Trovati 526 documenti.
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Milano : Lupetti, [2009]
Linguaggi virali ; 5
Abstract: È difficile oggi classificare e dare una definizione univoca di cosa è moda. A livello progettuale, il sistema prodotto-moda racchiude in sé stimoli di energia vitale in grado di determinare una nuova relazione con se stessi e con il mondo esterno; la motivazione che porta il consumatore a un investimento in prodotti moda deve essere straordinaria, non tanto per il contenuto quanto per l'esperienza. Gli autori mettono a fuoco il valore progettuale del textile e del fashion design, settori economicamente strategici per il made in Italy. Pensato per studenti ed esperti del settore, nella prima parte il testo mette in evidenza l'evoluzione della ricerca tessile, la progettazione e la realizzazione del tessuto tramite il telaio, l'innovazione tecnologica apportata dall'ingegneria tessile. Nella seconda parte la ricerca tratta l'evoluzione della storia della moda di cui sono evidenziati i momenti progettuali più rilevanti diventati oggi delle permanenze di stile nel tempo. Il testo è completato da due saggi; il primo, tratta l'importanza dell'archivio storico aziendale come fondamentale luogo della ricerca scientifica; il secondo pone l'accento su come sia importante il corpo, protagonista della progettazione nel settore della moda. Infine il caso studio, Stone Island, marchio 100% italiano, crogiuolo di conoscenze design driven.
[Bologna] : Ottagono ; Firenze ; Milano : Giunti, 2010
Abstract: A partire dalla seconda metà del Novecento il design italiano si colloca ai vertici della creatività internazionale, ottenendo riconoscimenti e diffusione che nessuna altra disciplina artistica del nostro paese ha raggiunto. Designer e imprenditori, ma soprattutto gli oggetti prodotti dalla creatività italiana hanno conquistato le case di tutto il mondo. Un successo determinato da tre elementi fondamentali: funzionalità, gusto, cura dei materiali. Una produzione trasversale ai diversi settori merceologici: un.impostazione originale del modo di progettare che ha investito non solo la produzione di mobili, ma anche e soprattutto quella di complementi di arredo, oggettistica, elettrodomestici, moda, auto, elettronica, packaging, sport, editoria, nautica, fino alle tecnologie più recenti e di confine, come quella dei tessuti, delle innovazioni degli ambienti di lavoro del trasporto collettivo, dell.arredo urbano, dei luoghi della distribuzione e del design medicale.
Milano : Charta, copyr. 2003
Abstract: Un'indagine sulle origini del design italiano attraverso quei prototipi artigianali degli anni Trenta e Quaranta che prefigurano una futura produzione di serie, anche se sono ancora lontani dal delineare un modello di produzione di oggetti di qualità per un'utenza il più possibile vasta e per un effettivo consumo di massa.
Capolavori del design italiano / [testi di Design.doc]
White Star, 2011
Abstract: Da sempre il made in Italy è sinonimo di qualità e stile. Tali peculiarità del design italiano sono evidenti nel volume che ne racconta la storia attraverso l'opera dei suoi progettisti. Con l'eccezione dei maestri del car-design, che non vengono trattati in questo volume, per ogni periodo storico sono presentati i designer di riferimento in schede che riportano una sintesi dell'approccio progettuale e una selezione dei prodotti più significativi, ormai considerati vere e proprie icone del design contemporaneo. Prendendo avvio dagli oggetti di arredo del Movimento Moderno e dalla famosa macchina da scrivere Lettera 22 di Marcello Nizzoli, il volume si sofferma su alcuni progetti dei grandi mastri del design italiano, come Achille Castiglioni, Joe Colombo, Vico Magistretti, Bruno Munari, Ettore Sottsass, Marco Zanuso. Vengono inoltre presi in esame quei laboratori e studi che, aderendo al movimento radicai design degli anni Settanta, proponevano progetti di contestazione e di rottura. Un intero capitolo è dedicato ai protagonisti del design industriale italiano contemporaneo, capaci di leggere le tendenze e di tradurle in oggetti, creando così il nuovo gusto italiano che verrà esportato nel mondo. Ed è con un riferimento internazionale che si chiude il volume, proponendo l'esempio di alcuni designer stranieri che proprio in Italia sono riusciti a portare al successo le proprie idee.
Milano : Angeli, c2011
Casi di comunicazione ; 7
Abstract: A chiusura della prima decade del nuovo millennio, trasformata a livello internazionale dai grandi e, per molti versi, sconvolgenti avvenimenti economici, sociali e politici, come si muove la comunicazione dei prodotti di design? Con quali nuovi linguaggi può affrontare i palcoscenici delle nostre vite così mutevoli, legate a un presente transitorio e in continua evoluzione? E in tutto questo, a proposito di oggetti di design, ha ancora senso parlare di forma e funzione senza cedere il passo agli aspetti emozionali, che spesso noi tutti cerchiamo per il quoziente di complicità rassicurante, di riconoscibilità contenuti nel loro storico bagaglio emotivo? Considerazioni semantiche che diventano sostanza per la comunicazione del settore che non può permettersi di sedersi sugli allori, o di mischiare le carte con discorsi fuori tema o fuori target. Bisogna trovare le strategie e le parole giuste per raccontare i valori dei brand più specifici del made in Italy, dove il nostro design rappresenta ancora una voce di indubbio valore, in funzione dell'alto tasso di creatività che non si può simulare o riprodurre. Solo i brand più forti riescono a competere sui mercati internazionali, perché sono espressione di grande coerenza nella loro storia, tra prodotto innovativo e ricerca, persone e comunicazione. Noi tutti, ormai, in veste di pubblico abbiamo traslocato nella condizione di protagonisti del nostro tempo, attori sul palcoscenico delle nostre vite, artefici consapevoli delle scelte di consumo.
Design una storia italiana : Meet design
[Milano] : RCS : Skira, [2011]
Abstract: Meet Design è un tentativo, riuscito, di raccontare l'Italia attraverso l'evoluzione degli oggetti che danno vita alle nostre giornate.Una modalità espressiva che coglie le linee nascoste dell'architettura d'interni, scopre il sistema nervoso della creatività. E ne riproduce, in sintesi perfetta, qualità e tendenze. Un racconto che segnala due variabili di fondo, sulle quali vale la pena di soffermarsi. Il design italiano, da Gio Ponti in poi, ha sposato l'industria in un connubio ideale che altre forme d'arte e d'ingegno non hanno saputo fare. In questo senso il primato italiano rimane intatto: una sorta di brevetto universale, mai depositato, eppure riconosciuto in tutto il mondo. Altri settori industriali e altre scuole creative dovrebbero meditare su questa singolare eccezione del Made in Italy, una serendipity tutta italica che una volta tanto smentisce l'adagio sulla incapacità di fare sistema, sulla tenace resistenza a lavorare insieme, sulla genetica predisposizione all'esibizione individuale, rifiutando contaminazioni e impollinazioni culturali. La seconda considerazione, bene esposta nello scritto introduttivo al catalogo della mostra del curatore Marco Romanelli, segnala nello stesso tempo una intelligenza tattica e una debolezza strategica. La metafora del fiume del design è suggestiva perché gli emissari del bacino dei grandi maestri, pur venendo da tutto il mondo, hanno in massima parte bagnato territori italiani. Il nostro design ha esportato oggetti e modelli di vita italiani in tutto il mondo, accogliendo, come le signorie cinquecentesche, talenti da tutto il mondo; quelli, tanto per intenderci, che non riusciamo ad attrarre in altri campi, in discipline nelle quali si consumano amaramente le nostre speranze di crescita economica e non solo. La debolezza strategica - e qui il riferimento all'Italia ricca e litigiosa del Cinquecento è quanto mai appropriato - è nella capacità di reggere la globalizzazione del mercato con ridotte dimensioni industriali e scarsa capitalizzazione. Ma questo è un discorso che esce dal seminato della nostra mostra, del nostro evento. Presi dall'ansia di definire tutto, per poi spesso rifugiarsi nelle eccezioni, anche questa iniziativa si pone il problema di come parlare del design. La scelta del verbo meer, incontrare, è quanto mai felice. Il design favorisce l'incontro degli individui nella bellezza intima di uno spazio ritagliato su misura, accompagna ciascuno di noi nel lavoro e nella famiglia. Ogni ambiente è un proscenio, e noi tutti diventiamo attori di una commedia, la vita, non sempre leggera. Il design le da un tocco di grazia. Quello italiano di grande qualità è una sorta di personal design che mette al centro di tutto la persona. Vivere nel bello non da la felicita, ma forse un po' di buonumore in fondo ce lo assicura.
1950-1980 repertorio : immagini e contributi per una storia dell'arredo italiano / Giuliana Gramigna
Milano : A. Mondadori, [1985]
Roma : Fondazione Valore Italia ; Venezia : Marsilio, 2011
Abstract: Il volume presenta sotto una luce nuova il valore della creatività italiana applicata alla produzione industriale, e l'importanza che riveste una corretta tutela della proprietà industriale per mantenere la competitività del sistema paese nei mercati internazionali. Avvalendosi anche del supporto dell'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, dell'Archivio Centrale dello Stato e dell'Assessorato alla Cultura, Expo, Moda e Design del Comune di Milano, il catalogo presenta centinaia di brevetti, disegni, marchi, che testimoniano l'evoluzione e l'espansione della creatività italiana degli ultimi cento anni. Saranno dunque i documenti brevettuali ad accompagnare il lettore lungo questo viaggio, nel corso del quale sarà possibile anche vedere i prodotti che hanno preso forma dalle idee dei creatori e le modalità con le quali sono stati presentati sul mercato. Il percorso parte dall'inizio del '900 e arriva fino all'attualità, snodandosi attraverso i più importanti settori merceologici: arredamento, moda, agroalimentare e trasporti.
Milano : L'ippocampo, 2011
Abstract: Vero omaggio alla bellezza delle due ruote, Ciclopedia celebra il design delle migliori biciclette degli ultimi 90 anni. Michael Embacher possiede una delle più importanti collezioni di biciclette del mondo, riprodotte in questo volume: dalle eroine del tour de France, alle più pratiche pieghevoli, fino all'eccentrica bici per pattinare sul ghiaccio. Da montagna, da corsa, per i più piccoli o ancora per la città; da trasporto, monomarcia, tandem, pieghevole, o dagli accessori futuristici, ogni bicicletta è ritratta da sontuose fotografie che ne esaltano il design, corredate da una scheda tecnica.
Il design italiano : 1964-1990 : un museo del design italiano / Andrea Branzi
Milano : Electa, copyr. 1996
4. ed.
Milano : Electa, 1998
Abstract: Suddiviso in tre sezioni, 1860-1918 (a cura di Manolo De Giorgi), 1919-1945 (a cura di Andrea Nulli) e 1946-1980 (a cura di Giampiero Bosoni), il volume scandaglia, settore per settore, tutti gli ambiti della produzione industriale in cui lo stadio del progetto ha via via assunto le caratteristiche che oggi sono comunemente associate al termine design. Dagli ombrelli alle biciclette, dal dibattito sulle arti decorative alla produzione di arredamento della casa popolare, dalle locomotive alle macchine per il caffè, dalla Topolino alle macchine Olivetti, l'avventura del disegno industriale italiano e dei suoi protagonisti famosi in tutto il mondo trova una sistemazione enciclopedica in questo libro.
Roma : Gangemi, 1999
I quaderni di Itaca ; 3
Giorgetto Giugiaro / Paolo Balmas
Torino : Testo & immagine, 2000
Universale di architettura ; 82
Abstract: Giorgetto Giugiaro non è solo una delle firme più note del mondo dell'auto, ma è anche l'uomo che ha indotto un grande cambiamento nel suo settore d'attività, fondando, con Aldo Mantovani, l'Italdesign. Nel corso del tempo si sono aggiunti a questo i marchi Giorgetto Giugiaro e Laura Giugiaro, con un imponente incremento del campo d'azione: dall'auto al design in tutte le sue forme, sino alla moda e agli accessori per l'abbigliamento. Il libro segue la carriera di Giugiaro cercando di enucleare la consistenza di un metodo nato dall'esperienza automobilistica, ma rivelatosi estendibile a tutti i settori di progettazione.
La casa calda : esperienze del nuovo design italiano / Andrea Branzi
Milano : Idea books, 1984
Non sono una signora : quando gli oggetti hanno un nome di donna / a cura di Silvana Annicchiarico
Milano : Charta, 2002
Abstract: Si tratta del catalogo dell'esposizione di Milano (Triennale, 22 gennaio - 24 marzo 2002). Molti oggetti del design italiano hanno un nome di donna, a volte sono nomi comuni, altre volte evocano echi mitologici o icone dello spettacolo, altre ancora si rifanno ad appellativi che incarnano le diverse figure del femminile. Non sono una signora si interroga su come i nomi interferiscano con la natura stessa degli oggetti che li portano, tanto nella fase dell'ideazione e della progettazione, quanto in quella della percezione e della ricezione.
Animal house : quando gli oggetti hanno forme e nomi di animali / a cura di Silvana Annichiarico
Milano : Charta, 2002
Abstract: Il volume è il catalogo della mostra di Milano (Palazzo della Triennale, 10 maggio - 8 settembre 2002). La mostra presenta gli oggetti del design italiano che hanno forme e nomi di animali. La tendenza zoofila del design italiano non è accidentale o occasionale ma un complesso meccanismo simbolico che tende a collocare negli interni domestici surrogati oggettuali di quel mondo animale che ne è stato espulso. Pensiamo ad esempio ai salvadanai a forma di porcellino, i salva spifferi a forma di bruco ma anche ai prodotti in serie del design più sperimentale che, con la loro presenza, animano la casa come uno zoo virtuale.
La cultura dell'abitare : il design in Italia : 1945-2001 / a cura di Giampiero Bosoni
Milano : Skira, 2002
L'avventura del design : Gavina / Virgilio Vercelloni ; prefazione di Vittorio Sgarbi
Milano : Jaca Book, 1992
Il modello italiano : le forme della creatività / a cura di Omar Calabrese
Milano : Skira, copyr. 1998
Milano : Skira, c2011
Abstract: La rivista Ottagono, nel numero 30 del Settembre 1973, pubblica un lungo articolo sulla Cassina e la definisce come una sorta di aristocrazia nel produrre, che si manifesta in tutti i loro atti, decisioni, scelte. Da questo modo di concepire la propria identità aziendale risulta una delle regole d'oro della Cassina, l'imprenditore non si esprime con le parole, come i creativi o i facitori di cultura, ma con i fatti e con i prodotti che la propria azienda offre al mercato. Questo libro si propone di raccontare una fra le tante storie, che, nell'Italia degli anni '60 all'80, spiegano il ruolo che l'imprenditore ha avuto nel successo del design italiano, altresì descrivendo il passaggio da una azienda la cui gestione si fonda sulla legittimazione che scaturisce dalla proprietà, ad una che si fonda, anche, su competenti professionalità.