Trovati 366 documenti.
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Madrigale senza suono : morte di Carlo Gesualdo, principe di Venosa : romanzo / Andrea Tarabbia
Bollati Boringhieri, 2019
Abstract: Un uomo solo, tormentato, compie un efferato omicidio perché obbligato dalle convenzioni del suo tempo. Da lì scaturisce, inarginabile, il suo genio artistico. Gesualdo da Venosa, il celebre principe madrigalista vissuto a cavallo tra Cinque e Seicento, è il centro attorno a cui ruota il congegno ipnotico di questo romanzo gotico e sensuale. Come può, è la domanda scandalosa sottesa, il male dare vita a tale e tanta purezza sopra uno spartito? Per vendicare l'onore e il tradimento, il principe di Venosa uccide Maria D'Avalos, dopo averla sposata con qualche pettegolezzo e al tempo stesso con clamore. Fin qui la Storia. Il resto è la nostalgia che ne deriva, la solitudine del principe: è lì, nel sangue e nel tormento, che Andrea Tarabbia intinge il suo pennino e trascina il lettore in un labirinto. Questa storia ? è ciò che il lettore scopre sbalordito ? ci parla dritti in faccia, scollina i secoli e arriva fino al nostro oggi, si spinge fino a lambire i confini noti eppure sempre imprendibili tra delitto e genio.
Edizioni di storia e letteratura, 2023
Abstract: In questo volume, studiose e studiosi di diversi settori disciplinari con i loro contributi documentano e illuminano il lascito di donne scrittrici che sono state attive in Italia tra Cinque e Seicento in ambito religioso-devozionale, evidenziando in questo modo la consistenza, il peso, la varietà e l'importanza delle scritture femminili nell'Italia della prima età moderna. Il titolo scelto, Rivelazioni si giustifica non solo perché una parte cospicua studia 'rivelazioni' di mistiche, ma soprattutto perché la scrittura delle donne italiane di quel periodo è ancora una sorprendente rivelazione, oltre che per gli studi specifici, spesso anche per il largo pubblico.
Erasmo e il Rinascimento / Siro Attilio Nulli
Torino : Einaudi, 1955
Viella, 2024
Abstract: Nell’Italia del XVI e XVII secolo la pratica dell’aborto fece parte dei casi della vita di molte donne di ogni condizione sociale e civile che vi ricorsero o furono costrette a farlo, e coinvolse anche famiglie, vicini di casa, curatori e curatrici di ogni livello, membri della più ampia comunità, autorità laiche ed ecclesiastiche. Fu una pratica diffusa e anche largamente tollerata, sia dalle comunità in cui avveniva, sia dalle autorità, le une e le altre disponibili a riconoscere le ragioni per cui una donna aveva abortito o era stata costretta a farlo. E questo anche mentre si irrigidiva il discorso ufficiale, tanto delle autorità laiche quanto di quelle ecclesiastiche. Attingendo a fonti diverse – processi, trattati di medicina, letteratura, giurisprudenza laica ed ecclesiastica – e a molteplici approcci, Christopoulos soppesa con intelligenza e sensibilità ragioni individuali e contesti sociali, scarti tra pratiche e norme, solidarietà e rapporti asimmetrici, restituendo le sfumature e la complessità dell’esperienza umana e delle scelte compiute in condizioni di libertà limitata. Ci consegna così una rigorosa ricostruzione che rettifica luoghi comuni di lunga data.
Le belle : ritratti femminili nelle stanze del potere / Francesca Cappelletti
Mondadori, 2024
Abstract: Nella seconda metà del Seicento, nei più importanti palazzi nobiliari, intere stanze erano destinate a ospitare i ritratti delle «donne famose» del tempo, quasi a catalogarle. Dame contemporanee, influenti personaggi di corte o bellezze leggendarie la cui fama si diffondeva velocemente fra i circoli dell'aristocrazia europea. Mogli di principi o future madri di cardinali, anelli fondamentali di alleanze politiche e pedine insostituibili di complesse strategie familiari. Personaggi celebri per la loro bellezza, spesso all'origine di passioni incoercibili e di eventi drammatici. Queste tele, note come «le Belle», popolavano le maggiori collezioni italiane ed europee. Una moda che aveva precedenti illustri e che Francesca Cappelletti racconta con appassionata ammirazione e competenza in queste pagine. Un affascinante viaggio che ci accompagna nelle camere dedicate ai ritratti femminili della cinquecentesca collezione Farnese, o in quella del cardinale Pietro Aldobrandini, nipote di Clemente VIII, passando per le «Stanze delle Veneri», allestimenti fra il mitologico e il licenzioso in cui erano esposti capolavori della pittura rinascimentale raffiguranti le dee e le eroine delle favole antiche, in un tributo non solo a Venere, dea dell'amore, ma anche alle grazie delle protagoniste, spesso sfortunate, dei miti ovidiani. La presenza in questa storia di alcune straordinarie figure catalizzatrici, come per esempio Clelia Farnese, Lavinia Fontana o Maria Mancini, è un ulteriore invito a riflettere «sulle metamorfosi del ritratto femminile, ma anche sul ruolo di alcune donne, sulla loro capacità di mettere in scena se stesse, di creare un personaggio in grado di autorappresentarsi e di generare forme di ritratto». Avvicinandosi ai loro volti fino a sfiorarli, Francesca Cappelletti ne disvela passioni, paure e speranze, ma soprattutto offre una nuova prospettiva per indagare il ruolo della donna nella storia.
Lecco : Periplo, 1990
Recherche ; 1
Milano ; Napoli : Ricciardi, 1970
Roma : Carocci, 2015
Lingue e letterature Carocci ; 192Serie AIA Book price ; 2
Abstract: Consacrato al mito dal cruento assassinio delle Idi di marzo del 44 a.C., Giulio Cesare ha lasciato come poche altre personalità storiche la sua impronta sulle epoche a venire. Attingendo a opere di autori quali Thomas Kyd, George Chapman, William Alexander, Ben Jonson, John Fletcher e Philip Massinger, oltre che alla celebre tragedia shakespeariana, il testo esamina la ricezione della controversa e poliedrica figura di Cesare nella drammaturgia inglese del periodo collocato fra l'ascesa al trono di Elisabetta I Tudor e la morte di Giacomo I Stuart. Integrato in un fitto reticolo di appropriazioni storico-culturali, Cesare, nella sua paradossale ma innegabile grandezza, divenne veicolo privilegiato per l'articolazione di un'eterogenea serie di interrogativi socio-politici, che ne restituirono un ventaglio di rappresentazioni assai composite e sfaccettate, in una suggestiva fusione di realtà storica e finzione drammatica. Il volume fornisce nuovi spunti analitici e interpretativi anche su testi meno frequentati dalla critica, apportando un contributo significativo allo studio dell'appropriazione del passato romano nella cultura inglese della prima età moderna.
Asino chi legge : : elogio dell'asino e altre asinerie del Rinascimento italiano / / Nicola Bonazzi
Bologna : Pàtron, 2015
Cultura umanistica e saperi moderni ; 5
Crimini e peccati : la confessione al tempo di Amleto / Rosanna Camerlingo
Edizioni di storia e letteratura, 2014
Abstract: Nell'"Amleto" di Shakespeare, la confessione è uno dei motori dell'azione. Prendendo le mosse da questo assunto, l'autrice ricostruisce alcuni nodi nevralgici della storia del sacramento, in primo luogo il confronto politico tra la Chiesa e Lutero, centrato proprio sulla penitenza, da cui deriverà lo scisma dell'Europa cristiana e che costrinse a riformulare concetti secolari come crimine, peccato, pentimento: una riformulazione politica e filosofica alla quale parteciparono gli attori più significativi della scena intellettuale europea.
Bompiani, 2015
Abstract: Questa volta Vittorio Sgarbi ci conduce dalla lunga e fervida stagione del Manierismo, che ha tentato di rielaborare la lezione di Michelangelo, Raffaello e Tiziano, sino alla grandi rivoluzioni di Caravaggio, all'aurora di Guido Reni, al barocco di Bernini. Un secolo di pittura e scultura, tra artisti più noti (Giulio Romano, Parmigianino, Romanino, Veronese, Tintoretto, Caravaggio) e artisti meno noti e altrettanto imprescindibili e grandi: Altobello Melone, Campi, Savoldo, per citarne una minima parte. Una storia dell'arte, "Il tesoro d'Italia", che è sempre anche una geografia dell'arte: ovviamente Firenze, Venezia, Roma, ma anche Brescia, Ferrara, Cremona, Genova, Napoli, fino ai comuni più piccoli.
La vocazione : storie di gesuiti tra Cinquecento e Seicento / Adriano Prosperi
Einaudi, 2016
Abstract: La Compagnia di Gesú, nata nel secolo della Riforma e della Controriforma per combattere le eresie, abolita nel Settecento illuminista, riportata in vita nell'Ottocento romantico e reazionario, impegnata infine nelle tragedie del XX secolo, ha svolto ruoli diversi nel tempo. Ha accolto personalità tra di loro in vivace contrasto ma questo non ha impedito che nel corso dei secoli la parola "gesuita" continuasse a evocare un tipo umano speciale: sofisticati maestri di finzione e di doppiezza. Fu facile per critici e avversari giocare ogni volta sul luogo comune della distanza tra l'inarrivabile modello di Cristo e le difettose, parziali imitazioni di chi si fregiava del suo nome. Distanziandosi da tali stereotipi Adriano Prosperi racconta chi furono in realtà i primi gesuiti e come ne fu costruita la speciale coscienza di "chiamati" da Cristo a essere i nuovi Apostoli del mondo moderno. Lo fa attraverso l'analisi delle loro "autobiografie" che mettono in luce il rapporto tra la vocazione, la chiamata divina, e l'arbitrio umano nell'ascoltare e nel rispondere ad essa: un territorio oscuro, pieno di incidenti imprevedibili, dominato dalla resistenza umana.
Il teatro valenzano e l'origine della commedia barocca / Rinaldo Froldi
Pisa : Editrice tecnico scientifica, 1962
Istituto di letteratura spagnola e ispano-americana dell'Università di Pisa ; 2
Venezia e i corsari : : 1580-1615 / / Alberto Tenenti
Bari : Laterza, 1961
Biblioteca di cultura moderna ; 564
Vita claustrale femminile a Como nel Cinquecento e nel Seicento / / Gea Traversa
Como : Società storica comense, 1991
Un matrimonio nel 1798 / / Cencio Poggi
Como : Stab. tipo-lit. R. Longatti, 1898
Il mondo inquieto di Shakespeare / Neil MacGregor ; traduzione di Carlotta Fonzi
Adelphi edizioni, 2017
Abstract: Un berretto di panno e una spada, un calice e una medaglia; il modellino di una nave e una forchetta dai rebbi appuntitissimi; l'occhio di un martire cattolico incastonato in un reliquiario d'argento e lo schizzo di una bandiera: ecco i protagonisti di una grande storia mai raccontata, dove si agitano immani conflitti e privati sommovimenti. Come in un sogno barocco, tutto succede a teatro. Non sul palcoscenico però, ma negli ultimi posti della platea. Siamo in Inghilterra, nel secondo Cinquecento, quando le commedie e le tragedie di Shakespeare appassionano un pubblico chiassoso e variopinto. Come in La storia del mondo in 100 oggetti Neil MacGregor guarda al passato attraverso la lente della vita, e racconta questa volta fatti e antefatti degli oggetti che gli spettatori di Shakespeare portavano con sé: aggeggi capaci di definire l'identità sociale dei loro possessori, manufatti curiosi che svelano via via il piccolo enigma che li accompagna, inattesi congegni che ritrovano un significato. Ogni cosa è una storia, e ogni storia cattura, per un attimo, la verità di esistenze comuni, forse lontane dal primo piano dei grandi eventi, ma testimoni e protagoniste della cultura materiale del loro tempo.
Il Mulino, 2020
Abstract: Alla linearità della deduzione aristotelica l'epoca barocca preferisce il modello narrativo e gnoseologico della digressione, dove l'oggetto di analisi è colto con un avvicinamento progressivo e indiretto, servendosi dell'analogia o della metafora. Nel Seicento britannico, pur non mancando espressioni nel campo del romanzo, la digressione si sviluppa in un metodo generale applicabile ad ambiti diversi: una vera e propria temperie culturale di cui l'induzione baconiana è l'esempio più illustre. Se per Bacon il «metodo digressivo» serve all'analisi delle cose (le «res» contrapposte ai «verba»), Thomas Browne applica gli stessi criteri alle singole opinioni («doxa»), riscoprendo l'intrinseca unità di scienza e religione, mentre Robert Burton ordina grazie a un principio egualmente digressivo la storia delle «opinioni» (ossia la tradizione) riguardo alla nozione di malinconia. Raggiunto il suo apice nel pieno Seicento, il metodo digressivo applicato all'ordine della natura cede successivamente il passo al razionalismo illuministico e alla scienza newtoniana. Anziché essere del tutto abbandonato, però, esso diviene un elemento essenziale nella nuova concezione della mente umana. Il metodo digressivo continua così a vivere in Lawrence Sterne, originale interprete della filosofia lockiana e humiana.
La dama con il ventaglio / Giovanna Pierini
ElectaStorie, 2018
Abstract: La pittrice in piedi davanti alla tela cerca di ricordare: aveva dipinto lei quel ritratto? È passato tanto tempo. Nonostante l'abbacinante luce di mezzogiorno la sua vista è annebbiata, gli occhi stanchi non riconoscono più i dettagli di quella Dama con il ventaglio raffigurata nel quadro. Il romanzo di Giovanna Pierini mette in scena Sofonisba Anguissola ultranovantenne a Palermo - è il 1625 - nel suo tentativo di riacciuffare i fili della memoria e ricordare l'origine di un dipinto. È questo il pretesto narrativo che introduce la vicenda biografica di una delle prime e più significative artiste italiane. Sofonisba si presenta al lettore come una donna forte, emancipata e non convenzionale, che ha vissuto tra Cremona, Genova, Palermo e Madrid alla corte spagnola. Tra i molti personaggi realmente esistiti - Orazio Lomellini, il giovane marito, il pittore Van Dyck, Isabella di Valois, regina di Spagna - e altri di pura finzione, spicca il giovane valletto Diego, di cui Sofonisba protegge le scorribande e l'amore clandestino, ma che non potrà salvare. La ricostruzione minuziosa di un'Italia al centro delle corti d'Europa, tra palazzi nobiliari, botteghe artigiane e viaggi per mare, e di una città, Palermo, devastata dalla peste, fa rivivere le atmosfere di un'epoca in cui una pittrice donna non poteva accedere alla formazione accademica e doveva superare numerosi pregiudizi sociali. Tra le prime professioniste che seppero farsi largo nella ristretta società degli artisti ci fu proprio Sofonisba, e questo racconto, a cavallo tra realtà e finzione, ne delinea le ragioni: l'educazione lungimirante del padre, un grande talento e una forte personalità.