Trovati 2387 documenti.
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Neri Pozza, 2018
Abstract: Il 27 agosto 1928, nel sontuoso Salon de l’Horloge del ministero degli Esteri francese, alla presenza di rappresentanti di Stato provenienti da tutto il mondo, ha luogo l’evento che, nelle dichiarazioni dei suoi promotori, è destinato a segnare «una data nuova nella storia dell’umanità»: la Signature du pacte générale de renonciation à la guerre. Maestro di cerimonie è Aristide Briand, ministro degli Esteri francese, vincitore nel 1926 del premio Nobel per la pace per essere stato il mediatore degli accordi di Locarno, un insieme di intese volte a impedire alle maggiori potenze europee di farsi guerra l’un l’altra. Assieme al suo omologo americano, Frank Kellogg, il segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, nei due anni precedenti, Briand si è lungamente adoperato per diffondere lo «spirito di Locarno» nel mondo intero. La firma del trattato, che segna la fine della «guerra egoista e volontaria», è annunciata dal ministro degli Esteri francese con toni solenni e trionfalistici. Il patto viene presentato come «un attacco al male nella sua stessa radice» poiché toglie alla guerra «la sua legittimità». Undici anni dopo, tuttavia, quasi tutti gli Stati accorsi a Parigi per rinunciare alla guerra si ritrovano in guerra, nel conflitto più letale che la storia conosca. Dal 1945 in poi il documento, noto come patto Briand-Kellog, diventa perciò oggetto di aperta derisione: viene definito «puerile, semplicemente puerile» da strateghi della guerra fredda come George Kennan, «singolarmente vacuo» da storici come Ian Kershaw, «una roba ridicola» da diplomatici come Kenneth Adelman. Un trattato dunque destinato a figurare nel fatuo libro dei sogni dell’umanità? La tesi contenuta in questa pagine è che l’accordo di Parigi sia tutt’altro che un’illusione perduta. Proibendo agli Stati di ricorrere alla guerra per risolvere i contenziosi, i rappresentanti di Stato riunitisi nella capitale francese nel 1928 non soltanto sancirono la fine dell’ordinamento giuridico adottato nel XVII secolo dagli Stati europei, ma diedero il via a una cascata di eventi che avrebbe portato alla nascita del moderno ordine globale. A quella nuova mappa del mondo caratterizzata dalla rivoluzione dei diritti umani, dall’uso delle sanzioni economiche quale strumento di applicazione della legge e dall’incremento esponenziale delle organizzazioni internazionali che regolano oggi un gran numero di aspetti della nostra vita quotidiana.
Pozza, 2018
Abstract: Nella banlieue multietnica di Parigi, il piccolo Momò dagli occhi neri vive con Madame Rosa, anziana prostituta ebrea sopravvissuta ad Auschwitz, il cane Super e altri ragazzini. Tutti i bambini hanno una mamma che ogni tanto li va a trovare, eccetto Momò, le cui origini sono un mistero. In un universo popolato di venditori di tappeti, trans senegalesi e mangiatori di fuoco, Momò affronta le difficoltà della vita e con innocenza e tenacia va incontro al futuro.
Ritorna / Samuel Benchetrit ; traduzione dal francese di Roberto Boi
Pozza, 2019
Abstract: Nell'odierna Parigi, ogni notte, uno scrittore affida ai propri quaderni una dettagliata lista di buoni propositi che al mattino, passati i fumi dell'alcol, si rivelano del tutto avventati. Da quando suo figlio è partito per un lungo viaggio attraverso il mondo, l'uomo trascorre le sue giornate chiuso in casa a guardare squallidi reality show e a tentare invano di mettere mano al libro per il quale, dopo il discreto successo del suo primo romanzo, «Cemento armato», ha già ricevuto l'anticipo dall'editore. Non soltanto l'ispirazione latita, ma ogni estro creativo sembra essersi irrimediabilmente dileguato. La piatta esistenza in cui si trascina, tra funzionari dell'Agenzia delle entrate che gli stanno con il fiato sul collo e velenose telefonate della sua ex moglie, sembra giunta a un punto di svolta quando un produttore televisivo lo contatta per dirgli di voler trarre una serie da «Cemento armato» e, com'è consuetudine in simili circostanze, gli chiede una copia del romanzo. L'unica copia in possesso dell'autore è, però, quella del figlio, una copia intoccabile. Dal momento che nessuna libreria di Parigi e dintorni sembra avere il libro a scaffale, lo scrittore decide di ordinare l'agognato romanzo su Amazon. Un'impresa che si rivelerà ben piú ardua del previsto e che lo trascinerà, suo malgrado, fino alle porte di una casa di riposo in periferia, dove una sua anziana ammiratrice ne conserva gelosamente un esemplare. Il piano dello scrittore è semplice: presentarsi a quella donna, passare qualche momento con lei, fare una foto qualora insista, e convincerla a prestargli la copia del libro per mandarla al produttore televisivo. Ma le cose non andranno esattamente come previsto e il nostro eroe si imbarcherà in una serie di rocambolesche avventure che, tra portinaie scorbutiche, contadini sciancati, corrieri fantasmi e un'anatra, lo condurranno verso strade del tutto inaspettate.
Falsa partenza / Marion Messina ; traduzione di Anna Maria Lorusso
La Nave di Teseo, 2019
Abstract: Aurélie ha vent’anni. È francese, viene dalla provincia. Famiglia operaia; una vita di sacrifici per consentire ai figli di studiare e fare uno scatto sociale. Alejandro ha la sua stessa età. È colombiano, nel suo paese era agiato e pensava di potersi permettere un grande destino in occidente. Arriva in Francia per studiare. Qui però resta un immigrato; qualunque cosa faccia, sembra non si possa prescindere dal fatto che lui venga dalla Colombia. Con i loro disagi, e il loro bisogno di guadagnarsi da vivere con lavori precari, i due si incontrano e si innamorano: una storia d’amore che li travolge, e li astrae dalle insofferenze delle loro vite, prima a Grenoble poi a Parigi. Ma presto la passione dei loro corpi non basta più; servirebbero sicurezze (anzitutto economiche e lavorative), progetti, un’accettazione sociale che per entrambi – per ragioni diverse – pare impossibile.
Pozza, 2019
Abstract: Edimburgo, 1894. Brodie Moncur ha ventiquattro anni e da sei lavora per la Channon & Co., il quarto maggior produttore di pianoforti in Gran Bretagna. Valente accordatore, viene invitato un giorno da Ainsley Channon a trasferirsi nella sede di Parigi, dove i pianoforti Channon stentano a conquistare le simpatie francesi. Nell’imponente negozio parigino, due grandi vetrine che si affacciano in avenue de l’Alma, Brodie abbraccia con entusiasmo la sua nuova vita, lontana dalla Scozia, soprattutto, lontana dal suo tirannico padre. Si rimbocca le maniche e concepisce un’idea brillante: ingaggiare un grande pianista, un virtuoso dello strumento, che suoni un Channon nei suoi concerti e dia, così, lustro all’azienda. L’occasione per realizzarla gliela offre il Theatre de la Republique, in una serata in cui John Kilbarron, ex bambino prodigio e musicista di indiscusso talento chiamato Le Liszt irlandais, esegue la Sinfonia n. 3 di Cajkovskij e un poema sinfonico di Panin per la voce solista di Lydia Blum, soprano russa. Capelli scuri pettinati all’indietro, profonde rughe che gli solcano le guance, Kilbarron sembra un individuo freddo, con un atteggiamento arrogante studiato apposta per le scene. La sua esecuzione, tuttavia, è a dir poco impeccabile: un uragano; probabilmente ciò che gli spettatori dovevano aver provato ai concerti di Liszt. Alla fine della serata, Brodie si reca nei camerini degli artisti e, bussando a una porta, si ritrova al cospetto di una giovane donna. Capelli biondi mossi e arruffati, occhi azzurri e labbra rosee, una vestaglia sgargiante addosso a coprire un’evidente nudità, una sigaretta tra le labbra con qualche briciola di tabacco raccolta alla punta della lingua, Lydia Blum, la soprano russa, fissa i suoi occhi nei suoi, e una grossa bolla d’aria si fa largo, come un pugno, nel petto di Brodie Moncur, giovane accordatore scozzese. Storia di un amore folle e cieco, intimo ritratto della vita di un uomo e, al contempo, lucido sguardo sullo spirito del tempo, "L’amore è cieco" è il nuovo, magistrale romanzo di uno dei più amati scrittori inglesi. Un romanzo di vertiginosa passione e brutale vendetta, in cui arte e vita si danno la mano dinanzi alle speranze e alle illusioni, alla potenza e alle crudeltà che l’amore puntualmente riserva.
I fantasmi di Parigi / Sebastian Faulks ; traduzione dall'inglese di Massimo Ortelio
Neri Pozza, 2019
Abstract: Tariq, diciannove anni, braccia magre e capelli scarmigliati, abita in una casa bianca appena fuori dalla medina di Tangeri. Suo padre, Malik Zafar, è un imprenditore di mezza tacca con l'ambizione che il figlio segua le sue orme; della madre, Hanan, morta quando lui aveva appena nove anni, Tariq sa invece poco e nulla, se non che la donna aveva origini francesi. Per questo motivo, quando il ragazzo decide di tagliare la corda per sfuggire alle pressioni paterne, l'unica meta possibile sembra essere Parigi, la scintillante città dove Hanan è cresciuta e dove lui spera di scoprire qualcosa su di lei. L'americana Hannah, dopo aver trascorso un periodo in Africa, sbarca a Parigi con l'intenzione di concludere la sua tesi post-dottorato e condurre delle ricerche sulla condizione delle parigine durante l'Occupazione tedesca. Dieci anni sono trascorsi dal suo primo soggiorno nella capitale francese, ma l'eco di un grande amore, e della terribile delusione conseguita, ancora non smettono di tormentarla. Hannah e Tariq hanno poco in comune, ma entrambi sono alla ricerca di qualcosa di perduto: dei fantasmi di Parigi e, al contempo, dei loro personali fantasmi. Quando le loro strade si incroceranno, e soprattutto incroceranno quella della misteriosa Clémence, venticinquenne dalla carnagione scura e gli occhi neri, il passato tornerà a galla con prepotenza, travolgendo ogni cosa.
L'apprendista / Barbara A. Shapiro ; traduzione di Maddalena Togliani
Neri Pozza, 2020
Abstract: È l’estate del 1922 e la diciannovenne Paulien Mertens si ritrova a Parigi completamente sola e al verde. La sua famiglia, in Belgio, è finita sul lastrico a causa delle manovre finanziarie poco pulite di George Everard, il suo fidanzato, che ha successivamente scaricato tutta la colpa su Paulien. Per proteggersi dalla legge e dall’ira di coloro che la accusano di furto, la giovane crea una nuova identità, Vivienne Gregsby, e si prepara a recuperare la collezione d’arte di suo padre, per dimostrare la sua innocenza e vendicarsi di George. Quando l’eccentrico e ricco collezionista d’arte americana Edwin Bradley offre a Vivienne il lavoro perfetto nella sua galleria d’arte, la giovane non esita a calarsi nell’effervescente mondo parigino dei post-impressionisti e degli espatriati, tra cui Gertrude Stein e Henri Matisse, con il quale Vivienne vivrà una conturbante storia d’amore. Tutto sembra procedere a gonfie vele, fino a quando l’improvvisa morte di Bradley non metterà di nuovo in pericolo la vita di Vivienne, arrestata con l’accusa di omicidio... Barbara Shapiro torna con un nuovo, sorprendente thriller ambientato nel mondo dell’arte e lo fa con una storia che parla di ossessione, denaro, amore e vendetta.
Blanche e Claude / Melanie Benjamin ; traduzione di Federica Oddera
Pozza, 2020
Abstract: Parigi, 1940. L'esercito francese si è sfaldato come uno dei friabili pasticcini di Monsieur Escoffier e i nazisti dilagano per le strade della città. Occupano alberghi ed edifici storici senza alcun riguardo per il loro glorioso passato. Tra questi, l'Hôtel Ritz, in Place Vendôme, una delle sacre istituzioni della vita mondana parigina. Meta di principi e duchesse, di Marcel Proust e Sarah Bernhardt, di scrittori e stelle del cinema sin dal lontano 1898, quando ha spalancato per la prima volta le sue porte offrendo ai suoi ospiti bagni privati, telefoni in ogni stanza, luci elettriche e le più squisite creazioni di Auguste Escoffier - meringhe farcite di crema alla vaniglia, tournedos alla Rossini, saporiti pâté - l'Hôtel Ritz è di proprietà dell'omonima famiglia ed è il regno incontrastato di Blanche Ross e Claude Auzello. Capelli biondi, grandi occhi castani e un sorriso abbagliante, Blanche è approdata a Parigi negli anni Venti col sogno di diventare una diva del fiorente cinema francese del tempo. Sogno presto abbandonato nell'istante in cui si è imbattuta in Claude, un giovane che coi suoi modi pacati e sicuri ha subito conquistato il suo cuore di americana caparbia e irruente, pronta a infiammarsi contro le avversità del mondo. Dopo diciassette anni di vita vissuta insieme, e dopo aver coltivato e poi realizzato insieme l'ambizioso progetto di Claude di dirigere l'Hôtel Ritz, i due si ritrovano a occuparsi del prestigioso albergo non più per conto di Mme Ritz, la vedova di César Ritz, ma al servizio di arroganti ufficiali nazisti. La vita al Ritz è in apparenza sempre la stessa: la lussuosa opulenza, le maniere cortesi, le chiacchiere futili. Ma niente è come prima. Al posto della Garbo e della Dietrich adagiate sulle seggiole in pose seducenti ci sono ora Coco Chanel e la star del cinema Arletty, al posto di Picasso e Porter, i vari Hans e Fritz in uniforme. Troppo per Blanche Ross, americana infiammata dal coraggio e... maestra nell'arte dell'inganno.
Il militante / Viet Thanh Nguyen ; traduzione dall’inglese di Luca Briasco
Pozza, 2021
Abstract: Protagonista è ancora il giovane Capitano dell’esercito sudvietnamita che, nel romanzo precedente, "Il simpatizzante", dopo la caduta di Saigon nel 1975, ripara negli Stati Uniti e, all’insaputa dell’amico e fratello di sangue Bon e del generale capo della Polizia Nazionale sudvietnamita, invia i suoi rapporti a Man, suo addestratore tra le fila Vietcong. Trascorsi gli anni americani nella condizione di estraneità e invisibilità propria di un rifugiato e di una spia comunista, agli inizi degli anni Ottanta, con in tasca il passaporto di un certo Vo Danh, il simpatizzante sbarca a Parigi in compagnia dell’inseparabile Bon. La Francia, il paese della lunga dominazione coloniale in Indocina, ha concesso ai due fratelli di sangue l’agognato diritto d’asilo. È l’occasione per entrambi di lasciarsi alle spalle le dolorose ferite del passato. Un’occasione da coltivare attraverso la piú pura delle attività capitalistiche, offerta dal Boss vietnamita trasferitosi dal campo di Palau Galang a Parigi: lo spaccio e il commercio di droga. Per Bon rappresenta la possibilità di smettere d’essere un ospite sgradito. Per il simpatizzante, che ha trascorso buona parte della sua vita a credere in qualcosa nel cui cuore non c’era che il nulla, semplicemente un’altra possibilità data al nulla. Un nulla, questa volta, che rende Parigi una città dal fascino torbido e che fa degli intellettuali engagés della sinistra francese frequentati a casa della “zia” vietnamita, cui Man l’ha indirizzato, nient’altro che una fedele clientela delle sostanze del Boss. Un nulla che rende, infine, arduo realizzare il compito che alberga da sempre nell’animo del simpatizzante: la riconciliazione tra i fratelli di sangue di un tempo, Bon e Man, che la Storia, con le sue crudeltà e le sue cieche passioni e speranze, ha collocato su fronti opposti.
I Puffi 2. I Puffi a Parigi : il libro del film / di Farrah McDoogle ; illustrato da Dynamo Limited
Nord-Sud, 2013
Abstract: Tutto scorre pacificamente al villaggio dei puffi... Finché Gargamella non decide di conquistare il mondo, creando degli esseri, simili ai puffi, chiamati i Monelli che lo aiutino a impossessarsi del potere dei puffi. Ma solo i veri puffi hanno la magica puffessenza. Quando Gargamella scopre che Puffetta conosce l'incantesimo che trasformare i Monelli in veri Puffi, la pufforapisce e la rinchiude a Parigi. Grande Puffo e gli altri puffi corrono a Parigi... ma riusciranno a salvare Puffetta prima che riveli la formula segreta? Età di lettura: da 3 anni.
Dentro c'è una strada per Parigi / Novita Amadei
Pozza, 2014
Abstract: Adèle passeggia per le strade del suo quartiere a Parigi, e sembra fragilissima nel suo cappotto sbilenco di lana beige. Ha ottant’anni, e la città si schiude davanti ai suoi occhi come un paesaggio lontano ed estraneo: gallerie d’arte al posto di calzolai, corniciai e botteghe passate per secoli di padre in figlio; corridoi di supermercati anziché la lunga e rassicurante fila di negozietti di un tempo.Sébastien, suo figlio, vive a Londra, dove continua a trascurarla e a non condividere con lei pensieri e affetti. Il giorno in cui, dopo il secondo ictus, suo marito se n’è andato, Adèle ha pianto, ma soltanto perché si è sentita colpevolmente sollevata. Era diventato irriconoscibile, come «una statua con gli occhi strabuzzati», ha osato confessare a Martha, la giovane donna che vive con la figlia di tre anni nell’appartamento affianco al suo.Fino a qualche tempo fa Martha era sposata e, da agente immobiliare, aveva la testa piena di nozioni di estimo, norme di diritto, leggi fiscali, regolamenti edilizi. Poi divorzio e disoccupazione hanno vinto per lei ogni altra combinazione di problemi.Ora, dopo aver accompagnato la piccola Eline a scuola, fa colazione da sola con le calze ai piedi e le briciole dei biscotti della figlia sul tavolo. Un modo come un altro per ritardare l’inizio della giornata. A volte se ne va al parco e a zonzo per il quartiere con Eline recitando filastrocche, cantando e rientrando col pane dell’ultima sfornata. A volte sale al piano di sopra dove rigoverna l’appartamento di Jacob Lundman, un uomo con una voce profonda e morbida e gli occhi così neri che la pupilla si confonde con l’iride.Adèle piace così tanto a Eline che la piccola non capisce perché non vivano insieme dato che abitano sullo stesso pianerottolo, porta a porta, e dato che Adèle è sola e anche loro lo sono. Eline le lascia ogni tanto dei disegni sullo zerbino e Adèle risponde con caramelle, biglietti di ringraziamento o filastrocche che la bambina recita con la madre prima di dormire, come una preghiera.Adèle, Martha, Eline: tre donne sole e inquiite, alla ricerca di un posto del mondo dove stare e ritrovarsi o, come dice la più piccola del tre, di una strada che le riporti a casa. La solitudine sembrerebbe irrimediabile, se l'amore «il dolore più grande e la più grande consolazione» secondo le parole di Adèle, non facesse nuovamente irruzione nella loro vita a indica che è nel cuore che c’è una strada per Parigi.
Momo a Les Halles / Philippe Hayat ; traduzione di Roberto Boi
Neri Pozza, 2014
Abstract: Una scatola di biscotti con dentro centoquarantatre franchi, l'abito buono indossato per festeggiare il diploma di terza media, un paio di oggetti di scarso valore gettati alla rinfusa in una borsa: ecco tutto il patrimonio che Maurice, detto Momo, e Marie Moscowitz, rispettivamente quattordici e undici anni, riescono a portarsi via il giorno d'agosto del 1941 in cui scappano come ladri dalla loro casa di rue des Erables a Parigi, accompagnati dal direttore di papà Moscowitz, Monsieur Surreau, il presidente degli stabilimenti Surreau, piombato in piena notte nell'appartamento per condurli in salvo. Nel 1941, in Francia, basta avere in tasca una carta d'identità barrata con la parola Ebreo, sputata come un insulto, per essere deportati. Dopo un controllo ai documenti, papà Moscowitz è stato arrestato mentre passeggiava per le strade della capitale. Della madre dei ragazzi, invece, non si sa nulla. Dopo aver preso le carte d'identità dei ragazzi per bruciarle e aver raccomandato loro di scegliersi un cognome che suoni francese, Monsieur Surreau li deposita nella minuscola soffitta di un palazzo nei pressi di Les Halles. In quel luogo angusto, tuttavia, Momo e Marie non sono destinati a una triste esistenza clandestina. Un mondo nuovo e affascinante si schiude davanti ai loro occhi. La stanza accanto alla loro è, infatti, il regno di Bulle e delle sue amiche. Un regno fatto di notti di bisbigli e sussurri maschili e voci di donne con l'accento delle periferie, alla maniera delle cantanti di Montparnasse...
La vita davanti a sè / Romain Gary ; traduzione di Giovanni Bogliolo
19. ed.
Pozza, 2014
Abstract: Eroe di guerra, diplomatico, cineasta, Romain Gary si suicidò il 3 dicembre 1980. La sua scomparsa fece scalpore ma il vero colpo di scena arrivò quando, pochi mesi dopo la morte, si scoprì che Gary ed Emile Ajar, autore del romanzo La vita davanti a sé, erano in realtà la stessa persona. Il libro, che narra le vicende di Momo, ragazzo arabo nella banlieu di Belleville, figlio di nessuno, accudito da una vecchia prostituta ebrea, vinse il Goncourt inaugurando uno stile gergale da banlieu e da emigrazione, cantore di quella Francia multietnica che cominciava a cambiare il volto di Parigi.
Il matrimonio degli opposti / Alice Hoffman ; traduzione di Laura Prandino
Neri Pozza, 2016
Abstract: Isola di St Thomas, 1807. Rachel Pomié ha tutto per essere felice. Ha un padre che ogni sera, rientrato dalle sue navi che esportano zucchero, rum e melassa, le legge le fiabe di Perrault e un'amica del cuore, Jestine, figlia creola della cuoca di famiglia, che la segue ovunque in totale adorazione. Vive, poi, su un'isola definita da Cristoforo Colombo un "Paradiso in terra" per le sue spiagge candide e le sue acque turchesi. Quando, tuttavia, cala la notte e sotto le coperte chiude gli occhi, Rachel sogna di sgusciare via da quell'esistenza e di fuggire a Parigi. Di Parigi sa tutto. Dalle mappe dei cartografi sa come si snodano i viali delle Tuileries, le banchine della Senna e le vie principali. Dai racconti di suo padre sa che da quella grande città vengono i suoi antenati, dopo aver peregrinato in Spagna e Portogallo, alla ricerca di una terra dove professare l'ebraismo senza essere umiliati, offesi o, persino, uccisi. Il suo sogno, però, di aggirarsi per le strade della capitale francese, vestita magari come una delle ragazze sbirciate di nascosto sul "Journal des dames et des modes" della madre, svanisce miseramente il giorno in cui finisce in sposa all'anziano commerciante Isaac Petit. La vita coniugale con monsieur Petit, un vedovo di trent'anni più vecchio di lei, si rivela piena di sacrifici, lutti e delusioni. Una mattina, appena arrivato da Parigi, compare al suo cospetto il nipote di Petit, Frédéric Pizzarro, un bel giovane coi capelli scuri e il portamento elegante.
La vita davanti a sé / Romain Gary (Émile Ajar) ; traduzione di Giovanni Bogliolo
Ed. speciale 70 anni Neri Pozza
Pozza, 2016
Abstract: Nella banlieue multietnica di Parigi, il piccolo Momò dagli occhi neri vive con Madame Rosa, anziana prostituta ebrea sopravvissuta ad Auschwitz, il cane Super e altri ragazzini. Tutti i bambini hanno una mamma che ogni tanto li va a trovare, eccetto Momò, le cui origini sono un mistero. In un universo popolato di venditori di tappeti, trans senegalesi e mangiatori di fuoco, Momò affronta le difficoltà della vita e con innocenza e tenacia va incontro al futuro.
La cattura dell'effimero / Beatrice Colin ; traduzione di Simona Fefè
Neri Pozza, 2017
Abstract: Parigi, 1886. In un freddo mattino invernale, un’enorme mongolfiera a strisce bianche e azzurre si leva nel cielo pumbleo di Champ de Mars. Nella gondola di vimini i passeggeri, uomini in cappello a cilindro e donne in soprabiti da viaggio bordati di pelliccia, corrono da un lato all’altro, spensieratamente dimentichi del fatto che a tenerli sospesi sia semplice aria calda. Solo Caitriona Wallace se ne sta a debita distanza dal bordo del cesto, attanagliata da un terrore tutto suo. Otto anni prima, Cait non immaginava nemmeno lontanamente che si sarebbe ritrovata un giorno in una mongolfiera in volo sopra Parigi. Era una donna sposata, sistemata, ben piantata a terra. Ma dopo la tragica e prematura morte del marito, Cait ha dovuto cambiare prospettiva. A trentuno anni, rimasta sola, ha accettato un impiego come chaperon di due giovani scozzesi, Jamie e Alice Arrol, in Grand Tour per l’Europa. A bordo del pallone aerostatico soltanto un passeggero attira l’attenzione della donna, un uomo dall’aria assorta, in piedi dietro a una piccola scatola di legno. Indossa un farfallino morbido e, a differenza degli altri uomini, è a capo scoperto. È Émile Nouguier, il progettista della Tour Eiffel.
La vita moderna / Susan Vreeland ; traduzione di Massimo Ortelio
Vicenza : Pozza, copyr. 2007
Abstract: È il 1880 a Parigi e Pierre-Auguste Renoir, i pennelli nella mano destra e l'astuccio ereditato da Claude Monet nella sinistra, è appena giunto sulla terrazza della Maison Fournaise, una locanda amata dagli artisti dove si può mangiare, dormire o affittare una barca. Alphonsine Fournaise, la figlia del padrone della locanda, l'ha condotto fin lì per mostrargli un tratto della Senna dove le due rive offrono un paesaggio incomparabile allo sguardo di un pittore. La blusa a righe e il costume da bagno aderente sulle sue curve procaci, Alphonsine allarga le braccia davanti alla meraviglia che si spalanca non appena scosta la tenda a righe grigie e rosso corallo. Le canoe affiancate lungo la riva spiccano sul verde scuro dell'acqua. Sulla riva orientale una locanda, con i muri bianchi e il tetto di tegole rosse, è illuminata dal sole pomeridiano. Più a valle, un cantiere si allunga sul fiume circondato di barche, e qua e là si vedono case di contadini accoccolate accanto ai loro orti. In che modo Renoir potrebbe ritrarre quel magnifico luogo in cui la città incontra la campagna? Dipingendo alla maniera degli impressionisti una scena da ballo su una delle rive? Oppure una gita in barca con poche, veloci pennellate? Così Susan Vreeland immagina, nelle pagine che seguono, la nascita di una delle opere fondamentali dell'impressionismo, Il pranzo dei canottieri, un quadro in cui Renoir celebra se stesso come il pittore per eccellenza della joie de vivre, del sentimento gioioso della vita.
Il mercante dei quadri perduti / Sara Houghteling ; traduzione di Massimo Ortelio
Vicenza : Pozza, copyr. 2008
Abstract: Il cielo di Parigi ha il colore grigio e slavato della cenere in questo primo mattino dell'agosto del 1944. Daniel e Max Berenzon, padre e figlio, sono tornati in Rue de La Boétie dopo un'assenza durata più di quattro anni. Erano scappati, insieme con migliaia di altri ebrei, quando i primi aerei della Luftwaffe erano comparsi nel cielo francese. Daniel Berenzon è tornato con un solo scopo: riprendere possesso della sua straordinaria collezione di quadri, esposta per anni nella sua rinomata galleria di Rue de La Boétie. Opere di rara maestria e di incalcolabile valore, soprattutto Les amandes il quadro che Manet dipinse al termine della sua vita, con il fisico ormai devastato dalla sifilide. Berenzon stranamente non ha mai osato vendere quest'opera, comprata nel lontano 1918 per trentamila franchi. Max, il giovane figlio ed erede del mercante, si ritrova invece a Parigi con una sola speranza nel cuore: rivedere Rose Clément, l'assistente di suo padre. Padre e figlio, tuttavia, si imbattono nella più crudele delle scoperte: l'intera collezione di quadri è stata trafugata e di Rose Clément non vi è nemmeno l'ombra. Per Max il ritrovamento dei quadri perduti diventa una vera e propria ragione di vita. Il giovane inizia a perlustrare ogni angolo della città alla ricerca dei quadri e di Rose Clément, e sulle tracce di un devastante segreto di famiglia.
Il marchese di Montespan / Jean Teulè ; traduzione di Riccardo Fedriga
Pozza, 2009
Abstract: È il 20 settembre del 1668 e il marchese di Montespan è appena arrivato alla corte di Saint-Germain-en-Laye, dove Luigi XIV tiene il suo gran Consiglio. Il suo arrivo non è passato di certo inosservato. Tutti sanno che la sua magnifica consorte, Françoise de Rochechouart de Mortemart, dama d'onore della regina, è rimasta ferita sul campo. Di ritorno da una delle sue guerre in cerca di fortuna, Louis-Henri l'ha trovata col ventre rigonfio, e non certo della sua spada. La marchesa di Montespan, infatti, è diventata non solo uno dei più bei fiori che Sua Maestà ha colto nel giardino della regina, ma la sua favorita. Il marchese di Montespan è sceso dalla sua vettura al centro della corte lastricata e lo sgomento è calato sui volti dei cortigiani. La sua carrozza è stata ridipinta di nero e i quattro pennacchi che ornavano gli angoli del tetto sono stati sostituiti con gigantesche corna di cervo. Le guardie, impressionate, lo lasciano passare e Louis-Henri, bardato anche lui di nero, raggiunge la Sala dei passi perduti. Seguito da ministri e dignitari di corte, il re si ferma al cospetto del marchese e gli chiede il perché del suo abito nero. Dato che l'etichetta impone di scoprirsi il capo al cospetto di Sua Maestà, Louis-Henri si mette in testa un cappello grigio e risponde che porta il lutto per il suo amore, ucciso da una canaglia. Così comincia la ribellione di Louis-Henri de Montespan, il suo crimine di lesa maestà nei confronti di un dio vivente con la pelle butterata cui tutto è sottomesso
Desiree / Annemarie Selinko ; traduzione di Carlo Picchio
Pozza, copyr. 2009
Abstract: È il marzo del 1794 a Marsiglia e davanti al municipio la ghigliottina continua a tagliare nobili teste. Figlia di François Clary, un commerciante di sete che è riuscito a trasformare la sua bottega in uno dei più eleganti negozi di Marsiglia, Bernardine Eugénie Désirée non avrebbe nulla da temere da quei turbolenti anni seguiti alla grande rivoluzione. Ha natali borghesi e neanche una goccia di sangue blu in famiglia. Tuttavia, Etienne, il fratello maggiore, è stato accusato di oscuri misfatti e Désirée, insieme con la cognata Suzanne, si è recata alla Maison Commune per discolparlo. Lì ha conosciuto Joseph Bonaparte, un còrso in possesso di invidiabili qualità: tra le quali la conoscenza personale di Robespierre e, addirittura, un fratello generale. Désirée ha invitato Joseph e suo fratello Napoleone a casa Clary. Davanti a lei, il generale appare piccolo, con addosso niente che luccichi, né decorazioni né cordoni. Solo delle piccole spalline dorate. Il volto magro, dalla pelle tesa e bruciata dal sole, è incorniciato da capelli rosso-bruni che cadono fin sopra le spalle senza nessuna traccia di cipria. Quando ride, la sua faccia assume improvvisamente un aspetto fanciullesco e allora sembra più giovane di quanto in realtà non sia... Così comincia il romanzo che narra la vita di Désirée Clary, ragazza di Marsiglia che infranse il cuore di Napoleone Bonaparte e, dopo aver sposato il maresciallo Jean-Baptiste Bernadotte, divenne regina di Svezia e Norvegia col nome di Desideria.