Trovati 1000 documenti.
Trovati 1000 documenti.
Milano : Skira, 2018
Abstract: Eduardo, Vincenzo e Mario Scarpetta ed Eduardo, Titina, Peppino, Luigi e Luca De Filippo sono stati drammaturghi, attori e registi che hanno attraversato due secoli di storia teatrale e culturale italiana. Narratori di una modernità che non cessa mai di stupire così come di affascinare ogni genere di pubblico, simboleggiano l'arte di una commedia che da Napoli, fucina di idee e di esperienze di scena e di vita, diventa ben presto metafora di un universo che travalica il tempo e lo spazio, che contiene le voci della guerra e della rinascita, la superstizione e il pregiudizio svelato, la furbizia e la pietà. Il racconto della loro vita e del loro teatro è un viaggio magico, che svela un'umanità a volte disperata e a volte attonita nella sua quotidiana lotta per la sopravvivenza fisica e morale.
Napoli : Arte tipografica, 1962
[Napoli] : Banco di Napoli, 1971
Naples : Centre Jean Bérard, 2018
Cahiers du Centre Jean Bérard ; 24
Naples : Centre Jean Bérard, 2018
Cahiers du Centre Jean Bérard ; 25
Gli Assiri all'ombra del Vesuvio / a cura di Simonetta Graziani
Milano : Electa, 2019
Napoli : dove trovare il Rinascimento, Tiziano, Caravaggio, Battistello, Ribera / Lucia Mannini
[Milano] : RCS periodici, stampa 2003
Milano : Egea, 2019
Convergenze culturali
Abstract: Il volume che avete tra le mani si concentra sulle relazioni tra le innovazioni tecnologiche e sociali e le nuove opportunità - e sfide - che si raccolgono intorno al sistema della formazione. La riflessione esplora gli intrecci tra possibili scenari educativi e i contesti sociali, economici e culturali contemporanei. Scenari che si nutrono di innovazione, creatività e connettività. In particolare, il libro presenta l'esperienza dei Contamination Lab (CLab) avviata nelle Università italiane con l'obiettivo di promuovere la cultura dell'imprenditorialità e dell'innovazione. La contaminazione tra le diverse discipline e tra il mondo accademico e imprenditoriale rappresenta il fulcro del modello formativo del CLab Napoli promosso dall'Università degli Studi di Napoli Federico II, a partire dalle opportunità offerte dalle tecnologie digitali, dallo sviluppo della ricerca scientifica e applicata e dalla creatività dell'universo giovanile. L'esperienza dei CLab risulta essere esempio e impulso per un nuovo modello didattico, considerati i suoi caratteri di apertura, di contaminazione, di creatività e di networking. La sua mission ha l'obiettivo di formare nuove competenze e promuovere la nascita di imprese innovative o startup, a partire delle rilevanti trasformazioni tecnologiche e culturali che investono il mondo del lavoro e della conoscenza. Tale esperienza costituisce un ponte virtuoso tra ricerca e impresa, formazione e mercato, laboratorio e territorio, innovazione creativa e sviluppo di tecnologie digitali. Aprendo le porte del sapere tradizionale al sapere dell'esperienza, progettando nuovi scenari per le università del futuro.
[Milano] : Skira, 2018
Grafica storica ; 8
Napoli : San Gennaro, 2018
Le pietre scartate ; 1
Abstract: Questo libro è nato da un desiderio: quello di tessere un lungo filo che incrociasse le storie di chi, ogni giorno, ha scelto di vivere questi luoghi e di trasformarli per provare a raccontare cosa si nasconde dietro un volto, uno sguardo, una stretta di mano. Un percorso lungo, doloroso, tenero e incredibilmente emozionante, una strada accidentata che si snoda delicatamente nel territorio più fragile di tutti: quello delle vite degli altri. In un'epoca traballante, dove ci insegnano a sospettare di chiunque e a fidarsi di nessuno, dove ci suggeriscono di chiudere la porta e lasciare tutto fuori, l'atto più rivoluzionario è quello di raccontarsi, di mostrarsi fragili, fallibili, umani, in risposta a chi ci vuole immobili e gonfi di convinzioni precostituite.
I tessuti d'arte del Regno di Napoli / Nicoletta D'Arbitrio ; introduzione di Luigi Ziviello
Napoli : Ad est dell'equatore, 2018
Abstract: «Il restauro non è un'applicazione tecnica per quanto sofisticata, ma è un atto critico, il gesto di mani guidate dal pensiero. E il gesto che porta a restaurare non si dirige verso l'indistinto mondo dell'arte ma verso la singola opera. È la singolarità dell'opera la protagonista del pensiero, dello studio e della conoscenza». (Maria Andaloro).
Milano : RCS quotidiani, 2005
City book
David e Caravaggio : la crudeltà della natura, il profumo dell'ideale / a cura di Fernando Mazzocca
Napoli : Edizioni Gallerie d'Italia ; [S.l.] : Skira, 2020
Abstract: Incentrato in modo particolare sul confronto tra Caravaggio e David, il volume getta luce su un tema particolarmente interessante di storia della critica ricostruendo un capitolo poco noto della fortuna del Merisi. Il volume presenta i contributi di Pierre Rosenberg, Fernando Mazzocca, Francesco Leone, Luisa Martorelli
Napoli : Convento S. Chiara, 1982
Al di là della neve : storie di Scampia / Rosario Esposito La Rossa
Napoli : Marotta & Cafiero, 2007
La città raccontata ; 2
Abstract: Il volume consiste in una raccolta di racconti ambientati in uno dei quartieri più degradati di Napoli. Le storie che l'autore intende trasmettere sono prese dalla vita quotidiana.
Luca Giordano : dalla natura alla pittura / a cura di Stefano Causa e Patrizia Piscitello
Milano : Electa, 2020
Abstract: Luca Giordano è il maggior pittore napoletano del Seicento e uno dei primi attori del Barocco europeo. Nessuno ha dipinto quanto lui se non, forse, il fiammingo Rubens e, modernamente Picasso, con i quali Giordano condivide la capacità di inventare a getto continuo mondi nuovi, stupendo e coinvolgendo l'osservatore. Luca risuscita l'antico esempio del Veronese, trasfondendolo in un'atmosfera moderna d'oro puro, in polvere iridata, e che indusse il disegnatore De Maria a parlare addirittura - è il De Dominici che lo riferisce - d'una 'scuola ereticale, che faceva traviare dal dritto sentiero, con la dannata libertà di coscienza': tanto era l'empito di bella pittura che vi sormontava (F. Bologna, Francesco Solimena, Napoli 1958). Luca Giordano (1634-1705) è l'ultimo dei grandi nomadi della pittura italiana: cresciuto nella Napoli di Ribera riesce velocemente, e con spirito imprenditoriale, ad affermarsi su mercati competitivi ed esigenti come quello di Venezia o Firenze. In età matura si trasferisce per un decennio alla corte di Madrid, diventando pittore del re e portando a termine una mole impressionante di lavori, tale da mutare il corso dell'arte spagnola fino all'avvento del genio di Goya. La mostra al Museo di Capodimonte dall'8 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021, seconda rassegna monografica che la città di Napoli gli dedica dopo quella tenutasi vent'anni fa, è ricca di novità e precisazioni: nel percorso espositivo e nel catalogo, a cura di Sylvain Bellenger, Stefano Causa e Patrizia Piscitello, compaiono capolavori e ad opere meno note o sconosciute del maestro, in dialogo con compagni di strada e interlocutori: da Lanfranco e Ribera stesso, maestri putativi di Giordano, fino a napoletani di rango come, tra gli altri, Andrea Vaccaro o Giuseppe Recco. Il catalogo, oltre al contributo dei curatori, ospita interventi di studiosi autorevoli come Biagio De Giovanni e Lucia Arbace.
Roma : Officina libraria, 2020
Abstract: Il volume raccoglie gli atti del convegno tenutosi nel giugno del 2019 a Palazzo Barberini, al termine della mostra II trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti. Giovani studiosi ed esperti di fama internazionale riconsiderano nel libro, attraverso diversi approcci metodologici, un importante nodo critico della pittura seicentesca: i tempi e i modi in cui le diverse declinazioni del naturalismo caravaggesco si sono susseguite, accostandosi - e talora sovrapponendosi - alle varie istanze classiciste e barocche nei decenni centrali del secolo. Si è soliti leggere nei manuali di storia dell'arte e in molti saggi specialistici che la moda generata dalle opere di Caravaggio si concluse rapidamente - almeno a Roma - attorno al 1630, ovvero all'indomani del celebre ciclo di tele commissionato da Asdrubale Mattei e della prematura scomparsa di Valentin de Boulogne (1632). Ma le cose sono andate proprio così? È davvero questo il momento finale del caravaggismo? Esisteva una fetta di mercato che, ancora negli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta, richiedeva opere dipinte dal naturale qualificate da forti contrasti chiaroscurali? Per rispondere a queste domande si è scelto di prendere in esame tre differenti contesti geografici e culturali, ognuno dei quali fortemente caratterizzato in ambito pittorico: Roma, Napoli e Venezia. I tre centri sono quelli che, non a caso, Mattia Preti toccò nel corso della sua lunga carriera, mantenendo viva nel pieno Seicento la grande tradizione naturalistica che all'inizio del secolo aveva conosciuto i suoi momenti più alti nella capitale papale e in quella del Viceregno. Del resto, mentre Andrea Sacchi e Pietro da Cortona meravigliavano il mondo con le loro volte in Palazzo Barberini, numerosi altri artisti più o meno noti - tra cui Ribera, Spadarino, Mendoz-zi, Chiesa, Stom e il giovane Luca Giordano - continuavano a dipingere nel solco caravaggesco. Pur con le debite differenze dovute alla specificità della produzione pittorica nelle tre città, non si tratta di episodi marginali e attardati, bensì di importanti testimonianze di un gusto ancora vivo e fecondo, rielaborato secondo una mutata sensibilità e nuovi valori formali.