Trovati 184 documenti.
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Besa muci, 2024
Abstract: Kárhozat, parola ungherese il cui significato è traducibile con “perdizione, dannazione”, raccoglie i reportage geopoetici di Christian Eccher dall’Ucraina in guerra e dai paesi europei limitrofi, anche loro minacciati dai conflitti: Moldavia, Ungheria, Bielorussia, Transnistria, nonché il Kosovo dei giorni drammatici del 2020 e l’Armenia con i russi emigrati per scappare alla chiamata alle armi. Il libro si apre con un reportage dal Sud dell’Ucraina scritto pochi mesi prima dello scoppio del conflitto che testimonia come la guerra abbia cambiato il volto del Paese nel giro di pochissimo tempo. Viaggiando in Bessarabia e a Odessa, Eccher ci fornisce il quadro di un’Ucraina che i media ignorano.
Independence square / Martin Cruz Smith ; traduzione di Sara Crimi e Laura Tasso
Mondadori, 2024
Abstract: È il giugno del 2021 e Arkady Renko è consapevole che la Russia sta pianificando di invadere e successivamente annettere l'Ucraina, come già accaduto con la Crimea nel 2014. Tuttavia, l'ispettore è distratto da altre preoccupazioni: la sua compagna di lunga data, Tatiana Petrovna, lo ha lasciato per dedicarsi al lavoro di reporter investigativa; i suoi superiori corrotti lo hanno relegato a un impiego d'ufficio per tenerlo fuori dai giochi; e, inoltre, una visita medica ha rivelato che i suoi problemi di destrezza e di equilibrio sono i primi sintomi del morbo di Parkinson. Nonostante le questioni personali, Arkady prova un insolito senso di speranza. Nel Paese, infatti, sta nascendo una ribellione, con nuovi valori che si scontrano con i vecchi regimi. La popolazione desidera un cambiamento e il politico Leonid Lebedev sembra l'uomo adatto
Ucraina / fotografie di Stefano Rosselli ; testi di Massimo Recalcati ; prefazione di Nello Scavo
Feltrinelli, 2023
Abstract: Un affresco per immagini della guerra in Ucraina. Una testimonianza che cattura il dolore, il coraggio e la perseveranza di un popolo in lotta per la libertà. “Perché le guerre non hanno alcun senso. Le vite perdute e quelle di chi sopravvive un senso lo trovano nel nostro modo di guardare l’istante eterno di una immagine che sa fare memoria. I fotografi come Stefano Rosselli si spingono là dove nessuno si spinge per costringerci a non dimenticare.” Così Nello Scavo, nella sua Prefazione, introduce le potenti e drammatiche immagini della guerra in Ucraina di Stefano Rosselli, reporter che più di ogni altro col suo obiettivo e il suo sguardo ha saputo e sa fermare in uno scatto il senso perduto dell’umanità in conflitto. Perché la guerra? È la domanda che risuona e risuonerà sempre di fronte alle morti indicibili, al lutto dei famigliari – coloro che restano muti –, al passo lento e allo sguardo vuoto dei profughi in fuga, ma anche – inspiegabilmente – di fronte all’allegria sospesa dei soldati colti in un momento di sollievo al fronte, momenti in cui il cameratismo diventa fratellanza e il dolore della perdita un sorriso amaro. Massimo Recalcati accompagna le immagini di Rosselli con parole che ritraggono i diversi e contraddittori volti della guerra: la devastazione, la sopravvivenza, la fuga, la resistenza, il trauma, la lotta. Sono parole che ci ricordano che gli esseri umani sono, al tempo stesso, capaci di crudeltà intollerabili e di profonda compassione, di barbarie e di tenerezza, di morte e di speranza.
Identità ucraina : storia del movimento nazionale dal 1800 a oggi / Simone Attilio Bellezza
Laterza, 2024
Abstract: L’Ucraina è stata a lungo un territorio conteso tra imperi potenti e in concorrenza tra loro. Eppure, a partire dall’Ottocento si è sviluppata una coscienza nazionale che, dopo il 1989, ha dato senso e identità al nuovo stato indipendente. Dopo le prime teorizzazioni, sarà il fallimento della rivoluzione nazionale del 1917 ad aprire le porte da un lato al patriottismo sovietico elaborato dai bolscevichi e dall’altro a un nazionalismo ucraino della diaspora che nel periodo tra la due guerre si avvicina progressivamente al fascismo e al nazismo. Dopo la Seconda guerra mondiale, l’emigrazione negli Stati Uniti e in Canada costituirà una comunità coesa e influente, capace di svolgere un ruolo significativo quando, con la caduta dell’URSS, nascerà per la prima volta uno stato ucraino indipendente. Proprio a partire da allora, nel 1991, il debole senso di appartenenza nazionale si rafforzerà in parallelo al processo di democratizzazione ed europeizzazione, accentuato dal crescente antagonismo con la Russia putiniana.
Giuntina, 2013
Abstract: Con uno sguardo ironico e affettuoso i racconti di Margarita Khemlin ci introducono nel mondo bizzarro e travagliato degli ebrei ucraini. Irrequieti e originali, i personaggi di questi racconti attraversano il Novecento in un equilibrio precario, quasi galleggiando con il loro bagaglio ebraico nel grande mare sovietico. Scettici e paurosi di ogni cambiamento, si misurano con le piccole vicende quotidiane come con i grandi eventi storici con il medesimo distacco e ironico sarcasmo, tratto del carattere che tuttavia non impedisce loro di fronteggiare la vita con passione e speranza.
Keller, 2014
Abstract: La crisi in Ucraina si sta trascinando da quasi un anno, restando lontana e pressoché incomprensibile agli occhi di noi occidentali. Andrei Kurkov, uno dei più importanti scrittori ucraini di lingua russa, ha sentito il bisogno di scrivere un libro che raccontasse l'Ucraina agli stranieri e li aiutasse a liberarsi dei cliché che spesso giornalisti e politici hanno contribuito a creare sul Paese. Da questa urgenza sono nati i Diari ucraini, una narrazione in presa diretta di quanto è successo nella piazza principale di Kiev dal 21 novembre 2013 alla fine dell'aprile di quest'anno.
Ogni cosa è illuminata / Jonathan Safran Foer
Nuova ed.
Guanda, 2012
Abstract: Con una vecchia fotografia in mano, un giovane studente ebreo americano di nome Jonathan Safran Foer decide di fare un viaggio in Ucraina alla ricerca di Augustine, la donna che (forse) ha salvato suo nonno dai nazisti. Ad accompagnarlo è un coetaneo del posto, Alexander Perchov. detto Alex, che così si presenta nel suo personalissimo linguaggio: Il mio nome per la legge è Alexander Perchov. Ma tutti i miei amici mi chiamano Alex, perché è una versione del nome più flaccida da pronunciare. Mia madre mi chiama Alexi-basta-di-ammorbarmi perché sempre la ammorbo. Insieme ad Alex, che lavora per i Viaggi Tradizione, ci sono anche suo nonno, che a dispetto di una cecità psicosomatica fa l'autista, e una cagnetta puzzolente chiamata Sammy Davis Jr Jr in onore del cantante preferito del capofamiglia. Il racconto del loro viaggio, di una comicità irresistibile, ma a tratti anche straziante, si alterna a capitoli di una vera e propria saga ebraica, attraverso la quale Jonathan ricostruisce, sul filo della memoria famigliare, le vicende di un villaggio dal Settecento fino alla sua quasi totale cancellazione a opera dei nazisti. Un percorso impregnato di vita vera, storie d'amore, vicende tragiche e farsesche. Un romanzo che parla di persone e luoghi che non esistono più, delle verità dolorose che si celano dietro ogni famiglia, della necessità di ritrovare e reinventare di continuo il passato per illuminare il presente e dare un senso al vivere.
Roma : Gruppo editoriale l'Espresso, 2014
Roma : Liberal, copyr. 2004
Abstract: La Grande carestia, l'atroce moria per fame (Holomodor) che, tra il 1932 e il 1933, uccise in Ucraina milioni di persone, non fu fatalità, ma un'operazione di sterminio deliberato, voluta da Stalin per piegare i contadini che resistevano alla collettivizzazione. Questa terribile verità fu a lungo negata, anche nell'Occidente. Quando, nel 1986, lo storico Robert Conquest pubblicò negli Stati Uniti questo libro, il primo completo e sconvolgente atto d'accusa sulle responsabilità del gruppo dirigente sovietico nella tragedia ucraina, non furono pochi a liquidarlo come menzogna controrivoluzionaria. La definitiva conferma delle tesi di Conquest doveva però arrivare proprio dagli archivi dell'ex Urss, aperti dopo il 1989.
Il partigiano Edmond / Aharon Appelfeld ; traduzione di Elena Loewenthal
Guanda, 2017
Abstract: Ucraina, ultimo anno di guerra. Sfuggito per un soffio alla deportazione, Edmond a diciassette anni è entrato in una banda di partigiani ebrei capeggiata dal carismatico Kamil. Gli addestramenti quotidiani, la vita comunitaria, le incursioni per procurarsi viveri e armi lo hanno irrobustito nella mente e nel corpo, facendo del liceale di buona famiglia, scombussolato dai primi turbamenti amorosi, un uomo pronto a fronteggiare la morte e - quel che per certi versi sembra ancora più difficile - le proprie radici e i ricordi: la fede degli avi, il distacco dai genitori e la distanza emotiva, l'indifferenza nei loro confronti nell'ultimo periodo trascorso insieme, che ora gli appare imperdonabile. Stare con i partigiani di Kamil - fra i quali spiccano per la luminosa umanità il vicecomandante Felix, nonna Tsirel, la cuoca Tsila, il gigante Danzig, che si occupa con infinita tenerezza di un trovatello, e tanti altri - significa riscattarsi, riguadagnare uno scopo che renda la vita sopportabile e degna di essere vissuta: proteggere i più deboli, salvarli, votarsi a loro con dedizione assoluta, dissipare almeno un poco la tenebra in cui il mondo sembra immerso. Dopo essersi temprato nella terra dell'acqua, una regione paludosa perfetta per la guerriglia contro gli occupanti tedeschi, il gruppo intraprende infine la lunga ascesa verso la vetta, il luogo ideale per mettersi in sicurezza e realizzare l'obiettivo più ardito: far deragliare i treni destinati ai lager, in attesa di poter tornare a casa.
Ucraina : la guerra che non c'è / Andrea Sceresini, Lorenzo Giroffi
Nuova ed.
Baldini+Castoldi, 2015
Abstract: Estate 2014. La guerra che non c'è. Un reportage esclusivo, scritto da due giovani e coraggiosi giornalisti italiani che per mesi hanno vissuto lungo le due sponde del fronte. Da Donetsk a Lugansk, passando per Kiev, un'odissea fra trincee, battaglie e posti di blocco, miliziani dal volto umano, ufficiali alcolizzati e cocainomani, volontari di mezza Europa ubriachi di ideologia, bombardamenti e bordelli militari. L'obiettivo, osservare il vero volto della guerra: senza pregiudizi né retorica, ma con lo spirito un po' incosciente di chi cerca la verità. Il risultato: una lunga carrellata di ritratti, storie e destini, nel solco dei reportage di guerra alla Terzani e Fallaci, che spiegano le contraddizioni della Storia attraverso i romanzi individuali. Un reportage ed una cronaca di viaggio del 2015 dei due giornalisti freelance Andrea Sceresini e Lorenzo Giroffi.
Antimaidan : i motivi del genocidio del popolo dell'Est Ucraina / Max Bonelli
Armando, 2015
Abstract: La cronistoria della rivolta di Euromaidan del 2013 avvenuta a Kiev e la successiva contro-rivolta delle regioni del Sud-Est Ucraina. Vengono riportati la descrizione degli avvenimenti da parte dei principali media italiani e impressioni dell'autore che ha vissuto i fatti in prima persona. Nello svolgersi del libro si delineano le conseguenze economiche, storiche e politiche di questo conflitto e il ruolo fondamentale delle organizzazioni neonaziste e nazionaliste nella rivolta di Euromaidan e i loro legami con le associazioni di estrema destra europee.
Milano : Pgreco, 2017
Abstract: Arruolato nell'Armata rossa nel 1920, Aleksei Fiodorov è combattente nella Guerra civile russa e, dopo l'invasione da parte della Germania nazista, diventa il comandante di una formazione partigiana nell'Ucraina occupata. Frutto della sua esperienza sul campo, Il comitato clandestino al lavoro, scritto nel 1954, è la storia romanzata dell'epopea di questa grande guerra patriottica. Un'opera che va ben oltre il libro di memorie di guerra, la cui narrazione ripercorre la lotta delle forze partigiane ucraine dal 1941 al 1944, dal lavoro di sabotaggio all'azione politica e militare svolta dai partigiani nei territori occupati dal nemico.
Pentàgora, 2018
Abstract: Nel grande libro dei genocidi e delle atrocità contro i popoli, scritto con dedizione per tutto il XX secolo, un posto va riservato allo sterminio dei contadini ucraini che non si erano piegati alla collettivizzazione forzata, condannati alla fame dal regime sovietico negli anni 1932-33. C'è chi riferisce due milioni di morti, chi molti di più. Holodomor (morte per fame) è il nome corrente di questa tragedia, ancora misconosciuta in Italia. La racconta Vasyl' Barka, poeta, scrittore ucraino, testimone diretto, nel romanzo Il principe giallo attraverso la storia di una famiglia.
Sistema Ucraina / Alessandro Figus ; presentazione di Roberto Valle ; prefazione di Maurizio Melani
Eurilink, 2017
Abstract: Sistema Ucraina, che era già stato oggetto nella prima edizione di un approfondito studio da parte dell’autore, affronta una serie di passaggi storici necessari alla comprensione del presente e del futuro dell’Euroasia. Dal punto di vista strategico l’Ucraina, così come la Moldova, assume così un’importanza fondamentale e rappresenta la reale frontiera tra gli slavi e i turchi, tra l’islam e i cristiani. Alessandro Figus, grande conoscitore di questo mondo, continua la serie sui paesi dell’Est e illustra con precisione, in un momento di grande incertezza e di difficoltà per molti sistemi politici ed economici sorti dalla dissoluzione dell’Impero sovietico, la società complessa ucraina, Proprio in Ucraina vi sono stati grandi sforzi per superare la sua cronica instabilità economica, di fatto riflessa anche sulla vita politica interna, postasi alla ribalta internazionale con la rivoluzione arancione. In tale ottica la successiva accusa al suo simbolo Julia Timoshenko, ha accentuato il dilemma ucraino della scelta tra l’Unione Europea e il ritorno all’influenza russa. La recente crisi politico-istituzionale, l’annessione della Crimea alla Russia e la guerra civile ancora in corso non hanno sciolto il dubbio.
Uno zaino, un orso e otto casse di vodka / Lev Golinkin ; traduzione di Stefano Travagli
Baldini&Castoldi, 2017
Abstract: Una storia coinvolgente nella quale si intrecciano due viaggi: una famiglia di rifugiati ebrei che fugge dalle persecuzioni e un giovane uomo che tenta di ricomporre i pezzi del proprio passato. Alla fine della Guerra Fredda, Lev Golinkin e la sua famiglia attraversarono il confine sovietico con appena dieci valigette, 600 dollari e la vaga promessa di aiuto, una volta giunti a Vienna. Aveva nove anni. Tempo dopo, Lev, oramai diventato un adulto americano, decide di ripercorrere il viaggio della sua famiglia, ritrovare gli sconosciuti che combatterono per la sua libertà e costruire il suo futuro, attraverso la comprensione del suo passato. La vivida, perturbante, comica e intensa storia di un bambino negli ultimi, confusionari e spaventosi dieci anni di vita dell'Unione Sovietica è anche la storia di Lev Golinkin, americano che si confronta, finalmente, con il suo passato sepolto. Torna in Austria e nell'Europa dell'Est per rintracciare gli sconosciuti che hanno reso possibile la sua fuga... e ringraziarli. Scritta con un umorismo pungente e con un'onestà emozionante - uno stile simile a Gary Shteyngart, Jonathan Safran Foer e Davis Bezmozgis - questa è una storia di fuga e di sopravvivenza, sul potere dell'odio e sulla ricerca di un'appartenenza. Un debutto ribelle, selvaggio e intelligente che segna l'ingresso di una nuova voce nella letteratura americana.
CG, 2017
Abstract: Isidoro, detto Easy, ha 35 anni, molti chili di troppo e una bella depressione: vive con la madre e passa il tempo davanti alla Playstation. Poi, però, qualcosa cambia: il fratello gli chiede di riportare a casa lo sfortunato operaio Taras, morto per un incidente sul lavoro, trasportando la sua bara fino in Ucraina. Niente di complicato, sulla carta, ma Isidoro è Isidoro e un lungo viaggio attraverso i Carpazi può rivelarsi davvero insidioso. Soprattutto alla guida di un carro funebre!
Quaderni ucraini : memorie dai tempi dell'URSS / Igort
Milano : Mondadori, 2010
Abstract: I Quaderni ucraini sono la prima parte di un dittico consacrato ai paesi dell'ex Unione Sovietica. L'autore ha trascorso in tutto quasi due anni in Ucraina e in Russia, raccogliendo pazientemente le parole dei testimoni e dei sopravvissuti di un passato terribile che oggi si trovano a essere gli smarriti protagonisti di un presente ancora più incerto. In brevi capitoli, Igort ridà vita ai ricordi degli ucraini, ci porta con sé a riscoprire un periodo cruciale della storia del XX secolo e ci aiuta a comprendere meglio la situazione di un infelice paese dove un presente inquietante si è sostituito alla terribile eredità staliniana, dove gli omicidi hanno preso il posto dei gulag e la corruzione dilaga. Senza rinunciare all'inconfondibile e brillante eleganza del suo tratto, Igort ha saputo metterlo completamente al servizio delle parole confidate e raccolte, trascrivendo con intelligenza, umanità e rispetto il racconto delle persone in carne e ossa che ha incontrato durante i suoi soggiorni nell'ex URSS. Un libro partecipe che inevitabilmente finisce per cercare di rispondere - sulla base dell'esperienza quotidiana di quei mille invisibili protagonisti della storia che sono gli uomini e le donne comuni - alla domanda: a vent'anni dalla caduta del Muro cosa resta di questa feroce epopea fatta di grandi speranze e di immani tragedie collettive? Raccontando e disegnando in tempo reale la cronaca dolorosa del presente: una guerra in corso, non dichiarata dalla Russia di Putin ma non per questo meno spietata. Le nuove storie di questa edizione sono state realizzate in diretta. Ascoltando i blogger, parlando con i parenti delle vittime, verificando, aggiornando i fatti. Per restituirci volti e voci, l'umanità della gente semplice che resiste nonostante tutto. Un post scriptum alla storia dell'Ucraina, un'inedita forma di reportage giornalistico. Dove il disegno svela le vite umili e nascoste, trasmette le emozioni, illumina le zone d'ombra che la parola scritta non può raccontare. «Al principio l'Ucraina era per me qualcosa di indistinto, una nuvola appartenente al firmamento sovietico. Poi ho cominciato a frequentarla e i nomi esotici che sentivo in casa sin dall'infanzia divennero paesaggi concreti. Come è stata la vita durante e dopo il comunismo da queste parti? Me lo domandavo sinceramente. Trascorsi due anni nei paesi dell'ex Unione Sovietica, fermando le persone. per strada e chiedendo a quegli sconosciuti di raccontarmi la loro storia. Mi resi conto in breve che la vita non era stata tenera, che molti di loro erano testimoni e sopravvissuti di un genocidio che ancora oggi fatica a essere ricordato.» (Igort)