Trovati 1279 documenti.
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Per moderne carte : la biblioteca volgare di Petrarca / Marco Santagata
Bologna : Il mulino, copyr. 1990
2Saggi ; 371
Milano : Abscondita, [2016]
Carte d'artisti ; 71
Abstract: È proprio dei grandi spiriti sollecitare indagini e interpretazioni talvolta antitetiche tra loro, soprattutto quando, come nel caso di Bosch, la loro opera è enigmatica e la loro vicenda umana rimane avvolta in un alone di leggenda impenetrabile. Wilhelm Fraenger coglie nell'arte di questo Virgilio della pittura olandese una proiezione del messaggio religioso e rituale della comunità adamitica dei fratelli del Libero Spirito, ai cui misteri il pittore sarebbe stato iniziato ricevendone la commissione del Trittico del Regno millenario, concepito dunque con intenti e finalità pedagogiche, in quanto documento da leggere secondo la libera e personale interpretazione degli adepti-osservatori. Secondo questa tesi Bosch non è dunque soltanto uno straordinario inventore di immagini: la sua è una visione del mondo che in ogni particolare obbedisce a un disegno allegorico di vaste dimensioni, in cui fonti teologiche, tradizione ermetica e metamorfosi alchemiche sono evocate con immagini di eccezionale pregnanza figurativa. La tesi si precisa quando Fraenger dietro al trittico, e più in generale dietro l'intera opera di Bosch, adombra la presenza di un mentore dai vastissimi orizzonti, il Gran Maestro del Libero Spirito, artefice di un progetto tanto ambizioso quanto articolato in ogni minimo dettaglio, nel quale si sarebbe configurato un sistema spirituale fondato su una triplice istanza: teologica, filosofica e pedagogica.
Lucio Fontana / testo e disegni di = story and pictures by Fausto Gilberti
Corraini, 2016
Abstract: Lucio Fontana con il suo gesto, distruttivo e innovativo, riuscì a sintetizzare qualcosa di unico: riuscì a rappresentare lo spazio, lo spazio infinito con un taglio nella tela. Fu così che nacquero i suoi famosi Concetti spaziali, opere fatte di buchi e tagli, di carta, terracotta, tela o metallo che Fontana creava con concentrazione e determinazione.
Tutte le opere di Giovanni Pascoli : programma
Milano : A. Mondadori, [1935]
Odoya, 2018
Abstract: Nell'immaginario collettivo l'eroina del melodramma è votata al sacrificio: dalla tisi di Violetta al suicidio di Cio Cio San, per malattia fisica o mentale, per mano propria o altrui, sembra difficile uscire dal cliché che vorrebbe la donna o vittima angelicata o incarnazione del male. Si tratta, tuttavia, di una visione parziale che trova, nella secolare storia dell'opera lirica, numerose eccezioni. La principale di queste è costituita dal catalogo rossiniano, che inanella una serie di ritratti femminili di grande potenza e complessità, tanto che perfino una vittima per eccellenza come Desdemona, nell'opera di Rossini, appare, nel momento fatale, ben più forte e risoluta di Otello. Dalla principessa Lisinga, pronta a impugnare le armi per salvare l'amato in Demetrio e Polibio, fino alla principessa austriaca Mathilde, che abbraccia la causa rivoluzionaria in Guillaume Tell, si susseguono eroine buffe e tragiche che, quale sia la loro sorte, delineano un'immagine della donna ricca di sfaccettature. Fra tutte, Matilde di Shabran, intrepida emula di Armida decisa a sedurre un castellano folle, sadico e misogino e a riportare la giustizia nel suo feudo. L'attenzione è focalizzata proprio ai personaggi femminili delle opere rossiniane, messi a confronto e analizzati per tematiche sia nei testi dei libretti sia nella trattazione musicale rossiniana, attraverso esempi precisi sia per il lettore più smaliziato sia per il meno esperto.
Gli oggetti di Flaubert / Giampiero Marzi ; prefazione di Alessandro Piperno
Empiria, 2017 (stampa 2018)
Abstract: "Una volta Flaubert scrisse a Louise Colet: «Come saremmo colti se conoscessimo bene soltanto cinque o sei libri». A prima vista sembra l'auspicio di un lettore esigente. Un capolavoro letterario è un ecosistema talmente complesso che per essere digerito merita la massima perizia possibile. La verità è più sottile: Flaubert, sebbene all'epoca non avesse pubblicato ancora niente, sognava che un giorno ai suoi libri venisse prestata la medesima cura maniacale che lui avrebbe profuso per concepirli e scriverli. Sognava un lettore dell'avvenire capace di godere di ogni snodo, frase, virgola e congiunzione. Con buona pace del suo famigerato disincanto, rimarrebbe piacevolmente sorpreso nel constatare con quale amore i suoi esegeti abbiano cercato di compiacerlo. I lettori di Flaubert sono quasi più pazzi di lui. E di certo Giampiero Marzi non fa eccezione." dalla prefazione di Alessandro Piperno
Zaha Hadid, 1950-2016 : the explosion reforming space / Philip Jodidio
Taschen, 2021
Abstract: Zaha Hadid è stata un architetto rivoluzionario. Sebbene acclamatissima dalla critica, per molti anni non ha costruito pressoché nulla, e c'è chi è arrivato a dire che i suoi progetti audaci e futuristici erano irrealizzabili. Durante gli ultimi anni della sua vita, tuttavia, le coraggiose visioni di Hadid sono diventate realtà, portando un nuovo linguaggio architettonico assolutamente unico in città e strutture tanto diverse quali il Rosenthal Center for Contemporary Art a Cincinnati, salutato dal New York Times come "il più importante edificio di nuova costruzione in America dai tempi della Guerra fredda"; il MAXXI a Roma; la Guangzhou Opera House in Cina; e il London Aquatics Centre per le Olimpiadi del 2012. Al momento della sua improvvisa scomparsa, nel marzo del 2016, Hadid era universalmente considerata una delle principali archistar di tutto il mondo, nonché la prima donna ad aver vinto sia il Premio Pritzker per l'architettura sia la medaglia d'oro del RIBA. Più di ogni altra cosa, tuttavia, Hadid era una creatrice di forme nuove, il primo grande architetto del nuovo millennio. Dai primi edifici definiti da angoli spigolosi alla fluida architettura degli anni successivi che sintetizzava pavimenti, pareti e soffitti in opere totali, questa introduzione essenziale presenta i progetti centrali della pionieristica pratica di Hadid, per fare luce su un'artista, e un architetto, che ha lottato per infrangere le vecchie regole e si è costruita il proprio universo nel XXI secolo.
Novara : Interlinea, c2018
I segni ; 24
Abstract: interventi di Franco Giulio Brambilla, Raul Capra, Casimiro Debiaggi, Filippo Maria Ferro, Guido Gentile, Pier Giorgio Longo, Carlo Maria Scaciga, con un testo di Giovanni Testori. Nato a Valduggia fra il 1475 e il 1480 e morto a Milano il 31 gennaio 1546, ha lasciato opere che arricchiscono il patrimonio della Diocesi di Novara, dal capoluogo a Varallo Sesia, i due luoghi di cui si occupano in particolare i testi qui proposti, fra la basilica di San Gaudenzio e il Sacro Monte ai piedi del Monte Rosa. Giovanni Testori è stato tra coloro che hanno rivalutato, con una lettura artistica e letteraria insieme, Gaudenzio Ferrari e la sua capacità di rappresentare «un tremito lontano che si tramanda di generazione in generazione. Gli anni d'un paese; le antichità d'una valle; tempi e tempi di storia umana e dunque di sofferenza e di gioia». È la grande opera di Gaudenzio Ferrari di cui questo volume fa emergere alcuni degli aspetti principali, fra storia e arte.
Santarcangelo di Romagna : Rusconi libri, [1999]
Vincenzo Bellini / / Maria Rosaria Adamo, Friedrich Lippmann
Torino : ERI, [1981]
Ginevra : Cabinet des estampes, 1985
La lente di Svevo / Giuseppe Pontiggia ; a cura di Daniela Marcheschi
EDB, 2017
Abstract: Italo Svevo è l'autore che Giuseppe Pontiggia ha più studiato negli anni giovanili e alla cui tecnica narrativa ha dedicato la tesi di laurea, discussa all'Università Cattolica di Milano nel 1959, qui proposta per la prima volta in volume. Lo scrittore stesso, nel 2003, aveva affidato questo testo alla rivista Kamen', per ripubblicarlo così come era stato pensato negli anni Cinquanta, quando gli studi sulle tecniche narrative non erano diffusi. Pontiggia intendeva contribuire alla critica sveviana, ma anche mostrare un aspetto del proprio laboratorio di scrittore e critico, interessato a riconoscersi attraverso la «lente» di Svevo e l'approfondimento della sua geniale officina. Attenta alle pieghe della realtà quotidiana senza indulgere in minimalismi, la scrittura sapiente di Pontiggia è un «luogo» di forte tensione formale, riflessiva ed etica. Le sue pagine, come quelle di Svevo, hanno lo slancio ideale di chi è consapevole che, nella letteratura e nelle arti, si gioca una partita fondamentale per il soggetto e le strutture della società: da qui la parola chiara, l'ironia, la verve comico-satirica e la pietas con cui le contraddizioni umane vengono osservate.
The wet and the dry : (the social life of the book) / Moyra Davey
Parigi : Paraguay Press, 2001
A Napoli con Maurizio de Giovanni / Vincenza Alfano
Nuova ed.
Perrone, 2018
Abstract: Città imprendibile, creatura terrestre e marina, sospesa tra cielo e terra. Occorre una guida per attraversare Napoli: bifronte, labirintica. Un possibile itinerario è quello tracciato da Maurizio de Giovanni nei romanzi del commissario Ricciardi ambientati nella città partenopea degli anni Trenta. Sempre in bilico tra vita e morte, Napoli sembra il posto giusto per Ricciardi che vede i vivi e i morti e condivide, quindi, con la sua città un destino di sospensione. Il percorso che si intraprende è tortuoso e bellissimo: si parte dal Gambrinus, nel quartiere San Ferdinando, dove è metaforicamente nato il commissario; poi ci si perde tra i Quartieri Spagnoli, dove il vicolo diventa profondo come una ruga, vivo come una ferita sempre aperta. Ogni angolo di Napoli è simbolo e contrasto. Capodimonte è il volto di un bambino che sembra dormire sotto la pioggia, Mergellina è lo scontro fra l’opulenza dei gerarchi e la miseria dei pescatori, è il futuro che incespica, è la voce del mare. Chiaia è l’alcova di un amore, anche se incontrato nel bordello più elegante delle città, ma è anche lo svelamento di una mistificazione che si ammala cronicamente della sua stessa ipocrisia. Il Borgo degli Orefici è il cuore di un labirinto che pare disegnato senza senso, tanto da disorientare chiunque nel dedalo di vicoli e viuzze. Il Vomero è un abito elegante che cambia la città, rendendola finalmente verticale. Ma Napoli è prima di tutto, e senza ombra di dubbio, un’emozione, oltre che un luogo, e Vincenza Alfano la percorre seguendo l’itinerario letterario di Maurizio de Giovanni e restando fedele agli odori, le voci, le canzoni e gli assordanti silenzi di una città crudele e pietosa, che accudisce e schernisce solo con uno sguardo.
Hokusai : oltre la Grande onda / a cura di Timothy Clark
Einaudi, 2018
Abstract: Maestro riconosciuto in vita, Hokusai ha creato negli ultimi trent'anni della sua lunga esistenza un'opera sublime che in genere viene presentata seguendo la mera cronologia. Questo volume propone un approccio inedito, basato su ricerche innovative: la produzione tardiva è qui raggruppata tematicamente e messa in relazione con le principali ricerche artistiche e spirituali della vita di Hokusai. Il complesso e singolare bagaglio di credenze personali del grande maestro s'illumina nell'analisi delle grandi pitture a pennello, disegni, incisioni e libri illustrati realizzati in tre decadi ricche d'ispirazione e di incessante affinamento. Un'attenzione particolare in questo libro è riservata al ruolo svolto dalla figlia di Hokusai Eijo (Ōi), a sua volta pittrice di talento. Nella sua arte Hokusai esplorò in modo accurato le trasformazioni e i dettagli dei fenomeni naturali, avvertendone i profondi legami con le forze divine. I soggetti e gli stili delle sue ultime opere si fondano su una padronanza delle tecniche giapponesi, cinesi ed europee, e una conoscenza enciclopedica della natura, del mito e della storia. Un volume destinato a diventare un punto di riferimento critico che, riunendo il meglio del lavoro di Hokusai, offre al lettore una panoramica unica e preziosa della produzione matura del grande artista.
La svergolata Milano di Carlo Emilio Gadda / Lucia Lo Marco
Perrone, 2016
Abstract: Come una donna prorompente, vorace e giunonica, Milano allarga le sue curve, i suoi confini, le sue intese, divenendo fonte di rimprovero e insieme di desiderio; di biasimo e di voglia. In lei si uniscono ragione e istinto, operosità e appetito, lavoro e godimento. Pur con qualche interruzione, Carlo Emilio Gadda vivrà a Milano fino agli anni Quaranta. Alla città lombarda dedicherà racconti, meditazioni ed elzeviri. Continuerà a farlo anche negli anni - e nei testi - successivi al suo trasloco definitivo. Lo lega a Milano un sentimento ambivalente, un affetto profondo e autentico e insieme una altrettanto radicata propensione alla critica feroce e aspra. È senza dubbio la città più dissacrata ma anche la più celebrata e prediletta dall'autore. Lucia Lo Marco ci conduce in un percorso geografico che è soprattutto un itinerario affettivo. Il punto di partenza non è un luogo ma un'ora, quella del primo mattino e, così, Milano si srotola lungo il corso di tutto un giorno, dalla mattina al pranzo, dalla sera fino a notte inoltrata. Ed è proprio in questa cartografia temporale che viene messo in luce un aspetto della città gaddiana di volta in volta diverso: una città affascinante e inedita nei suoi caratteri e volti più peculiari, capace eternamente di sedurci nell'attimo stesso in cui ci respinge.
Salerno : : gli occhi di Gatto / / Adriano Napoli
Milano : Unicopli, 2014
Le città letterarie ; 45
Abstract: È noto che ogni movimento nello spazio corrisponde a uno spostamento nel tempo. Ripercorrere le strade di una città con gli occhi di un poeta vuol dire ricalcare l'autografia di un percorso umano di grande valore testimoniale, dietro cui si annidano l'immagine del Tempo e le infinite stratificazioni di una memoria che accumula, dimentica e nasconde. Viene da domandarsi allora: quale posto assume Salerno nella formazione di Gatto? E che cosa resta del suo sguardo nel tessuto e nel respiro della città odierna? Nelle pagine seguenti cercheremo di rispondere a questi interrogativi. Non sono pochi del resto i monumenti architettonici e storici della città natia a cristallizzarsi fin dagli anni giovanili nella memoria e coscienza poetica gattiana, tanto da acquisire la rilevanza di archetipi di una visione profonda che trasfigurando l'umile quotidiano, le consuetudini più semplici e povere, negli emblemi canori di un non-tempo mitico, ne proietta l'immagine in un luogo uniiversale del sentire umano. Salerno diventa rima d'eterno, ma non per un gratuito gioco di rime.
Domenico e Carlo Aspari incisori e architetti olivonesi / / Gastone Cambin
Lugano : Società ticinese per la conservazione delle bellezze naturali ed artistiche, c1972
Studi e monografie ; 3
1992
2Già e non ancora ; 228
Fa parte di: Lubac, Henri de <1896-1991>. Opera omnia / Henri de Lubac ; a cura di Elio Guerriero
Per conoscere Brecht / a cura di Roberto Fertonani
Milano : A. Mondadori, 1970
Gli OscarPer conoscere