Trovati 183 documenti.
Trovati 183 documenti.
Il sacrificio di Éva Izsák / Januaria Piromallo
Chiarelettere, 2014
Abstract: Quella della giovane ebrea ungherese Èva Izsàk, fatta suicidare nell’estate del 1944 a diciannove anni e mezzo, è una storia vera. Una storia atroce, perché a decretare la sua morte è stato chi l’avrebbe dovuta proteggere: Imre Lipsitz, ventiduenne, che qualche anno dopo cambierà nome e diventerà Imre Lakatos, il famoso filosofo erede di Popper. Èva si fidava di lui e degli altri resistenti perché era come loro. Erano tutti giovani, molti di famiglia ebrea, in fuga dai nazisti, comunisti, si chiamavano “compagni” e si preparavano a costruire la nuova Ungheria.Fu il filosofo Imre Toth, nel 2.006 a Parigi, a raccontare questa storia a Januaria Piromallo e a donarle il manoscritto II monumento di parole per Èva perché lei la raccontasse a sua volta. Januaria ha raccolto fonti, cercato negli archivi. Insieme al manoscritto (da cui sono tratti i corsivi di questo libro), sulla sua scrivania si sono impilati testi storici, saggi, articoli e foto dell’epoca. Ma le testimonianze ufficiali, se sono sufficienti a dare una versione dei fatti, non bastano a comprenderli.Ed è per comprendere che Januaria ha trasformato questa storia in un romanzo. Riempiendo i vuoti con l’immaginazione, sforzandosi di intuire i contorni delle cose anche lì dove le ombre erano troppo fitte per poterli scorgere.
Sissi. Il destino di un'imperatrice / Romy Schneider, Karlheinz Böhm
Versione rimasterizzata
Kock Media, [2013]
Abstract: Il matrimonio tra Sissi e Francesco Giuseppe è molto felice: i due hanno una graziosa figlioletta. Mentre impellenti affari di Stato costringono l'imperatore a Vienna, Sissi si reca in Ungheria con la piccola principessa Gisella. In questo viaggio ha un colloquio con il conte rivoluzionario Bathyani, al fine di convincere quest'ultimo dell'atteggiamento positivo dell'imperatore nei confronti dell'Ungheria.
Marsilio, 2016
Abstract: Sono passati dodici anni dall’insurrezione del 1956. In un piccolo paese del nord-est dell’Ungheria, mentre la sua famiglia lotta giorno dopo giorno per sopravvivere agli stenti e alla discriminazione, un bambino di undici anni cerca di fuggire al freddo e alla fame immaginando un universo proprio governato dai numeri primi, e intanto osserva le persone che gli sono intorno. Quello che vede è un girotondo infernale, l’universo crudo e ottuso di un popolo traumatizzato dalla guerra, dal gulag, dal nuovo regime che ha espropriato le terre, e che, ormai privato di tutto, si aggrappa con la violenza a un’identità che forse non ha mai posseduto.
Melancolia della resistenza / Laszlo Krasznahorkai ; traduzione di Dora Mészaros e Bruno Ventavoli
Zandonai, 2013
Abstract: L'arrivo in piena notte di un circo che esibisce il corpo di una gigantesca balena diffonde un'ondata di gelo e di timori tra gli abitanti di una cittadina ungherese scossa da una catena di funesti accadimenti. Una schiera di misteriose figure sta per mettere a ferro e fuoco la città terrorizzata che rischia di sottomettersi a un grottesco Movimento per la Pulizia e l'Ordine. Su questo scenario si staglia una galleria di personaggi indimenticabili: la crudele signora Eszter, che architetta la sua avida scalata al potere e Valuska, eroe sfortunato con la testa fra le nuvole, la sola anima pura che si aggiri tra queste pagine. A questa situazione di catastrofe incombente László Krasznahorkai contrappone una macchina narrativa di stupefacente bellezza e profondità, una rappresentazione dell'apocalisse fondata sulla sproporzione e sull'allegoria, una scrittura infallibile che trascina il lettore in un vortice ammaliante. Melancolia della resistenza - da cui Béla Tarr ha tratto il film cult Le armonie di Werckmeister, su sceneggiatura dello stesso Krasznahorkai - ha raccolto gli elogi di Imre Kertész, W.G. Sebald e Susan Sontag che ha definito il romanzo un'anatomia della desolazione nella sua forma più spaventosa e un commovente manuale per resistere a quella desolazione.
Ungheria : la costruzione dell'Europa di Versailles / Alessandro Vagnini
Carocci, 2015
Abstract: Il volume affronta le vicende dell'Ungheria nel decennio che va dalla fine della Grande Guerra alla stipula del trattato di amicizia con l'Italia fascista. Attraverso l'intreccio delle fonti diplomatiche delle principali potenze europee e grazie al contributo dei materiali dell'Archivio dello Stato Maggiore Esercito e dell'Archivio di Stato Ungherese, sono ricostruite le tappe di un complesso gioco politico che vede l'Ungheria al centro delle rivalità per l'egemonia nell'Europa danubiano-balcanica. Emergono così i reali rapporti di forza tra le potenze europee e i paesi di nuova formazione, le difficoltà nell'applicazione di un trattato di pace particolarmente duro e i tentativi messi in atto dal governo magiaro per aggirare vincoli e controlli imposti dagli Alleati. Nell'ultima parte del lavoro si presenta poi un quadro dei tentativi ungheresi di reinserirsi in una normale dinamica diplomatica, attraverso un'impegnativa lotta politica interna volta a consolidare l'autorità del governo e della maggioranza parlamentare e cercando insistentemente il sostegno dell'Italia.
Tsunami, 2016
Abstract: Nel secondo dopoguerra l'Europa ha vissuto anni difficili, segnati dalla contrapposizione ideologica e politica tra i paesi dell'Ovest e quelli dell'Est. Ma in quegli stessi anni, anche al di là della Cortina di Ferro, è esplosa la musica rock: una forma culturale universale, fino ad allora sconosciuta, che prendendo le mosse da Elvis Presley e dai Beatles si è incarnata in innumerevoli forme realmente rivoluzionarie, come beat, psichedelia e progressive, catalizzando l'energia e la creatività di milioni di giovani in tutto il mondo. Questo libro racconta per la prima volta le vicende di coloro che, tra mille difficoltà, cercarono di proporre musica rock negli anni '60 e '70 nei paesi che nel dopoguerra finirono sotto l'influenza comunista dell'Unione Sovietica e afferirono al Patto di Varsavia: Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, Repubblica Democratica di Germania, Polonia e Bulgaria. Una storia fatta di battaglie quotidiane con le autorità e con la censura, punteggiata di ostacoli duri da superare e di lotte burocratiche contro un sistema ottuso e conservatore, ma anche e soprattutto una storia di successi e di grandi realizzazioni artistiche.
Partenza e ritorno / Gyorgy Konrad ; traduzione dall' ungherese di Andrea Renyi
Keller, 2014
Abstract: Questo romanzo autobiografico è la storia di una giovinezza, quella del grande scrittore e intellettuale ungherese György Konrád, e allo stesso tempo la storia di un popolo e di una nazione. "Partenza e ritorno" ci regala l'affresco di un'Europa ormai scomparsa nelle fiamme del Novecento e anche il cammino che, tramite la scrittura e la memoria, porta dritto a una dimensione privata che diventa condivisa e universale. Uno stile diretto ed essenziale per un romanzo che ci prende per mano, ci trasporta nella campagna ungherese durante il nazismo, ci fa camminare di fianco al giovane Konrád e respirare l'atmosfera unica e indimenticabile della Mitteleuropa, la dissoluzione degli stati e degli imperi, la guerra, l'Olocausto, il comunismo, la perdita della libertà e soprattutto la capacità di resistere per contribuire a costruire quella che è l'Europa in cui viviamo.
1956 : Budapest : i giorni della rivoluzione / Enzo Bettiza
Mondadori, 2007
Abstract: A Budapest il 23 ottobre del 1956 studenti e operai scendono in piazza reclamando riforme che garantiscano la completa destalinizzazione del paese. Le autorità sovietiche designano un nuovo primo ministro, Imre Nagy, e un nuovo ministro degli esteri, Janos Kadar, nel tentativo di calmare gli animi di quelli che definiscono hooligans. Viene poi liberato il cardinale Mindszenty, la più autorevole voce antisovietica, ma il 31 la situazione precipita. Nagy annuncia il ritiro dell'Ungheria dal Patto di Varsavia, Kadar prende le parti dei sovietici che il 4 novembre intervengono con estrema brutalità per reprimere le manifestazioni. Centinaia di carri armati invadono le vie di Budapest, i morti sono più di 10.000, i feriti, i deportati e i dispersi sono forse altrettanti e più di 200.000 riparano in Occidente. Bettiza rievoca quegli eventi e ne ricostruisce i drammatici effetti sui partiti di sinistra occidentali, mentre si sofferma a descrivere i due maggiori protagonisti della tragedia: Nagy che non cedette ai ricatti dei sovietici, e Kadar che tradì il proprio popolo consegnandolo agli aggressori di Mosca.
Lo specchio turco / Viktor Horváth ; traduzione di Amedeo Di Francesco
Imprimatur, 2016
Abstract: Questo romanzo trasporta il lettore in un viaggio avventuroso attraverso l'Ungheria del XVI secolo, quando una parte del Paese apparteneva al sultanato del glorioso Solimano il Magnifico, terra di confine instabile tra l'Oriente e l'Occidente. Ne è protagonista un ragazzo turco, Isa, appartenente alla più alta aristocrazia della città di Pécs. Attraverso le sue avventure, la narrazione scivola gradualmente nel mondo delle Mille e una notte, dove negli harem si celano affascinanti donne velate, nei giardini abbondano pesche e datteri, per le vie risuona il canto del müezzin, mentre i fitti boschi e le valli selvagge sono infestati da briganti pronti a tutto, anche ad attaccare i numerosi castelli ungheresi sparsi lungo la frontiera. La storia rende in maniera esemplare lo spaccato di un'epoca in cui profondi furono gli stravolgimenti degli usi e costumi apportati dagli ottomani nella regione. Centrale è la funzione della religione, in un'ottica di sincretismo davvero straordinaria: l'autore è fermamente convinto che il Corano e la Bibbia non si possano leggere separatamente.
17. ed.
Feltrinelli, 2012
Abstract: Una storia vera, simile a un romanzo di avventure: l'incredibile vicenda del commerciante padovano Giorgio Perlasca (1910-1992) che, nell'inverno del 1944, a Budapest, riuscì a salvare dallo sterminio migliaia di ebrei, spacciandosi per il console spagnolo. Era stato un fascista entusiasta e aveva combattuto in Spagna come volontario per Franco. L'8 settembre 1943 lo trovò lontano da casa, ricercato dalle SS. Avrebbe potuto mettersi in salvo, decise di rischiare la vita. Dal suo Diario, che costituisce uno dei capitoli del libro, emerge l'azione straordinaria di un uomo solo, aiutato da uno sparuto gruppo di persone, che sforna documenti falsi, realizza e difende otto case rifugio, trova cibo, inganna nazisti tedeschi e ungheresi. Un organizzatore geniale e un magnifico impostore. Poi, il ritorno a casa e un silenzio durato quasi mezzo secolo, fino alla sua scoperta, merito di un gruppo di donne, ebree ungheresi, ragazzine all'epoca della guerra, che gli devono la vita. È stato onorato come eroe e uomo giusto in Ungheria, Israele, Stati Uniti, Spagna, e infine, grazie a questo libro, uscito vent'anni fa, anche in Italia.
L'altra Eszter / Magda Szabò ; traduzione di Bruno Ventavoli
Torino : Einaudi, 2010
Abstract: È un lungo sfogo, crudele e pieno di astio, quello con cui Eszter, fra le più affermate attrici teatrali nell'Ungheria del secondo dopoguerra, si rivolge a Lórinc, il grande amore della sua vita. Astio che ha motivazioni antiche perché Eszter è figlia di due persone legate da una passione profonda, ma proprio per questo esclusiva ed escludente; perché pur di origini aristocratiche e di vecchia cultura mitteleuropea la famiglia è poverissima e lei subisce tutte le frustrazioni legate a questa condizione; perché, infine, la sua compagna di scuola e di giochi è Angela Graff, incarnazione di tutto ciò che lei non è - bella, amabile e soave - e di tutto ciò che non può avere: una famiglia ricca e armoniosa, un fratello eroe, vestiti decenti, scarpe comode (non quelle tagliate in punta ereditate dalla zia Irma). E su Angela che si concentrano l'odio e la gelosia di Eszter: sentimenti tanto radicati da indurla a compiere azioni moralmente inaccettabili, come quando dal giardino della compagna porta via un giovane capriolo da lei teneramente amato e ne provoca - chi sa quanto inavvertitamente - la morte. Sarà cosi per tutta la vita: perché quando Eszter, ormai famosa, si innamora, lo farà proprio del marito della candida Angela che non comprende niente, non vede niente, non si accorge neanche per un istante come la sua amica provi l'incessante bisogno di vederla soffrire e non riesca a reprimere il desiderio di ucciderla.
Milano : Feltrinelli, 1978
I nuovi testi ; 148
Ungheria / edizione scritta e aggiornata da Steve Fallon, Anna Kaminski, Caroline Sieg
4. ed. italiana
EDT : Lonely Planet, 2013
Abstract: Foto, i consigli degli autori e la vera essenza dei luoghi. Personalizza il tuo viaggio: gli strumenti e gli itinerari per pianificare il viaggio che preferisci. Scelte d'autore: i luoghi più famosi e quelli meno noti per rendere unico il tuo viaggio. In questa guida: Primo viaggio in Ungheria; A tavola con gli ungheresi; I vini dell'Ungheria; Attività all'aperto.
Canone inverso / Paolo Maurensig
Milano : OscarMondadori, 2011
Abstract: Il canone inverso è nel linguaggio tecnico musicale, una forma di fuga molto più complessa, perché non è basata sulla ripetizione dello stesso tema. A Vienna per la stagione concertistica, il narratore della storia incontra un suonatore ambulante in una taverna di Grinzing. Un po' per scherzo, un po' per scherno, gli chiede un pezzo difficilissimo: una ciaccona di Bach. L'ambulante la esegue alla perfezione, stende il cappello e riceve una ricca mancia dallo stupito ascoltatore. Il giorno dopo lo scrittore incontra di nuovo il singolare musicista che gli rivolge una domanda: ha mai raccontato una storia ambientata nel mondo della musica? Lui ne conosce una forte e misteriosa: una storia terribile. In seguito a quali disavventure un artista eccelso si è ridotto a trascinare per bettole e osterie un talento che avrebbe potuto aprirgli i palcoscenici dei teatri più celebri del mondo? Qual è la forza terribile che è entrata nella sua vita? Maurensig costruisce un'avventura in cui le sorprese, i trasalimenti, i colpi di scena non sono puri espedienti narrativi, ma simboli drammatici dello scontro tra le inquietudini, la delicatezza delle anime individuali e la ferocia della storia di questo secolo.
La ragazza del treno d'oro / Ayelet Waldman ; traduzione di Roberta Zuppet
Rizzoli, 2013
Abstract: Maine, 2012. Jack Wiseman sta morendo di cancro, e sua nipote arriva da New York per assisterlo durante le ultime settimane di vita. Trent'anni, una massa di riccioli ramati e un'indole impulsiva, Natalie sembra aver perso la bussola dopo il divorzio dal marito Daniel, fino a licenziarsi dallo studio legale in cui lavorava. Qualche giorno prima di morire, però, il nonno le affida un incarico che sembra risvegliare in lei il desiderio di mettersi in gioco: riconsegnare al legittimo proprietario un ciondolo di cui era entrato in possesso alla fine della Seconda guerra mondiale. Quando, giovane tenente dell'esercito americano a Salisburgo, aveva ricevuto mandato di proteggere un treno carico di beni degli ebrei ungheresi sottratti dai nazisti durante l'Olocausto. Comincia così un viaggio tra presente e passato fatto di segreti, inganni e amori, nel quale sfilano un'impetuosa ragazza sopravvissuta ad Auschwitz, la figlia di una ricca famiglia di Budapest impegnata nella lotta per il diritto di voto alle donne, una suffragetta minuscola di statura e grande di spirito, l'epopea tragica e piena di speranza degli ebrei tra l'Europa centrale e la Palestina.
L'incisione originale in Ungheria / Luigi Servolini
Bologna : Fiammenghi, 1953
Cinema magiaro : l'uomo e la storia
Venezia : Marsilio, 1982
Ricerche ; 100 - Nuovocinema Pesaro ; 11
Il ponte invisibile / Julie Orringer ; traduzione di Cristiana Mennella e Alessandra Montrucchio
Torino : Einaudi, 2012
Abstract: András Levi è uno studente ebreo ungherese arrivato a Parigi con una borsa di studio per l'École speciale di architettura. Tutto quel che ha con sé è una misera valigia e una lettera che, a Budapest, gli hanno chiesto di recapitare a una certa Klára Morgenstern. È l'inizio, tra András e Klára, di una storia d'amore che li sosterrà entrambi, fatta di totale dedizione reciproca e della speranza cieca di un futuro insieme, contro ogni evidenza e avversità. Ben presto infatti, anche a Parigi, si comincia a sentire l'eco minacciosa della guerra e alla fine della sua seconda estate in Francia, ad András viene revocata la borsa di studio. Il ragazzo è costretto a tornare in Ungheria e a separarsi da Klára. Non è certo un festoso ritorno a casa, ma l'inizio di una lunga odissea.
Feltrinelli, 2012
Abstract: Esterházy resuscita la madre perché racconti la sua amicizia o sarebbe meglio dire flirt con il dio del pallone Puskás, sfruttando così l'occasione per fare un ritratto di due eventi fondamentali della storia ungherese: la rivolta anti-sovietica del '56 e la leggendaria nazionale magiara del '54. Due miti, due sconfitte, due rivoluzioni perse. Esterházy ci riporta a un'epoca romantica del calcio, quand'era infarcito di leggenda e morale, quand'era l'unico modo per sognare un avvenire diverso, o semplicemente l'unico sfogo per dimenticare povertà e sofferenza. Unire in un'autobiografia romanzata la figura aristocratica di Lili Esterházy con il mito Ferenc Puskás è un modo per fare un'apologia del calcio, nella sua dimensione estetica e in quella politica. Il calcio come evasione totale dall'asfissia della dittatura, il calcio come vita parallela per fuggire dalla paura. Piccoli aneddoti che raccontano la sopravvivenza, la resistenza del popolo ungherese. Non c'è arte è un romanzo dove si passa con semplicità disarmante dal dolore al sorriso, dalla paura della dittatura alla gioia di una partita di pallone.