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Trovati 703 documenti.

Cristo si è fermato a Eboli
Libri Moderni

Levi, Carlo <1902-1975>

Cristo si è fermato a Eboli / Carlo Levi ; con saggi di Italo Calvino e Jean-Paul Sartre

Einaudi, 2010

Abstract: Noi non siamo cristiani, essi dicono, Cristo si è fermato a Eboli. La ferrovia si ferma a Eboli e raggiungere la Lucania predispone il viaggiatore a un complesso, travagliato percorso. Al di là di Eboli si nasconde una civiltà nei fatti arcaica, la Lucania contadina, che dischiude agli occhi dello scrittore un mondo di inaspettata bellezza e desolazione.

I bambini del maestrale
Libri Moderni

Ossorio, Antonella <1960->

I bambini del maestrale / Antonella Ossorio

Pozza, 2023

Abstract: 1913, porto di Napoli. Attraccata all'imbarcadero, come se a trattenerla non fossero cavi o ancore, ma profonde radici abbarbicate al fondale, la Caracciolo, con i suoi tre alberi a vele quadre, simili a vestigia di un bosco sacro, incute timore e rispetto. Non tutte le navi possono vantare, come quel veliero, memorabili imprese e avventurose circumnavigazioni del globo. Il tempo delle battaglie cruente è, però, finito. La nave è in disarmo, destinata a una ultima, nobile battaglia: diventare una nave asilo per quei bambini, orfani o abbandonati dagli adulti, che vivono di furti ed elemosine per le strade di Napoli, dormendo sui marciapiedi, negli androni dei palazzi, nei sagrati delle chiese; ovunque vi sia un angolo buono per rincantucciarsi. Tredici di loro sono già a bordo, li chiamano i caracciolini e godono di un benessere superiore a ogni loro piú rosea aspettativa, con un letto e il mangiare garantiti ogni santo giorno. Sono affiorati da sottocoperta per venire a studiare l'intrusa, la donna nominata dal rappresentante del Ministero della Marina direttrice della nave asilo. Si chiama Giulia Civita Franceschi ed è pronta a raccogliere la sfida rappresentata da quel veliero, e a capovolgere una volta per tutte il destino di quel popolo infantile piegato dalla povertà e dall'abbandono. Destino che sembra, invece, inemendabile per Felice, il bambino che cerca ogni sera un angolo il piú possibile riparato dove dormire con gli occhi spalancati sul buio e il nome della madre sulla bocca. Storia di un esperimento educativo unico al mondo, durato quindici entusiasmanti anni e bruscamente interrotto dal regime fascista nel 1928, questo romanzo costituisce una conferma del talento di Antonella Ossorio nel narrare di miseria e riscatto, crudeltà e amore nel paesaggio dell'infanzia abbandonata.

Il ladro e la ribelle
Libri Moderni

Sendker, Jan-Philipp <1960->

Il ladro e la ribelle / Jan-Philipp Sendker ; traduzione dal tedesco di Roberta Scarabelli

Neri Pozza, 2022

Abstract: La villa di Mr e Mrs Benz è una elegante dimora immersa in un grande giardino lussureggiante, con un campo da tennis e un maestoso baniano abitato da uno spirito che veglia sulla proprietà. Per onorare lo spirito, è stata costruita una casetta in cui Niri, ogni giorno, porta un vaso di fiori freschi e un bicchiere d’acqua: questo è uno dei suoi compiti, da quando è stato promosso giardiniere, ora che ha diciott’anni. Sua madre si occupa invece dei pasti della famiglia Benz, e il padre è il custode di quella villa racchiusa da mura tanto alte da sembrare confini tra stati. Hanno tutto ciò che serve per condurre un’esistenza dignitosa. Poi, un giorno, la catastrofe. La pandemia si abbatte sul mondo e, quando la zia di Niri comincia a tossire, la famiglia viene messa alla porta, nel giro di trenta, soli minuti, con gli averi di una vita intera che bastano a riempire un unico sacchetto di plastica. Non sanno dove andare, non hanno nulla. Dopo una prima notte in strada, approdano alla baraccopoli degli «irregolari», un’umanità senza diritti e di una miseria oltraggiosa. Niri non si dà pace, non è come suo padre, educato alla rassegnazione dalla sua profonda fede nel Buddha. La sofferenza dei suoi, di tutti gli altri nel campo, è intollerabile. Decide così di infrangere il coprifuoco notturno, sfidando le pattuglie armate, per tornare alla villa dei Benz dove c’è cibo per sfamare l’intera baraccopoli: lui sa dove il rampollo lascia una chiave di scorta per rientrare dalle sue nottate brave. Ma mentre saccheggia la dispensa dei suoi ex padroni, si trova davanti Mary Benz, bellissima e irraggiungibile, il suo primo amore. Niri teme di essere stato scoperto. Non sa ancora che Mary, stanca di vivere in un mondo scandalosamente privilegiato, ha in mente un piano che li porterà a varcare un limite da cui non c’è ritorno e cambierà non solo la loro vita, ma quella dell’intera città.

I Malavoglia
Libri Moderni

Verga, Giovanni <1840-1922>

I Malavoglia ; Mastro-don Gesualdo ; Storia di una capinera / Giovanni Verga ; introduzione e premesse alle singole opere di Sergio Campailla

Roma : Newton & Compton, 2004

Abstract: La parabola di Gesualdo Motta che da "mastro" (muratore) diventa "don" (ricco borghese) descrive il fallimento di una vita tutta dedita al culto della "roba", ma completamente aliena da affetti genuini e sinceri. Nel sovrapporsi chiassoso di voci che incrinano ogni valore sociale Verga sembra aver individuato il ritmo espressivo di un'umanità condizionata dal denaro e condannata alla solitudine. È una condizione di cui i personaggi non hanno coscienza, e questo fa di "Mastro-don Gesualdo" il primo romanzo italiano dell'alienazione borghese.

La bambina che non poteva sognare
Libri Moderni

Shah, Bina

La bambina che non poteva sognare / Bina Shah

Roma : Newton Compton, 2010

Abstract: Laila è una bambina pakistana di famiglia cristiana. Vive in uno dei quartieri più malfamati e poveri della città di Karachi, dove apprende subito cosa significhi sopravvivere a ogni difficoltà. Dopo la morte della sorella Jumana, gravemente malata di tubercolosi, e il crollo emotivo della madre, Laila si ritrova in balia del patrigno che decide di venderla come prostituta. La fuga si rivela la sua unica possibilità di salvezza, e la fortuna sembra sorriderle. Laila incontra madame Ansari, ricca signora dei quartieri benestanti della città, e finalmente sembra possibile una vita nuova, più facile, più rassicurante. Ma un giorno un incidente mette a repentaglio la vita della bambina da lei accudita: Laila verrà allontanata e si troverà nuovamente sola, di fronte all'incubo di finire in un orfanotrofio. È un'ulteriore violenza alla quale deve fuggire, ma dove scappare, da chi nascondersi? Dove trovare l'amore, l'affetto, la speranza di una vita normale? La bambina che non poteva sognare è la storia di una ragazza costretta a correre da sola, forte e coraggiosa, verso un futuro che non può negarle la felicità.

La bambina che non poteva sognare
Libri Moderni

Shah, Bina

La bambina che non poteva sognare / Bina Shah

3. ed.

Newton Compton, 2013

Abstract: Laila è una bambina pakistana di famiglia cristiana. Vive in uno dei quartieri più malfamati e poveri della città di Karachi, dove apprende subito cosa significhi sopravvivere a ogni difficoltà. Dopo la morte della sorella Jumana, gravemente malata di tubercolosi, e il crollo emotivo della madre, Laila si ritrova in balia del patrigno che decide di venderla come prostituta. La fuga si rivela la sua unica possibilità di salvezza, e la fortuna sembra sorriderle. Laila incontra madame Ansari, ricca signora dei quartieri benestanti della città, e finalmente sembra possibile una vita nuova, più facile, più rassicurante. Ma un giorno un incidente mette a repentaglio la vita della bambina da lei accudita: Laila verrà allontanata e si troverà nuovamente sola, di fronte all'incubo di finire in un orfanotrofio. È un'ulteriore violenza alla quale deve fuggire, ma dove scappare, da chi nascondersi? Dove trovare l'amore, l'affetto, la speranza di una vita normale? La bambina che non poteva sognare è la storia di una ragazza costretta a correre da sola, forte e coraggiosa, verso un futuro che non può negarle la felicità.

Fiore di tuono
Libri Moderni

Teulé, Jean <1953-2022>

Fiore di tuono / Jean Teulè ; traduzione di Sara Puggioni

Pozza, 2014

Abstract: Febbraio 1852. In alcuni poveri villaggi della Bretagna spazzati dal vento dell’Atlantico, gli abitanti credono ancora ad antiche e macabre leggende. Lo fanno perché è l’unico modo che hanno per esorcizzare il male, scacciare la paura e farsi una ragione della miseria in cui sono costretti a vivere. È così che Hélène Jégado inizia a credere ad Ankou – il Dio della morte – uno spirito maligno che si incarna nelle persone più insospettabili e le costringe a fare qualunque cosa. Anche le più spaventose. E, quando la fantasia si mescola con la follia, niente può impedire a Hélène di immedesimarsi in quella divinità, e decidere di esserne la voce e il braccio. Diventata una cuoca esperta, Hélène inizia a girare la nazione lasciando dietro di sé una scia di cadaveri. Il primo è quello della madre. Ma non mancano uomini, bambini, prostitute e persino uomini di chiesa. Per ognuno di loro, la donna usa la stessa tecnica: si presenta come la più placida e silenziosa delle domestiche, prepara cibi e pietanze succulenti dentro cui nasconde una polvere di arsenico e, quando la vittima inizia a sentirsi male, se ne prendecura fino alla morte, come il più terribile degli angeli consolatori. La lunga catena di omicidi, però, – ben trentasette – si interrompe quando la donna rivolge le proprie «attenzioni» a un giudice, che capisce subito di avere di fronte un’assassina e la denuncia alle autorità. Confessate le sue responsabilità, Hélène viene condannata alla ghigliottina, dove morirà il 26 febbraio 1862. In una Francia rurale in cui regnano povertà e violenza, Jean Teulé mette in scena la vera storia di uno dei personaggi più incredibili e sconosciuti della Francia dell’Ottocento. E lo fa con la sua solita scrittura, capace di mescolare cronache giornalistiche, echi letterari e leggende bretoni, offrendoci così il macabro e spaventoso ritratto di una terra ancestrale, abitata da pregiudizi e fantasmi sanguinosi.

L'amante di Calcutta
Libri Moderni

Massey, Sujata <1964->

L'amante di Calcutta / Sujata Massey ; traduzione dall'inglese di Laura Prandino

Neri Pozza, 2014

Abstract: La giovane protagonista di questo romanzo ha più di un nome. All'età di sette anni, prima che un monsone devastasse il Bengala meridionale separandola dalla sua famiglia, la madre e le gemelline la chiamavano Didi, ma per tutti, al villaggio, era soltanto Pom, un colpo su un tamburo, la pioggia che batte su un tetto di lamiera. Compiuti i dieci, dopo essere stata raccolta malconcia dal ciglio di una strada e rimessa in sesto dal dottor Andrews per entrare a servizio nella scuola inglese di Miss Jamison, Pom è costretta a cambiare il suo nome in uno da donna, uno tratto dal libro sacro dei cristiani, e diviene Sarah: la piccola orfana che serve il bed tea alle insegnanti ancora assonnate, passa lo straccio nella sala da pranzo, manovra i ventilatori nelle aule per tenere fresche le allieve. Nell'istante, tuttavia, in cui sente leggere L'isola del tesoro, Il libro della giungla, e ancora Virginia Woolf e Steinbeck, Sarah scopre che cosa vuole fare da grande: lavorare con i libri. E, magari, diventare una brava insegnante. Spinta da una forza di volontà fuori dal comune, ogni notte, dopo il lavoro, studia l'Oxford English Dictionary cercando di apprendere il più possibile. Quando, però, sembra aver fatto passi da gigante, nella scuola scoppia uno scandalo e la ragazza è costretta a fuggire a Kharagpur, una città insidiosa, violenta, in cui alle donne sole è permesso lavorare soltanto nei postriboli. Dopo nuove fughe il caso la conduce a Calcutta dove incontra un affascinante funzionario del governo...

I Malavoglia
Libri Moderni

Verga, Giovanni <1840-1922>

I Malavoglia / Giovanni Verga ; a cura di Sergio Campailla

Ed. integrale

Roma : Newton Compton, 2010

Abstract: Al centro della narrazione sta la Provvidenza, la barca più illustre della letteratura italiana, la più vecchia delle barche da pesca del villaggio. La vicenda ruota intorno alla sventura dei Malavoglia, innescata proprio dal naufragio della Provvidenza carica di lupini presi a credito. Si snoda così tutta una trama straordinariamente complessa che non abbandona mai lo svolgersi doloroso del dramma. Il quale è una serie di rovesci, colpo su colpo contro i Malavoglia, ogni volta che a forza di rassegnazione e coraggio riescono a rialzarsi dal colpo precedente.

Delitto e castigo
Libri Moderni

Dostoevskij, Fëdor Mihajlovic <1821-1881>

Delitto e castigo / Fedor M. Dostoevskij ; introduzione di Chiara Cantelli ; traduzione di Vittoria Carafa de Gavardo

Ed. integrale

Newton Compton, 2014

Abstract: Il giovane Raskòlnikov, abbandonati gli studi, decide di uccidere una vecchia usuraia per dimostrare a sé stesso di essere un uomo eccezionale, al di là del bene e del male. Rimasto travolto dal proprio atto e tormentato dalla coscienza del fallimento, si consegna spontaneamente alla giustizia, cedendo a quella stessa norma che credeva di poter travalicare. Colpa, condanna ed espiazione: questi i capisaldi di Delitto e castigo, capolavoro della letteratura ottocentesca, romanzo poliziesco concepito da Dostoevskij per scavare a fondo tutti i problemi dell'animo umano.

I Malavoglia
Libri Moderni

Verga, Giovanni <1840-1922>

I Malavoglia / Giovanni Verga ; a cura di Sergio Campailla

Ed. integrale, 2. ed.

Newton Compton, 2014

Abstract: Un romanzo come I Malavoglia - notò Capuana - non si può riassumere: la storia di questa famiglia di pescatori di Aci Trezza, paesino in provincia di Catania, è ormai considerata una sorta di manifesto del verismo italiano e un classico della nostra letteratura. L'umanità dei vinti di Verga, immancabilmente falciati da un destino crudele e implacabile, si muove corale con quieto e desolato lirismo, sostenuta da quella fede nella provvidenza che rimane l'unica consolazione di fronte all'immutabilità del ciclo della vita e allo sgomento con cui si assiste all'avvento di un progresso che pare voler stravolgere i vecchi ordini e le consuetudini di una civiltà arcaica.

Indice medio di felicità
Libri Moderni

Machado, David

Indice medio di felicità / David Machado ; traduzione dal portoghese di Romana Petri

Neri Pozza, 2015

La bambina che non poteva sognare
Libri Moderni

Shah, Bina

La bambina che non poteva sognare / Bina Shah

Roma : Newton Compton, 2009

Abstract: Laila è una bambina pakistana di famiglia cristiana. Vive in uno dei quartieri più malfamati e poveri della città di Karachi, dove apprende subito cosa significhi sopravvivere a ogni difficoltà. Dopo la morte della sorella Jumana, gravemente malata di tubercolosi, e il crollo emotivo della madre, Laila si ritrova in balia del patrigno che decide di venderla come prostituta. La fuga si rivela la sua unica possibilità di salvezza, e la fortuna sembra sorriderle. Laila incontra madame Ansari, ricca signora dei quartieri benestanti della città, e finalmente sembra possibile una vita nuova, più facile, più rassicurante. Ma un giorno un incidente mette a repentaglio la vita della bambina da lei accudita: Laila verrà allontanata e si troverà nuovamente sola, di fronte all'incubo di finire in un orfanotrofio. È un'ulteriore violenza alla quale deve fuggire, ma dove scappare, da chi nascondersi? Dove trovare l'amore, l'affetto, la speranza di una vita normale? La bambina che non poteva sognare è la storia di una ragazza costretta a correre da sola, forte e coraggiosa, verso un futuro che non può negarle la felicità.

Le commedie
Libri Moderni

Aristophanes <450 a.C.-385 a.C.> - Aristophanes <450 a.C.-385 a.C.>

Le commedie / Aristofane ; traduzione scenica, testo greco integralmente rinnovato e appendice critica di Benedetto Marzullo

Roma : Newton Compton, 2008

Abstract: Aristofane è un'onda fluida, generosa, invadente di riso: ma anche di attonita, sommessa pietà. Nelle sue commedie c'è malinconia, tanto più aguzza quanto sfrenato è lo sfogo: c'è un rifiuto del mondo, fragoroso, violento, offensivo. C'è la progressiva, struggente scoperta di una vitale radice, personale ma inalienabile: estremo rifugio e risorsa dell'uomo. Producendo esplosioni insaziabili di comicità, Aristofane spazia sovrano: dallo sberleffo all'ironia, dalla deformazione implacabile all'umorismo, aggressivo ma estroso, inventivo, più spesso infine autoconsolatorio. È un instancabile produttore di satira politica, sociale, personale. Malinconicamente, registra ogni contraddizione della commedia umana, la risarcisce con dolente, spesso lirico sorriso.

Cristo si è fermato a Eboli
Libri Moderni

Levi, Carlo <1902-1975>

Cristo si è fermato a Eboli / Carlo Levi

Ed. integrale

Roma : Grandi tascabili economici Newton, 2010

Abstract: Cristo si è fermato a Eboli è il resoconto del confino di Carlo Levi in Lucania durante il regime fascista, ed è riconosciuto come uno tra i romanzi più importanti della letteratura europea. Il viaggio verso sud e la permanenza nel piccolo paese di Gagliano permetteranno all'autore di conoscere luoghi e persone, usi e costumi, a lui fino ad allora sconosciuti. E in questo mondo contadino, così lontano da ogni possibile immaginazione e così vicino proprio perché reale e tangibile, Levi troverà un'umanità diversa, forte e affascinante. Il podestà Magalone e Donna Caterina, Sanaporcelle e il fido cane Barone, che lo accompagna ogni giorno nella sua passeggiata fino al cimitero. Il lento scorrere dei giorni in questa provincia meridionale degli anni Trenta è affollato di personaggi e vicende che l'autore descrive con toccante realismo in un racconto meditativo che lascia - ancora oggi - senza fiato.

Lo scannatoio
Libri Moderni

Zola, Émile <1840-1902>

Lo scannatoio / Emile Zola ; cura e introduzione di Riccardo Reim

Roma : Newton Compton, 2012

Abstract: Romanzo che esplora la vita del popolo ai tempi di Napoleone III, Lo scannatoio è ancora riconosciuto come uno dei capolavori di Emile Zola. È incentrato sulla figura di Gervaise, lavandaia e poi stiratrice, il cui impossibile riscatto dalla miseria si riflette nel destino di uomini consumati dall'alcool e dall'indigenza nel quartiere della Goutte-d'Or, brulicante cosmo popolare che risulta alla fine l'autentico protagonista della vicenda. L'Assommoir del titolo, l'osteria-scannatoio, ne è insieme l'epicentro e il luogo di più marcata connotazione simbolica: tutti prima o dopo vi arrivano, sognando di evadere ma in realtà innescando il processo della propria autodistruzione, il costo d'una rivoluzione industriale che ha necessità di trasformare gli individui in merci. Zola, padre del naturalismo, indaga quel mondo con l'occhio impassibile dello scienziato, ma la sua pagina ribolle di gerghi e di lingua viva, è animata dagli estri di un'immaginazione visionaria.

Jude l'oscuro
Libri Moderni

Hardy, Thomas <1840-1928>

Jude l'oscuro / Thomas Hardy ; a cura di Erberto G. Petoia ; introduzione di Maria Stella

Ed. integrale

Newton Compton, 2012

Abstract: La difficile storia d'amore tra Jude, proveniente da una famiglia povera e Sue, colta e indipendente, sullo sfondo del Wessex insidiato dall'incipiente industrializzazione, offre a Hardy lo spunto per criticare l'ottusa e conservatrice morale vittoriana, affrontare la natura autentica dell'alienazione sociale e addentrarsi nell'intimo dei personaggi e dei loro conflitti interiori.

Germinal
Libri Moderni

Zola, Émile <1840-1902>

Germinal / Emile Zola ; introduzione di Ottavio Cecchi

Roma : Newton Compton, 1999

Un albero cresce a Brooklyn
Libri Moderni

Smith, Betty <1896-1972>

Un albero cresce a Brooklyn / Betty Smith ; traduzione di Antonella Pietribiasi

Pozza, 2016

Abstract: È l'estate del 1912 a Brooklyn. I raggi obliqui del sole illuminano il cortile della casa dove abita Francie Nolan, riscaldano la vecchia palizzata consunta e le chiome dell'albero che, come grandi ombrelli verdi, riparano la dimora dei Nolan. Alcuni a Brooklyn lo chiamano l'Albero del Paradiso perché è l'unica pianta che germogli sul cemento e cresca rigoglioso nei quartieri popolari. Insieme a suo fratello Neeley, Francie raccoglie pezzi di stagnola che si trovano nei pacchetti di sigarette e nelle gomme da masticare, stracci, carta, pezzi di metallo e li vende in cambio di qualche cent. Francie se ne va a zonzo per Brooklyn. Lungo il tragitto forse qualcuno le ricorderà che è un peccato che una donna così graziosa come sua madre, ventinove anni, capelli neri e occhi scuri, debba lavare i pavimenti per mantenere tutta la famiglia. Qualcun altro magari le parlerà di Johnny, suo padre, il ragazzo più bello e più attaccato alla bottiglia del vicinato, qualcuno infine le sussurrerà mezze parole sull'allegro comportamento di sua zia Sissy con gli uomini. Francie ascolterà e ogni parola sarà per lei una pugnalata al cuore, ma troverà, come sempre, la forza per reagire, poiché lei è una bambina destinata a diventare una donna sensibile e vera, forte come l'albero che, stretto fra il cemento di Brooklyn, alza rami sempre più alti al cielo.

La famiglia Benade
Libri Moderni

Van Niekerk, Marlene

La famiglia Benade / Marlene van Niekerk ; traduzione di Laura Prandino

Pozza, 2017

Abstract: Sudafrica, 1994. Al 127 di Marta Street, nel sobborgo di Triomf, alla periferia di Johannesburg – un quartiere operaio popolato esclusivamente da bianchi indigenti – abita la famiglia Benade. Pop, il pater familias, bretelle ciondoloni sulle ginocchia, capelli bianchi arruffati e dritti sulla testa, a quasi ottant’anni non si alza ormai più dalla poltrona davanti al televisore. Anche Mol, sua moglie, non scherza. Se ne sta seduta con le gambe larghe sotto la vestaglietta che non toglie mai, facendo dondolare su e giù il dente finto e fumando una sigaretta dietro l’altra. Entrambi cercano di tenersi alla larga da Lambert, il figlio quarantenne, epilettico e affetto da disturbi della personalità che lo rendono pericoloso per se stesso e gli altri. E poi c’è Treppie, il fratello di Mol, che si è assunto il ruolo di provocatorio filosofo della famiglia e quando la mette giù dura dice cose davvero meschine e cattive. Trent’anni prima, all’epoca della sua costruzione, Triomf era pieno di gente nuova, erano tutti giovani e pieni di belle speranze. I Benade se lo ricordano ancora il giorno in cui il Community Development annunciò la costruzione di abitazioni per i «bianchi bisognosi» proprio lì, dove una volta c’era Sophiatown. Il terreno era stato spianato dai bulldozer e i “cafri” se n’erano andati. Triomf, sarebbe diventato un quartiere pieno di «belle casette per bianchi». Il quartiere dove i Benade sarebbero diventati ricchi. Non lo sono diventati. La casa in cui vivono, con due cani che non la piantano di abbaiare e fanno i loro bisogni ovunque, è fatiscente. L’inverno ha reso l’erba del giardino simile a paglia. Le lastre di lamiera sul tetto si sono allentate. Il legno si sta scrostando, in certi punti è proprio marcio e pende a brandelli dal tetto. Solo la cassetta della posta viene tenuta come un gioiello, perché di questi tempi bisogna avere una cassetta della posta decente a Triomf. Siamo infatti alla vigilia delle prime elezioni democratiche del Paese, elezioni da cui Mandela uscirà vincitore, e i Benade, come gli altri abitanti di Triomf, sono stufi delle promesse della politica. Così come sono stufi dei picchiatori razzisti del National Party, dei testimoni di Geova e della città che incombe su di loro come un gigante vendicativo. L’unico modo che hanno per sopravvivere è ripetersi l’un l’altro che non hanno altro che la famiglia, per quanto sgangherata sia, e un tetto sopra la testa. Con una prosa impeccabile, Marlene van Niekerk è riuscita a forzare il varco del pregiudizio e del tabù dipingendo un memorabile affresco del Sudafrica e degli effetti dell’apartheid sugli afrikaner, la popolazione di boeri bianchi che colonizzò il paese al seguito della Compagnia Olandese delle Indie Orientali.