Trovati 710 documenti.
Trovati 710 documenti.
Novara : Istituto geografico De Agostini, [1973]
I grandi nomi del 20. secolo ; 4
BR: imputazione: banda armata / di Vincenzo Tessandori
[Milano] : Garzanti, 1977
Memorie documenti
Carocci, 2013
Abstract: Se è imponente la produzione di opere (di memorialistica o ricostruzione giornalistica) su una stagione politica tanto cruciale per la storia dell'Italia repubblicana quale quella degli anni Settanta, da poco si è imposta l'esigenza di una sua ricostruzione storiografica organica. Tale consapevolezza risulta fondamentale non solo per comprendere gli eventi che hanno caratterizzato questo periodo, ma anche per entrare nel vivo di tematiche più ampie e certamente attuali: il fenomeno del terrorismo e della violenza politica riportano infatti in campo i nodi della partecipazione e della rappresentanza all'interno del modello democratico italiano. La vicenda del terrorismo molto può dire sull'uso dei linguaggi violenti, intorno ad alcune idee di rottura e di lacerazione, e sul modo in cui le parole creano i percorsi di una comunicazione che coinvolge, a diversi livelli, soggetti e gruppi significativi della popolazione italiana. Per la formazione delle giovani generazioni questo impegno di ricostruzione critica è di fondamentale importanza. È del resto significativo che, su tali questioni, siano proprio i giovani studiosi, come il presente libro pienamente conferma, coloro che oggi si mostrano capaci degli interventi e dei contributi più originali.
Chiarelettere, 2014
Abstract: Questo è un viaggio attraverso la borghesia italiana che si fece conquistare dal sogno e dal fascino della rivoluzione. Stiamo parlando dei tempi delle Br e di tutto quel dissenso extraparlamentare che non riusciva ad avere nel paese un'espressione politica. Ma che invece aveva una visibilità culturale importante. Questa società è oggi al potere ma non ha fatto i conti con quel passato.
Vi aspettavo / a cura di Antonella Mascali ; prefazione di Gian Carlo Caselli
Chiarelettere, 2014
Abstract: Questo libro raccoglie le ultime parole di servitori dello Stato. Il testamento spirituale di magistrati, investigatori, uomini che hanno fatto politica, sacerdoti, giornalisti, avvocati, che per non aver mai arretrato nel loro compito, anche se avevano chiara la percezione dell'isolamento e della morte dietro l'angolo, sono stati uccisi. Il libro riporta documenti, spesso inediti, messi a disposizione dai familiari o depositati in archivi di organi istituzionali. Sono loro i nuovi partigiani della Repubblica italiana. Questo libro è anche un modo per rendergli onore lasciando a loro e solo a loro la parola. Prefazione di Gian Carlo Caselli.
Villorba : Anordest, 2014
Abstract: La storia di Prima Linea, che si è sviluppata lungo l'indefinito crinale tra l'eterogeneo movimento extraparlamentare di sinistra e l'organizzazione clandestina, è un fenomeno ancora poco sviscerato del terrorismo rosso in Italia a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Eppure questa formazione ha svolto un'attività durata sei anni, con una soglia di autentica pericolosità non superiore ai quattro anni, seconda soltanto alle Brigate Rosse, firmando almeno 258 episodi di terrorismo, 923 persone inquisite, 722 uomini e 201 donne, di cui due terzi di età compresa tra i 20 e i 30 anni, provocando una ventina di vittime. Le ragioni? Si può supporre che una di queste derivi dalla sua caratteristica bipolare, com'è stata definita dai suoi fondatori, cioè dalla compresenza al suo interno di un livello clandestino e di uno pubblico. In altri termini, è come se Prima linea fosse rimasta vittima dalla sua natura esasperatamente collettiva, che ne ha corroso l'immagine e reso flebile il messaggio eversivo nella ricostruzione storica. Ciò a differenza del presunto monolitismo delle Brigate rosse, che hanno avuto nell'organizzazione verticistica, occulta e fortemente gerarchizzata, il collante per affermare nell'immaginario collettivo l'idea di autentico partito armato. Un modello di per sé refrattario ai principi di Prima linea sia per la volontà esplicita di essere alternativi alle Br, sia per il suo intento di fondarsi in maniera estensiva su legami interpersonali e amicizie.
Cattolici e violenza politica : l'altro album di famiglia del terrorismo italiano / Guido Panvini
Marsilio, 2014
Abstract: A ridosso del sequestro e dell'omicidio di Aldo Moro da parte delle Brigate rosse, nel 1978, il dibattito sulle origini della lotta armata di sinistra si articolò in diverse e spesso contrapposte posizioni. Rossana Rossanda sul Manifesto sostenne che la cultura d'origine del brigatismo fosse comunista e che le Br condividessero lo stesso album di famiglia del Pci. Ma ci fu anche chi, come Giorgio Bocca, si domandò se le Br non avessero invece una matrice religiosa, da lui individuata nel cattocomunismo. Si poneva, dunque, un problema fondamentale: il nesso tra religione cattolica e violenza politica. Quando non pochi appartenenti alle formazioni armate di sinistra risultarono avere iniziato la militanza rivoluzionaria nell'associazionismo cristiano frequentato anche durante la clandestinità - questo nesso si rivelò in tutta la sua evidenza. Tra i casi più clamorosi, Renato Curcio e Margherita Cagol, provenienti entrambi da un'educazione cristiana. Ma non solo a sinistra: anche l'estremismo e il terrorismo nero si intrecciavano con gli ambienti cattolici tradizionalisti. In questo saggio Guido Panvini fa rivivere il clima e le vicende di quegli anni, in un percorso esaustivo e documentato: dai primi anni sessanta al '77, dalle ricadute post-conciliari al conflitto in fabbrica e ai preti operai, fino agli anni Ottanta.
Milano : SugarCo, 1986
I giorni
Milano : Zolfo, 2022
Le storie ; 30
Abstract: Non solo un diario operativo, quasi un diario di guerra. Sulle auto civetta tra Torino e Bologna, nei pedinamenti estenuanti e forsennati per le vie della Capitale, o sulle tracce dei brigatisti riparati a Parigi. Fino alla fine, all'operazione "Olocausto", una tra le più lunghe imprese investigative della lotta al terrorismo, che spazzò via l'organizzazione eversiva Brigate rosse. Domenico Di Petrillo ci consegna date, nomi, scenari operativi, risultati e arresti. Ripercorre i contorni di un'epoca e la cronaca documentata di un conflitto condotto dal 1978 al 1989: per anni lui, allora tenente colonnello, e gli uomini della Sezione Speciale Anticrimine dei Carabinieri di Roma hanno combattuto un nemico forte di armi, di ideologie distorte e pure di consenso. Una guerra divampata tra fabbriche e università, nelle strade. Da un lato un esercito clandestino affascinato dal mito della P38 e responsabile di un'infinita catena di morti ammazzati; dall'altro le avanguardie istituzionali, un esercito per nulla clandestino eppure costretto a missioni sotto copertura. Ragazzi poco più che ventenni che dovettero costruirsi sul campo un'abilità e una professionalità proprie, per sfidare un fenomeno sconosciuto e sanguinoso, per decrittare volantini e comunicati, per capire sigle, linguaggi e abitudini. Di tutto l'autore ci mette a parte, di durezze e di passioni, di sacrifici e di tensioni; dei silenzi davanti alla stampa, ai cittadini, ai familiari; dell'umanità e dell'onore dei suoi uomini. E soprattutto della memoria delle vittime. Prefazione di Nando dalla Chiesa.
Gli Anni di piombo : terrorismo, stragi e crisi dello Stato
Milano : RCS Mediagroup, 2024
I quaderni de La Gazzetta dello Sport
Fa parte di: Dentro la Storia : un secolo di immagini
Lotta armata e rivoluzionaria nell'Italia repubblicana / Simone Cosimelli
Roma : Newton Compton, 2025
I volti della storia ; 814
Abstract: La storia dell'Italia repubblicana è anche una storia di sangue. Terrorismo, stragismo, lotta armata, violenza politica hanno colpito la fragile democrazia nata dalla Liberazione, lasciando un'eredità che ancora oggi incide sulla vita civile e politica del Paese. I conti mancati con il fascismo, il rischio di scontri esplosivi, i ritardi nella modernizzazione, la strategia della tensione, il terrorismo rosso e nero: in Italia l'uso politico della violenza ha minacciato di rovesciare l'ordine costituzionale raggiungendo un'intensità impensabile nelle altre democrazie occidentali. Di questa lunga scia di dolore Simone Cosimelli ripercorre non solo le tappe, ma anche le origini storiche. Le radici della lotta armata negli anni Settanta affondano nelle lacerazioni della guerra civile e nei rigidi meccanismi della guerra fredda, nei tentativi di bloccare l'evoluzione del sistema politico democratico e nella riappropriazione strumentale del retaggio della Resistenza, oltre che nella drammatica radicalizzazione delle rivolte generazionali che hanno coinvolto l'Europa e l'Occidente intero. Un libro prezioso per capire il passato e far luce sul presente. Terrorismo, stragismo e violenza politica nell'Italia del dopoguerra: una scia di sangue che ha sconvolto e condizionato la vita del Paese. Tra gli argomenti trattati: Dentro e fuori dalla guerra civile; Parola d'ordine: anticomunismo 1960: rivolta e repressione; La democrazia in piazza; Lo squarcio di piazza Fontana; Ombre nere all'orizzonte; Antifascismo militante, anticapitalismo radicale; L'accelerazione delle Brigate rosse; Il fuoco della sovversione.
La forza della democrazia / Corrado Stajano, Marco Fini
Torino : Einaudi, copyr. 1977
Tiro al piccione : una storia del Palazzo di Giustizia / Guido Salvini
Bologna : Pendragon, 2025
Venezia : Marsilio, 2016
Gli specchi ; 272
Abstract: Nel marzo del 1972, un pomeriggio di sabato, Giuseppe Tavecchio, milanese, sessant'anni, pensionato, se ne esce a fare una commissione. A Milano è una giornata di scontri violentissimi tra i manifestanti dell'ultrasinistra e la polizia, con disordini che si protraggono per ore e devastazioni diffuse, incluso l'incendio di alcuni locali della sede del Corriere della Sera in via Solferino. Tavecchio passa dal centro durante una pausa dei tumulti; quando, alle cinque e dieci, insieme ad altri pedoni attraversa piazza della Scala, pare un momento di calma. Se non fosse che all'improvviso, senza alcuna ragione comprensibile, da una camionetta della polizia partono alcuni lacrimogeni verso quel gruppetto di persone inermi. Un candelotto, sparato ad altezza d'uomo, raggiunge al collo Tavecchio, che morirà tre giorni dopo senza aver ripreso conoscenza. È una vicenda tragica, che tutti dovremmo conoscere e ricordare. E invece no; perché uno che muore in questo modo non trova nessuno che abbia interesse a perpetuarne la memoria: ovviamente non lo Stato, che, per averne causato la morte, vuole soprattutto farlo dimenticare; non la politica, perché - se i militanti caduti negli scontri si onorano continuamente nel ricordo - sui passanti ammazzati per sbaglio, inutili alla causa, si sorvola con elegante indifferenza; e non i media, visto che un morto così fa ben poca notizia. Sicché ancora oggi il nome di Tavecchio è pressoché assente nelle cronache di quei giorni, comprese quelle in rete...
Milano : Ares, [1992]
Sagitta. Nuova serie ; 39
Per una storia del terrorismo italiano / Angelo Ventura ; prefazione di Carlo Fumian
Roma : Donzelli, 2010
Abstract: Tra la fine degli anni sessanta e la prima metà degli anni ottanta l'Italia intera fu scossa dal terrorismo politico. Progressivamente sconfitto fino a ridursi a una dimensione marginale e sempre meno in grado di colpire, il terrorismo italiano rimane però uno dei nodi essenziali della nostra storia recente. Non solo esso ha segnato le vicende delle ali più radicali del nostro schieramento politico, ma ha rappresentato un drammatico problema generale per tutte le forze politiche, per lo Stato e per le sue istituzioni, per i suoi corpi di intelligence, di polizia e di giustizia, per gli interi equilibri che ne sono risultati in termini di coesione della compagine nazionale. I saggi di Angelo Ventura, scritti tutti all'inizio degli anni ottanta - nel fuoco più cruento dello scontro - e qui raccolti per la prima volta, sono insieme una testimonianza drammatica di altissimo valore civile e un presupposto indispensabile da cui partire, per chi voglia tentare di costruire oggi una storia del terrorismo italiano. Ventura, professore di Storia contemporanea all'Università di Padova (il luogo forse più denso di trame e di intrecci in quegli anni) pose la sua lucidità di storico al servizio di un'analisi rigorosa del fenomeno, cercando di individuarne nel modo più preciso cause e responsabilità. E per questo motivo pagò di persona il prezzo di un grave attentato.
Milano : Corriere della Sera, 2009
I documenti del Corriere della sera ; 1 - Misteri d'Italia
Abstract: I punti oscuri, aperti a interpretazioni diverse, nella storia delle Brigate rosse, un mistero italiano.
Milano : Corriere della Sera, 2009
I documenti del Corriere della sera ; 2 - Misteri d'Italia
Abstract: Dopo una pausa di circa dieci anni, verso la fine degli anni Novanta la società civile italiana rivive l'incubo degli anni di piombo. Il 20 maggio 1999 Massimo D'Antona viene assassinato. Viene nuovamente rimessa in atto la strategia del colpire lo Stato al cervello, ma chi è che ha la mano armata? Ed allora chi è che torna con le stesse parole, le stesse frasi complicate e pesanti a seminare il terrore senza considerare che dal 1970 il mondo è profondamente cambiato?
Milano : Melampo, 2017
I tascabili ; 3
Abstract: Dalla Torino degli anni Settanta alla Palermo dei Novanta, trentacinque anni di storia italiana attraverso lo sguardo di un protagonista della lotta contro il terrorismo di sinistra e contro la mafia. Due guerre in difesa della democrazia, una vinta (quella contro il terrorismo), una in sospeso (quella contro la mafia). Dal processo ai capi storici delle Brigate rosse al pentimento di Patrizio Peci, dalle stragi di Capaci e via D'Amelio all'arresto di Totò Riina e di decine di altri latitanti, passando per il caso Cossiga/Donat-Cattin e il processo a Giulio Andreotti. In mezzo, il ricordo di tanti, troppi amici che, in questa storia aspra di rischi e di eroismi, combattendo hanno perso la vita.