Trovati 266 documenti.
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La scatola magica : TV, bambini e socializzazione / Renata Metastasio
Roma : Carocci, 2002
Abstract: Tv, bambini e socializzazione Il rapporto infanzia-televisione è argomento quanto mai attuale e delicato, nel quale sovente si sovrappongono e confondono intenti pedagogici e paure ancestrali, questioni etiche e motivazioni scientifiche. Orientandosi in una letteratura estremamente vasta, il testo fornisce una sintesi equilibrata delle principali ricerche sull'offerta, la fruizione, la ricezione, i contenuti e gli effetti della produzione televisiva rivolta all'infanzia.
Torino : Fondazione Giovanni Agnelli, 1985
Fine delle trasmissioni : da Pippo Baudo a YouTube / Enrico Menduni
Bologna : Il mulino, copyr. 2007
Abstract: Tv a pagamento, internet, videofonini, blog e siti web che consentono di produrre e diffondere in proprio: è il crescente declino, se non la fine, della Tv generalista e del suo rapporto monopolistico con l'utente. Si tratta di una tendenza comune a molti paesi, assecondata dal dinamismo di imprese e gruppi finanziari che hanno profittevolmente investito nel settore digitale e multimediale. In Italia tuttavia essa assume una valenza particolare per il malsano intreccio fra Tv e politica e il singolare modo con cui sono state gestite le telecomunicazioni. Il volume racconta una storia di occasioni mancate, di scelte non fatte o fatte male in cui si sono esibiti nel corso degli ultimi quindici anni sia i governi di centro-destra che quelli di centro-sinistra. Sullo sfondo dell'evoluzione della telefonia e della trasformazione dei programmi e formati video, dal reality show a youTube, l'autore ricostruisce la vicenda di Telecom Italia, il contrastato avvento dei cellulari UMTS e il progressivo scioglimento del duopolio Rai-Fininvest per l'intervento di un terzo incomodo, Sky-Murdoch, che si avvia a detenere un terzo del mercato.
L'italiano televisivo : aspetti extralinguistici glottodidattici / Pierangela Diadori
2. ed.
Siena : Università per stranieri ; Roma : Bonacci, c1994
I libri dell'arco ; 2
Storia della televisione italiana / Aldo Grasso
Nuova ed. aggiornata
Milano : Garzanti, 2004
Abstract: Ordinata cronologicamente, centrata sui programmi di maggior successo di pubblico e di critica, informata, ricca di curiosità e aneddoti, la Storia della televisione italiana di Aldo Grasso viene ora riproposta in una nuova edizione aggiornata e arricchita da numerosi saggi, che esplorano da diverse angolazioni la tv italiana. Negli indici, più di 7000 nomi (personaggi, registi, attori, produttori, autori, cantanti, musicisti, soubrettes, comici, vatlette, dirigenti, funzionari...) e i titoli di oltre 2200 programmi.
Telestreet : macchina immaginativa non omologata / Franco Berardi, Marco Jacquemet, Giancarlo Vitali
Milano : Baldini Castoldi Dalai, copyr. 2003
Abstract: Le Telestreet, televisioni di strada, sono un fenomeno recente che nel giro di un anno ha proliferato in molte città italiane: un esperimento di democrazia nella comunicazione, e una critica pratica del modello televisivo esistente. Ma proprio nei giorni in cui si stanno correggendo le bozze di questo libro, dal ministero delle Comunicazioni arriva l'ordine di sequestro dei materiali di trasmissione di una televisione di strada di Senigallia, Disco Volante. Mentre si prepara a istituire un Monopolio privato della comunicazione, un vero e proprio Monopolio orwelliano della Verità, il governo Berlusconi si prepara anche a chiudere la bocca con la forza a piccolissime emittenti di quartieri che tentano di sfuggire al suo dominio totalitario.
Milano : Baldini Castoldi Dalai, copyr. 2003
Abstract: La legge Gasparri è una legge che non riguarda solo la televisione ma ha un'influenza diretta sulla forma di governo. La negazione clamorosa del pluralismo e del diritto all'informazione, la concentrazione nei media, e soprattutto nella pubblicità, a favore dell'impresa di proprietà del Presidente del Consiglio, la non soluzione del conflitto di interessi, sono altrettanti tasselli di un più generale disegno di concentrazione dei poteri al vertice dello Stato. Nessuno dei paragoni con i modelli precedenti sull'influenza dei mezzi di comunicazione di massa sulla politica regge più di fronte a questa devastazione delle regole. Se la legge Gasparri verrà approvata, non avrà più senso sedersi al tavolo delle riforme.
I generi televisivi / Giorgio Grignaffini
Roma : Carocci, 2004
Abstract: Reality e talk show, sitcom e tv movies, varietà, quiz e sceneggiati: ormai molti telespettatori hanno imparato a districarsi tra questi e molti altri termini che costellano i palinsesti televisivi. In questo volume si cerca di ricostruire la nascita del concetto di genere, la sua diffusione e i suoi sviluppi nella storia della televisione, le caratteristiche principali e la diffusione dei generi nell'attualità televisiva. Attraverso l'illustrazione di quattro macrogeneri (fiction, intrattenimento, informazione ed educazione) e delle loro innumerevoli declinazioni, si offrono al lettore gli strumenti per comprendere meglio presente e futuro della televisione.
Giornali e TV negli anni di Berlusconi / a cura di Giancarlo Bosetti e Mauro Buonocore
Venezia : Marsilio, 2005
Abstract: Tutto quello che c'è da sapere, con dati e confronti europei e mondiali, sulla anomalia italiana televisiva, sullo sbilanciamento economico, politico, culturale tra stampa e video e sulle conseguenze che tutto questo ha sulla opinione pubblica, costretta a una dieta catodica unica al mondo. Tra Mediaset e Rai un duopolio-monopolio che drena denaro e ha portato la quota della pubblicità televisiva a una inaudita percentuale record del 57%. Come si sono difesi i maggiori giornali nel decennio berlusconiano? Un'analisi del trattamento di Berlusconi in dieci anni di prima pagina dei giornali italiani a cura di Daniele Castellani Perelli. Interventi di Luca Cordero di Montezemolo, Dario Di Vico ed Ezio Mauro.
La mia tv : quarant'anni di televisione italiana / Pippo Baudo ; a cura di Simonetta Robiony
Torino : La Stampa, 1996
Abstract: La televisione italiana nasce il 3 gennaio 1954 alle 11 del mattino con il taglio del nastro dagli studi di Milano, poi quelli di Torino e infine in quelli di Roma. Ha un solo canale, è in bianco e nero, manda in onda 28 ore di programmi a settimana e praticamente la vedono in pochi. Il televisore più economico messo in vendita in quell'anno costa 160 mila lire, come una motoretta; il reddito medio pro capite in Italia è di 258 mila lire; i divertimenti più popolari sono il calcio, i fotoromanzi, la radio e il cinema. Pippo Baudo traccia una vera e propria storia ragionata di questo fenomeno culturale strutturale nella nostra società.
[Milano] : Garzanti, 2003
Abstract: Menico Caroli racconta le vicende di censori e censurati della radio e della televisione italiana, dagli anni del fascismo alla Seconda repubblica: gli scandali che hanno segnato un'epoca, suscitando campagne moralizzatrici o rivolte libertarie, ma anche episodi dimenticati, che mettono in luce meccanismi meno evidenti di controllo. Compresa la forma più attuale e sottile di censura: quella possibilità di dire e fare tutto ciò che rende ogni immagine simile alla precedente, pone sullo stesso piano realtà e finzione, disarticola ogni gerarchia rendendoci tutti «animali da confessione televisiva».
Torino : Einaudi, copyr. 2009
Abstract: Quattro quesiti referendari, diciotto sentenze della Corte costituzionale, un paio di crisi di governo: per trent'anni, la questione televisiva si è intrecciata con le vicende politiche italiane. Non è successo in nessun altro Paese occidentale; in nessuno il proprietario di quasi metà dei canali televisivi nazionali si presenta alle elezioni cinque volte in quattordici anni, per tre volte le vince e diventa capo del Governo. Più di trent'anni è durata la guerra televisiva. Le sue radici affondano nella critica all'industria culturale. Le sue battaglie sono state parte di un gioco che aveva per posta l'assetto politico del Paese: gli anni Ottanta, l'ascesa del Cavaliere, il formarsi dell'Ulivo e la sua fine con la caduta del Governo Prodi, le leggi Maccanico, Gasparri e Gentiloni, la travagliata esistenza del PD, il naturale alternarsi dei cicli politici. E, ora, i giorni scuri in cui alcuni potrebbero perdere fiducia nel futuro del capitalismo. Da trent'anni la questione televisiva ingombra la scena politica italiana. Può essere piantata come bandiera dell'opposizione al centrodestra berlusconiano. Oppure può essere studiata per capire le cause delle tante anomalie italiane, di cui fa parte.
Il convitato di vetro : Telebianciardi / Luciano Bianciardi
Milano : ExCogita, 2007
Mille e più di mille
Abstract: La famiglia italiana ha sempre, a cena, un ospite, e magari non lo sa... Il convitato serale, anziché di pietra, è fatto di valvole, legno e vetro: è il televisore. Non appena la famiglia si mette a tavola, anche lui si siede, non mangia ma parla e canta: non uccide, certo, ma può fare di peggio. Può imbottire teste, formare opinioni, indurre ai consumi... ABC, 11 febbraio 1968.
Politica pop : da Porta a Porta a L'isola dei famosi / Gianpietro Mazzoleni, Anna Sfardini
Bologna : Il mulino, copyr. 2009
Abstract: Quando la televisione ha scoperto che la politica può fare audience, e i politici che possono raggiungere il vasto pubblico adattandosi alle logiche dello spettacolo, è nata la politica pop: un ambiente mediale scaturito dal collasso di generi televisivi e costumi sociali invecchiati, in cui politica e cultura popolare, informazione e intrattenimento, comico e serio, reale e surreale si fondono in una nuova miscela espressiva. Per molti è una pericolosa deviazione dal compito alto della formazione di un'opinione pubblica avveduta. Intanto, però, quell'enorme frullatore di realtà e finzione che è la Tv ha scodellato una sorta di turbo-politica. Né mancano autorevoli studiosi secondo cui l'infotainment offre un'informazione minima, ma sufficiente a una cittadinanza sottile. Dovremo allora rivalutare il Grande Fratello, paradossale scialuppa di civismo, attraverso il televoto, per cittadini altrimenti destinati all'emarginazione? Bisognerà in ogni caso considerare con occhi nuovi, come in questo libro, Annozero e Ballarò, Che tempo che fa e Domenica in, Le iene e Porta a porta, Striscia la notizia e Matrix.
[Milano] : Fondazione del Corriere della sera : Rizzoli, 2010
Abstract: Il rapporto tra Corriere della sera e televisione è una storia affascinante e curiosa, che prende le mosse negli anni Cinquanta, quando si comprende che la tv non va presa sottogamba e che occorre qualcuno che aiuti il lettore (e il quotidiano) a capire il nuovo mezzo di comunicazione. È un racconto tanto ricco di singolari aneddoti quanto generoso di spunti per comprendere la funzione di un'attività sulla quale gravano, fin dalle origini, non poche incomprensioni. Il percorso verso la definizione dei criteri su cui si deve fondare la critica televisiva è stato lungo e tortuoso: la lettura delle critiche apparse sul Corriere, dal 1954, anno di nascita della tv italiana, fino alla fine degli anni Ottanta, apre un universo inesplorato che aiuta a comprendere come e quanto è stata importante la televisione e la sua evoluzione in Italia.
Infanzia e pregiudizio : i bambini come li vediamo / di Marina D' Amato
Torino : Nuova ERI, copyr. 1993
Abstract: L'immagine dell'infanzia è pressoché assente nella nostra cultura. I bambini sono considerati come figli, trattati per quello che saranno e non per quello che sono. Questo volume analizza il tema dell'identità dell'infanzia in Italia attraverso due fondamentali strumenti: i dati ISTAT che danno la mappa del paese e la televisione che ha ricostruito la rappresentazione dell'infanzia quale si configura nell'immaginario degli adulti.
La mutazione individualista : gli italiani e la televisione : 1954-2011 / Giovanni Gozzini
Roma ; Bari : Laterza, 2011
Abstract: Molto più di tutti gli altri media che l'hanno preceduta nella storia (stampa, radio, cinema) la televisione suscita mitologie e denunce, entusiasmo e demonizzazione, assuefazione e ripulsa. Secondo il Censis l'Italia di oggi appare una società frammentata e confusa, priva di punti di riferimento forti e stabili, dove la televisione domina largamente i consumi culturali. Quasi il 70% dei cittadini le si affida (in particolare ai telegiornali) per formare le proprie scelte di voto. Giovanni Gozzini ripercorre le tappe principali dell'uso della tv da parte degli italiani. Dalla televisione top-down, pedagogica e autoreferenziale di Ettore Bernabei a una televisione bottom-up, bidirezionale che - lungo un percorso che va da trasmissioni come Portobello (1977) fino al Grande Fratello (2000) - mette in scena, celebra e mitizza l'italiano medio. Senza contare le reti private commerciali. La tesi di Giovanni Gozzini è che la tv più che determinare il mutamento ha rispecchiato, catalizzato e amplificato la 'rivoluzione individualista' esplosa negli anni '80 e celebrata dalla permanenza di Berlusconi sulla scena politica. Nonostante la televisione funzioni dappertutto nel mondo come in Italia, solo da noi è diventata soggetto politico. Così, frammentata e individualista, l'Italia sopravviverà anche dopo Berlusconi.
La televisione che ci ha cambiati [Videoregistrazione] / Francesco Piccolo ; regia di Franco Angeli
Roma : Gruppo Editoriale L'Espresso, c2011
Abstract: Francesco Piccolo, che conclude la maratona di 150. Le storie dItalia, ci racconta in che modo la televisione ha cambiato lantropologia degli italiani, trasformandoci da spettatori ad aspiranti protagonisti. Dalle prime lunghe dirette sulle tragedie italiane, allavvento delle televisioni private, dai programmi di intrattenimento ai reality, la televisione, come racconta lo stesso Piccolo nelle pagine della sua Italia spensierata, diventa presenza di primo piano nelle nostre vite, condizionandole. Il decennio segna anche un progressivo avvicinamento tra la politica e i media, in una trasformazione che ci porterà allepoca del partito della TV. Lincontro con Francesco Piccolo e la sua Italia televisiva rappresenta anche unoccasione per riconoscerci attraverso quello che abbiamo visto e amato, disprezzato e imparato, riflettendo su chi siamo.
Roma : Donzelli, 2011
Abstract: Occhi di maschio è il primo tentativo di storia della televisione dal punto di vista dei vinti, cioè delle persone di buon gusto e di buon senso e delle donne. La tv, dominata dallo sguardo maschile, è stata ed e lo specchio dei desideri prevalenti dei maschi italiani. Desideri in principio palesi e dichiarabili, poi sempre più aggressivi e sfacciati. L'autrice è stata fra i protagonisti di questo mondo e ne scrive con aperta soggettività, con aneddoti e ricordi arricchiti dalle testimonianze di alcune persone che hanno contato nella tv italiana, delle quali a volte non si conserva neanche più il ricordo. A completare il volume un vasto dizionario biografico delle oltre ottocento donne che hanno fatto la nostra televisione e una cronologia comparata che mette a fronte l'Italia come era, le conquiste delle donne e l'evoluzione del mezzo televisivo. Infine, un'intervista esclusiva a Lorenza Lei, prima donna a ricoprire l'incarico di direttore generale della Rai. Come scrive Franco Cardini nella sua introduzione, questo libro diverte, informa, chiarisce, qua e là stupisce. Daniela Brancati ci ha offerto una vera e propria storia della società italiana attraverso la Rai....