Trovati 3556 documenti.
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Milano : A. Mondadori, 2006
Abstract: L'opera raccoglie, secondo un progetto delineato da Raboni stesso, tutta la sua opera in versi e, della vasta attività saggistica. Si trovano perciò le raccolte principali, Le case della Vetra, Cadenza d'inganno, Nel grave sogno, Canzonette mortali, Versi guerrieri e amorosi, Ogni terzo pensiero, Quare tristis, oltre a una serie di plaquettes, a traduzioni poetiche e a una sezione che raccoglie versi dispersi, inediti o pubblicati postumi. Raboni si esprime in un tono prevalentemente medio-basso, con un uso incisivo del parlato - vale a dire di una lingua non letteraria ma quotidiana, identica a quella della comunicazione orale - e introduce nella sua poesia un'acuta sensibilità per il quotidiano. Il suo stile riesce ad assorbire il linguaggio basso entro il percorso elevato della lirica, generando testi che hanno il pregio di una elevata leggibilità. Raboni inoltre introduce nel corpo del testo poetico figure e personaggi appartenenti a una realtà minuta e umile, solitamente esclusa dalla poesia.
Martini politico e la laicità dei cristiani / Giovanni Bianchi
Cinisello Balsamo : San Paolo, copyr. 2007
Abstract: Oggi i cattolici italiani sono divisi, e ciò che li divide è soprattutto la politica. Vi è un cattolicesimo identitario, che fa della contrapposizione al mondo la sua peculiarità, e vi è un cattolicesimo solidale, che pone la sua peculiarità nel dialogo e nell'inserimento nel mondo. Tra il principio identitario e il principio solidale quale privilegiare? Giovanni Bianchi, un cattolico che ha fatto del sociale e della politica il suo principale ambito di lavoro, individua nel magistero del cardinal Martini a Milano la sintesi matura tra questi due principi: vivere l'identità cristiana nella solidarietà al mondo. In questo senso Martini è politico, perché indica ai cristiani che la polis, la città degli uomini, è lo sbocco privilegiato della loro fede nel Dio fatto uomo.
Il rompiballe / Claudio Sabelli Fioretti intervista Marco Travaglio
Roma : Aliberti, copyr. 2008
Abstract: Se Marco Travaglio fosse nato negli Stati Uniti, e avesse fatto il giornalista da quelle parti, avrebbe vinto il premio Pulitzer e avrebbe conquistato le copertine di Time e di Newsweek. Invece purtroppo per lui (ma per nostra fortuna) vive in Italia e lotta insieme a noi. Marco è il giornalista più odiato e più amato d'Italia. È un fenomeno editoriale che ha conquistato il successo nell'ostracismo generale, senza che praticamente nessuno recensisse i suoi libri. È il terrore della destra berlusconiana che lo querela in continuazione chiedendogli milioni di euro di danni. È la coda di paglia della sinistra inciucista: all'Unità non passa giorno che qualche democratico ex comunista non chieda il suo licenziamento. Ad Annozero non voleva andare nessun leader importante per paura delle sue accuse, della sua memoria e delle sue prese in giro. L'ho intervistato in molte occasioni. In molte altre ho presentato i suoi libri. L'ultima volta siamo stati un giorno insieme, nella sua casa di Torino, a scambiarci domande e risposte. Ne è uscito questo libro, frutto della voglia di entrambi di non smetterla di indignarci.
Riscoprirsi uomo : storia di un coscienza / Massimo Caprara, Roberto Fontolan
Genova : Marietti 1820, 2004
Abstract: Massimo Caprara entra nel cuore della vita politica e culturale italiana quando la seconda guerra mondiale non è ancora finita. E da allora ne è insieme protagonista e testimone. In un intenso e incalzante dialogo con Roberto Fontolan, Caprara racconta la storia di una coscienza, la sua, che come in una soggettiva cinematografia attraversa le stanze della nostra storia per restituirci volti e atmosfere, parole ed eventi con straordinaria, drammatica immediatezza. Ma c'è di più. Il libro non è soltanto un vibrante racconto storico-politico, ma l'itinerario sofferto di chi cercando l'ideale ha trovato il suo contrario, l'ideologia. E se ne è infine drammaticamente distaccato, ingaggiando una nuova avventura che arriva fino ai giorni nostri.
Roma : Laterza, 2001
Abstract: Una testimonianza biografica che vale come un atto d'accusa. Alla sbarra sono i ritardi della cultura italiana e l'orgoglio degli economisti. Ma anche un breviario civile che consente di comprendere le ragioni della crisi italiana e che indica nell'etica la via d'uscita per un paese ancora a civiltà limitata.
Solo la sinistra va in paradiso / Giovanni Bianchi
Cinisello Balsamo : San Paolo, copyr. 2009
Abstract: Questo libro presenta e analizza, con ampiezza di vedute, acutezza di pensiero, ricchezza di riferimenti autobiografici inediti, la storia e i valori dell'impegno politico dei cattolici in Italia, dall'Unità alle ultime elezioni politiche dell'aprile 2008, soffermandosi in particolare sull'Italia della Prima e della Seconda Repubblica, e suggerendo alcune riflessioni volte a una rifondazione (o quanto meno a un consolidamento) di tale impegno politico nella Società moderna e futura. La conclusione di questo approfondito lavoro di ricostruzione storica, di analisi e di riflessione non è tanto che solo la sinistra va in Paradiso, ma piuttosto che per il cristiano impegnato nel politico e nel sociale vi sono dei valori (la centralità dell'etica e della dimensione spirituale, la generosità fino al sacrificio, la capacità di dialogare e mettere in comune idee ed esperienze, accettando le diversità) che ispirano la sua vocazione e la sua azione politica.
Torino : EGA, 2004
Abstract: La società contemporanea attraverso tre parole chiave: educazione, etica, partecipazione politica. Un dialogo appassionato tra due grandi protagonisti del nostro tempo. A partire dalle loro esperienze personali, Luigi Ciotti e il teologo della liberazione brasiliana Frei Betto si confrontano sull'oggi in un dialogo che mette a fuoco la complessità e le potenzialità del mondo in cui viviamo.
Milano : Piemme, 2009
Abstract: La Chiesa oggi ha paura. Della scienza, della democrazia, della modernità. E invece di reagire confrontandosi con il nuovo, nega il progresso, si arrocca su posizioni arcaiche, vieta, sceglie ogni volta la conservazione. E oppone alle istanze di rinnovamento il dogma dell'infallibilità papale. Ripetendo all'infinito questi errori, la Chiesa sta marciando verso la sua fine. Rischia di parlare quasi più solo a se stessa, mentre la massa di fedeli la sente lontana e assente dai problemi del quotidiano, preoccupata di proteggere il proprio potere. Quando anche l'ultimo bacino di fedeli, il Terzo Mondo, tenderà a prosciugarsi grazie al miglioramento delle condizioni di vita, il piedistallo vacillerà. Non è un incallito anticlericale a formulare questa analisi, ma un uomo che della Chiesa fa parte, un cardinale che conosce bene tutti i recessi del Vaticano e degli ambienti ecclesiastici romani. Un uomo che ha vissuto in prima persona molte delle pagine più calde della storia recente e che, conservando l'anonimato, può raccontarne retroscena e conseguenze. La campagna antipreservativo, lo scandalo dei preti pedofili, lo sfarzo dei prelati, l'Opus Dei: l'analisi del cardinale intreccia l'attualità a riflessioni più complesse, che gettano lo scandaglio a fondo, dove fa male.
Il rompiballe : un anno dopo / Claudio Sabelli Fioretti intervista Marco Travaglio
Roma : Aliberti, copyr. 2009
Abstract: O lo ami, o lo vorresti al muro. Questo è Marco Travaglio. Il giornalista più puntuto e più querelato d'Italia. Si dice che con i suoi libri abbia venduto più di un milione e mezzo di copie senza avere praticamente avuto una sola recensione su un qualsiasi giornale nazionale. Si dice che, sommando tutte le cause che gli hanno intentato in questi anni, le richieste di risarcimento si contino in milioni e milioni di euro. Ma i querelanti, finora, hanno quasi sempre perso. In questo libro - libero dal vincolo di una scaletta prefissata, incalzato da un giornalista non meno scomodo di lui come Claudio Sabelli Fioretti - Marco Travaglio va finalmente a ruota libera. Più libera che mai. È come se tu lo incontrassi al tavolino di un bar. E gli offrissi un caffè. E gli dicessi: Marco, scusa: raccontami un po' come vedi l'Italia del dopo-elezioni. Come sono, veramente, i politici che hanno vinto e quelli che hanno perso. Che cosa, davvero, dobbiamo aspettarci da loro. Credete che si auto-censurerebbe, nel rispondervi, uno come Marco Travaglio? Non lo ha mai fatto, nemmeno ad Annozero, nemmeno da Luttazzi. Nemmeno di fronte alle minacce di risarcimenti milionari: e forse ad altre minacce, che non sappiamo. Credete che lo farebbe parlandovi a quattrocchi? Questo libro è, appunto, una conversazione a quattrocchi.
Quel che è di Cesare / Rosy Bindi ; intervista di Giovanna Casadio
Roma : Laterza, 2009
Abstract: In fondo la critica più radicale al potere assoluto e al cesarismo si trova nel Vangelo, perché a Cesare si restituisce la moneta e non si consegn mai la persona, la sua libertà e la sua dignità. Rosy Bindi racconta il suo impegno di cattolica che ha scelto la politica e va al cuore del principio di laicità. In un colloquio franco e diretto affronta le questioni cruciali della nostra democrazia. Scommette sul dialogo tra credenti e non credenti per superare reciproche scomuniche e afferma l'attualità del cattolicesimo democratico. Rilancia la dimensione etica della politica come servizio e ricerca del bene comune.
Testamento di un anticomunista / Edgardo Sogno, Aldo Cazzullo
[Milano] : Sperling & Kupfer, [2010]
Le radici del presente
Abstract: La Torino fascista e quella antifascista, la guerra di Spagna, la Resistenza, l'anticomunismo militante degli anni Cinquanta. Ma soprattutto il progetto di un'azione politico-militare, passata alla storia come "golpe bianco", che avrebbe dovuto fare dell'Italia una Repubblica presidenziale tagliando fuori i comunisti. A dieci anni dalla scomparsa di un protagonista della nostra storia del Novecento, ritorna un libro fondamentale per capire un ampio capitolo del passato. E riemerge la figura di un uomo che ha attraversato le vicende della nazione, non sottraendosi mai alle battaglie - giuste o sbagliate - che i valori in cui credeva gli imponevano di portare avanti. Il suo testamento è il racconto di chi ha creduto alla politica tanto da affidarle la vita, una confessione senza reticenze né rimpianti il cui apice sta proprio nella rievocazione di quel golpe fallito, che - caso più unico che raro, nell'Italia dei misteri - oggi non ha più segreti né zone d'ombra. Salvo quelle che "negazionisti" e complottasti di varia natura ancora vogliono vedere, a costo di negare la verità.
La passione e la politica / Francesco Cossiga ; con Piero Testoni ; postfazione di Antonio Fazio
Milano : BUR, 2010
Abstract: Francesco Cossiga ha attraversato da protagonista la seconda metà del Novecento italiano. Il dopoguerra, il caso Moro, la caduta del Muro di Berlino, l'inizio di Tangentopoli, il governo D'Alema: con il suo operato e le sue decisioni, come presidente del Consiglio, del Senato e poi della Repubblica, ha segnato come pochi la storia del nostro Paese.In questa lunga e approfondita conversazione con Piero Testoni, avvenuta nel 2000, Cossiga racconta in prima persona: un'intervista-autobiografia provocatoria e illuminante, in cui spiccano le pagine dedicate alla grande amicizia con Moro e alla tragedia del suo rapimento (vissuto come una sconfitta personale) e i ritratti di amici e nemici, da Craxi a Di Pietro, dal giudice Falcone al generale Dalla Chiesa, da Montanelli a Spadolini a Cuccia, e ancora Ciampi, D'Alema e Berlusconi. Un libro spregiudicato che ci consegna il ritratto di un personaggio complesso e contraddittorio, sempre in prima linea, capace, come raccontava lui stesso, di piacere e sedurre ma anche, specie di fronte alla cattiva politica, di essere un distruttore.
Torino : Einaudi, 2010
Abstract: Tra un bagno di mare e una cena sotto la pergola della casa di Sperlonga, Vittorio Foa avvia intense conversazioni con gli amici che gli sono più vicini (siamo negli anni Ottanta, ai tempi dell'edonismo reaganiano). Al centro, le vicende forti della politica: anche di quella che è ormai storia. Vittorio Foa ha da poco finito di scrivere, con travaglio, la sua Gerusalemme rimandata. È assorto ma fuori campo. Da più di quattro anni ha scelto il ritiro dalla vita pubblica. I temi s'intrecciano con la sua storia (la scelta antifascista e i suoi dilemmi, la crisi delle ideologie e insieme la speranza): discussioni appassionate sulla filosofia del mondo, guardando ai deboli, agli esclusi e al loro riscatto, proprio attraverso la politica, di cui il movimento operaio, i partiti della sinistra, il sindacato sono parti essenziali. Temi cruciali: quasi che Vittorio Foa e coloro che dialogano con lui percepissero profeticamente i segni di una svolta che segnerà in profondità l'Italia del futuro. Senza conformismi né censure, si affrontano alla radice, rivisitandole, le parole chiave della sinistra: il progresso sociale, l'esperienza del socialismo, la questione ambigua dei fini e dei mezzi. E poi, su tutte, il tema antiretorico, del rapporto tra biografia e politica: nello sguardo incrociato tra un protagonista che ha fatto la storia e chi la storia la studia (ai massimi livelli), la interpreta. Introduzione di Sesa Tatò.
Cenere e diamanti / Andrzej Wajda
Versione integrale inedita
[Milano] : San Paolo, 2010
Abstract: Maggio 1945: anche in Polonia si festeggia la fine della guerra e lacapitolazione della Germania nazista. Prosegue pero' un'altra guerra, tranazionalisti e comunisti che cercano di eliminarsi a vicenda. Uno studente,Maciek e un suo amico, Andrzej, hanno ricevuto l'ordine di uccidere un dirigentedel partito comunista...
Fatti a pezzi / Marco Alloni dialoga con Marco Travaglio
Roma : Aliberti, 2011
Abstract: Di quale virtù sia provvisto Marco Travaglio lo sappiamo tutti: la memoria, difesa da un archivio che probabilmente disegna l'autoritratto della storia contemporanea italiana meglio di quanto facciano i ritratti canonici, degli storiografi e dei giornalisti di cronaca. Quello che fa la differenza in Travaglio è che tale archivio è diventato metodo. Uno stile giornalistico che contrappone alla fuggevolezza della notizia, dell'opinione e della dichiarazione, la sedimentazione dei fatti. Travaglio riconsegna il giornalismo alla sua funzione di contropotere, fa parlare l'Italia come l'Italia non ama parlare e, se ancora servisse sottolinearlo, non fa sconti né a destra, né a sinistra. Con Travaglio torniamo a credere che non solo la storia non è finita ma la si può ancora fare, e quindi chiarire e depurare riconsegnare, intonsa, alla sua attualità - attraverso quel grande lavacro che sono i libri.
Milano : Chiarelettere, 2011
Abstract: Guardiamo ai fatti. Questo libro, scritto dal vaticanista de La Stampa Giacomo Galeazzi e dal giornalista d'inchiesta Ferruccio Pinotti, ricostruisce la storia di Karol Wojtyla e si propone come un appello documentato contro la beatificazione. A uso di credenti e non credenti. Proviamo a mettere da parte i miracoli, veri o presunti. Proviamo a non guardare solo allo straordinario carisma di trascinatore di folle che ha lasciato tutti profondamente ammirati. Gli anni di Cracovia, i primi sponsor politici all'interno della Chiesa, le amicizie scomode, la pioggia di soldi al sindacato polacco Solidarnosc. Il volume fotografa anche una serie di personaggi da romanzo criminale: Sindona, Gelli, Pippo Calò, Flavio Carboni, Francesco Pazienza. Questa controinchiesta raccoglie molte voci critiche anche interne al Vaticano, ostili alla beatificazione ma di fatto mai davvero ascoltate. Resta il dubbio di una decisione politica. E l'amarezza per i tanti vescovi che hanno combattuto contro regimi feroci, come Wojtyla contro il comunismo, giocandosi la vita. Cardinali per lo più vicini a Wojtyla e al suo successore Joseph Ratzinger. La fazione vincente. Oggi in gioco c'è il futuro della Chiesa: da una parte il potere, dall'altra il messaggio di Cristo. I fatti dimostrano che con la beatificazione lampo di Wojtyla la Chiesa celebra soprattutto la sua ossessione secolare per il potere. Prefazione di Monsignor Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara del Vallo e presidente Cei per l'immigrazione.
Roma : Il minotauro, copyr. 2001
Roma : Laterza, 2005
Abstract: L'identità politica dei cattolici italiani è ancora una volta un problema aperto: non credo che debbano essere più alla ricerca di una 'loro' democrazia, ma di una forma più alta di democrazia. La democrazia dei cristiani non può più essere una nuova 'democrazia cristiana'. Oggi coincide con la democrazia di tutti; è un impegno a tener viva, anche con la fede, una speranza di civiltà per il nuovo millennio... Ma la democrazia non è autosufficiente. Per recuperare e approfondire il suo tessuto etico di base ha bisogno di nuove aristocrazie, morali, culturali e religiose. La laicità, che è una conquista condivisa, ha bisogno di un'anima religiosa. Intervista a cura di Giuseppe Tognon.
Assedio alla toga / Nino Di Matteo, Loris Mazzetti
Roma ; Reggio Emilia : Aliberti, 2011
Abstract: Ci sono dei momenti in cui non ci si può rassegnare all'andazzo delle cose, alla legge del più forte: bisogna trovare il coraggio di esporsi e denunciare dichiara Nino Di Matteo a Loris Mazzetti, spiegando in questo modo la sua decisione di rompere un silenzio che per tutta la durata della sua carriera di pm antimafia lo ha tenuto lontano dai microfoni e dai riflettori. In un'intervista che si delinea piuttosto come un dialogo, un accorato sforzo di capire come e perché la riforma costituzionale della Giustizia, la legge bavaglio, il processo breve metterebbero a rischio la democrazia. Di Matteo arriva fino al cuore del problema per farci capire come bloccare questa deriva, che sopravvive a qualunque tipo di esecutivo. Con il coraggio che lo ha contraddistinto in questi anni smaschera le false motivazioni, le ipocrisie e le demagogie nascoste dietro la riforma, e ne svela gli inquietanti parallelismi con il Piano di rinascita democratica della P2. Ma non solo: le sue parole ci spiegano a che punto si trovano le indagini sulla trattativa tra Stato e mafia, sulla strage di via D'Amelio, e su personaggi discussi e discutibili che ancora oggi tengono in mano le redini del potere, dopo le rivelazioni del pentito di mafia Gaspare Spatuzza. Il tutto con lo sguardo rivolto al suo grande maestro di lotta antimafia e di coraggio: il giudice Paolo Borsellino.