Trovati 84 documenti.
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[S.l. : s.n., 1898?] (Milano : L. Marchi)
Solferino, 2022
Abstract: Ci sono storie nere che vivono da sempre nella nostra letteratura, come quella di Beatrice Cenci, immortalata da Stendhal, o quella dei presunti untori nella peste milanese, resa celebre da Manzoni. Ci sono personaggi di primo piano la cui vicenda umana si intreccia a una carriera criminale, da Christopher Marlowe a Cesare Borgia, da Benvenuto Cellini a Caravaggio. Ci sono delitti al femminile come quello di Mary Blandy, avvelenatrice del proprio padre per amore di un fidanzato dalla dubbia moralità, e Marie-Madeleine d’Aubray, che al marchese suo marito, appassionato di alchimia, avrebbe preferito un bel capitano di cavalleria. Ci sono esperienze sanguinarie capaci di raccontare epoche e culture, come le avventure di Marcantonio Bragadin, generale della Serenissima, e la vita cannibale di Sawney e Agnes Bean. Nei secoli d’oro dei viaggi di scoperta per mare non possono mancare i pirati, come lo spietato Jean-David Nau, noto come L’Olonese. E se si parla di vittime inquiete può capitare di incontrare spettri e fantasmi, come quello di Nellie Nailor, uccisa a tredici anni da una datrice di lavoro violenta, le cui urla hanno risuonato a lungo tra i binari della Farringdon Station a Londra. La nuova puntata della serie best seller di Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi sulla storia dell’omicidio ci porta nei secoli più affascinanti e nelle storie più romanzesche. Illuminate nei loro risvolti inaspettati e indagate con i metodi di oggi, diventano veri e propri appassionanti cold cases capaci di trascinarci in un viaggio nel tempo che è come il tunnel dell’orrore: emozionante, spaventoso, indimenticabile.
Il dubbio dei moderni : una storia dello scetticismo / Gianni Paganini
Carocci, 2022
Abstract: Il problema della conoscenza, come lo intendiamo oggi, è stato in un certo senso "creato" dallo scetticismo, cioè dalla necessità di confutarlo per convalidare le nostre credenze. Questo è vero in particolar modo anche per il periodo moderno, nel quale la "sfida scettica" venne rilanciata e ampliata, per essere poi respinta da Descartes, ripresa da Hume e superata da Kant. Il volume ripercorre i passaggi fondamentali di questa corrente filosofica, dalla fine del Rinascimento (Montaigne) all'Illuminismo (con Locke prima, Berkeley e Hume poi, infine Kant). Durante la modernità lo scetticismo visse la sua seconda età dell'oro, dopo l'Ellenismo, non solo per la fioritura di autori che furono scettici veri e propri, ma anche perché costrinse filosofi non scettici a misurarsi con la sua sfida esigente e rigorosa. I dubbi scettici furono determinanti per il superamento del razionalismo dogmatico, per l'apertura all'empirismo, che è stato una filosofia dei limiti della conoscenza, e per la nascita di alternative trascendentali o non fondazionaliste. Ugualmente importanti e penetranti furono i problemi sollevati in ambito morale e politico. Si può dire che il "saggio scettico" rappresentò la prima figura moderna dell'intellettuale autonomo che rivendica a sé piena libertà di giudizio rispetto alle tradizioni, ai costumi, alle istituzioni e in molti casi anche alle religioni.
1420-1797 : economia e società in Friuli / Luciana Morassi
Udine ; Tavgnacco : Casamassima, 1997
Storia della società friulana
Unicopli, 2022
Abstract: Definire, se non rivoluzionaria, per lo meno destabilizzante una ricerca di base come quella condotta, nel solco di studiosi come Carlo Dionisotti e Giovanni Parenti, da Flavio Santi su centinaia di autori del Quattro-Seicento lombardo oggi quasi sconosciuti (quali Lancino Curti, Giason del Maino, Publio Francesco Spinola) potrebbe sembrare bizzarro. Pure, ciò è quanto risulta allorché si considerino i due risultati principali cui essa perviene su un piano più ampio: innanzitutto come oltre due secoli di cultura lombarda siano precipitati nel nulla agli occhi dei posteri, facendo apparire quello che fu un paesaggio fertilissimo come una landa desolata e rendendo incomprensibili i risultati di quella medesima cultura nel secolo XVIII; e in secondo luogo, come ciò che quegli autori intendevano per umanesimo poco avesse in comune con quanto vale per noi, alimentandosi di Carneadi oggi ignoti non al solo don Abbondio e a malapena nominando coloro che consideriamo i pilastri della classicità. Una prova in più che la storiografia non è la riscoperta di alcunché d'univoco esistente da sempre in qualche dove o qualche quando, ma una costruzione nel presente, e un'ulteriore conferma del celebre giudizio crociano secondo cui "ogni vera storia è storia contemporanea". La memoria storica insomma, anche la più raffinata e dotta, non è, come spesso si crede, un deposito anodino d'informazioni, ma una funzione mentale che ha, di suo, il compito di farci star meglio.
Il mondo atlantico : una storia globale (XV-XVIII secolo) / Éric Schnakenbourg
Il Mulino, 2024
Abstract: Con le scoperte portoghesi del XV secolo, il mondo atlantico si trasforma, progressivamente, nel luogo in cui Europa, Africa e America s'incontrano e costruiscono le loro relazioni asimmetriche. Questa convergenza senza precedenti dà origine a diversi fenomeni: il colonialismo, lo sviluppo economico e commerciale, ma anche significative migrazioni, volontarie o forzate, e la formazione di scambi inediti. L'Atlantico diventa così uno spazio unico di circolazione, di commerci e interazioni, sia pacifiche che violente. Questo libro offre un quadro completo delle trasformazioni avvenute nel mondo atlantico nei quattro secoli successivi alle scoperte portoghesi, fino ai movimenti rivoluzionari della fine del XVIII secolo, e illustra il formarsi e l'evolversi di una nuova identità.
Il Mulino, 2024
Abstract: La nozione di cultura popolare ha goduto di fortune alterne nelle scienze umane, ma resta un nodo imprescindibile per la ricerca antropologica, storica e letteraria, poiché consente di interrogarsi sulle dinamiche di comunicazione o di conflitto tra livelli culturali. Questo volume ripropone il problema del rapporto tra culture subalterne e culture egemoniche in Italia nella prima età moderna (secoli XV-XVIII). I singoli capitoli sono dedicati a diversi generi letterari (profezia, cantare, romanzo popolare, opuscoli informativi) con l’intento di offrire un’analisi dei rapporti tra i media (oralità, manoscritto, stampa) e tra le forme di ricezione e appropriazione dei testi in ambienti sociali disomogenei. Muovendo da approcci metodologici integrati (dalla storia alla letteratura, dalla filologia alla bibliologia), l’obiettivo è osservare le modalità con cui testi, saperi, pratiche sociali si trasmettono e si incrociano nella società italiana di antico regime, attraversando corti, chiese, piazze.
Copyr. 1981
Fa parte di: Braudel, Fernand <1902-1985>. Civiltà materiale, economia e capitalismo : secoli XV-XVIII / Fernand Braudel
Milano : Corriere della sera, 2022
In viaggio con Phiiippe Daverio ; 5
Il lavoro delle donne nelle città dell'Europa moderna / Anna Bellavitis
Viella, 2016
Abstract: Come viveva una lavoratrice in una città dell'Europa moderna? Che opportunità le si offrivano e quali barriere si opponevano alla sua carriera lavorativa? Quali attività poteva svolgere e a quali salari poteva aspirare? Artigiane, commercianti, balie e prostitute, ma anche mercantesse, artiste, giornaliste e capitane d'industria, le donne ebbero un ruolo fondamentale nell'evoluzione economica della società europea, nonostante i molti limiti che leggi e tradizioni imposero alla loro libertà di azione e movimento. Sulla base di un'ampia bibliografia internazionale e di inedite ricerche d'archivio, questo libro offre una ricca panoramica delle attività economiche delle donne nelle case e nelle botteghe, sulle strade e nei mercati, nei conventi e negli ospedali, inserendole nei grandi mutamenti che caratterizzarono l'età moderna, dalla globalizzazione all'industrializzazione, dalle riforme religiose alla rivoluzione dei consumi, nell'ambito di una vasta area geografica, che va dall'Italia alla Scandinavia, dalla Spagna alla Polonia.
La filosofia e le sue storie. L'età moderna / a cura di Umberto Eco & Riccardo Fedriga
Laterza, 2015
Abstract: L'Umanesimo non è una rottura brusca, non è un totale cambio di paradigma tra Medioevo e Rinascimento. Piuttosto una nuova concezione del rapporto uomo-Dio-mondo, con l'uomo centro attivo, protagonista e misura di tutte le cose. Tra Quattrocento e Cinquecento inizia una nuova era, un'epoca di rinnovamento nella quale prende forma la convinzione che l'ordine del mondo non sia immutabile e che tocchi all'uomo trasformarlo. Il Seicento, secolo di disordine e di instabilità, di inquietudine e di spaesamento, secolo della scienza e delle grandi utopie, guida gli uomini negli anni d'oro della cultura europea. Ed è nel Settecento che la luce della ragione, il filtro spietato dell'investigazione critica si impone a ogni livello di indagine. A cerniera tra due secoli, il pensiero di Kant: non tanto nel senso che propone "una nuova visione rispetto ai problemi discussi dalla filosofia che lo ha preceduto, ma perché influenza radicalmente il corso della filosofia successiva. I grandi dibattiti filosofici del XIX secolo potranno essere intesi solo come risposta a Kant". Ci accompagnano in questo viaggio veri e propri giganti del pensiero filosofico, delle scienze e delle arti
Bologna : Il mulino, copyr. 1989
Viella, 2014
Abstract: Le regioni italiane sono costruzioni artificiali o entità territoriali che appartengono alla nostra memoria culturale? La questione, oggetto di dibattito politico e storiografico sin dal Risorgimento, fa da sfondo a questo volume, incentrato su una fonte significativa per gli studi della storia delle identità regionali: le raccolte territoriali di vite di santi. Forgiate tra la fine del medioevo e la piena età moderna nelle officine degli ordini religiosi e nel fuoco delle controversie dottrinali, tali opere ridisegnano, in continuità con la cultura umanistica, le entità regionali della penisola, dal Piemonte alla Calabria, dalla Toscana alla Lucania, dall'Umbria alle isole maggiori. Gli eruditi agiografi, attraverso un intenso lavoro di scavo archivistico e l'uso combinato di una pluralità di testimonianze archeologiche, cronachistiche, epigrafiche e iconografiche, promuovono antichi e nuovi luoghi di culto, creano narrazioni identitarie, disegnano inediti paesaggi sacri: una inventio, qui intesa nel duplice senso di "riscoperta" e "invenzione", di tradizioni, spazi e confini regionali, sostenuta non di rado da una sensibilità di tipo geo-cartografico.
La memoria del Medioevo nell'architettura dei secoli XV-XVIII / Giorgio Simoncini
Gangemi, 2016
Abstract: L’architettura dell’Età moderna, nel volgere dei diversi stili, dal Classicismo al Neoclassico, mostra continui richiami a concezioni architettoniche ispirate al passato medievale, destinati ad influenzare i nuovi edifici non solo negli aspetti formali, ma anche – e soprattutto – rispetto al tipo dell’organismo. Questo volume ha per oggetto un’indagine sul modo in cui tali richiami andarono evolvendosi fra XV e XVIII secolo. La persistenza di concezioni medievali assume particolare rilievo – e di conseguenza è stata principalmente considerata – in riferimento agli edifici di culto. Questo si spiega tenendo presente la ricorrente tendenza del pensiero religioso coevo, a sua volta ispirato a concezioni teologiche e filosofiche medievali, ad influenzare la configurazione di tali edifici. Rientra in questo quadro la riflessione sui modi in cui la riforma cattolica può avere influenzato gli sviluppi dell’architettura religiosa, soprattutto nel periodo compreso fra Cinquecento e metà Seicento. Sono stati presi in esame anche fenomeni di persistenza riguardanti edifici di tipo civile. Essi assumono la maggiore evidenza nelle residenze signorili e padronali situate nel territorio. In particolare, si è concentrata l’attenzione sulle persistenze ispirate alle forme dei castelli, manifestatesi sia attraverso la conservazione degli originari edifici di quella specie, sia attraverso il ricorso alla loro immagine nella configurazione dei nuovi edifici. La persistenza di concezioni medievali è stata prevalentemente considerata rispetto all’Italia, che in questo campo, sino alla fine del secolo XVII, mostrò una riconosciuta preminenza. Il suo esaurimento si accompagnò a un progressivo sviluppo di tali fenomeni in altri paesi. A tale riguardo sono stati elaborati un quadro generale della situazione esistente in Europa fra XVI e XVII secolo e alcuni approfondimenti riguardanti le forme di persistenza manifestatesi in Francia e Gran Bretagna fra XVII e XVIII secolo.
La nascita delle università di Stato tra medioevo ed età moderna / a cura di Piero Del Negro
Il Mulino, 2018
Abstract: Quattro secoli fa il Senato della Repubblica di Venezia decise di istituire, a beneficio degli studenti universitari padovani "poveri, et altri" (gli "altri" erano gli acattolici, che non avrebbero potuto sottoscrivere la prevista professione di fede tridentina), una laurea "auctoritate Veneta": in pratica una laurea di Stato, che metteva per la prima volta in discussione, quanto meno in ambito italiano, il cordone ombelicale che univa gli Studi generali e, al di là di essi, il sapere nelle sue più alte manifestazioni ai poteri universali dell'Europa medievale, il papa e l'imperatore. L'istituzione di una laurea di Stato fu soltanto un episodio di un lungo e tortuoso processo, che era stato avviato fin dall'alto Medioevo e che trovò la sua definitiva consacrazione soltanto in età napoleonica, quando le università vennero riconosciute quali luoghi di formazione della classe dirigente dello Stato e dell'alta burocrazia. Nello stesso tempo le vicende padovano-veneziane del 1616 furono in grado di innescare un confronto nazionale e internazionale sulla nascita e gli sviluppi dell'università di Stato, che consentì di ritrovare una trama comune alla base di contesti politici e universitari quanto mai diversi, se non divergenti.
Copyr. 1995
Fa parte di: Storia della filosofia politica / a cura di Leo Strauss e Joseph Cropsey ; edizione italiana a cura di Carlo Angelino
Abstract: L'avventura moderna della filosofia politica inizia con la rottura radicale di una tradizione millenaria: la rivolta di Niccolò Machiavelli contro ogni indebita intrusione di pregiudizi metafisici, etici e religiosi nel dominio delle cose politiche, concepito ormai come un mondo a sé stante, con propri principi e proprie leggi. Da allora ogni filosofo ha dovuto misurarsi con le idee del segretario fiorentino e prendere posizione pro o contro: o per trarre da quei presupposti le conseguenze estreme e porre così le basi della contemporanea scienza avalutativa della politica o per rivendicare - è il caso di Kant - il primato dell'etica e affermare ancora una volta un universo di valori che è compito del filosofo indicare, mercé l'uso pubblico della ragione, all'umanità tutta. Da questo confronto critico il patrimonio di idee, principi e concetti della filosofia politica si è ulteriormente arricchito, e questo secondo volume della storia curata da Leo Strauss e Joseph Cropsey ci consente di impadronircene e gettare così un po' di luce in un mondo in cui l'aspra fatica del pensiero sembra sconfitta, definitivamente, dal culto dell'effimero, dalla seduzione della chiacchiera e dalla tentazione di esorcizzare ogni problema umano, in primis le questioni politiche, nella fantasmagoria di uno spettacolo ininterrotto.
La nascita del libro / Lucien Febvre, Henri-Jean Martin ; a cura di Armando Petrucci
Roma ; Bari : Laterza, 2011
Abstract: Definire la posta in gioco, stabilire come e perché il libro a stampa sia stato ben altro che una realizzazione tecnica, comoda e ingegnosamente semplice, quanto piuttosto la messa a punto di uno degli strumenti più potenti di cui abbia disposto la civiltà occidentale per raccogliere il pensiero sparso dei suoi rappresentanti e conferire tutta la forza possibile alla meditazione individuale dei ricercatori, trasmettendola anche ad altri; assicurare in brevissimo tempo la diffusione delle idee là dove non era ostacolata da difficoltà di lingua o di scrittura; creare inoltre, negli intellettuali e in tutti coloro che si valgono dell'intelletto, nuove abitudini di lavoro mentale; insomma mostrare nel libro uno dei mezzi più efficaci di questa egemonia sul mondo: questo lo scopo dell'opera, questa la sua novità. In queste pagine, il racconto di come gli uomini hanno inventato il libro e come i libri hanno plasmato gli uomini. Gli autori colgono la funzione di 'fermento' e di ispirazione che il libro a stampa ebbe in Europa fra il XV e il XVIII secolo, individuando anche le maniere in cui, tra lotte religiose e battaglie ideologiche, il libro contribuì al rinnovamento intellettuale di tutta l'Europa.
Storia della stampa antica : dal Quattrocento al primo Ottocento / Giorgio Milesi
Castel Maggiore : Book, 2002
L'architettura dell'Umanesimo / Geoffrey Scott
[Torino] : Testo & immagine, 1999
Abstract: Geoffrey Scott, originale figura di poeta e studioso, compone con questo libro una brillante "storia naturale" del pensiero architettonico, per scoprire quanto di vero o di falso esista dietro la riflessione moderna. Pubblicato alla vigilia della Prima Guerra Mondiale e poi riveduto nel 1924, "L'architettura dell'Umanesimo" esprime una tensione estetizzante e un'acuta insofferenza per ogni approccio utilitarista. Per Scott, infatti, ciò che si avverte come "bellezza" non è mai materia di dimostrazione logica, ma si fonda piuttosto sul lavoro inconscio della memoria e affiora semplicemente come "piacere". L'educazione della facoltà creativa consisterà, allora, nell'affinare la sensibilità e ciò avverrà con l'abitudine a contemplare opere che incarnino i valori "umanizzati" di massa, spazio, linea e coerenza. È nella tradizione italiana, dal XV al XVIII secolo, che Scott ritrova tali valori: recuperarli è per lui un tentativo di ravvivare nei lettori il senso del gusto, avvilito dall'eclettismo vittoriano.