Trovati 1381 documenti.
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Il Sessantotto al futuro / Mario Capanna
Milano : Garzanti, 2008
Abstract: Quarant'anni fa, il maggio '68 ha cambiato il mondo. Le gabbie e le censure della vecchia società sono state travolte. Da allora i comportamenti, l'abbigliamento, i costumi sessuali non sono più gli stessi. Non stupisce che da allora si discuta sul '68. È stata una scossa salutare? O l'inizio di un degrado di cui paghiamo ancora le conseguenze? Il giudizio su quell'anno è tema di campagne elettorali e di dibattiti televisivi. Ma che cosa ha da dire, oggi, il '68? Mario Capanna, protagonista di quella stagione, si confronta con il passato per avere lumi sul nostro presente e sul nostro futuro. Ed esorta a ripartire proprio da lì, per costruire di più e meglio: da quei ragazzi che hanno rifiutato la violenza e le ingiustizie; da quella rivoluzione pacifica che ha spezzato di slancio cinismi e ipocrisie per cambiare la visione del mondo di un'intera società.
Confidenze del cuore : 10 racconti d'amore e di passione
Milano : A. Mondadori, 2003
Oscar. Varia
Una scuola possibile : modelli e pratiche per il sistema formativo italiano / Franco Frabboni
Roma : Laterza, 2008
Abstract: Una scuola possibile dà spazio ai sistemi scolastici democratici e progressisti già presenti e funzionanti in Europa, laddove l'educazione scolastica si è incontrata con la disponibilità a investire sulla welfare society. Alla base di questo modello funzionale di scuola non possono mancare la consapevolezza che una elevata formazione scolastica costituisce un capitale che nessun paese può permettersi di trascurare o inaridire, e che investire nella formazione significa dunque investire strategicamente nel futuro. Franco Frabboni delinea il profilo problematico dell'istituzione scolastica nell'Unione europea del terzo millennio, posta di fronte a uno snodo fondamentale della sua esistenza: la scelta tra una faccia buia e antidemocratica e una illuminata e democratica, figlia di un modello socioeconomico solidaristico che assicuri concretamente il diritto alla libera istruzione.
La nuova strada : occidente e libertà dopo il Novecento / Ferdinando Adornato
Milano : Mondadori, 2003
Abstract: Secondo l'autore, oggi, agli inizi del XXI secolo, l'identità dell'Occidente è sottoposta ad aggressioni politiche e culturali che rischiano di oscurare la stessa idea di libertà su cui essa si fonda. Quello che stiamo vivendo non è uno scontro fra civiltà: è una nuova guerra in difesa della civiltà, che non riusciremo a combattere se non ci libereremo definitivamente del nichilismo che ha dominato il Novecento. C'è una sola strada per chiudere davvero con questo passato: resistere alle sirene del pensiero debole e tornare ancora più indietro nel tempo, all'ispirazione del Rinascimento. A quel punto di svolta dell'avventura umana che ha dato origine all'idea di libertà su cui si fonda l'identità dell'Occidente: un'identità che ha al suo centro la Persona.
Il sole, il genoma e Internet : strumenti delle rivoluzioni scientifiche / Freeman J. Dyson
Torino : Bollati Boringhieri, 2000
Abstract: Strumenti delle rivoluzioni scientifiche. In queste appassionate conferenze di soglia Dyson si sporge sul domani con la visionarietà di un Verne o di un Wells, consapevole però di abbozzare solo uno dei corsi possibili, tra i milioni di altri che il futuro potrà riservarci. Il nuovo trivio di forze rivoluzionarie che, secondo il modello di Dyson, muoverà lo sviluppo ha nomi noti a tutti, e disputati da molti: energia solare, ingegneria genetica, rete di comunicazione globale. Un loro utilizzo flessibile e sinergico arriverebbe a ridisegnare il paesaggio sociale del pianeta, facendo affluire verso aree depresse risorse ora concentrate in pochi paesi, e ridando vita ovunque all'economia di villaggio. Freeman J. Dyson è professore emerito di Fisica all'Institute for Advanced Study dell'Università di Princeton.
XXI secolo : fine della sicurezza? / Roberto Menotti
Roma : Laterza, 2003
Abstract: Dopo gli attentati dell'11 settembre si può ritenere che sia finita la sicurezza internazionale e quella interna a ogni Stato? Come si profila il futuro della politica mondiale? Cerca di rispondere a queste domande Roberto Menotti, analizzando le nostre radici politiche e culturali, la nostra sicurezza di ieri e ponendo l'attenzione sulla fine del post Guerra fredda. Menotti lavora nei Policy Programs di Aspen Institute Italia sui rapporti tra Europa e Stati Uniti.
Roma : Carocci, 2005
Abstract: Partendo dall'indagine su un contesto situato e locale, il volume delinea uno spaccato dei più generali processi di cambiamento delle organizzazioni lavorative, dei mondi professionali e dei processi di apprendimento che ogni innovazione chiama in causa. Per la sua impostazione (elaborazione concettuale a partire dalla narrazione-ricostruzione di un'esperienza situata) e la concretezza dei contenuti, il volume si propone ad un target di utenti composito: operatori del settore, interlocutori politico-istituzionali, studenti dei corsi di laurea orientati alle professioni sociali.
La sfida : se la Cina cambia il mondo / Erik Izraelewicz
Torino : Lindau, copyr. 2005
Abstract: La Cina si è svegliata e il mondo trema. Mai nella storia una nazione così grande (1 miliardo e 300 milioni di abitanti) aveva conosciuto una crescita così forte (8% annuo) per un periodo così lungo (25 anni). Questo exploit dovrebbe rassicurare, invece provoca inquietudine. Se nell'ultimo quarto di secolo il mondo ha cambiato la Cina, oggi è la Cina a cambiare il mondo e domani sarà, probabilmente, la prima potenza economica, davanti agli Stati Uniti. La sfida è un grande reportage sul fenomeno economico e culturale del XXI secolo per capire che cosa accadrà in futuro e quali carte potrà giocare l'Occidente.
Milano : Ambiente, copyr. 2007
Abstract: Nel 2008 più della metà della popolazione del pianeta vivrà nella città e per la prima volta nella storia dell'umanità la popolazione urbana supererà quella rurale. Questo testo affronta i problemi aperti come i trasporti, l'energia, i rifiuti, l'acqua, ma propone anche soluzioni realizzate con successo in tutto il mondo.
Senza dogmi : l'antifilosofia di papa Ratzinger / Michele Martelli
Roma : Editori riuniti, 2007
Abstract: Ingresso di Dio nella sfera pubblica, radici cristiane dell'Europa, primato della teologia e della fede, antirelativismo e creazionismo. Intorno a questi temi, papa Ratzinger e le gerarchie ecclesiastiche conducono oggi la loro offensiva conservatrice, opponendo dogmi religiosi e verità assolute alla ragione critica e illuministica, a scienza, darwinismo e filosofia, all'autonomia e laicità dello Stato. Contro questa strategia di attacco clericale alle principali e irrinunciabili conquiste della modernità, è indispensabile difendere lo Stato laico e un relativismo capace di costruire un mondo più rispettoso delle diversità. Al dogmatismo e all'antifilosofia di Ratzinger l'autore contrappone una fede dubbiosa, senza certezze assolute, aperta al dialogo interreligioso, e una filosofia come scepsi, interrogazione e ricerca senza fine. Nella persuasione che scelte di valore e conoscenze non sono mai assolute e indiscutibili, ma limitate, imperfette e relative. E che democrazia, libera ricerca, scienza e filosofia possono esistere solo senza dogmi.
Milano : ISBN, copyr. 2008
Abstract: È il 1957 quando Roland Barthes pubblica Miti d'oggi, il catalogo filosofico della cultura popolare e delle manie borghesi, smitizzate attraverso l'analisi dei loro stessi simboli. Barthes fornisce lo strumento, gli oggeti d'indagine invece cambiano e si aggiornano: alla Citroen si sostituiscono la Smart e il suv, Greta Garbo cede il passo a Kate Moss, le patate fritte al sushi. Il compito di riscrivere il catalogo dei prodotti, dei marchi e dei feticci della contemporaneità spetta a cinquantasette intellettuali francesi che, con un tono lieve ma a tratti anche critico, spiegano come dietro la seduzione delle merci e la retorica del linguaggio della cultura di massa si nascondono oggetti culturali in grado di svelare il senso, o forse il non-senso, di un sistema sempre meno antropocentrico.
Soveria Mannelli : Rubbettino, 2021
Università
Abstract: Il libro affronta la questione del populismo moderno, con particolare attenzione per il versante italiano e a partire da una delle caratteristiche che maggiormente lo qualificano, lo scadimento dei codici dialettici utilizzati dal personale politico. Il testo si compone di quattro saggi, scritti da studiosi che hanno percorsi accademici e professionali diversi e che, dunque, affrontano il tema in oggetto da prospettive differenti, unificate appunto dall'atteggiamento critico verso un fenomeno che ha avuto nella storia diverse declinazioni, ma che, pur presentandosi sotto numerose vesti, mostra una certa continuità essenziale. Uno dei compiti che si propone il libro è, in questo senso, quello di comprendere al meglio l'attualità alla luce delle fratture e le continuità con il passato. Un'ampia appendice presenta le risposte di vari studiosi ed esperti a un questionario sui temi affrontati nel testo.
Bologna : EDB, 2019
Abstract: Il processo inarrestabile di secolarizzazione che già si percepiva alla metà del secolo scorso, oggi è evidente in tutti i settori della società e l’incapacità cronica dell’istituzione ecclesiale di comprendere il cambiamento sta lasciando spazio a movimenti di tipo fondamentalista. Si parla sempre di più di società postcristiana per il fatto che si ha la netta sensazione che siamo entrati in un’epoca nuova, in cui la cristianità così come si era venuta a strutturare dal medioevo in poi, non esiste più. Certamente, chi si guarda intorno può affermare che in realtà non sembra notare un grande cambiamento. Tale cambiamento infatti è più interno che esterno, più culturale e spirituale che materiale. I sociologi ci ricordano, statistiche alla mano, che nell’Occidente secolarizzato i cristiani sono sempre più una minoranza. Le percentuali di coloro che frequentano le chiese cala a vista d’occhio. Allo stesso tempo, si registra vertiginosa diminuzione dell’accesso alla vita sacramentale. Questo libro si propone di osservare il futuro del cristianesimo a partire da considerazioni nate dall’attività pastorale nelle parrocchie, con i cristiani LGBT, con studenti provenienti da vari Paesi africani, con le comunità ecclesiali di base brasiliane. Postfazione di Piergiorgio Paterlini.
La scuola dei talenti / Giuseppe Valditara
Milano : Piemme, 2024
Abstract: «Sono profondamente convinto che ogni giovane è come una lucerna ricca di olio che attende solo il fuoco per accendersi. E la scuola costituzionale, la scuola dei talenti, deve essere il fuoco». Giuseppe Valditara, attuale ministro dell'Istruzione e del Merito, riflette sul ruolo della scuola nella società di oggi e su quelli che dovrebbero essere gli obiettivi fondamentali di un'istituzione che guarda al futuro consapevole delle nostre radici storiche e culturali. Persona, Costituzione, libertà, talento, sapere, autorevolezza, merito, rispetto, impegno, responsabilità, lavoro sono le parole chiave su cui deve poggiare la scuola, i cardini di uno sforzo educativo collettivo e di una didattica nuova. La scuola deve saper svolgere certamente un'azione maieutica, con al centro lo studente, le sue inclinazioni e passioni, affinché possa costruirsi come persona nella comunità, e allo stesso tempo ribadire l'autorevolezza dell'insegnante e la sua funzione pedagogica. Con un'analisi molto attenta dei dati a disposizione, il ministro analizza le virtù della scuola italiana, ma anche le molte criticità, i problemi legati alla dispersione scolastica, al perduto prestigio sociale ed economico del corpo docente, evidenziando le riforme attuate e quelle future. Un libro necessario e utile per tutti, docenti, studenti, cittadini, perché la scuola dà un futuro ai nostri giovani, forza e prosperità al nostro Paese.
Milano : Guerini e associati, 2017
Abstract: La globalizzazione pare in ritirata in un mondo «in pezzi», la presidenza Trump galleggia fra colpi di scena e promesse difficili da realizzare, fucine di instabilità si sono aperte dal Medio Oriente alla Corea. L'Europa cerca un futuro e l'Italia si trova di fronte alle elezioni, ma con la congiuntura finalmente al giro di boa. Un anno convulso il 2017, in cui tutto è stato in movimento, dalla società al clima. La sostenibilità dello sviluppo, che sta divenendo incerta, spinge a esplorare nuove vie, come l'economia circolare, per costruire un futuro «buono». Dobbiamo puntare sul «fattore I», ossia sull'innovazione a tutto campo, senza il quale lo sviluppo sostenibile rischia di trasformarsi in stagnazione insostenibile.
La crescita verde : il futuro dell'economia nell'era del cambiamento climatico / Alessio Terzi
Milano : Ambiente, 2024
Connessioni
Abstract: La crescita economica è il colpevole e il capitalismo è il mandante. Sono loro i responsabili a cui attribuiamo le crisi ambientali e sociali che stiamo vivendo. "Restringere" le nostre economie è l'unica possibilità per uscirne? Per liberarci dall'ossessione per una ricchezza materiale a vantaggio solo di pochi? Alessio Terzi affronta questi punti guidando il lettore in un viaggio alle origini socioeconomiche, evolutive e culturali della nostra necessità di crescere. Un imperativo che, sostiene, ha contribuito a creare la stabilità delle democrazie e una condotta relativamente pacifica delle relazioni internazionali. Cosa succederebbe se lo abbandonassimo? Prefazione di Enrico Giovannini.
Sansepolcro : Aboca, 2024
International lectures on nature and human ecology
Abstract: Un invito ad abbracciare il "paradigma vegetale" in un saggio sorprendente ed efficace scritto da uno dei massimi economisti italiani, maestro dell'Economia Civile. La nuova economia circolare potrà rappresentare una vera rivoluzione, e non solo un nome nuovo per cose in buona parte vecchie, se adotterà un paradigma vegetale; un’adozione che invece ancora non si vede, in un capitalismo green che cambia colore esterno, ma nella sua logica profonda e nei suoi codici narrativi e simbolici resta ancora troppo simile a quello del secolo scorso. Il nuovo paradigma vegetale è il punto di partenza, è una indicazione di un cammino da iniziare di fronte a un bivio decisivo. L’intelligenza degli esseri umani non è l’unica intelligenza del pianeta. Accanto alla nostra ci sono quella degli animali, degli insetti, e quella ancora diversa delle piante. Le piante però hanno una caratteristica unica: a differenza di tutti gli altri esseri viventi sono ancorate al suolo. Questa peculiarità, apparentemente un limite, ha fatto sì che le piante sviluppassero straordinarie forme di resilienza, flessibilità e solidità. La loro architettura è cooperativa, distribuita e capace di resistere alle minacce: per non morire a causa della loro fissità, ad esempio, hanno dovuto imparare a sopravvivere perdendo anche il 90% del loro corpo, stabilendo che ogni parte è importante, ma nessuna veramente indispensabile – un branco di mucche può brucare interamente un prato ma questo può rigenerarsi se una piccolissima parte resta viva. Le piante, insomma, sono un organismo collettivo e, nei momenti di crisi, sono paradossalmente più forte degli animali. Questo saggio nasce dalla consapevolezza che l’intelligenza vegetale abbia delle cose da dire, anche all’economia. Alla luce di queste considerazioni, Luigino Bruni si è posto alcune domande rivoluzionarie: quali sono i cambiamenti che le imprese e gli attori economici devono attuare se dal paradigma animale, che è all’origine del capitalismo e della sua insostenibilità, vogliamo passare a un paradigma vegetale? Quali conseguenze per la governance delle imprese? Non avendo cervello né organi centrali, le piante hanno dovuto imparare a ‘pensare’, ‘vedere’, ‘sentire’, ‘comunicare’ valorizzando soprattutto le periferie, apprendendo a vivere in perfetta cooperazione con tutto il bosco. Analogamente, se guardassimo bene nella nostra storia passata e presente ci accorgeremmo che nel capitalismo europeo abbiamo conosciuto, e conosciamo, imprese organizzate secondo il paradigma vegetale: sono le cooperative. E se, quindi, le cooperative fossero anche il futuro, non solo il passato dell’economia?
Massimo Iannicelli editore, [200-?]
[Trento] : Il Margine, 2023
Annurca
Abstract: «L’idea che le persone si allontanino dal mercato del lavoro per liberare tempo all’ozio creativo può venire in mente solo a chi può vivere il lavoro come gioco e non come condizione essenziale». Perché leggiamo saggi e articoli tesi a convincerci che non ci può essere soddisfazione in ciò che facciamo? Dobbiamo credere alla retorica delle dimissioni volontarie che piace così tanto ai media? Forse davvero alcune persone, primi fra tutti i benestanti intellettuali, hanno interiorizzato una forma di snobismo per cui devono essere premiati, remunerati e riconosciuti per il solo fatto di esistere, alterando così la loro percezione del lavoro, tanto da teorizzarne uno tagliato su misura per loro. Si ha l’impressione che chi propone la fine del lavoro non ne comprenda l’essenza fondata sulla relazione e sulla reciprocità. Coloro che non godono di rendite, chi vive del proprio stipendio, «servi» in quanto lavoratori, quindi servitori per definizione, poiché orientati ai bisogni e agli interessi degli altri, non chiedono però la fine del lavoro ma anzi lo difendono. La classe dei servi sa che lavorare è il modo migliore per vivere in una società democratica e solidale, lasciando che siano i signori e i loro cortigiani a pensarla diversamente.