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Trovati 63 documenti.

I killer di massa
Libri Moderni

Mastronardi, Vincenzo Maria <1945-> - Calderaro, Monica <criminologa e grafologa>

I killer di massa : dalle stragi di Charles Manson al massacro di Columbine, dagli omicidi in famiglia di Erika e Omar a Pietro Maso / Vincenzo Maria Mastronardi, Monica Calderaro

Newton Compton, 2022

Abstract: Gli assassini sono tutti uguali? Ai nostri occhi, forse. Ma la criminologia moderna li suddivide in categorie molto precise, tenendo in considerazione le motivazioni, le modalità di azione e lo scopo del delitto. Questo libro, frutto di anni di studi e ricerche, affronta un tema tristemente diffuso nei notiziari: gli omicidi di massa. Sparatorie nelle scuole, omicidi-suicidi in famiglia e massacri nei centri commerciali sono infatti episodi che ricorrono, purtroppo, nella nostra quotidianità, ma non sono nuovi nella storia: il primo caso di sparatoria di massa classificato risale addirittura al 1853, nello Stato del Kentucky. Si tratta di un fenomeno che non conosce neppure limitazioni geografiche, perché si registrano casi in tutto il mondo. Chi sono dunque i killer di massa? Cosa hanno in comune? E in cosa si differenziano dai terroristi o dagli assassini seriali? Dal massacro della Columbine High School a quello di Uvalde, passando per le stragi che hanno segnato la cronaca di casa nostra (Erika e Omar, Pietro Maso, Mario Calderone, solo per citarne alcuni): un saggio completo sulle stragi di massa, che studia alcune delle pagine più nere della storia criminale. Sparatorie nelle scuole, massacri nei centri commerciali o stragi in famiglia: chi sono i killer di massa? Tra i casi citati:; Pietro Maso: l'omicidio di entrambi i genitori; Erika e Omar: il massacro di Novi Ligure; Charles Manson e le bestie di Satana; La sparatoria alla prima di Batman in un cinema di Aurora; La strage nella scuola elementare di Uvalde; L'eccidio di massa alla Columbine High School

Un giorno tranquillo per uccidere
Libri Moderni

Nijkamp, Marieke <1986->

Un giorno tranquillo per uccidere = This is where it ends / Marieke Nijkamp

Newton Compton, 2023

Abstract: 10:00 Nell'auditorium di un liceo dell'Alabama, la preside conclude il suo discorso agli studenti con gli auguri per il nuovo semestre appena iniziato, incoraggiandoli a eccellere e a dare il massimo per raggiungere i propri obiettivi. 10:02 Gli studenti si alzano e si dirigono verso l'uscita, per tornare nelle proprie aule. 10:03 Le porte dell'auditorium sono bloccate nonostante i ripetuti tentativi di aprirle dall'interno. 10.05 Qualcuno inizia a sparare all'impazzata. Seguono 54 minuti di terrore, raccontati da quattro prospettive diverse. La rabbia cieca e l'assurdo desiderio di vendetta di uno studente, la paura e la lotta per la sopravvivenza dei suoi compag

Morire a Mattmark
Libri Moderni

Ricciardi, Toni <1977->

Morire a Mattmark : l'ultima tragedia dell'emigrazione italiana / Toni Ricciardi

Nuova ed.

Roma : Donzelli, 2025

Abstract: A Mattmark non ci si fermava mai, si lavorava giorno e notte per costruire un’imponente diga capace di produrre l’energia necessaria a un paese, la Svizzera, che stava vivendo una crescita economica senza precedenti. Nel cantiere lavoravano più di mille persone, in maggioranza straniere e provenienti soprattutto dalla provincia italiana. La «piccola» Svizzera accoglieva da sola quasi il 50 per cento dell’intero flusso migratorio italiano, dando occupazione a operai impegnati in grandi opere, come la diga di Mattmark. Ma il 30 agosto 1965, in pochi secondi, accadde l’irreparabile: «Niente rumore. Solo, un vento terribile e i miei compagni volavano come farfalle. Poi ci fu un gran boato, e la fine. Autocarri e bulldozer scaraventati lontano». A parlare è uno dei sopravvissuti intervistati nel libro, uno dei testimoni della valanga di più di 2 milioni di metri cubi di ghiaccio che seppellì 88 lavoratori. Di questi, 56 erano italiani. Come a Marcinelle, la tragedia rappresentò una cesura nella lunga e travagliata storia dell’emigrazione italiana, segnando un punto di non ritorno. Inoltre, suscitò molto scalpore in tutta Europa: per la prima volta, stranieri e svizzeri morivano l’uno a fianco all’altro. Nei giorni successivi si scavò senza sosta con la speranza di trovare ancora vivi amici, padri, fratelli, figli. Ci vollero quasi due anni per recuperare i resti dell’ultima salma. Questa storia si concluse nel modo peggiore: i tempi dell’inchiesta furono lunghissimi, oltre sei anni, e i diciassette imputati chiamati a rispondere dell’accusa di omicidio colposo furono tutti assolti, nonostante l’instabilità del ghiacciaio fosse nota da secoli. In appello andò anche peggio, con la conferma dell’assoluzione e la condanna dei familiari delle vittime al pagamento delle spese processuali. A sessant’anni di distanza, come scrive Toni Ricciardi nell’introduzione a questa nuova edizione, se Mattmark non è più una «Marcinelle dimenticata», resta ancora un interrogativo: l’Italia e anche la stessa Svizzera sono state all’altezza della storia?