Trovati 1381 documenti.
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Nati liquidi / Zygmunt Bauman, Thomas Leoncini ; traduzione di Teresa Franzosi
Sperling & Kupfer, 2017
Abstract: Questa è l'ultima opera di un'icona della cultura che ha goduto di un'immensa popolarità, grazie alla sua capacità di parlare a tutti con un linguaggio comprensibile e al tempo stesso mai riduttivo. Lo studioso che ha spiegato la postmodernità attraverso l'illuminante immagine di una «società liquida» che ha abbandonato la comunità per l'individualismo, convinta che il cambiamento è l'unica cosa permanente e che l'incertezza è l'unica certezza. Queste sono le pagine a cui al momento della morte Zygmunt Bauman stava lavorando. Un dialogo con un giovane che ha esattamente sessant'anni meno di lui. Nello scambio con Thomas Leoncini, Bauman affronta per la prima volta il mondo delle generazioni nate dopo i primi anni '80, quelle che a una società liquida e in continuo mutamento appartengono da nativi. E, come sempre, stimolato dal dibattito, sa cogliere la realtà nella sua dimensione più vera e profonda, persino nei fenomeni considerati più effimeri. La trasformazione del corpo, i tatuaggi, la chirurgia estetica, gli hipsters, le dinamiche dell'aggressività (e in particolare il fenomeno del bullismo), il web, le trasformazioni sessuali e amorose vengono analizzati in questa breve opera pop.
Tam, 2016
Abstract: L'Africa non è più la terra dolente del mancato sviluppo, della fame, della siccità, dei colpi di stato e delle violenze etniche. O almeno non è più solo questo. È un continente che freme per le grandi opportunità, le formidabili (e sbilanciate) crescite economiche, il più dinamico sviluppo demografico del pianeta, le prospettive di globalizzazione minacciate in vaste aree dal terrorismo jihadista. L'Africa, dall'Atlante a Cape Town, dalla Casamance al Corno, passando attraverso il Sahara e tutte le sue stupefacenti contraddizioni, è anche terreno fertile per le imprese emergenti della Green economy e dell'Hi-tech del mondo intero. Ma è anche il punto di partenza di una migrazione senza precedenti. Ecco la realtà autentica di un popolo con cui dovremo convivere in modo sempre più massiccio. Meglio conoscerlo in tempo.
Ponte alle Grazie, 2017
Abstract: Questo il quadro generale: il capitalismo globale è giunto a un livello di sviluppo che fa disperare non solo per le condizioni in cui vive buona parte della popolazione mondiale, ma anche per il vero e proprio vicolo cieco in cui ha costretto l’umanità, Occidente incluso. Tuttavia, altrettanto senza speranza sembrano le strade di sinistra percorse da quei partiti, movimenti e regimi che tentano di contrapporsi al capitale. Ma davvero la disperazione è riducibile allo sconsolante abbandono di ogni speranza? E davvero serve la speranza per agire? Non è questa stessa disperazione un ottimo esercizio propulsivo per la lotta di classe? Nel suo libro di analisi politica forse più coraggioso e radicale, Slavoj Žižek tratta i grandi temi di questi ultimi anni con il consueto punto di vista diagonale e turbinoso, ma con un maggiore senso del tragico. Dal terrorismo fondamentalista alle tensioni geopolitiche sullo scacchiere mondiale, dai movimenti radicali di emancipazione in Grecia e in Spagna alle sfide poste dai rifugiati, fino all’incognita rappresentata dalla presidenza Trump e alla possibilità di una nuova guerra mondiale: le tensioni del nostro presente e le inquietudini del nostro futuro sono affrontate senza sconti: perché è al fondo della disperazione che si può trovare il coraggio della lotta.
L'anziano e il suo futuro : un problema di riconoscimento / Sandro Antoniazzi, Marco Carcano
Jaca Book, 2017
Abstract: Sono passati duemila anni da quando Seneca scriveva un libro dal titolo De brevitate vitae (La brevità della vita) rivolto criticamente a coloro che consideravano la vita troppo breve; egli saggiamente argomentava che la vita non si misura dal numero degli anni, ma da come viene vissuta. Se questo giudizio rimane sempre valido, esso però oggi si trova a confrontarsi con una realtà che è all'opposto: la vita degli anziani sta diventando lunga, secondo alcuni troppo lunga. Il problema degli anziani non può essere visto come qualcosa che riguarda solo loro; l'intera società è messa in gioco per trovare un nuovo equilibrio sociale soddisfacente, sia nei rapporti che nella distribuzione di attività, mezzi, opportunità. I ruoli dovranno essere più fluidi; i confini tra lavoro e pensioni, tra lavoro e attività, tra generazioni, tenderanno a saltare. Un'opera imponente, rielaborativa e ricostruttiva è quella che ci aspetta e che ha come condizione prima una cultura aperta e disponibile, una forma di riconversione culturale. Un grande compito spetta in proposito al sindacato, perché in Italia è il sindacato a organizzare cinque milioni di pensionati: tuttavia molte esigenze di oggi non riguardano specificatamente il pensionato, ma più ampiamente l'anziano.
I princìpi della nuova psichiatria / Vittorino Andreoli
Rizzoli, 2017
Abstract: Sono passati cinquantotto anni da quando il professor Vittorino Andreoli è entrato nell'ambiente psichiatrico. Un periodo di intensa e appassionata professione, con modificazioni profonde sulla concezione delle malattie della mente: nascita di nuovi disturbi, scoperte scientifiche sul cervello e in particolare sulla sua parte plastica che si lega in maniera specifica alla psichiatria. È diventato chiaro che la normalità non può essere considerata la misura per la follia, poiché sovente una condizione si interseca con l'altra, in funzione degli ambienti e delle condizioni sociali. È anche per questo che serve "uno psichiatra frammentato" capace di avvalersi di altre competenze, seguendo la metafora dell'orchestra. Uno psichiatra che deve entrare in relazione e con-partecipare i vissuti del paziente per impedire che un disturbo mentale si trasformi in una tragedia. Soltanto da una così lunga esperienza in Italia e nei Centri internazionali potevano emergere i nuovi princìpi per curare i dolori della mente.
Il coraggio : vivere, amare, educare / Paolo Crepet
Mondadori, 2017
Abstract: Un tempo il coraggio - nella sua accezione di ardimento fisico - era solo opera dell'umano, poi le macchine se ne sono impossessate: non più il guerriero armato delle sue proprie mani, ma di mitragliatrici, carri armati, lanciafiamme, cacciabombardieri. Un po' come accade ora con la tecnologia: fino a trent'anni fa occorreva pronunciarsi, scrivere, telefonare, dunque esporsi. Oggi si può comunicare, anzi si è indotti a farlo, senza un'interfaccia umana, dunque senza rischio, senza paura di compromettersi. E le umane virtù vengono delegate a ciò che umano non è. Così, anche il coraggio e la forza d'animo che vi è intrinsecamente connaturata stanno diventando sempre più un'astrazione virtuale, svuotata di senso, per uomini e donne che vagano senza bussola, giovani accecati dal presente e vecchi incartapecoriti nel ricordo. Per fronteggiare «la più grande urgenza sociale odierna», Paolo Crepet propone a genitori, educatori e, in particolare, a quei «nativi digitali» che si accingono a esplorare la propria esistenza in una società ipertecnologica un «ipotetico inventario» di alcune declinazioni del coraggio in vari ambiti dell'esperienza umana (il coraggio di educare, di dire no, di ricominciare, di avere paura, di scrivere, di immaginare, di creare...). Un inventario concepito come un'associazione di idee, un 'brain-storming', un esercizio utile per stimolare adulti e non ancora adulti a ritrovare la forza della sfacciataggine e la capacità di resistenza che la vita ogni giorno ci chiede. Ma in queste pagine Crepet parla soprattutto di un'altra e più ambiziosa forma di coraggio. Quella che dobbiamo inventarci per creare un nuovo mondo, se non vogliamo che siano altri a inventarlo per noi; quella che i giovani devono riscoprire per non ritrovarsi tristi e rassegnati a non credere più nei loro sogni; quella che tutti devono scovare in se stessi per iniziare un rinascimento ideale ed etico. Perché, alla fine, il coraggio è la magica opportunità che permette di capire il presente e di costruire il futuro.
Dieci cose da sapere sull'economia italiana prima che sia troppo tardi / Alan Friedman
Newton Compton, 2018
Abstract: Capire come funziona l'economia è fondamentale se vogliamo comprendere i meccanismi che regolano i rapporti tra noi e lo Stato e prendere le giuste decisioni per la nostra famiglia e per il nostro futuro. "Dieci cose da sapere sull'economia italiana" di Alan Friedman è un libro scritto con un linguaggio comprensibile, lontano da quello degli addetti ai lavori, indispensabile per tutti coloro che non vogliono essere più strumentalizzati dagli imbonitori della politica. Numeri, cifre e statistiche reali per rispondere con la verità dei fatti a chi promette facili soluzioni, per controbattere ai politici che lanciano proclami e mentono su questioni importantissime: perché l'Italia non cresce più? Perché non crea più posti di lavoro? Perché gli italiani sono i più tassati d'Europa? Di quale politico italiano ci si può fidare di più?
Amok : le stragi dell'odio / Carlo Lucarelli, Massimo Picozzi
Mondadori, 2018
Abstract: Alternando i profili e le storie dei killer protagonisti di delitti efferati all'analisi dei meccanismi psicologici, culturali e sociali che ne hanno condizionato il comportamento, Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi in queste pagine allargano via via il loro campo d'indagine sul crimine, tracciano i contorni delle nuove stragi dell'odio. La sera del 1º ottobre 2017, dalla finestra di un albergo di Las Vegas, Stephen Paddock apre il fuoco sulla folla che assiste a un concerto di musica country, uccidendo cinquantotto persone e ferendone più di cinquecento. È il più terribile omicidio di massa commesso da un solo uomo nella storia degli Stati Uniti. Quelli come Paddock li chiamano rampage killers, dove rampage sta per «furia improvvisa, esplosione di odio letale». Sono assassini che uccidono più persone insieme, spesso in luoghi pubblici, sul posto di lavoro, nelle scuole, e in un singolo tragico evento, in preda a una follia omicida che trascina con sé la vita di vittime innocenti. La stessa violenza cieca raccontata dai primi esploratori del Sudest Asiatico, quando nelle loro cronache descrivevano i casi di giovani indemoniati che all'improvviso, e senza apparente ragione, iniziavano a correre e a gridare «Amok! Amok! Amok!», tentando di ammazzare tutti coloro che incontravano, amici, parenti o animali che fossero. Oggi, però, dietro quel che sembra il gesto di uno squilibrato si celano spesso deliranti motivazioni di natura religiosa, politica, razziale. E il filo conduttore è sempre uno: l'odio contro qualcuno o qualcosa. Un odio che lentamente cresce, di volta in volta si alimenta dei pregiudizi legati al sesso, all'etnia, alla lingua, alla nazionalità, all'aspetto fisico, alla religione, all'identità di genere, e d'improvviso erompe, dando origine alla carneficina. Alternando i profili e le storie dei killer protagonisti di delitti efferati all'analisi dei meccanismi psicologici, culturali e sociali che ne hanno condizionato il comportamento, Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi in queste pagine allargano via via il loro campo d'indagine sul crimine e, dai massacri nelle università ai femminicidi, dagli attacchi kamikaze agli episodi di cyberbullismo, dagli attentati omofobi alle aggressioni a sfondo razzista, tracciano i contorni delle nuove stragi dell'odio.
Popolocrazia : la metamorfosi delle nostre democrazie / Ilvo Diamanti, Marc Lazar
Laterza, 2018
Abstract: Il populismo è comparso e compare sempre in periodi di forti incertezze, di momenti traumatici, di fasi di crisi. Crisi economiche, sociali, culturali. E, soprattutto, crisi politiche quando rientrano nell'ambito dell'eccezionale, dell'inatteso, dell'imprevisto, dell'inedito: la delegittimazione dei governanti, delle istituzioni, delle regole e delle norme in vigore, delle abituali procedure di mediazione. È su questo terreno che i populisti possono prosperare, dipingendo un quadro apocalittico del presente e proponendo il ritorno a un passato favoleggiato o facendo intravedere un futuro radioso. Sono contemporaneamente i prodotti di queste crisi e i loro creatori. Come sta rispondendo la democrazia a tutto questo? Ahimè inglobando elementi di populismo: adeguando gli stili e il linguaggio politico, i modelli di partito, le scelte e le strategie di governo. In una parola, sta trasformando se stessa in una popolocrazia.
Milano : Mondadori, 2018
Strade blu
Abstract: Da un conflitto all'altro. Due milioni di americani sono stati mandati a combattere in Iraq e in Afghanistan. Ora che sono tornati, quasi tutti dicono di sentirsi bene. Vanno avanti con le loro vite, mentre il ricordo della guerra sbiadisce lentamente. Ma poi ci sono gli altri, quelli per cui la guerra non è mai finita. Si calcola che di questi due milioni una percentuale tra il 20 e il 30 per cento sia rientrata con un disturbo da stress post-traumatico, cioè un problema mentale provocato dall'aver vissuto situazioni belliche particolarmente intense o drammatiche, una ferita psicologica anziché fisica. E le conseguenze sono depressione, ansia, insonnia, incubi, disturbi della memoria, cambiamenti di personalità, pensieri suicidi. Ovvero: esistenze spezzate, relazioni in frantumi, tutto un mondo da tenere insieme, con fatica, spesso in solitudine. Cinquecentomila veterani mentalmente feriti, un numero impressionante, una percentuale più alta rispetto ai conflitti precedenti. Ma come afferrare le vere dimensioni di questo numero, e tutte le sue implicazioni, in un paese che ha prestato così poca attenzione a quelle due guerre? Per rispondere a questa domanda David Finkel, giornalista del «Washington Post» e vincitore del premio Putitzer nel 2006, in Grazie per quello che avete fatto ha scelto di raccontare le storie di alcuni reduci e dei loro familiari. Storie come quella del «grande sergente» Adam Schumann, che ha lasciato l'esercito ma continua a vivere circondato dai fantasmi dei compagni rimasti sul terreno in Iraq; o quella di Tausolo Aieti, un eroe agli occhi di molti, perseguitato dall'incubo ricorrente di non essere riuscito a mettere in salvo il suo amico; oppure quella di Nic DeNinno, che non può dimenticare l'uomo del suo plotone arso vivo in un blindato; o di Danny Holmes, tornato a casa con in tasca un congedo onorevole e lanciatosi dalle scale con una corda intorno al collo. Storie che si intrecciano inevitabilmente a quelle delle loro compagne: donne che controllano farmaci e pregano che domani vada meglio, che si chiedono come faranno a pagare le bollette e a crescere i figli, che giorno dopo giorno vedono sgretolarsi quello che resta dell'amore, del coraggio, della forza, della compassione. Sono storie di ferite mai rimarginate, di vite in bilico tra speranza e naufragio, di tentativi commoventi e tenaci di darsi un'altra possibilità. Di non pagare, da soli, tutto il prezzo della guerra.
Istruzioni per diventare fascisti / Michela Murgia
Einaudi, 2018
Abstract: «Essere democratici è una fatica immane. Significa fare i conti con la complessità, fornire al maggior numero di persone possibile gli strumenti per decodificare e interpretare il presente, garantire spazi e modalità di partecipazione a chiunque voglia servirsene per migliorare lo stare insieme. Inoltre non a tutti interessa essere democratici. A dire il vero, se guardiamo all'Italia di oggi, sembra che non interessi piú a nessuno, tanto meno alla politica. Allora perché continuiamo a perdere tempo con la democrazia quando possiamo prendere una scorciatoia piú rapida e sicura? Il fascismo non è un sistema collaudato che garantisce una migliore gestione dello Stato, meno costosa, piú veloce ed efficiente?» Dando prova di un'incredibile capacità dialettica, Michela Murgia usa sapientemente la provocazione, il paradosso e l'ironia per invitarci ad alzare la guardia contro i pesanti relitti del passato che inquinano il presente. E ci mette davanti a uno specchio, costringendoci a guardare negli occhi la parte piú nera che alberga in ciascuno di noi.
Bologna : Il mulino, [2018]
Quaderni Astrid
Abstract: Le grandi trasformazioni di questi anni (la rivoluzione tecnologica, la globalizzazione dell’economia e dei mercati, il mutamento climatico con la decarbonizzazione e lo sviluppo delle rinnovabili) aprono la strada a straordinarie opportunità di crescita, innovazione, occupazione. Ma distruggono molti posti di lavoro e producono nuove emarginazioni, nuove disuguaglianze e nuove povertà. Accanto ai winners, in grado di avvalersi delle nuove opportunità, vi sono milioni di losers, senza lavoro o con lavori precari. La crisi finanziaria e la recessione hanno nel contempo ridotto le risorse disponibili per finanziare le politiche del welfare e del lavoro, e reso palese l’inadeguatezza degli schemi tradizionali di welfare. Solo alcuni Paesi hanno da tempo avviato politiche efficaci di contrasto alla povertà, ripensando gli strumenti del welfare e le politiche attive del lavoro e della formazione, e dotandoli di risorse adeguate mediante una coraggiosa revisione delle politiche fiscali. Altri, tra i quali l’Italia, sono partiti in ritardo o sono ancora alla ricerca di risposte efficaci. Da qui parte questa ricerca. Essa analizza innanzitutto il quadro di riferimento europeo, che ancora non riesce a strutturarsi in una politica sociale comune, ma dove una svolta potrebbe essere imminente con la possibile adozione della proposta italiana di uno strumento europeo di assicurazione contro le disoccupazioni cicliche. Effettua poi una ricognizione delle politiche che hanno storicamente caratterizzato i Paesi più avanzali. Analizza le politiche pubbliche di contrasto alla povertà e alla disoccupazione adottate da Germania, Francia, Spagna, Regno Unito, Paesi scandinavi e Canada, e i relativi strumenti. Esamina e valuta, infine, le politiche adottate in Italia, gli strumenti nuovi di recente sperimentati o di cui oggi si discute, dal reddito di inclusione al reddito di cittadinanza, e i problemi che debbono essere affrontati e risolti per assicurarne sostenibilità e efficacia
All'alba di un nuovo mondo / Angelo Panebianco, Sergio Belardinelli
Il Mulino, 2019
Abstract: Contro le profezie dei declinisti, la forza della civiltà europea. Movimenti populisti in ascesa in quasi tutte le democrazie liberali, crisi economica e demografica, insicurezza collettiva: nei segnali del malessere che affligge la nostra società dobbiamo leggere il cupo presagio di un tramonto prossimo dell’occidente? E se invece di un inevitabile declino si trattasse di una fase transitoria? Due visioni diverse ma complementari - più attenta l’una alle dinamiche geopolitiche, l’altra alla dimensione religiosa e ai processi culturali – si confrontano in queste pagine sul destino dell’Europa. Nella convinzione che proprio nella tradizione della civiltà europea si possano trovare le risorse culturali, politiche e istituzionali per guardare con fiducia al futuro.
Resistere alla crisi : i percorsi dell'azione sociale diretta / Lorenzo Bosi, Lorenzo Zamponi
Bologna : Il mulino, 2019
Studi e ricerche ; 746Sociologia
Abstract: L'Italia della crisi appare come un paese a metà tra l'inerzia e la guerra tra poveri: da una parte, l'accettazione supina e fatalista di politiche improntate all'austerità e dall'altra una miscela esplosiva di rabbia e risentimento, pronta a essere scaricata sui capri espiatori più svariati. Eppure non è tutto qui. L'idea alla base di questo studio è che, scegliendo di guardare in basso, si possano vedere forme di resistenza che raramente emergono sulla scena pubblica, che ridanno forza all'azione collettiva e riposizionano l'individuo nella sfera pubblica: sono le forme di azione sociale diretta. Si tratta di un campo di attori vasto ed eterogeneo, dalle grandi organizzazioni sociali alle occupazioni abitative, dai gruppi di acquisto solidale alle fabbriche recuperate, passando per i circoli culturali e le sperimentazioni di welfare dal basso. Gli autori analizzano i loro percorsi all'interno della crisi con lo sguardo e gli strumenti delle scienze sociali, a questi attori danno voce, intervallando l'analisi scientifica con lunghi passaggi delle interviste che hanno condotto.
La scuola 1.0 / Giorgio Ostinelli
Bologna : Il mulino, [2019]
PercorsiSociologia
Abstract: Questo è un libro sulla scuola di oggi, spinta a confrontarsi con una società in rapida e costante evoluzione. Un libro che auspica una scuola aperta verso il cosiddetto mondo esterno, le cui tematiche - che vanno dalla relazione tra scuola e famiglia al multiculturalismo, dall'educazione a un consumo responsabile a un uso competente delle moderne tecnologie - possono interessare chiunque si occupi di scuola o sia direttamente o indirettamente interessato al mondo scolastico: in primo luogo insegnanti e dirigenti, ma anche genitori, politici, educatori, studenti. Ciascun capitolo apre con scene di vita quotidiana, nelle quali parlano i protagonisti: allievi, insegnanti, genitori, dirigenti. Le situazioni illustrate vengono poi analizzate alla luce delle evidenze risultanti dalla ricerca contemporanea in ambito educativo, e, sulla base di esse, vengono proposti approcci innovativi provenienti da vari paesi, mediante i quali la scuola e i propri operatori sono riusciti ad ottenere risultati validi e significativi.
Il Saggiatore, 2019
Abstract: Il jazz è musica di rottura. Rottura delle convenzioni sociali, rottura degli stilemi di genere. Il jazz è la musica del cambiamento. Inafferrabile e chimerico, il jazz continua a mutare, a evolversi: è argento vivo che solo il più sopraffino dei critici musicali può sperare di catturare. Nate Chinen, firma tra le più riconoscibili e amate del New York Times, si prova nell’impresa di distillare il jazz del nuovo millennio: il risultato, La musica del cambiamento, è la testimonianza di un’arte che non ha mai temuto di andare controcorrente, e che anche oggi, dopo più di un secolo di storia, continua a rivoluzionare i paradigmi della creazione musicale. In queste pagine animate dai più importanti musicisti contemporanei–dai sassofonisti Steve Coleman e Kamasi Washington alla cantante e bassista Esperanza Spalding, passando per i pianisti Jason Moran e Vijay Iyer–,Chinen svela le nascoste sinergie fra il jazz contemporaneo e l’hip hop, da un lato, e l’R’n’B, dall’altro, mostrando come la nuova, proteiforme generazione di «grandi vecchi», Wayne Shorter e Henry Threadgill, abbia contribuito a riplasmare l’estetica del jazz e a ripensarne le fondamenta ideologiche, tecnologiche e teoriche.
21 lezioni per il XXI secolo / Yuval Noah Harari ; traduzione di Marco Piani
Nuova ed. aggiornata e ampliata
Bompiani, 2019
Abstract: In un mondo invaso da informazioni irrilevanti, la lucidità è potere. La censura non opera bloccando il flusso di informazioni, ma inondando le persone di disinformazione e distrazioni. "21 lezioni per il XXI secolo" si fa largo in queste acque torbide e affronta alcune delle questioni più urgenti dell'agenda globale contemporanea. Perché la democrazia liberale è in crisi? Dio è tornato? Si prospetta una nuova guerra mondiale? Che cosa significa l'ascesa di Donald Trump? Che cosa si può fare per contrastare l'epidemia di notizie false? Quale civiltà domina il mondo: l'Occidente, la Cina o l'islam? L'Europa deve tenere le porte aperte ai migranti? I nazionalismi possono risolvere i problemi legati all'ineguaglianza e ai cambiamenti climatici? Che fare per arginare il terrorismo? Che cosa dobbiamo insegnare ai nostri figli? Miliardi di persone possono a stento permettersi il lusso di approfondire simili questioni, perché pressate da ben altre urgenze: andare al lavoro, prendersi cura dei figli o dei genitori anziani. Purtroppo la storia non fa sconti. Se il futuro dell'umanità viene deciso in vostra assenza, perché siete troppo occupati a dar da mangiare e a vestire i vostri bambini, voi e loro ne subirete comunque le conseguenze. Certo è molto ingiusto; ma chi ha mai detto che la storia sia giusta? Un libro non dà alle persone cibo o vestiti, però può offrire un po' di chiarezza, contribuendo ad appianare le differenze a livello globale. Se questo libro riuscirà a far sì che anche solo una manciata di persone si unisca al dibattito sul futuro della nostra specie, allora avrà fatto il suo dovere.
La seconda guerra fredda : lo scontro per il nuovo dominio globale / Federico Rampini
Mondadori, 2019
Abstract: Il mondo è cambiato molto più di quanto gli occidentali si rendano conto. Il tramonto del secolo americano e la possibile transizione al secolo cinese bruciano le tappe. Ci siamo distratti mentre la Cina subiva una metamorfosi sconvolgente: ci ha sorpassati nelle tecnologie più avanzate, punta alla supremazia nell'intelligenza artificiale e nelle innovazioni digitali. È all'avanguardia nella modernità ma rimane un regime autoritario, ancora più duro e nazionalista sotto Xi Jinping. Unendo Confucio e la meritocrazia, teorizza la superiorità del suo modello politico, e la crisi delle liberaldemocrazie sembra darle ragione. L'Italia è terreno di conquista per le Nuove Vie della Seta. In Africa è in corso un'invasione cinese di portata storica. Due imperi, uno declinante e l'altro in ascesa, scivolano verso lo scontro. L'America si è convinta che, «ora o mai più», la Cina va fermata. Chi sta in mezzo, come gli europei, rimarrà stritolato? Nessuno è attrezzato ad affrontare la tempesta in arrivo. Neppure i leader delle due superpotenze hanno un'idea chiara sulle prossime puntate di questa storia, sul punto di arrivo finale. Mettono in moto forze che loro stessi non sapranno dominare fino in fondo. Pochi anni fa le due superpotenze sembravano diventate quasi una cosa sola, tanta era la simbiosi tra la fabbrica del mondo (cinese) e il suo mercato di sbocco (americano). Quell'epoca si è chiusa e non tornerà. Sta succedendo ciò che molti esperti consideravano impossibile. I dazi sono stati solo l'acceleratore di un divorzio che cambierà le mappe del nostro futuro. Trump può subire l'impeachment o perdere le elezioni nel 2020 ma i democratici che lo sfidano sono diventati ancora più intransigenti con Pechino. La resa dei conti precipita a tutti i livelli. Questo libro è una guida e un manuale di sopravvivenza nel mondo nuovo che ci attende.
La società signorile di massa / Luca Ricolfi
La Nave di Teseo, 2019
Abstract: Un libro rivoluzionario, che pone alcune domande essenziali: l’Italia è un caso unico o anticipa quanto accadrà su larga scala in Occidente? E, soprattutto, qual è il futuro di una società in cui molti consumano e pochi producono? Come può una società signorile essere anche di massa? Con questa paradossale definizione, Luca Ricolfi introduce una nuova, forse definitiva, categoria interpretativa, che scardina le idee correnti sulla società in cui viviamo. Oggi, per la prima volta nella storia d’Italia, ricorrono insieme tre condizioni: il numero di cittadini che non lavorano ha superato ampiamente il numero di cittadini che lavorano; l’accesso ai consumi opulenti ha raggiunto una larga parte della popolazione; l’economia è entrata in stagnazione e la produttività è ferma da vent’anni. Questi tre fatti, forse sorprendenti ma documentabili dati alla mano, hanno aperto la strada all’affermazione di un tipo nuovo di organizzazione sociale, che si regge su tre pilastri: la ricchezza accumulata dai padri, la distruzione di scuola e università, un’infrastruttura di stampo para-schiavistico.
Milano : Il saggiatore, copyr. 2006
Abstract: Questa antologia di testi di Hall permette di riflettere sul cammino dei Cultural Studies inglesi a partire dall'opera di colui che se ne è fatto fra i maggiori interpreti. Nell'età globale è sul terreno dell'appartenenza culturale che si gioca la partita tra integrazione e marginalità, inclusione ed esclusione. Grazie ad un utilizzo sapiente e creativo delle principali categorie gramsciane, Hall ha elaborato una nozione di cultura priva di ogni essenzialismo, che permette di cogliere tutte le complesse ramificazioni di quell'intreccio tra appartenenza culturale e appartenenza di classe a partire dal quale si costituisce l'identità di individui e gruppi.