differenti. L'uomo sulla poltrona ha un fisico enorme, quasi eccessivo. È un imprenditore di ritorno da Delhi e vorrebbe fare una sosta a Varanasi. Il secondo individuo, il tizio distinto e impeccabile, è un funzionario dell'esercito diretto ad Allahabad. Il terzo, l'uomo dall'aspetto signorile, è uno dei più noti medici di Calcutta. Il quarto, il tipo esile, con la fronte corrugata e una strana irrequietezza, è uno scrittore che non sa ancora bene dove andare. Quattro uomini che si ritrovano a dover tirare mattina assieme, e che probabilmente non si parlerebbero mai se la vista di una coppia di novelli sposi ancora non li rendesse improvvisamente loquaci. Il primo a prendere la parola è il gigantesco imprenditore. Racconta la triste storia del goffo Makhanlal che si innamorò perdutamente della raffinata ragazza della porta accanto e venne liquidato con spietate parole. Il funzionario narra della notte in cui la bella Palchi gli svelò il suo amore per lui... Storie di amori perduti e serbati che vanno al di là della passione fugace poiché riguardano quello che capita a tutti almeno una volta nella vita: che una donna, una sola donna, sia la ragazza del proprio cuore.
Vicenza : Pozza, 2010
Abstract: La lettura e l'analisi delle nuove superpotenze asiatiche, le interpretazioni economiche e politiche del presente e del futuro di Cina e India, sono state negli ultimi anni numerose ma tutte provenienti da un punto di vista occidentale. Formule come Cindia o la speranza indiana hanno introdotto un dibattito di grande importanza e popolarità, ma allo stesso tempo hanno evidenziato il limite di una comprensione incapace di colmare la distanza culturale e conoscitiva da una realtà radicalmente nuova e diversa. Prem Shankar Jha esamina dall'interno i rapporti tra lo sviluppo economico e le trasformazioni politiche e sociali in Cina e India, i conflitti scatenati dal mercato, le prospettive di successo o di fallimento dei rispettivi paesi nel progettare la propria strada verso il futuro. Lo studioso indiano discute e smentisce una serie di luoghi comuni, prima fra tutti l'idea che India e Cina siano in competizione fra loro per dominare il resto del XXI secolo, o per dettare l'agenda dello sviluppo globale. Un'idea alimentata e sostenuta dai media internazionali che amano raccontare l'arrogante e determinata consapevolezza dei nuovi imprenditori di Delhi e Mumbai e la crescente irritazione da parte della leadership cinese verso i successi indiani.