Trovati 221 documenti.
Trovati 221 documenti.
Monte Rosa : Val d'Ayas e Valle di Gressoney / Andrea Greci, Federico Rossetti
Idea montagna editoria e alpinismo, 2020
Abstract: L'opera prende in esame tutte le vette quotate e indicate come tali nella cartografia ufficiale della Regione Autonoma Valle d’Aosta, che ricadono come accesso dalla Val d’Ayas e dalla Valle di Gressoney (o Valle del Lys), per un totale di 190 cime. Non è stata tralasciata alcuna cima e tutte le vie di salita sono state salite personalmente dagli autori. Alcune montagne presentano vie logiche di salita da più di un versante e da vallate differenti ma si sono selezionate in questo caso le vie tecnicamente più facili e con il percorso più logico, con il minore dislivello, con un avvicinamento più agevole e con una durata più breve. Alcuni itinerari permettono di concatenare e abbinare la salita a più di una cima. Sono comunque indicate, nelle rispettive voci, eventuali varianti e altre possibilità di salita alla stessa cima
Valli di Lanzo : Valle del Viù, Valle di Ala di Stura, Val Grande di Lanzo / Marco Blatto
Idea montagna, 2020
Abstract: Le Valli di Lanzo sono sempre state considerate dai torinesi quasi come una propaggine allungata tra i monti della capitale subalpina. La storia dell'alpinismo è passata di qui, tra queste rocce e questi ghiacci. Dopo il periodo esplorativo, seguito dalle grandi realizzazioni della prima metà del '900, le Valli di Lanzo sono legate indissolubilmente alle figure di Gian Carlo Grassi, Gian Piero Miotti e Ugo Manera che, insieme a tanti altri arrampicatori, tracciarono le vie più significative della zona. A questi negli anni a venire son seguiti altri fortissimi apritori tra cui Marco Blatto, l'autore di questo libro, grande appassionato e vero esperto delle tre valli torinesi.
Il cielo sopra l'Everest / David Lagercrantz ; traduzione di Carmen Giorgetti Cima
Marsilio : [Feltrinelli], 2020
Abstract: Nel maggio del 2000, in Nepal, una spedizione organizzata dal ricco e famoso stilista Paulo Villari si appresta a scalare la montagna più alta del mondo. A capo del gruppo composto da alpinisti dilettanti, c'è Giuseppe Cagliari, amico d'infanzia di Villari, riconosciuto come la guida più esperta dell'Everest. Ma Cagliari è sotto pressione e le tensioni all'interno della spedizione sono alle stelle. Nell'aria rarefatta della montagna, la sua capacità di giudizio si appanna e conduce gli alpinisti in vetta troppo tardi. Durante la discesa, il tempo peggiora e la spedizione viene bloccata da una violenta tempesta. Mentre la situazione diventa sempre più disperata, vecchie ferite si riaprono e tra i membri del gruppo cominciano a serpeggiare follia e allucinazioni.
Monte Bianco : il gigante delle Alpi / Stefano Ardito
Laterza, 2022
Abstract: I ghiacciai e le vette del Monte Bianco, le sue pareti di granito e le sue creste di neve dove s'incontrano Italia, Francia e Svizzera, formano paesaggi di straordinario fascino. La prima ascensione ai 4810 metri della cima è stata compiuta nel 1786 da Jacques Balmat e Michel-Gabriel Paccard. Da allora, uomini e donne d'avventura come Edward Whymper e Albert Frederick Mummery, Giusto Gervasutti e Walter Bonatti, Christophe Profit, Catherine Destivelle e tanti altri hanno compiuto imprese straordinarie. Il libro racconta le loro speranze, i loro trionfi, le tragedie che hanno segnato questi due secoli e mezzo. E ancora, l'evoluzione dei materiali e delle tecniche di progressione, dei rifugi e degli impianti di risalita. Il Monte Bianco, da secoli, è anche un perno della storia d'Europa. Per il Piccolo San Bernardo sono passati soldati, pellegrini e mercanti. Nel 1924, a Chamonix, sono nate le Olimpiadi invernali. Attraverso il Col de la Seigne, nel 1940, l'esercito dell'Italia fascista ha attaccato la Francia già invasa dalle armate di Hitler. Infine sono arrivati il Traforo del Monte Bianco, il boom del turismo estivo e invernale, le corse in montagna e il cambiamento climatico con il drammatico ritiro dei ghiacciai
Kangchenjunga 1989 : la grande traversata / Vasilij Senatorov
MonteRosa, 2020
Solferino, 2021
Abstract: Gennaio 2021: ventidue alpinisti provenienti da tutto il mondo sono riuniti al campo base del K2. Diverse spedizioni, un solo obiettivo: la vetta della seconda montagna più alta del pianeta, l'unico Ottomila a non essere ancora stato conquistato in inverno. La montagna chiama, la montagna respinge: l'assalto al K2 sarà un'odissea per tutti, un trionfo per alcuni e un dramma per altri. Mattia Conte è il solo italiano insieme a Tamara Lunger a prendere parte all'impresa. Di sport nella vita ne ha provati tanti, sempre spingendo al massimo delle possibilità, ma la sfida del K2, dove si ferma a 7050 metri con una temperatura di -51° C, è la più dura e sofferta. Su quella montagna Conte è testimone della storica conquista della cima da parte di Nirmal Purja e dei suoi compagni nepalesi, ma anche della morte del suo mentore e amico Sergi Mingote e di altri quattro alpinisti.
Le mie storie di Lupo / testi Orianne Lallemand ; illustrazioni Eléonore Thuillier. Volume 3
2021
Abstract: Lupo detesta leggere. Quello che gli piace è il gusto della carta, non le storie raccontate nei libri, e anche vivere avventure per davvero! E se il suo incredibile viaggio nel Paese dei libri gli facesse cambiare idea?
Priuli & Verlucca, 2021
Abstract: Citare Simon Yates, nel mondo della letteratura alpinistica e di avventura, significa parlare di «colui che tagliò la corda» cui era appeso Joe Simpson, perché l'avventura sul Siula Grande, raccontata nel film Touching the Void (La morte sospesa) ha dato notorietà mondiale ai due giovani scalatori. A differenza di Simpson, però, Simon Yates ha continuato il proprio percorso di ricerca nel campo dell'alpinismo e dell'avventura, dell'esplorazione, andando alla ricerca della magia dell'ignoto, dell'incertezza dell'esito della sfida nei luoghi più inospitali del mondo, come la Cordillera Darwin nella Tierra del Fuego, nelle catene Wrangell-Saint Elias sul confine tra Alaska e Yukon e in Groenlandia. Questa sua tensione alla continua ricerca e, contemporaneamente, la coscienza della raggiunta maturità grazie al matrimonio ed alla nascita dei fi gli, porta l'Autore a presentare i viaggi e le avventure della sua maturità alla ricerca della forza degli elementi e della suggestione del Bello e dell'Ignoto. Con uno stile ed uno humour assolutamente british, l'autore ci vuol far capire che in questo mondo, piccolo e sovraffollato, esistono ancora luoghi selvaggi da preservare, dove ci sono sempre nuove avventure da affrontare e nuovi orizzonti da oltrepassare, avvertendoci che «oggi più che mai le montagne sono ciò che noi facciamo di loro, oppure ciò che vorremmo esse fossero».
Sul confine : in cammino tra Italia e Svizzera, dal Sempione alla Formazza / Alberto Paleari
MonteRosa, 2021
Abstract: Nella storia della conquista delle montagne prima delle cime sono venuti i passi, che per millenni sono rimasti oggetto di un interesse materiale e pratico, mentre alle cime veniva attribuito un significato simbolico, mitologico o religioso ma ci si guardava bene dal salirle. Questo libro racconta tutti i 34 tra passi e bocchette che si aprono fra Italia e Svizzera nelle Alpi Lepontine occidentali, dal Passo del Sempione al Passo San Giacomo, in Italia sulle montagne del Sempione, Alpe Veglia, Alpe Devero e Valle Formazza, in Svizzera su quelle della Gantertal, Binntal, Goms, Agenental e Val Bedretto. La forma letteraria usata è quella del diario di viaggio, che inizia nei primi giorni del marzo 2020, durante il primo periodo di confinamento per il Covid 19, e quindi con l'assenza di ogni viaggio se non quelli della fantasia, e finisce il 14 ottobre dello stesso anno, giorno della tragica morte sullo Zeda di Erminio Ferrari, il cui ricordo ricorre in ogni capitolo. In questi otto mesi sono state effettuate la maggior parte delle traversate e delle salite ai passi, che sono state descritte giorno dopo giorno, si può dire cammin facendo, ma senza dimenticare quelle compiute negli anni in cui l'autore vi ha fatto la guida alpina, per cui questo libro rappresenta sia un documento attuale, sia la memoria di un'intera vita passata in montagna. Fra i tanti incontri che avvengono nelle pagine di "Sul Confine" con donne e uomini innamorati delle loro valli, ricordiamo qui, perché ci sembrano particolarmente significativi, quelli con la Norma di Vallescia e col Tonino dell'Alpe Devero, che delle montagne dove hanno sempre vissuto e vivono sono lo spirito che la loro presenza sostiene.
Spostare le montagne : come si affrontano le sfide superando i propri limiti / Reinhold Messner
Rizzoli, 2021
Abstract: Questo libro nasce con l'obiettivo di estendere le esperienze dell'alpinismo estremo a un ambito più vasto, in quanto ogni spedizione rappresenta un ottimo esempio di come ognuno di noi può imparare ad affrontare le sfide, non solo nel campo del lavoro, andando oltre i propri limiti. Tutte le memorabili avventure di Messner, infatti, sono state realizzate grazie alla sua eccezionale concentrazione, resa incrollabile da una filosofia di vita prima ancora che da una tecnica agonistica. L'allenamento mentale, la capacità di scoprire e sviluppare le proprie risorse, la saggezza di capire che non esiste coraggio senza paura, il fallimento considerato come punto di partenza per nuove conquiste, l'importanza della motivazione per riuscire a superare i propri limiti sono solo alcuni dei moltissimi spunti di riflessione trattati nei capitoli del libro. E i paralleli con l'esperienza di ogni giorno sono evidenti: la vetta come successo professionale, la cordata intesa come team alla guida di un'azienda, gli sherpa come simbolo dell'aiuto insostituibile dei collaboratori, la tecnica di arrampicata come metodologia di lavoro. Ogni impresa narrata diventa così il paradigma di come affrontare e risolvere i problemi in ogni occasione della vita privata e professionale, con la forza e l'entusiasmo necessari per raggiungere la meta. Riflessioni, approfondimenti, consigli arricchiscono il volume di un valore in più e rappresentano un contributo prezioso per capire, prima di tutto, noi stessi.
E' la montagna che chiama : undici giorni sul Nanga Parbat / Simon Kehrer, Walter Nones
Ronzani, 2022
Abstract: “Mi fermo un attimo a riprendere fiato. Manca poco alle quattro e una buona metà della parete Rakhiot è ormai sotto di noi. Finora le nostre scelte si sono rivelate giuste. Poi mi rimetto a salire, un metro dopo l’altro. Arrivo ad un passo dalla spianata, sto per sollevarmi e tirare su le gambe, quando all’improvviso il silenzio viene spezzato bruscamente. Sopra di me, qualcuno sta gridando. È la voce di Simon che urla il nome di Karl, ancora e ancora. Mi blocco di colpo e tendo le orecchie. Nessuna risposta. Di nuovo il silenzio della montagna”. (Walter Nones). Questo libro è il racconto vibrante e bellissimo di quanto accadde in quel Luglio del 2008. A 6000 metri di altitudine tre alpinisti italiani stanno aprendo una nuova via sull’imponente versante Rakhiot del Nanga Parbat, il più occidentale degli Ottomila. Sono Karl Unterkircher, Simon Kehrer e Walter Nones. Fino a quando un crepaccio si apre all’improvviso sotto i piedi di Karl, inghiottendolo. Nones e Kehrer proseguiranno sul difficile versante Rakhiot, portando a termine un’impresa epica – che segnerà profondamente i loro animi – in nome dell’amico e compagno di tante avventure: e quella è da allora la “Via Karl Unterkircher”. Cosa spinge i protagonisti a praticare l’alpinismo estremo? Non il brivido del rischio, la sfida o la fama, ma qualcosa di molto profondo: una passione inesausta che li porta a confrontarsi sempre con l’apparentemente impossibile, con umiltà e rispetto, il desiderio di scoperta, i momenti di riflessione, i lunghi silenzi, la fiducia nell’altro, il valore intimo dell’amicizia, a 7000 metri, chiusi dentro una tenda mentre fuori imperversa la tempesta, o davanti a un’alba che sembra la creazione del mondo. Tutto questo anche a costo della vita, una sorte toccata nel 2010 pure a Walter Nones, mentre scalava il Cho Oyu.
Everest : in vetta a un sogno / Simone Moro ; testi di approfondimento di Stefano Rodi
Nuova ed. aggiornata
Rizzoli, 2023
Abstract: Simone Moro ripercorre le sue spedizioni in Himalaya, anni di grandi soddisfazioni ma anche di difficoltà e di rinunce. Il suo è un lungo viaggio di avvicinamento, dalle Alpi bergamasche fino in cima al sogno di raggiungere la vetta più alta della Terra e realizzare il suo destino di alpinista sulla scia dei grandi del passato. L'Everest per Simone non è solo una vetta da raggiungere, è la ragione per cui vale la pena di crescere, di camminare dal campo base alla cima, attraverso crepacci, successi, bufere improvvise, momenti di sconforto, incontri. Dalle sue parole emerge un modo di intendere l'alpinismo, come un mezzo e non un fine, e di considerare quel massiccio di rocce e ghiaccio come una metafora della vita: un percorso lungo il quale si possono imboccare strade diverse e in cui la rinuncia può diventare una virtù, dove si trovano veri amici e persone di cui è meglio non fidarsi. La storia della conquista dell'Everest - la tragedia di Mallory, il successo del 1953 di Hillary e Tenzing, la scalata senza ossigeno di Messner, la prima spedizione italiana di Monzino del 1973, la via americana mai più ripetuta di Tom Hornbein - si intreccia con le imprese di Simone Moro e le colloca in una dimensione storica. L'alpinista bergamasco si confronta con gli esploratori del passato e segna la sua via, fino ad arrivare alle ultime riflessioni sul recente "sfruttamento" turistico delle spedizioni sulla Montagna delle Montagne.
ElectaJunior, 2023
Abstract: In questo libro scorre il loro doppio racconto: quello di una passione nascente per la montagna, attraverso la voce di Federico, e di imprese condivise che sono insieme sportive e umane, fatte di muscoli, di riflessione attenta, di cuore. " Voglio salire lassù ." Chissà com'era il sole in cima al Cervino. L'avrei scoperto presto. 25 giugno 2022: numerosi quotidiani dedicano entusiastici articoli all'impresa del "baby scalatore" Federico Tomasi, che dopo pochi giorni di preparazione e allenamento arriva sulla cima del Tetto d'Europa, il Monte Bianco. Ben 4810 metri scalati in otto ore, un tempo ottimo anche per un adulto, figurarsi per un ragazzino minuto di dodici anni. Ma Federico non è nuovo a queste imprese. Già l'estate precedente, il 14 settembre 2021, la sua scalata sul Cervino (per la via italiana, considerata la più difficile) non era certo passata inosservata. Tanto più che era avvenuta in un tempo miracoloso, considerata la sua giovane età. In entrambe le scalate Federico è stato accompagnato da Matteo Faletti, una guida alpina con parecchi anni di esperienza, che con coraggio ha accettato il compito di accompagnarlo, assicurandosi che non facesse il passo più lungo della gamba e che sapesse affrontare i suoi sogni con determinazione, sì, ma anche con quell'attenzione e quella preparazione scrupolosa che la montagna richiede. Alla fine, nonostante le età diverse, Federico e Matteo sono diventati amici: uniti dalla passione comune per le vette, hanno imparato a fidarsi l'uno dell'altro e a crescere in qualche modo insieme.
I miei ricordi : scalate al limite del possibile / Walter Bonatti
Solferino, 2020
Abstract: Grigna e Monte Bianco, Grand Capucin e Lavaredo, e poi K2, Dru, Cerro Torre, G4, Grandes Jorasses, Cervino: bastano pochi nomi per capire che il protagonista di queste pagine è Walter Bonatti, il grande alpinista che qui racconta le proprie imprese più entusiasmanti ma anche quelle più tragiche, come l'odissea tra le nevi del Pilone Centrale, o amare, come quella legata alla spedizione del 1954. Scalate ed emozioni estreme, dunque, e non solo: a questa appassionante antologia Bonatti volle aggiungere, oltre al racconto dei suoi ultimi viaggi in Patagonia, le sue riflessioni sulla montagna come fonte di incanto e di saggezza, di etica e di bellezza, sul potere della solitudine, sull'alpinismo come strumento di ricerca interiore. E sulla necessità di inseguire, consapevolmente e per tutta la vita, i propri sogni.
Sulla roccia : la mia montagna di parete in parete / Anna Fleming ; traduzione di Chiara Brovelli
Solferino, 2022
Abstract: Anna Fleming comincia ad arrampicare nel 2008, diciottenne, sui muri di una chiesa sconsacrata di Edimburgo. La parete indoor trasforma il suo corpo in una rete di muscoli, membra, sensi, nervi, cellule e neuroni; un «essere attivo, capace di pensare e di sentire». Ma è soltanto con la scoperta della roccia che il climbing assume per lei una dimensione esaustiva che la mette in piena comunicazione con il proprio sé e con la natura che la circonda. Da principiante terrorizzata a fortissima prima di cordata, la sua storia ci accompagna, parete dopo parete, nella scoperta della consistenza e della «personalità» delle diverse formazioni geologiche: dal gritstone del Peak District e dello Yorkshire al basalto e al gabbro dell'isola di Skye, dall'ardesia del Galles del Nord all'arenaria della Scozia più impervia. Ogni paesaggio, e ogni tipo di roccia, rivela sfide e piaceri unici: il viaggio di Anna è un percorso di formazione, di affinamento delle sue capacità, alla ricerca del senso autentico che si manifesta nell'immersione nella grandiosità della natura. "Sulla roccia" è ben più che un libro epico sull'arrampicare. Al racconto «sportivo» dei successi, dei pericoli, delle difficoltà e degli incidenti che fanno parte dell'esperienza di ogni climber, Anna Fleming affianca un punto di vista, un sentimento tutto femminile che ci porta dentro la «rivoluzione» rappresentata dalle donne, con il loro stile e le loro qualità specifiche, in un mondo tradizionalmente declinato al maschile.
Corbaccio, 2023
Abstract: Orfani siberiani, Vitalij ed Evgenij Abalakov praticarono l’alpinismo fin da ragazzini e, muovendosi fra il Caucaso e l’Asia centrale, salirono tutte le vette più significative arrivando a conquistare, negli anni Trenta del Novecento, gli inviolati Pik Lenin (7134 metri, ora picco Ibn Sina) e Pik Stalin (7495 metri, ora picco Ismail Samani) nel Pamir. Ma in un mondo in cui anche l’alpinismo faceva parte dell’ideologia ed era un mezzo di propaganda, di conquista militare e di rivalsa politica, Vitalij, come tante altre figure di spicco negli ambiti più svariati, finì per trovarsi stritolato nella macchina delle purghe staliniane. Ingegnere e direttore della scuola per alpinismo di Adyl-Su, nel febbraio 1938 venne arrestato con l’incredibile accusa di «avere ostacolato l’alpinismo di massa per riservarne la pratica solo a pochi eletti». Altrettanto incredibile è il fatto che venisse poi liberato, senza troppe spiegazioni, nel 1940. A causa delle menomazioni subite durante le sue spedizioni e le torture inflitte in carcere non poté arruolarsi per difendere la patria dall’aggressione hitleriana, come invece fece il fratello Evgenij, in quegli anni all’apice della sua fama come scultore, alpinista ed eroe del regime. Nel dopoguerra Evgenij ricominciò a scalare, sognando di conquistare l’Everest ma morirà nel 1948 in un banale – quanto per alcuni misterioso – incidente domestico. E anche Vitalij riprese la via delle montagne a capo della squadra di alpinismo agonistico Spartak, che per sedici anni compì spedizioni senza incidenti né vittime vincendo le competizioni sportive più prestigiose, il tutto sotto la guida di un ex prigioniero politico che aveva subito l’amputazione di venti falangi, ma che continuò a credere nell’alpinismo come scuola di vita improntata agli ideali comunisti. Oggi le sculture di Evgenij sono disseminate nei territori dell’ex Unione Sovietica, mentre Vitalij Abalakov ha dato il nome a una tecnica di discesa su ghiaccio, tutt’ora usata, e a tanti attrezzi da lui progettati e prodotti. Eppure della storia avventurosa e straordinaria dei più famosi alpinisti sovietici della loro generazione si sapeva ben poco, prima che Cédric Gras la ricostruisse, fra ricerche sul campo e documentazione recuperata negli archivi del KGB, in questo libro, vincitore del premio Albert Londres, che insieme alla vita dei due fratelli racconta la storia dell’Unione Sovietica attraverso il prisma delle nevi eterne.
Ediciclo, 2021
Abstract: I grandi autori della narrativa internazionale raccontano la montagna. Si parte dalle cime immaginarie, quelle sognate da Emilio Salgari, Mark Twain, Jack London e lo spagnolo Gustavo Bécquer, per poi accompagnare nelle loro imprese, quelle sì molto reali e concrete, due celebri alpinisti italiani: Guido Rey ed Ettore Zapparoli. L'intermezzo di un fisiologo dell'Ottocento fa sorridere con i suoi tentativi di misurare le performance in montagna, poi si passa alle storie di gente di montagna, i tipi solitari descritti da Giuseppe Giacosa e Mary Wilkins Freeman, gli alpini incontrati da Rudyard Kipling e la prima donna che scalò il Monte Bianco raccontata da Alexandre Dumas. Completano la passeggiata letteraria le cime vissute da grandi autori come Victor Hugo, George Sand e Scipio Slataper. I racconti di George Sand, Mark Twain e Mary E. Wilkins Freeman sono degli inediti pubblicati per la prima volta in Italia. Con testi di: Gustavo Bécquer, Alexandre Dumas, Giuseppe Giacosa, Victor Hugo, Rudyard Kipling, Jack London, Angelo Mosso, Guido Rey, Emilio Salgari, George Sand, Scipio Slataper, Mark Twain, Mary E. Wilkins Freeman, Ettore Zapparoli. Prefazione di Linda Cottino.
Attraverso l'ignoto : i miei viaggi dall'Himalaya all'Artico / Tom Longstaff
Res gestae, 2022
Abstract: Longstaff è uno di quei rari uomini che approcciano alla vita di montagna non solo da un punto di vista tecnico ma anche estetico, per cui gli orizzonti, la fauna, la flora, i cieli delle grandi altezze compongono armonie indimenticabili. In questo libro, capolavoro della letteratura alpinistica, egli racconta la sua memorabile carriera di scalatore: è il primo uomo a salire sul Nanda Devi, gigante dell’Himalaya, partecipa alla storica spedizione sull’Everest nel 1922, esplora i ghiacciai del Karacorum, visita il misterioso Tibet, precluso agli europei, e intraprende moltissime altre avventure. Tra pericolosi scrosci di valanghe e agguati di bestie feroci, Longstaff con la sensibilità del viaggiatore racconta luoghi e culture di paesi lontani trasmettendo al lettore il fascino autentico della natura più estrema.
Ogre : il Settemila impossibile / Doug Scott ; traduzione di Oreste Daglino
Corbaccio, 2019
Abstract: Dopo mesi di preparativi e settimane di permanenza sulla montagna con il resto del team, il pomeriggio del 13 luglio 1977 Doug Scott e Chris Bonington raggiungono la cima dell'Ogre, sono i primi alpinisti in assoluto a conquistare quella vetta tra le più difficili al mondo. Un breve attimo di sosta per riprendere fiato, assaporare il successo e contemplare lo spettacolare panorama, e poi iniziano a muovere i primi passi per rientrare al campo prima che sia troppo tardi. Sono esperti, i migliori esponenti di una nuova generazione di alpinisti britannici che sta conquistando il mondo, sono affiatati compagni di cordata. Ma Doug è anche stanco, il sole è appena tramontato, è buio. La giornata è stata calda, ma adesso cala il gelo, il vento ghiaccia tutto. Anche un rivolo di acqua di cui, durante la salita, non si era nemmeno accorto. Appoggia il piede, scivola, vola. E dopo un terrificante pendolo si arresta di schianto contro la roccia, entrambe le gambe rotte. Gli altri, Tut, Nick e Mo, li hanno visti e stanno arrivando, ma per aiutare il compagno anche Chris cade, fratturandosi le costole. Inizia così l'odissea della discesa, una delle epopee alpinistiche più straordinarie di sempre. Bisogna tornare a casa. Se non sani, almeno salvi. Bisogna farcela. E ce la faranno, perché sono disperati, perché anche nel momento più buio riescono a non prendere troppo sul serio la loro situazione, perché sono amici. Perché sono uomini umili, gente modesta del nord dell'Inghilterra, con un'unica passione: la montagna.
La via meno battuta : tutto quello che mi ha insegnato la montagna / Matteo Della Bordella
Rizzoli, 2019
Abstract: A Matteo Della Bordella la montagna ha dato e tolto tanto: l'ha consacrato quale uno dei più geniali alpinisti della nuova generazione, ma gli ha anche portato via il padre Fabio, insegnante e istruttore del Cai scomparso nel 2007 in un tragico incidente in parete. Eppure, Matteo ha continuato ad approcciare ogni vetta a viso aperto, con spirito leale e grande rispetto per la natura, lontano da ogni retorica di conquista. Perché l'arrampicata è più di uno sport: è un'inflessibile maestra di vita, un viaggio esistenziale nel quale ci si mette ogni volta alla prova tra gioie e spaventi, sfide e timori, traguardi e fallimenti, ascese e baratri. Oggi, questo giovane talento ci racconta come l'alpinismo gli abbia cambiato la vita, rendendolo l'uomo che è diventato. Le sfide affrontate in parete – dalle prime scalate con il padre, appena dodicenne, alle eccezionali imprese by fair means, ovvero senza mezzi artificiali – gli hanno regalato enormi soddisfazioni e impartito severe lezioni. Un percorso fatto di successi, di premi, della stima di maestri del calibro di Reinhold Messner, ma anche di cadute, sconfitte e passaggi dolorosi. Esperienze che l'hanno fatto crescere, in tutti i sensi: l'hanno reso capace di affrontare i propri limiti e lottare con quelle paure che si agitano nel profondo di ciascuno di noi. Immerso in una cornice di paesaggi mozzafiato – dalle Alpi alla Patagonia, dalla Groenlandia al Pakistan – il suo racconto va ben oltre la cronaca sportiva: ci mostra come scalare significhi innanzitutto scoprire se stessi, inventare e inventarsi costantemente, imparare l'arte della perseveranza, dell'accettazione e della rinuncia. E ci ricorda quanto sia importante, in montagna come nella vita, avere il coraggio di ammettere un errore o di percorrere la via meno battuta.