Trovati 44 documenti.
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Storia della colonna infame / Alessandro Manzoni ; introduzione e cura di Ferruccio Ulivi
Ed. integrale
Roma : Newton Compton, 1993
Abstract: Con il diffondersi della peste a Milano nel XVII secolo, due innocenti furono ingiustamente accusati, processati e incriminati per essere responsabili del contagio pestilenziale tramite sostanze misteriose. L'accusa, infondata, proveniva da una donna del popolo, Caterina Rosa. Nell'estate del 1630, Guglielmo Piazza (commissario di sanità) e Gian Giacomo Mora (barbiere) vennero condannati alla pena capitale e la casa-bottega di Mora destinata alla distruzione. Una colonna venne eretta sulle sue macerie, per divenire monumento all'infamia e alla memoria. Un'opera con cui il Manzoni mette in luce l'errore dei giudici, il loro abuso di potere e, soprattutto, la totale assenza di buonsenso e comprensione.
Osservazioni sulla tortura / Pietro Verri ; a cura di Franco Cuomo
Ed. integrale
Roma : Newton Compton, 1994
Abstract: Analisi del processo agli untori tenuto a Milano nel 1630, vicenda poi raccontata dal Manzoni nella Storia della colonna infame, e arringa contro l'uso della tortura
Cristofano e la peste / Carlo M. Cipolla
Bologna : Il mulino, copyr. 1996
Abstract: Nel 1630 l'Italia fu colpita da un'epidemia di peste. In questo libro Cipolla mette a frutto la scoperta di un copioso materiale archivistico relativo a Prato per raccontare come una piccola comunità del XVII secolo affrontasse l'emergenza della peste. La narrazione si concentra in particolare sull'attività del provveditore alla Sanità, Cristofano Cellini, ponendo in rilievo la quantità di problemi non solo medici e igienici, ma anche economici che l'emergenza sanitaria poneva agli amministratori del tempo.
Figlie selvagge / Cinzia Giorgio
Rizzoli, 2025
Abstract: Benevento, 1630. Corre, Bianca, attraversa il bosco col fiato in gola per tornare a casa. Conosce a menadito il sentiero, eppure avverte una presenza tra gli alberi: qualcuno la sta seguendo, ne fiuta nell’aria il sentore sgradevole. Non deve cedere alla paura, si dice, anche se proprio lì vicino sono state aggredite delle ragazze, e del vero colpevole non c’è traccia. Anzi, in città serpeggia la convinzione che siano state le janare, donne che – come lei, sua madre e sua sorella Maria – vivono ai margini di Benevento, conoscono i segreti delle piante e li usano per curare i malati. Per il protomedico della città, Pietro Piperno, le janare sono creature del diavolo: streghe, insomma, contro cui invoca l’intervento della Chiesa. La sua ossessione per loro si nutre del desiderio, non corrisposto, che prova per Maria. Così, quando lei sparisce, Bianca si troverà da sola a cercare la verità sul mistero della sua scomparsa. Anche lei è in pericolo ma è determinata a inseguire un destino di libertà e d’amore con un’unica e potente arma a disposizione: la sorellanza. Cinzia Giorgio scava nella leggenda delle streghe di Benevento, restituendo alle janare del Sannio la voce che è stata loro negata dalla storia: quella di donne sapienti, e per questo perseguitate, che hanno celebrato la vita