Trovati 460 documenti.
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Nuova ed. ampliata
Elèuthera, 2025
Abstract: L’intelligenza artificiale generativa sta entrando nelle nostre vite quotidiane non solo attraverso le sue applicazioni più specialistiche, ma integrandosi negli smartphone o nei motori di ricerca, vale a dire negli strumenti che utilizziamo tutti i giorni per accedere al sapere e per comunicare. Coloro che la sviluppano, ma anche molti analisti, la ritengono una delle tecnologie più rivoluzionarie mai inventate, capace di realizzare il sogno di produrre macchine intelligenti quanto e più di noi, con tutte le conseguenze utopiche – ma anche distopiche – che questo comporta. Tuttavia, sono sempre più insistenti le critiche che si sollevano verso questo modo di interpretare l’intelligenza artificiale, che sembra piuttosto il frutto di un’abile campagna di comunicazione volta a farcene sovrastimare il valore e le capacità. E allora, anziché esercitare la nostra immaginazione prefigurando un avvenire fantascientifico poco realistico, è molto più importante capire come funziona davvero l’IA generativa e quali sono gli spinosi problemi che pone già oggi. Problemi che, se non verranno adeguatamente affrontati, non potranno che acuirsi.
Milano : C.U.S.L., 2006
Humanae litterae ; 12
La civiltà romana oltre i confini dell'impero / Mortimer Wheeler
Torino : Einaudi, 1963
Milano : Edizioni ambiente, 2024
Annuari
Abstract: Il rapporto ecomafia 2024 scrive una nuova pagina del lavoro di ricerca contro la criminalità ambientale avviato trent’anni fa da Legambiente. Il volume presenta i dati raccolti dalle Forze dell’Ordine e dalle capitanerie di porto sugli ecoreati in Italia nell’ultimo anno. Raccoglie le testimonianze di chi indaga e fornisce l’analisi dettagliata delle principali inchieste. Dal ciclo illegale del cemento a quello dei rifiuti (quest’anno con un focus sugli e-waste, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). Dai crimini contro gli animali, come il traffico internazionale di specie protette, ai reati che danneggiano reperti archeologici, fino al commercio illegale di gas refrigeranti.
Come distruggere il capitalismo della sorveglianza / Cory Doctorow ; traduzione del Gruppo Ippolita
Mimesis, 2024
Abstract: Da qualche tempo abbiamo appreso che esiste un problema chiamato “capitalismo della sorveglianza”, cioè il business del controllo, dell’estrazione e della vendita dei dati degli utenti che è esploso con l’ascesa dei giganti tecnologici Google, Apple, Facebook e Amazon. E se il capitalismo della sorveglianza non fosse un capitalismo disonesto o una svolta sbagliata presa da alcune aziende deviate? E se il sistema funzionasse esattamente come previsto e l’unica speranza di ripristinare un web libero fosse quella di combattere direttamente il sistema stesso? Doctorow sostiene che l’unica possibilità che abbiamo è distruggere i monopoli che attualmente costituiscono il web commerciale così come lo conosciamo, per tornare a un web più aperto e libero, in cui la raccolta predatoria dei dati non sia un principio fondante.
Codice, 2021
Abstract: L’espressione “intelligenza artificiale” richiama di solito un immaginario scientifico (e fantascientifico) fatto di robot, supercomputer e tecnologie più o meno avanguardistiche; un mondo che ha un impatto massiccio su di noi, ma che resta sostanzialmente distaccato. Anthony Elliott ci invita invece a osservare l’intero fenomeno con altri occhi. L’intelligenza artificiale è una questione che oggi riguarda non solo la scienza ma la società nel suo complesso. Non è un fenomeno tecnico e tecnologico: è un fenomeno a tutti gli effetti culturale e sociale, una condizione pervasiva del presente. Insomma, non è il futuro: è il qui e ora. L’IA «influenza gli stili di vita e la sfera privata delle persone, trasforma le organizzazioni, i sistemi sociali, gli Stati-nazione e l’economia globale. L’IA non è un progresso della tecnologia, bensì una metamorfosi di tutte le tecnologie». Senza indulgere nel tecno-ottimismo e senza farsi trascinare da visioni pessimistiche, Elliott indaga le enormi potenzialità così come gli enormi rischi insiti in questo intreccio di sistemi digitali e società, offrendo al lettore, attraverso il filtro della sociologia, uno sguardo lucido e inedito sul nostro presente. E sul nostro futuro.
Pacini : Fondazione Aglaia, 2023
Abstract: Le riforme del Codice dei beni culturali avviate nell'ultimo decennio hanno generato un ampio confronto, non solo fra gli addetti ai lavori. In particolare la liberalizzazione dell'uso delle immagini del patrimonio culturale pubblico per fini di studio, ricerca e libera manifestazione del pensiero, introdotta nel 2014 (c.d. Art bonus), ha suscitato una presa di coscienza dell'importanza della percezione della pubblicità del patrimonio da parte della popolazione italiana. Il dibattito si è quindi esteso a considerare l'ipotesi di libero riutilizzo delle riproduzioni di beni culturali, anche per quelle finalità commerciali rimaste sinora escluse dal regime di liberalizzazione. Al centro di questo volume, nel quale sono pubblicati gli atti dell'omonimo convegno promosso dalla Fondazione Aglaia (Firenze, 11/06/2022), si collocano interrogativi di stringente attualità: ha senso oggi porre limiti, in piena era digitale, alla diffusione delle immagini del patrimonio culturale pubblico? Come impedire l'uso di un bene immateriale che appartiene a tutti? E, soprattutto, perché? Nella prima parte del volume sono chiamati a misurarsi con questo tema giuristi, economisti, rappresentanti dell'università, del ministero e dell'associazionismo, mentre la seconda parte raccoglie esperienze tratte dall'imprenditoria culturale e da istituti culturali pubblici e privati.
Buccinasco : la 'ndrangheta al Nord / Nando Dalla Chiesa, Martina Panzarasa
Einaudi, 2012
Abstract: La mafia al Nord. L'espansione della 'ndrangheta alle porte di Milano. Come è potuto accadere? L'indagine sull'hinterland sud della città, Buccinasco, Corsico, Cesano Boscone, Rozzano e Trezzano sul Naviglio, ha al suo centro Buccinasco, niente più che un piccolo gruppo di cascine, diventato, negli anni delle grandi emigrazioni, culla dei clan calabresi. Fino a guadagnarsi il soprannome di Platì del Nord - il centro dell'Aspromonte da cui proviene il nucleo più significativo di immigrati. Buccinasco è stato uno degli epicentri della terribile stagione dei sequestri di persona degli anni Settanta, poi uno dei fortini strategici dello spaccio di stupefacenti, quindi il regno del boss Antonio Papalia, a lungo considerato il più potente esponente della 'ndrangheta in Lombardia. Proprio li dove la sinistra allestiva efficienti servizi sociali - e moltiplicava vie dedicate agli eroi dell'antifascismo - i gruppi calabresi lavoravano per il monopolio del ciclo del cemento, contando sul silenzio degli imprenditori e su complicità crescenti. Eppure nulla accade per caso. Cosi la storia di Buccinasco è ricostruita in stretto rapporto con i cicli delle migrazioni, lo sviluppo e il declino delle grandi fabbriche e con l'occhio sempre rivolto a ciò che accade ai piani alti dell'economia e della politica milanese e alla crisi morale di una classe dirigente.
Fu vero editto? : Costantino e il cristianesimotra storia e leggenda / Elena Percivaldi
Ancora, 2012
LEG, 2015
Abstract: Questo libro presenta un panorama dell'islam aggiornato all'anno 2014. Esso non tiene conto degli sviluppi, seppur eclatanti, avvenuti nel corso del 2015. Tuttavia rappresenta una fonte di valore storico e geografico, grazie alla presenza di più di 100 mappe originali riguardanti le diverse espressioni strettamente religiose, i luoghi di osservanza, le pratiche e i rituali legati alla professione di fede e l'ideologia generata dalla religione stessa. Oltre un miliardo di musulmani nel mondo: chi sono? I fattori di unità della umma, la comunità: riti di studio e luoghi di pellegrinaggio, città sante, simboli architettonici. L'islam politico: repubbliche islamiche, jihad, Fratelli musulmani, shari'ah. Una lettura per rinnovare in maniera corretta e nello stesso tempo originale la visione dell'islam.
Nell'officina dei classici : come lavoravano gli autori antichi / Tiziano Dorandi
Carocci, 2016
Abstract: Nell'antichità quale era il destino dei libri, una volta pubblicati? Abbiamo testimonianze di scritti che raggiunsero una seconda o una terza edizione? Esistevano diritti di autore e di editore? Ci sono tracce concrete di varianti d'autore già nell'antichità? Lo studio delle pratiche compositive di un'opera letteraria e del metodo di lavoro degli autori antichi costituisce un dominio di ricerca affascinante e misterioso. Ci possiamo chiedere se gli autori dell'antichità greca e latina utilizzavano foglietti di papiro o di pergamena o tavolette per prendere appunti o per redigere i brogliacci delle loro opere; come raccoglievano i loro estratti durante le fasi preliminari della composizione; se scrivevano le proprie opere di loro mano oppure le dettavano a un segretario. Molti autori antichi avevano in comune la pratica di riservare una parte almeno della loro produzione letteraria a una circolazione limitata, pratica che li portava a rinunciare a pubblicare i loro scritti, nel senso che intendiamo oggi. Era comunque in vista di una pubblicazione, cioè di una diffusione riservata a un pubblico più vasto, che gli autori antichi componevano le loro opere. Muovendo da questi e altri aspetti il volume intende ricostruire le avvincenti fasi della redazione di un testo nell'antichità.
Mondadori, 2016
Abstract: Nel 1908, un tragico terremoto divora Messina e Reggio Calabria. Si stanziano quasi centonovanta milioni di lire per la ricostruzione, ma la presenza nella gestione dei fondi anche di boss e picciotti – molti dei quali tornati dall'America per l'occasione – causerà danni gravissimi, sottraendo risorse preziose, trasformando le due città in enormi baraccopoli e dando vita a un malcostume ormai diventato abituale. Lo stesso scenario che si ripeterà, atrocemente, cent'anni dopo, nel 2009, con il terremoto dell'Aquila. Mentre la gente moriva, in Abruzzo c'era chi già pensava ai guadagni. E ancora, nel 2012, nell'Emilia che crolla la mafia arriva prima dei soccorsi. In Piemonte, la 'ndrangheta era riuscita a infiltrarsi nei lavori per la realizzazione del villaggio olimpico di Torino 2006 e in quelli per la costruzione della Tav nella tratta Torino-Chivasso. La corruzione, l'infiltrazione criminale, i legami con i poteri forti – occulti, come le logge segrete, e non, come la politica sul territorio e a tutti i livelli, fino ai più alti – sono oggi parte di una strategia di reciproca legittimazione messa in opera da decenni da tutte le mafie e in particolare dalla 'ndrangheta. Già nel 1869, le elezioni amministrative di Reggio Calabria erano state annullate per le evidentissime collusioni 'ndranghetiste. Il primo caso di una serie di episodi che nei decenni hanno segnato l'intera penisola, arrivando fino a Bardonecchia, in Piemonte, nel 1995, e a Sedriano, in Lombardia, nel 2013. Lo scambio di favori fra criminalità e certa parte della politica è continuo e costante, il ricatto reciproco un peso enorme sulla cosa pubblica, con ripercussioni su tutti i settori, dalle opere pubbliche alla sanità, dal gioco di Stato allo sport. Anche lo sport. Il calcio è popolare e ha bisogno di investimenti. E le mafie, da tempo, si sono accorte delle sue potenzialità, non mancando di sfruttarle, come dimostrano le recenti inchieste giudiziarie. In questo vermicaio c'è di tutto: oltre al riciclaggio di denaro, ci sono partite truccate, scommesse clandestine, presidenti prestanome, e ultrà che gestiscono attività illecite. Il vero problema è che né i ricorrenti disastri ambientali, né il consumo dissennato del territorio, né il degrado di opere e servizi sembrano più scalfire l'opinione pubblica. In Italia l'incompiutezza è diventata risorsa, strategia di arricchimento per cricche e clan, mangime senza scadenza per padrini e padroni. C'è un'assuefazione che sconcerta. Quello che è di tutti non appartiene a nessuno. Che importa se la corruzione avvelena l'economia, provocando gravi disuguaglianze sociali o se la mafia ammorba l'esistenza di tanta gente, con la complicità di alcuni degli uomini chiamati a combatterla? E perché nessun governo ha mai inserito fra i propri obiettivi primari la lotta alla corruzione e alla criminalità economica? Questo di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso è un libro di denuncia forte, coraggioso, che racconta una verità amara. Senza sconti per nessuno.
Rizzoli, 2016
Abstract: Il 31 ottobre 1937, gli stabilimenti Temmler registrarono all'Ufficio brevetti di Berlino la prima metilanfetamina tedesca, Nome commerciale: Pervitin. La nuova versione dei farmaci "rivitalizzanti" si diffuse in maniera capillare nella società dell'epoca. "L'eccitante esplose come una bomba, dilagò come un virus e iniziò ad andare a ruba, diventando ben presto normale quanto bere una tazza di caffè." Lo prendevano studenti e professionisti per combattere lo stress, centraliniste e infermiere per star sveglie durante il turno di notte, chi svolgeva pesanti lavori fisici per superare la fatica; e lo stesso valeva per i membri del partito e delle SS. Nel 1939, grazie a Otto Ranke, fisiologo della Wehrmacht, il farmaco prende piede in ambito militare. Anche Mussolini il paziente "D" - fu tenuto sotto stretta sorveglianza dai medici nazisti. Testato durante l'invasione della Polonia, viene distribuito ai soldati delle divisioni corazzate di Guderian e Rommel in procinto di attraversare le Ardenne e inventare il Blitzkrieg, quando la velocità dei mezzi e la capacità di resistenza degli uomini diventano un fattore decisivo. Basato sulle ricerche dell'autore negli archivi tedeschi, che conservano anche le carte del medico personale di Hitler, questo libro è il primo tentativo di indagare il legame tra la struttura del regime nazista e l'uso delle droghe per plasmare e rinforzare la società tedesca.
Passaggio a Nord : la colonizzazione mafiosa / Nando Dalla Chiesa
Gruppo Abele, 2016
Abstract: La mafia fa parte integrante della storia d'Italia. Vi ha messo lunghe e larghe radici. Ma la storia lontana e recente d'Italia viene scritta ignorando la sua esistenza. Come se la mafia non l'avesse attraversata dalla nascita del Regno unitario fino a oggi. La Grande Rimozione di cui si parlerà in questo libro incomincia qui. Dai libri di storia... Questa rimozione vale esponenzialmente per il Nord, dove le organizzazioni mafiose stanno attivamente partecipando alla costruzione della storia presente, dopo averne gettato la loro parte di fondamenta nei decenni passati. Mafia, camorra e soprattutto 'ndrangheta muovono e condizionano oggi la storia civile e culturale, economica e amministrativa, politica e urbanistica, delle regioni settentrionali. Al Nord stanno anzi provando a verificare la loro capacità di produrre storia in tutto il Paese dopo averla già prodotta per tutto il Paese. Già nei partiti politici figurano e crescono a ogni livello esponenti in rapporti elettorali con i clan. Già amministrazioni comunali (sempre meno di quanto accadrebbe, a parità di condizioni, al Sud) vengono sciolte per mafia. Già settori economici rilevanti sono presidiati dalle imprese mafiose e dai clan retrostanti.
Emi, 2016
Abstract: Fino al XV secolo cristianesimo e islam hanno convissuto nella vasta area dell'Oriente che va dall'odierna Turchia fino ai confini dell'India e della Cina. Una coesistenza che inizialmente non risultò né problematica né violenta, anzi: nei primi secoli dell'era islamica, ad esempio, gli intellettuali cristiani erano consulenti alla corte del califfo di Baghdad; esistevano sedi episcopali negli attuali Yemen e Afghanistan; quattro vescovi amministravano altrettante diocesi in Arabia; nel 1050 l'Asia Minore aveva 373 sedi vescovili. "Fino al 1250 - scrive Jenkins - si poteva pensare a un mondo cristiano che si estendeva a est da Costantinopoli a Samarcanda, e a sud da Alessandria d'Egitto quasi all'equatore". Il cristianesimo non è mai stato una faccenda solo "europea". Fin dai suoi esordi si è segnalato come una religione tricontinentale, fiorente inizialmente in Asia, quindi in espansione in Africa, soprattutto nel Nord, e infine esportata in Europa. Le vicende della storia hanno poi visto un progressivo sgretolamento della presenza cristiana in Medio Oriente, fino alle selvagge persecuzioni attuali dell'Isis. Capire perché qui le chiese rischiano la scomparsa, sgomberare il campo da facili stereotipi, rivalutare una storia perduta, è quanto ci propone questo libro di Philip Jenkins. Un saggio che è il racconto di una civiltà pressoché sconosciuta.
"L'Islam è una minaccia" (falso!) / Franco Cardini
Laterza, 2016
Abstract: Il terrorismo musulmano, gli episodi di persecuzione anticristiana e i ‘migranti’ in Europa sono i tre elementi che in Occidente hanno scatenato una diffusa islamofobia fomentata da politici tanto cinici quanto impreparati e da media alla ricerca di notizie forti. L’Islam è una minaccia, dicono o pensano oggi in molti. Ma è verosimile che un miliardo e mezzo di persone voglia assoggettare cinque miliardi e mezzo di altri esseri umani? E se anche ne avessero l’intenzione – finora sbandierata solo da qualche migliaio di militanti dell’ISIS o dai loro leaders – di quali mezzi potrebbero disporre? È vero che i migranti nel nostro continente trasformeranno in poco tempo l’Europa in Eurabia? Franco Cardini esplora il mondo musulmano con occhio sgombro da pregiudizi: una realtà complessa, polimorfa e contraddittoria che appare oggi sospesa tra jihad e Coca-Cola, tra Corano e business, tra richiami alla potenza califfale e suggestioni informatico-telematiche, tra niqab e Gucci. Dati e cifre parlano chiaro: i teen agers musulmani sognano l’Occidente, i suoi beni, l’‘American way of life’, e anche molti militanti jihadisti partecipano in realtà dello stesso mondo immaginario ispirato al consumismo. Intanto, in Occidente, la paura dell’Islam si è rivelata il nuovo Oppio dei Popoli, adoperata troppo spesso per distogliere l’opinione pubblica dai problemi di un mondo nel quale è la finanza brutale del turbocapitalismo a dominare, creando ingiustizia e miseria.
Torino : Boringhieri, 1986
Abstract: Frutto di una ricerca avanzata lunga quindici anni, Ammerman e Cavalli-Sforza espongono qui i risultati che hanno ottenuto studiando una delle più significative trasformazioni avvenute nell'evoluzione delle condizioni umane: il passaggio dal sistema di vita basato sulla caccia e raccolta alle prime forme di produzione di cibo. Le testimonianze archeologiche sui siti neolitici, disponibili fin dagli anni sessanta, confermano l'ipotesi che l'Asia sudoccidentale sia stata il centro da cui si è irradiata in Europa l'agricoltura. Per arrivare a questi risultati gli autori si sono serviti di un metodo analitico già noto, che fa ricorso al modello dell'onda di avanzamento, apportandovi le modifiche necessarie a spiegare la fase iniziale del processo di diffusione dell'agricoltura. E qui s'innesta la parte più interessante di questo libro che ha dischiuso un nuovo orizzonte di studi: l'elaborazione di mappe riassuntive per analizzare la distribuzione geografica globale delle frequenze geniche nello spazio e nel tempo. Si è così giunti alla conclusione che la struttura genetica degli europei di oggi possa riflettere i movimenti di popolazioni avvenuti da diecimila a cinquemila anni fa. Grazie a questo libro che getta un ponte tra due discipline all'apparenza tanto distanti come archeologia e genetica, sono state messe in luce le complesse relazioni che intercorrono tra geni e cultura nelle popolazioni umane.
L'Impero costantiniano e i luoghi sacri / a cura di Tessa Canella
Il Mulino, 2016
Abstract: La politica religiosa di Costantino e dei suoi successori, destinata a mutare per molti aspetti gli equilibri politico-sociali dell'Impero, ha costituito un punto di svolta fondamentale anche nella concezione dello spazio e nella sua sacralizzazione, contribuendo a trasformare e a definire la topografia antica attraverso una nuova rete di luoghi santi. Tale operazione ha avuto un importante risvolto ideologico e teologico-politico, spesso enfatizzato dalle fonti coeve e rintracciabile con diverse declinazioni in testi anche posteriori, in cui la memoria costantiniana diventa paradigma di riferimento per la costruzione di un'immagine imperiale cristiana. Basiliche, palazzi, santuari e, di contro, fori, templi, curie, diventano il linguaggio "visibile" attraverso cui è possibile leggere i segni tangibili di trasformazioni, conversioni e permanenze, su cui proiettare rimandi simbolici. Attraverso il contributo di studiosi di provenienza internazionale e di formazione e ambiti disciplinari differenti, il tema dello spazio sacro in età costantiniana è qui indagato da molteplici punti di vista, da quello storico-letterario, a quello archeologico, epigrafico, storico-artistico, e relativi a differenti zone geografiche e cronologiche: dai luoghi classici di Roma e dell'Occidente cristiano alla costruzione della Terra Santa e dell'Impero bizantino, dai discorsi agiografici alle leggende di fondazione, dalla tradizione copta a quella della Rus' dei secoli XI-XIII.
Bruno Mondadori, 2015
Abstract: Un viaggio intorno al mondo alla ricerca dei vitigni italiani coltivati dai migranti in ogni angolo del Pianeta. Questo quanto il lettore troverà nelle pagine di un volume che ripercorre la storia di singoli migranti o di nuclei familiari che, dalla fine dell'Ottocento, hanno lasciato l'Italia fuggendo da sconvolgimenti politici, crisi economiche, alluvioni, siccità e miseria. Lavorando con molto sacrificio anche terre non adatte, il più delle volte, ad accogliere le viti, sono riusciti a trovare un futuro migliore. La loro dedizione li ha premiati perché presto hanno dato vita sia a paesaggi nuovi che a vini nati da vitigni italiani portati in terra straniera per non dimenticare i sapori e le tradizioni di casa. Ventisei autori, coordinati da Flavia Cristaldi e Delfina Licata, hanno tracciato un percorso di "degustazione" di storie, immagini, racconti, narrazioni di ieri e di oggi raccolte in diciannove Paesi. Un viaggio che non si conclude in queste pagine, ma che proietta il lettore nel futuro, stimolandone la curiosità alla ricerca di tutte le ulteriori interconnessioni tra mobilità, tradizione, fede, storia, cultura, economia e politica che possono nascere lungo questo percorso. L'auspicio è che, dopo aver letto questo libro, un buon bicchiere di vino possa avere un sapore diverso, capace di richiamare alla memoria la storia di un Paese e dei suoi milioni di emigranti che, con duro lavoro, sacrificio e tenacia, hanno conquistato davvero il mondo.